9 feb 2020

The basketball diaries, Jim Carroll

"Oggi a scuola c'è stato il nostro annuale digiuno per il giorno del Ringraziamento a favore dei poveri neri e affamati che ci dicono che sarebbero un po' ovunque nel Sud. Tutti quelli control l'ingiustizia della povertà nel Sud non mangiano in segno di solidarietà. Sono sicuro che interessa un casino a un nero mezzo morto di fame del Mississippi che oggi io ho saltato il pranzo. [...] I gesti simbolici sono certamente gratificanti ma non sono molto nutrienti per nessuno. C'è qualcuno che lo mette nel didietro a tutti gli altri e a se stesso con idee imbecilli come quella messa in pratica oggi. Che fine fanno i piatti che sono stati preparati oggi? Tutto quel tacchino e purè di patate arriverebbe ridotto una schifezza se lo spedissimo nel Sud, anche fosse per posta aerea. Sarebbe stato interessante far notare che ci sono un casino di poveracci affamati anche in Columbus Avenue, tutta gente che non avrebbe sputato su un pasto gratis. Alcuni di loro però sono dei tossici e via dicento e senza dubbio avrebbero ridotto la mensa un casino bestiale, che poi le nere che vengono a fare le pulizie avrebbero sudato sette camicie a pulire tutto. Propongo che domani qualcuno sbatta simbolicamente una coscia di tacchino rinsecchita del pasto di oggi su per il culo di quella persona così umana che ha avuto la pensata di organizzare questa farsa."

1 feb 2020

Il libro degli esseri a malapena immaginabili, Caspar Henderson

"A seconda delle circostanze, i delfini possono emettere da otto a duemila click al secondo [...] e non inviano mai un nuovo click prima che sia tornato il precedente. I click e gli squittii possono localizzare un oggetto lontano chilometri, ma anche penetrare nella pelle di un essere umano o di un delfino a pochi metri di distanza e "vedere" on cuore che batte o i movimenti di un feto nell'utero."

"La selezione naturale ... è incommensurabilmente superiore ai deboli sforzi umani quanto le opere della natura lo sono rispetto alle opere d'arte" (Charles Darwin, L'origine delle specie.

"La tendenza a non credere alle storie di opulenza dei tempi passati è un fenomeno oggi ben conosciuto, noto come "sindrome da slittamento della linea di riferimento". Prendiamo come linea di riferimento, o parametro, l'abbondanza, la varietà e le dimensioni di animali e di altri organismi che abbiamo conosciuto nella giovinezza, e presumiamo che il mondo sia sempre stato così. A mano a mano che nel corso delle generazioni le risorse naturali diminuiscono, ai più giovani le "linee di riferimento" dei più anziani cominciano a sembrare tutte frottole."

"Nel 1995, macellando una balena franca della Groenlandia, un equipaggio di balienieri inupiat di Wainwright, in Alaska, ha trovato nel grasso dell'animale due punte d'arpione in pietra - un materiale non più usato a tale scopo da oltre un secolo".

18 gen 2020

Pensare come un antropologo - Matthew Engelke

"Quello che gli antropologi che studiano queste società hanno capito è che le persone avrebbero potuto lavorare di più, ma non volevano. Non avevano alcun impulso di tipo borghese. I loro erano valori diversi dai nostri. "I popoli più primitivi del mondo hanno pochi beni, - concludeva l'autore, - ma non sono poveri. [...] La povertà è uno status sociale e in quanto tale un'invenzione della civiltà".

""La lingua è la rappresentazione esteriore del genio dei popoli", scrisse Humboldt".

"Oggigiorno, non c'è una sola delle grandi società transnazionali che non possieda una divisione o una squadra dedicata alla "responsabilità sociale d'impresa"; [...] molti di questi programmi sono falliti o hanno addirittura peggiorato la situazione di partenza, spesso perché, nonostante l'impegno ribadito dai modernizzatori, ignoravano completamente ogni questione di ordine culturale."

"Alan Rusbridger vola per poche ore da Londra e si ritrova indietro nel tempo di 700 anni. [...] Molte persone non interpretano questi svolazzi come metafore: li vedono come letterali. Pensano che gli africani dell'Uganda rurale siano davvero intrappolati nel XIV secolo. La negazione della contemporaneità gode di ottima salute."

"Possiamo attenderci il percorso di minor resistenza nel regno della fisica, ma non sempre in quello della cultura. Tali pratiche apparentemente illogiche vanno dal potlach - la cerimonia praticata presso molte culture native americane lungo la costa nord-occidentale del Pacifico, in cui un gruppo legato dalla medesima discendenza dà via o brucia tutte le sue proprietà - al costo medio di un moderno matrimonio britannico [...]."

"Tale idea dello "spirito" dei marchi di qualità appartiene all'antropologo William Mazzarella, che l'ha esposta nel suo studio del 2003 su un'agenzia pubblicitaria di Mumbai. L'autore ci offre una consistente e stimolante analisi di come la hau possa risultare utile per fare luce sul fascino esercitato dai marchi moderni. I marchi di qualità riescono a sfocare la separazione tra soggetto e oggetto."

"ogni progetto di studio antropologico dovrebbe racchiudere al proprio interno qualcosa di alieno e diverso da noi  [...] Con questo approccio, l'antropologia dovrebbe sempre essere aperta alla possibilità di provare stupore e meraviglia."

"Quello delle vittime di Cernobyl rappresenta un caso particolarmente limpido di come, in molti contesti contemporanei, stiamo assistendo all'emergere di una cittadinanza biologica, le cui rivendicazioni non si basano sulla condizione umana ma su condizioni di salute pubblica."

1 gen 2020

The media is broken

Ce n'è voluto di tempo, ma iniziano ad accorgersene: "An event is really two things. It’s the event itself and then it’s the process by which we make meaning of the event. [...]
When a whole country sees events through a similar lens, then you don’t have to think a lot about the process people use to make meaning. It’s similar across the land. But when people in different regions and subcultures have nonoverlapping lenses, the process by which people make sense of events is more important than the event itself.
For reasons I don’t understand, we’ve had an epistemic explosion over the past few decades. Different American regions and subcultures now see reality through nonoverlapping lenses. 
[...] with some noble exceptions ... , we underreport on how meaning is made in different subcultures. You can’t make sense of reality without that. Often we throw up our hands: “Can’t these people see the facts?!?”"



18 dic 2019

Lettera a Internazionale

Visto che non mi hanno dato alcun cenno di averla letta, la pubblico anche qui.

Un abbonato di lunga data che non rinnoverà
Buongiorno, dopo quasi vent'anni di abbonamento a Internazionale, ho deciso che alla prossima scadenza non rinnoverò. Conoscendo l'inglese e avendo la fortuna di viaggiare molto per lavoro, continuerò a leggere molta stampa internazionale. La vostra rivista fornisce un servizio benemerito nel panorama disastrato dei mass media italiani. La ragione principale per cui non rinnoverò è che sempre più spesso la lettura di Internazionale mi mette di umore estremamente cattivo: il mondo è pieno di disastri, di politici incompetenti, di miliardari strafottenti e di intellettuali predicanti, e si fa fatica a scorgere un barlume in fondo al tunnel.
Ho scoperto che non sono l'unico a pensarla così quando ho incontrato il libro "You are what you read" di Jodie Jackson, che, in breve, spiega la differenza tra il giornalismo "problem-based" e quello "solution-based" e come il secondo sia molto più salutare del primo. Mentre all'estero ci sono vari esempi di riviste "solution-based" (ad esempio Positive News in UK è ottima), in Italia non ne ho trovate. Forse Internazionale potrebbe diventare quella rivista.
Un altro piccolo consiglio è quello di inserire delle guide alla pronuncia di nomi e toponimi scritti in alfabeti diversi dal latino. Personalmente preferirei che i nomi venissero traslitterati in qualcosa di immediatamente pronunciabile dal lettore italiano, ma se proprio non potete rinunciare alle d con la righetta islandesi o alle l sbarrate polacche, almeno spiegateci come pronunciarle. Per non parlare del rendere edotti i lettori del fatto che, ad esempio, in turco la c si pronuncia g dolce, rendendo così meno alieno il Caz Festival. Tenete a mente che spesso il lettore non sa nemmeno se pronunciare Bènetton o Benettòn: risparmiategli i diacritici sulle "vocali" arabe.
Vi comprerò ogni tanto, per vedere se mi avrete dato retta. Arrivederci.

17 ott 2019

Frasi fatte trite e ritrite

Me le appunterò qui man mano.

"ridda di proteste"
"l'esodo"
"la stangata"
"fanalino di coda"