Jun 30, 2016

Chi sta uccidendo il capitalismo (spoilers)

Oggi ho letto un interessante editoriale sul New York Times, che rivela i responsabili del fallimento prossimo venturo del capitalismo: [spoiler] i conservatori liberisti populisti di destra.


Ovviamente la storia è un po' più complicata di così, ma per quello basta leggersi l'articolo. Però un passaggio in particolare me lo voglio proprio segnare: "Il voto per il cosiddetto Brexit è stato guidato da un non ben definito sentimento, diffuso tra i lavoratori bianchi più anziani e dalla scarsa cultura, di essere stati sorpassati, condannati da forze al di là del loro controllo a un posto di lavoro insicuro con un magro stipendio in un mondo dove il loro benessere è minacciato non solo da lavoratori asiatici sottopagati in giro per il mondo, ma anche vicino a casa da ondate di immigrati dal diverso colore della pelle e religione. E' la stesso tipo di frustrazione che sostenne i partiti proto-fascisti in tutta Europa. E' la stessa rabbia che alimenta la candidatura di Trump negli Stati Uniti."

Jun 18, 2016

Epifanie

"Like the beat, beat, beat
of the tom-tom
When the jungle shadows fall
Like the tick tick tock of the stately clock
As it stands against the wall"
Night and day, Cole Porter

"Listen to the beat beat beat
of the song song
Buzzing in my head head head
Like a bum dum"
King Kong five, Manu Chao

Jun 4, 2016

La situazione ci è sfuggita di mano

L'abuso di LSD tra gli sviluppatori di pagine web ha raggiunto livelli allarmanti.


May 17, 2016

Abbiamo le prove

I merli mi mangiano le ciliegie.



Esercizi di parità dei sessi

Io penso che, al fine di misurare quanto i due sessi non siano per niente "pari", sia utile riflettere sugli stereotipi, sui luoghi comuni, utilizzati dalla comunicazione di massa, e accorgersi, ad esempio, di come continuino non solo a esistere due universi ben distinti di cose "da donna" e cose "da uomo", ma anche come certi atteggiamenti, comportamenti, espressioni siano esclusivamente legati a solo uno dei due sessi.
Ad esempio, la donna che si libra estatica sull'acqua nella pubblicità di questo water.

Ecco, l'esercizio di oggi è semplicemente questo: immaginatevi questa pubblicità con un uomo che fa la stessa cosa.

Sul "cuore" in basso a destra, invece, stendiamo un velo pietoso, non prima, però, di aver immaginato, per un attimo, un "cuore" maschile.

Apr 30, 2016

Anatema

Dovrei ricordarmi di raccogliere tutti gli esempi del fatto che alla Apple, in fatto di scrivere software, sono dei dilettanti.
Qualcuno mi sa spiegare perché iTunes fa vedere alcuni titoli di album per intero e altri li abbrevia?

Bici a noleggio


Tempo fa ebbi un'infruttuosa discussione con un anonimo rappresentante del servizio clienti di BikeMI, il servizio di biciclette a noleggio del Comune di Milano. La mia domanda era -a mio parere- semplice: come mai è necessario completare una laboriosa procedura di registrazione per poter usufruire del servizio, mentre in altre città (e citavo il caso di Miami) è sufficiente recarsi a una stazione di noleggio e strisciare una carta di credito per poter prelavare una bici qualunque?
I gentili rappresentanti dell'ATM o non capivano o non erano interessati a darmi una risposta utile, quindi dopo un po' ho lasciato perdere.
La settimana scorsa, a Boston, stessa procedura: vai alla macchinetta, passi la carta di credito, selezioni quante bici vuoi (una o due), e la macchinetta ti fornisce due bigliettini con un codice per sbloccare la bici. Inserisci il codice e vai.
BikeMi, invece, funziona solo tramite abbonamento, che consiste in una registrazione preventiva e soprattutto nel comunicare all'ATM il proprio numero di carta di credito, che rimarrà quindi conservato forever and ever nei sicurissimi archivi del Comune di Milano anche se il servizio non verrà mai usufruito. Il turista di passaggio? si attaccherà -letteralmente- al tram.

Ciao Bella Boston

Visita in the USA: si inizia con un classico.


Piattini:

Papa Razzi:

Questo invece è "autentico" nel senso che perlomeno si trova nel quartiere italiano, il North End:

Orto 2016


Apr 25, 2016

bentornati in Italia

Alitalia non ti delude mai: accedo al sito Millemiglia e cosa mi propone? la pagina di iscrizione.
Ma la cosa migliore è che siamo nel 2016 e questi qua non sanno gestire le lettere accentate. Povero signor Viganò.


bonus:

Gestione dell'input a carico dell'utente
Lessico arcano:

Mar 19, 2016

Arrivano i barbari

Ho letto recentemente un paio di articoli a proposito della prossima apertura di Starbucks in Italia, precisamente a Milano, e le reazioni riportate dal giornale mi hanno stupito. Tutti gli interpellati tranne uno hanno preso sotto gamba e in alcuni casi quasi deriso la scelta di Starbucks. Nino Pascale di Slow Food è perentorio: "potranno forse trovare una nicchia [di mercato], ma non avrà alcun impatto sulla cultura italiana del cibo". Orlando Chiari, ottantaduenne proprietario del Camparino "dubita che Starbucks diventerà un protagonista del mercato italiano". E giù giù fino all'uomo della strada, in questo caso una professoressa quarantenne, che arriva a definire la decisione "poco intelligente".
Di queste dichiarazioni mi colpiscono due cose: la prima è che gli intervistati mi sembrano aggrappati a un'idea di "cultura del cibo" che in Italia si sta invece sgretolando, e non da oggi. Che l'Italia continui, sotto questo punto di vista, ad essere superiore a gran parte dei paesi occidentali, secondo me non ci piove; ma forse sarebbe il caso di guardare un po' meno gli show televisivi di cucina e un po' di più quello che abbiamo nel piatto e negli scaffali dei supermercati. Il cibo che mangiamo a casa o al ristorante è sempre più "junk", la sedicente alta cucina si fa strapagare e contemporaneamente spopolano gli all you can eat. Fa piacere sentirsi superiori, ma dai quattro salti in padella in poi abbiamo imboccato una china senza troppe vie d'uscita.
L'altro aspetto, collegato al primo, è la sufficienza con cui, apparentemente, gli italiani guardano alle iniziative delle corporation USA. Starbucks apre in Italia? e checcefrega, intanto il caffè siamo abituati a prenderlo al volo al banco, figurati chi va a bersi quella brodaglia, e via di luoghi comuni. C'è un termine di cui gli americani abusano mentre qua da noi è praticamente sconosciuto: disruptive. Disruptive è l'idea che cambia le carte in tavola, che interrompe e fa deragliare le abitudini precedenti. E' la chiave del capitalismo statunitense: inventare un modo completamente nuovo per fare cose vecchie, o addirittura inventare cose totalmente nuove e insegnarci ad averne bisogno e usarle. Uber è disruptive nel mercato dei taxi, Airbnb è disruptive nel mercato alberghiero, eccetera. Come ben sappiamo, la risposta italiana alle iniziative disruptive è il protezionismo: dei tassisti, dei farmacisti, dei notai, eccetera. O, al limite, l'economia in nero.
Ora io non so predire come o se Starbucks avrà successo, ma non posso non pensare che il primo passo verso la vittoria è avere dei rivali che ti sottovalutano. Starbucks farà breccia tra le mamme sfaccendate che già oggi passano ore davanti a un cappuccino dopo aver depositato i pargoli a scuola? o forse fornirà un luogo dove studiare e fare due chiacchiere a migliaia di studenti universitari che oggi si barcamenano in aule di fortuna in atenei sempre più sgangherati? o i milanesi imbruttiti inizieranno a indire meeting da Starbucks per fare un briefing o un brainstorming? Chissà. Ma d'altronde il proprietario del Camparino c'ha 82 anni, che gli frega a lui.

PS: a proposito di iniziative "disruptive", all'aeroporto di Newark tutti i ristoranti sono dotati di iPad al tavolo (uno per cliente) attraverso i quali ordinare (e andare su Internet, eccetera) e lettori di carta di credito per pagare (per non parlare del pagamento con le miglia della compagnia aerea). Il numero di camerieri è diminuito e i tempi di attesa anche.




Giardino

I miei limoni ormai sono sfasatissimi e maturano un po' quando gli pare.

Intanto il rosmarino è fiorito:

 E il ciliegio si sta preparando:

E gli spinaci sono stati seminati.

Gina Bellina & C.

Reduce da un viaggio negli USA, è normale portarsi a casa tanti bei ricordi di bellitalia, a cominciare dalla pizza di Aldo's: Gina Bellina. Era anche buona.


Ovviamente i negozi bellitaliani abbondano, specialmente in aeroporto:


Tagliare:




Per una volta, mettiamo anche qualche insegna italiana "vera": direttamente da The Hill, Saint Louis.







(anche se non si legge bene, qui sopra c'è scritto "Gran Premio della Montagna")


Bonus track 1: la traduzione automatica del menù di Nonna's, dove potete ordinare da un'ampia scelta di Lati:

Menù in forma di nonna:

O i cavolini di bruxelles del bambino pan-arrosto:


Bonus track 2: da Bucarest, Romania, il ristorante libanese Piccolo Mondo e altre storie.