Aug 20, 2017

Odio

La grandezza di un capolavoro si può misurare anche con la sua capacità di individuare certi caratteri della società e rappresentarli così efficacemente da non patire il passare del tempo. 1984 di Orwell è esemplare.
"[...] gli impiegati stavano tirando fuori le sedie dai cubicoli e le stavano raggruppando al centro della sala, davanti al grande teleschermo, in preparazione dei Due Minuti d'Odio. [...] Come al solito, la faccia di Emmanuel Goldstein, il Nemico del Popolo, era apparsa sullo schermo. [...] I programmi dei Due Minuti d'Odio variavano a seconda dei giorni, ma non ce n'era nessuno in cui Goldstein non fosse la figura principale. [...] Tutti i delitti che erano stati commessi [...], tutti i tradimenti, gli atti di sabotaggio, le eresie, le deviazioni, ecc. erano sorti direttamente dal suo insegnamento. Era ancora vivo, in qualche parte del mondo, e stava preparando le sue cospirazioni. Forse al di là del mare, con la protezione e il soldo dei sui padroni stranieri... [...] Goldstein stava sferrando il suo solito velenoso attacco alle dottrine del Partito, un attacco così manifestamente esagerato e perverso che avrebbe potuto accorgersene un bambino, eppure abbastanza plausibile da permettere l'allarmante sospetto che qualcun altro, di intelligenza ingeriore, ne potesse essere turlupinato. [...] Era davvero strano, tuttavia, che sebbene Goldstein fosse disprezzato e odiato da tutti, sebbene ogni giorno, migliaia di volte al giorno, dal podio, dal teleschermo, dai giornali, dai libri, le sue teorie fossero refutate, schiacciate, volte in ridicolo, e ad ogni modo esposte pubblicamente per quelle pietose stupidaggini che erano, nonostante ciò, la sua influenza non sembrava che stesse per nulla decrescendo. C'era sempre qualche ingenuo fresco fresco che aspettava di farsi sedurre da lui. [...]
Durante il suo secondo minuto, l'Odio arrivò al delirio La gente si levava e si rimetteva a sedere con gran rimestio, e urlava quanto più poteva [...].
In un momento di improvvisa lucidità, Winston si accorse che anche lui stava strillando come tutti gli altri [...]. La cosa più terribile dei Due Minuti d'Odio non consisteva tanto nel fatto che bisognava prendervi parte, ma, al contrario, proprio nel fatto che non si poteva trovar modo di evitare di unirsi al coro delle esecrazioni.

Jun 25, 2017

Nessuno ce la fa contro... la popillia.

Quindi uno si può documentare quanto gli pare, ma sembra che, in pratica, contro questa popillia japonica non ci sia niente da fare. Questo simpatico insettuccio sterminatore è arrivato nel parco del Ticino tre anni fa (e anche da me!) e a quanto dicono gli esperti non c'è speranza di eradicarlo.
Le regioni Lombardia e Piemonte stanno facendo campagne di cattura massale per cercare di tamponare la situazione, ma sconsigliano tale metodo ai privati, visto che non farebbe che attirare altri esemplari, oltre all'evidente schifezza del processo di raccolta e distruzione (tramite congelamento e tritatura!).
Le contromisure possibili includono l'irrorazione degli adulti con insetticidi (da evitare in fioritura!) o il tentativo di sterminio delle larve con bacillus thuringiensis varietà japonensis/aizawa (se ho ben capito, in primavera): attività parecchio complicata visto che le larve so ne stanno sottoterra.
Nel frattempo, ecco due simpatici esemplari che stanno divorando la mia vite.

Jun 17, 2017

Cos'è il razzismo

Ormai non si può più dare del razzista a nessuno, perché c'è sempre qualche distinguo, qualche "però", qualche giustificazione inoppugnabile per l'intolleranza verso il prossimo. Magari "razzismo" non è nemmeno la parola giusta per descrivere quel sentimento di rifiuto verso il prossimo sentito da una rumorosa parte di italiani. Però io il razzismo so cos'è.
Il razzismo è la cassiera del supermercato che ieri faceva il terzo grado a un musulmano circa il Ramadan: "ma quand'è che finisce questa roba qua del ramamdam?". Il razzismo è la mancanza di rispetto di dare a tutti del lei tranne a chi ha il colore della pelle diverso dal tuo, a cui puoi dare del tu. Il razzismo è quando la signora che sta mettendo via la sua spesa fa notare alla cassiera che "anche i cristiani in quaresima dovrebbero fare digiuno, è che loro sono più osservanti di noi", e la cassiera ovviamente guarda il dito e non la luna e si mette a sciorinare le sue personalissime e cattolicissime regole: "eh ma lì è il venerdì niente carne"... A me viene in mente che in Italia nemmeno i preti digiunano in Quaresima, la signora raccoglie le borse e se ne va.
Il razzismo è cercare la cattiveria anche dove non c'è, perché il razzista è malizioso e disonesto e cerca di trovare quei difetti nel prossimo per creare un nemico e potersi quindi assolvere: "eh ma la fate fare anche ai bambini questa roba qua?" - "no, i bambini no." - "e le donne incinte?" - "no le donne incinte no" - "e come fate a lavorare?" - "se uno è malato o sta male, può mangiare". Oh, non c'è niente da fare: il razzista non può averla vinta quando fa l'errore di parlare col suo prossimo. E' per questo che il razzista preferisce il comizio al dialogo.
Il pachistano se ne va via con il suo latte e le uova, e la cassiera può scatenarsi con me: "eh poi è chiaro che vanno fuori di testa e fanno gli attentati" - "boh mi sembra che se uno digiuna dalle 5 alle 21 non ce lo vedo tanto a fare gli attentati".
Il razzista, quando non trova sostegno nemmeno tra quelli uguali a lui, si rifugia quindi nelle asserzioni inconfutabili, in cui un'amica di una cugina che lavora in ginecologia le ha detto che "una di quelle lì" aveva appena partorito l'ennesimo figlio a soli 25 anni e la cugina che lavora in ginecologia le aveva detto che era un peccato fare così tanti figli da giovane, e "quella lì" le aveva risposto che lei faceva tanti figli perché così poi da grandi avrebbero ucciso i "nostri" di figli. Il razzista usa le leggende metropolitane perché non ha altro modo per esprimere il suo odio, che nasce dalla sua ignoranza e dalla sua cattiveria, non dalla cattiveria altrui. Per il razzista è normale dire "a quelli là" quanti figli fare.
Il razzista è quello che mugugna grugniti incomprensibili quando gli fai notare che suo nonno probabilmente aveva dieci fratelli o che i ricchi iscritti a Comunione e Liberazione fanno più figli degli immigrati egiziani.

C'era un'altra signora dietro di me, e poi tre cinesi. Razzismo è rifiutare la realtà, e la realtà è che la società multietnica è qui e ora, e che dovrebbe sembrarci una ricchezza e non una minaccia. Razzismo è proiettare i propri difetti su chi è diverso: "...e parlano sempre a voce alta!" Razzismo è non riuscire a comprendere il concetto che tu sarai sempre il terrone di qualcun'altro, sarai sempre il negro di qualcun'altro.
- "oh questi qua non si capisce niente quando parlano!"
- "è vero, sembra cinese."
Metto la carta, firmo qui, ecco lo scontrino, buonasera.

Jun 4, 2017

A world of assassination

Qualche giorno fa passavo davanti a un negozio di videogiochi e ho visto questa pubblicità qua. 

Trent'anni fa c'era chi si lamentava del fatto che i videogiochi (e i film, e i cartoni animati) fossero troppo violenti e quindi diseducativi e implicitamente suggeriva che Rambo e Van Damme e poi Doom e Duke Nukem 3D avrebbero allevato una generazione di ragazzini iperviolenti. Ovviamente, erano tutte chiacchiere senza senso, perché era chiarissimo a tutti quelli che guardavano Rambo o giocavano a Mortal Kombat che quelli erano solo giochi, era finzione. Era tutto talmente irrealistico e teatrale che non poteva essere preso sul serio e tantomeno scatenare istinti violenti nello spettatore.
Oggi la situazione è cambiata. I videogiochi e gli effetti speciali dei film sono estremamente realistici. Ma ciò che a mio parere è diventato pericoloso è l'assuefazione alla fredda violenza che pervade i nostri intrattenimenti. Puoi essere un cecchino, e sparare a chi passa per strada. Puoi essere un agente della CIA e spezzare il collo a venti o trenta agenti nemici senza che il regista si soffermi un attimo sulla sorte del malcapitato di turno. Puoi essere violento verbalmente o fisicamente nella vita reale e apparentemente subire solo raramente le conseguenze delle tue azioni. Puoi rimettere in circolo la realtà vera all'interno della realtà virtuale filmando molestie, stupri o decapitazioni e caricandoli su youtube, così che il circolo è completo.

E poi basta aprire il giornale per essere catapultati in un mondo apparentemente minacciato dal terrorismo globale, e sicuramente bersagliato dal terrorismo mediatico.

E allora io vorrei chiedere a quelli che hanno fatto il videogioco "Hitman" non tanto come mai gli è venuto in mente di fare un videogioco iperrealistico su un sicario, ma invece cosa gli passava per la testa quando hanno deciso di pubblicizzarlo con lo slogan "ENTER A WORLD OF ASSASSINATION".
No, grazie. Preferirei non entrarci, nel mondo di assassinio.

Jun 3, 2017

troppa roba

Oggi è uno di quei giorni che mi prende il disgusto per tutto il ciarpame che si accumula in cantina e in garage. Periodicamente faccio dei repulisti e ogni volta butto via caterve di roba. Oggi ho fatto tre sacchi più varia roba da portare in discarica. E ho solo intaccato la superficie... tipo il barattolo con l'avanzo di vernice di dieci anni fa che non si apre nemmeno più. La roba che non uso da secoli ma ancora utilizzabile, quella no, quella sogno ancora di riuscire a rifilarla a qualcuno. E come ogni volta mi son detto che questa è la volta che faccio un banchetto e vado al Mercatino di Baggio e metto tutto a un euro e sto lì finché non ho fatto fuori tutto, e quindi come ogni volta sono passato da là a vedere l'aria che tira, e ho visto che ci sono banchetti con decine di monitor VGA come il mio, decine di casse per hi-fi come le mie, eccetera eccetera. No, non c'è speranza.
Che fare, quindi? Beh, certo, intanto è meglio non comprare roba inutile. Però anche così la roba si accumula lo stesso: la parabola per il satellite a cosa ci serve, ora che c'è quella condominiale e peraltro il satellite non lo guardiamo neanche più? Niente, sta lì a occupare posto, insieme ai vasi per i fiori, ai modem, alle maniglie della cucina, allo spremiagrumi elettrico, accidenti a lui.

Quando si dice il software fatto bene

Ho appena aggiornato il Fritz!OS all'ultima versione tramite l'apposita funzione automatica dell'OS stesso, e questo è il messaggio che ricevo:

May 28, 2017

reti sociali

Ho trovato per caso un messaggio sul newsgroup it.inews.gcn che riassume perfettamente la differenza tra i newsgroup (Usenet) e i sedicenti "social network", e mi copio-incollo qui le parti salienti.

Usenet e' nato per il dialogo, la discussione, per il batti e ribatti, non per i sermoni unilaterali. 
Per le considerazioni personali esiste apposta il "diario informatico" (Blog). Il blog non e' neanche obbligato ad ospitare commenti, che di solito sono la parte piu' debole del blog. [...]Ogni ambiente ha le sue peculiarita' e va usato per le sue caratteristiche tecniche. 
Usenet e' fatto per le discussioni, in un ambiente "distribuito" e senza padroni 
I forum web (con software php-BB o VBulletin) nascono anche loro per le discussioni, tranne che risiedono su un solo server e hanno un padrone in carne ed ossa 
I blog servono per pubblicare le opinioni dell'autore, per lo piu' corredate da commenti. 
facebook raccoglie le persone, e a ogni persona e' data la possibilita' di pubblicare il suo diario (blog personale). 


May 23, 2017

La mia esperienza con l'iPad

Comprai il mio iPad2 nel 2011, pochi mesi dopo l'uscita. A fine 2013, con l'upgrade a iOS7, il tablet mostrava i primi problemi, alcuni dei quali introdotti in maniera alquanto sospetta. Con l'upgrade a iOS7 Apple rimuoveva inoltre la possibilità di ritornare alla versione precedente, iOS6. Una mossa giustificata dalla necessità di firmare digitalmente le nuove release ma che di fatto porta alla luce del sole la politica di planned obsolescence su cui Apple ha basato tutto il suo business. Le vendite dell'iPad2 venivano cessate tre anni dopo l'uscita, mentre il "supporto" software continuava a fare danni fino all'arrivo di iOS9.3.5, ultimo aggiornamento software rilasciato per questa piattaforma, a poco più di 5 anni dal primo rilascio. Come termine paragone, Microsoft supporta i sistemi operativi per 10 anni o più. Il fatto che l'iPad2 sia ora in balia di qualunque nuova vulnerabilità dovesse emergere in iOS9 è scandaloso ma in fondo importa poco, perché l'apparato è comunque ormai praticamente inutilizzabile. I lag introdotti da iOS7 non hanno fatto che peggiorare, rallentando le transizioni grafiche e la risposta del touch screen a livelli praticamente insopportabili. Non è possibile effettuare alcuna operazione senza un ritardo di circa un secondo, rendendo impossibile qualsiasi lavoro serio. Oltre al danno, il malcapitato possessore di iPad2 deve subire anche la beffa di vedersi proporre aggiornamenti alle app per introdurre "supporto" a iOS10 o a feature di iOS9 non disponibili per l'apparato in questione.
Al di là del fiasco delle prestazioni, l'iPad non mi è mai risultato congeniale come strumento di lavoro, a causa di varie scelte implementative un po' sballate. La possibilità di "splittare" la tastiera in modo da renderla utilizzabile con i soli due pollici è eccellente ma l'implementazione lascia a desiderare in quanto spesso la tastiera "split" finisce sopra il testo che si deve digitare, con le comprensibili difficoltà. La modalità di cambio della luminosità dello schermo è demenziale: quando si visualizza il selettore "estraendolo" dal bordo inferiore del video, lo schermo si fa meno luminoso (come a passare "in secondo piano") e i cambiamenti in luminosità vengono mostrati solo per un breve istante, rendendo impossibile un'impostazione fine. Col passare delle release sono state introdotte una miriade di gestures necessarie a utilizzare varie funzioni: estrarre i settings dal bordo inferiore, visualizzare le notifiche dal bordo superiore, effettuare ricerche, visualizzare le app aperte per passare da una all'altra, eccetera: anche con un iPad dalle prestazioni impeccabili, fare qualcosa di paragonabile al multitasking richiede abilità di prestidigitatore.  Ah, la fotocamera dell'iPad2 era ed è pessima.
L'integrazione ("synch") con iTunes non m'è mai piaciuta, trovo l'interfaccia malfatta e "sincronizzazione" e backup male implementati.
In sostanza, nonostante alcuni esperimenti, non sono riuscito a utilizzare l'iPad2 per nessuno dei compiti "seri" che mi ero prefigurato: prendere appunti durante un incontro, presentare slides a un cliente (anche a causa della necessità di adattatori, altra gallina dalle uova d'ora per Apple), creare semplici documenti, preparare mail ben formattate o gestire un calendario.
L'ultimo esperimento di utilizzo dell'iPad2 si è concluso immediatamente in modo tragicomico: portato con me durante un breve viaggio a New York per consultare le mappe, qualche appunto turistico preso in precedenza e per poter usare eventuali app iOS, al risveglio del primo giorno si è presentato come nella foto, "da attivare", senza ragione alcuna, ovviamente solo tramite cavo USB, Mac e iTunes. Risultato: un mattone nello zaino per una settimana.
Tirando le somme, una pessima esperienza che mi terrà alla larga dai tablet Apple sicuramente per molto molto tempo.

Smart cities

Siamo nel 2017, e si parla di identità digitale, di servizi digitali al cittadino, di banda larga, fibra e smart cities. Intanto per andare a votare non basta avere un documento d'identità e non basta il registro del seggio elettorale, ma bisogna anche avere un ulteriore foglio di carta sul quale far mettere un bel timbrone ad ogni votazione. Il foglio di carta va conservato per anni. Quando i diciotto "spazi per la certificazione del voto" sono tutti occupati, bisogna andare in Municipio a farsi dare un nuovo foglietto. Non si capisce come facesse a stare in piedi la nostra democrazia prima dell'invenzione della Tessera Elettorale.
In quindici anni ho votato diciotto volte. Credo di essermene perse una o due al massimo. Mi è stato chiesto il voto in varie elezioni politiche e amministrative, utilizzando ogni volta un sistema elettorale diverso, con voti normali o disgiunti, preferenze o liste bloccate, e mi è stata chiesta un'opinione sui temi più svariati, dalle cellule staminali alle trivelle petrolifere.

Sono andato una prima volta all'ufficio elettorale del mio comune per richiedere una nuova tessera, e ho scoperto che l'ufficio è aperto tutte le mattine, tranne la domenica e il mercoledì. Ovviamente era mercoledì.
Oggi sono andato nuovamente, e mi hanno detto che non hanno la carta per le nuove tessere, e che la carta arriva il 5 giugno e che "può venire chiunque con la tessera vecchia e gli diamo quella nuova". Ci sono le elezioni comunali l'11 giugno e mi pare normale, essendo in Italia, che si possa provvedere a rifare le tessere solo nei cinque giorni precedenti (perché il Mercoledì è chiuso). Che se uno non è fortunato come me e non può prendere un permesso dal lavoro, vuol dire solo sabato 10 giugno.
Quindi, se tutto va bene, con sole tre visite al Municipio avrò la mia nuova tessera elettorale.