May 17, 2017

Today in website stupidity

Il sito dell'aeroporto di Manchester che mi offre gli autonoleggi in Fiorini Ungheresi.


May 3, 2017

Lo sconforto

Cercando di pagare una multa al comune di Milano.

Password che scadono (perché? c'è il rischio che qualcuno mi paghi le multe?) e messaggi in inglese:

Errori incomprensibili (e adddebiti comunque ricevuti):

Ma soprattutto tanta tanta tanta competenza:

May 1, 2017

La mia esperienza con Microsoft Band

Il mio sogno d'amore con Microsoft Band 2 è durato poco meno di un anno. La band è stata il maldestro tentativo di Microsoft di entrare nel mercato dei cosiddetti "wearable"; venduta nella prima versione alla fine del 2014 e circa un anno dopo nella seconda, ne è stata conclusa la produzione a fine 2016, nonostante i fondi di magazzino rimangano tuttora in vendita a prezzi criminalmente alti.
La Band funzionava da "fitness tracker" (tramite la relativa app, disponibile non solo su Windows Phone ma anche su Android e IOS) e da interfaccia con email, calendario, sms, chiamate e altre funzioni del telefono.
Personalmente l'ho trovato un gadget ben fatto, completo e utile. La parte "fitness" con i sensori sul battito cardiaco, i raggi UV, e il calcolo delle calorie, credo valga tanto quanto tutti gli altri aggeggini simili (cioè ben poco più di un simpatico giochino) e non vale nemmeno la pena mettersi a disquisirne. L'integrazione col Windows Phone, però, era molto ben fatta: la possibilità di leggere un sms o le prime righe di un'email senza prendere in mano il cellulare mi è risultata utile molte volte, come anche la possibilità di vedere le chiamate in arrivo ed eventualmente "rimbalzarle" con uno degli SMS predefiniti.
Il punto debole -fatalmente debole- del gadget è stato il cinturino: la gomma tendeva a rompersi in corrispondenza del display in metallo (problema sorprendentemente non rilevato o ignorato in fase di quality assurance), costringendo, demenzialmente, a inviare all'assistenza tutta la Band, visto che il cinturino non era sostituibile separatamente.
In un anno di utilizzo, il cinturino s'è rotto due volte, con sorprendente precisione nello stesso momento sia a me che mia moglie, che l'abbiamo comprato insieme. La prima volta, l'assistenza Microsoft ha preso in carico le Band senza fiatare, restituendocele in pochi giorni, con un'efficienza sorprendente.
Alla seconda rottura, avvenuta dopo che Microsoft aveva già deciso di non proseguire nella produzione di una nuova generazione del gadget, il supporto ci ha fatto sapere che in caso non fossero disponibili scorte, ci sarebbe stato inviato un assegno di rimborso.
Non ci speravo molto, ma l'assegno è effettivamente arrivato, ufficializzando la fine dell'avventura Microsoft Band.
Mi rimane la sorpresa nel vedere un'azienda come Microsoft imbarcarsi in un progetto del genere, produrre due generazioni di un gadget relativamente complesso come questo, con risultati peraltro non cattivi visto il resto del mercato degli "smartwatch" (chiedere a uno dei rari possessori di Apple Watch per credere), e poi lasciarlo naufragare miseramente, tra l'altro dopo averlo immesso sul mercato con modalità demenziali (prezzi bassi in USA dove Windows Phone è irrilevante, prezzi alti in Europa dove la quota di mercato non è trascurabile). Misteri del capitalismo moderno.

Apr 20, 2017

Questo giro di filmoni

Rassegna dei filmoni visti su questo volo intercontinentale: Quo Vado di Checco Zalone, oh non è mica male. Recitazione per lo più canina da parte di tutti i protagonisti, ma la parte centrale del film, dove lui si "civilizza" in Norvegia, fa sorridere. Central Intelligence con The Rock e Kevin Hart, commedia d'azione (si dirà così?), non male nemmeno questo, filmetto inconsistente ma quando si tratta di agenti CIA gli americani ci sanno fare: Dwayne Johnson mi piace e il film si fa vedere. Eight Days A Week, documentario di Ron Howard sui Beatles degli anni '64-'66, ovviamente quasi tutto con sgangherati filmati d'epoca, un film the ti lascia un po' "boh" però non annoia mai, forse anche perché passi tutto il tempo aspettando qualche spezzone d'intervista più sostanzioso a Lennon o Harrison, e invece praticamente niente. Ho provato Manchester By The Sea, ma complice l'audio pessimo e la mancanza di sottotitoli, ho rinunciato dopo dieci minuti, peccato perché m'han detto che è bello.
Al colmo della disperazione mi sono anche ascoltato Who Is William Onyeabor? che ricordavo aver avuto una certa eco mediatica e qualche recensione positiva, e si tratta di una raccolta di ritmi afro-funk-elettronici ipnotici sempre sull'orlo della noia. Anche qui l'ascolto in aereo è stato sicuramente penalizzante, ma è uno di quei dischi dove ci sono sicuramente dei ritmi affascinanti ma che bisogna proprio essere in vena (o disperati, o senza via di scampo) per riuscire a sorbirselo tutto.

Apr 15, 2017

The High Line


Questa è l'High Line a New York, il riutilizzo di un tratto di linea ferroviaria come percorso pedonale e giardino. Mi ha fatto venire voglia di esaminare con attenzione i progetti presentati a Milano per il riutilizzo degli scali ferroviari dismessi, e mi ha ricordato gli scenari metropolitani descritti da Asimov nei suoi romanzi sulla Fondazione, con le città cresciute su centinaia di livelli e infine racchiuse da una grande cupola, e alle sue profezie futuristiche, con auto che si guidano da sole e scienziati che prevedono i comportamenti delle masse.
E mi fa anche pensare a come sarebbe bello finalmente separare i poveri pedoni dalle orribili auto, e a come si potrebbe farlo innalzando i pedoni sopra il traffico, proprio come fa l'High Rise. Un livello per le auto, uno per i pedoni. Sarebbe bellissimo.


Apr 10, 2017

Filmoni

I miei contatti con la cinematografia contemporanea si limitano ai lunghi viaggi in aereo, quindi ovviamente i miei pareri non valgono molto, ma d'altra parte mi rendono forse un osservatore più distaccato. Ho provato a vedere Boris Il Film e non so se l'audio era fuori sincro o semplicemente il suono non era in presa diretta, ma i primi minuti rasentavano l'inguardabile; se un film del genere non riesce a strapparti non dico una risata ma nemmeno un sorriso in un quarto d'ora allora è meglio lasciar perdere. Ho provato Rogue One, che riassumerei in due parole: noia mortale. Ho quindi capitolato su Quel Bravo Ragazzo di Maccio Capatonda e c., che nonostante sia basato sulla trama più scontata del mondo è un film divertente. Bravi Maccio, Herbert Ballerina, Tony Sperandeo e l'altro mafioso ambientalista (geniale, quando lo arrestano e dice ai poliziotti: "ma non potete prendervi una ibrida?"). Canini gli altri attori/attrici. Ho poi guardato una buona metà di Why Him? (in Italia "Proprio Lui?"), classica commedia semi-idiota americana che riesce a farsi guardare nonostante le gag al livello di "persona chiusa nel cesso che non sa far funzionare il water automatico". Geniale il modo in cui viene fatta una citazione di Clouseau/Kato. Rabbrividisco al pensiero di come abbiano potuto ridurlo col doppiaggio in italiano.
Mi sono poi guardato Shin Godzilla, giapponesata totale, su cui si potrebbe scrivere un libro intero. Dialoghi degni di Chiquito e Paquito e recitazione catatonica: è come ritrovarsi su un altro pianeta. M'ha fatto venir voglia di vedere film giapponesi.

Mar 24, 2017

L'uva passa mi dà più calorie

La cinematografia, la stampa, l'Internet italiana contemporanea mi buttano giù.
Giorni fa ho letto un articolo online che parlava dell'interessante film "Il pugile del duce", prodotto e distribuito dall'Istituto Luce Cinecittà. La prima cosa sconfortante è che cercando il nome del film, non esce il sito di Cinecittà tra i primi risultati. La seconda è che non è possibile trovare un elenco delle sale in cui il film viene proposto. Ci sono riuscito contattando Cinecittà via Twitter, i quali mi hanno mandato un file Word. :-(
Ieri ho letto un altro articolo in cui si parlava di "Dawson City - Il tempo tra i ghiacci", presentato dalla Cineteca di Bologna. Sono andato sul sito per cercare maggiori news, e...

La scheda del film c'è, per carità... però cosa lo mettete a fare il motore di ricerca se non cerca?