Mar 24, 2017

L'uva passa mi dà più calorie

La cinematografia, la stampa, l'Internet italiana contemporanea mi buttano giù.
Giorni fa ho letto un articolo online che parlava dell'interessante film "Il pugile del duce", prodotto e distribuito dall'Istituto Luce Cinecittà. La prima cosa sconfortante è che cercando il nome del film, non esce il sito di Cinecittà tra i primi risultati. La seconda è che non è possibile trovare un elenco delle sale in cui il film viene proposto. Ci sono riuscito contattando Cinecittà via Twitter, i quali mi hanno mandato un file Word. :-(
Ieri ho letto un altro articolo in cui si parlava di "Dawson City - Il tempo tra i ghiacci", presentato dalla Cineteca di Bologna. Sono andato sul sito per cercare maggiori news, e...

La scheda del film c'è, per carità... però cosa lo mettete a fare il motore di ricerca se non cerca?

Mar 13, 2017

Siti fatti da gente che non ha mai usato Internet

Alitalia non si smentisce mai.
Su Chrome non si riescono a editare le date.

Su Firefox, invece, l'unica opzione è scorrere a ritroso tutti gli anni fino a quello della propria nascita.

Che peste vi colga!


PS: il bello viene quando stampi la carta d'imbarco:

Mar 11, 2017

Ma tu guarda il caso

Giusto ieri mi chiedevo cosa fosse successo alle copie digitali del Sole 24 all'inizio del 2016:

Oggi:


Mar 9, 2017

Quotidiani italiani oggi

Siccome ho visto in giro cifre un po' strane, sono andato alla fonte. Nel mese di gennaio 2017, tolti i quotidiani sportivi e considerati anche gli abbonamenti, sono state vendute poco più di 2 milioni di copie di quotidiani, che significa circa 68500 copie al giorno.
Non sorprende che di queste solo poco più di 8000 arrivino tramite abbonamento (vista l'inaffidabilità delle Poste che dissuade iniziative del genere) e circa 6500 siano copie digitali (vista la nostra arretratezza a riguardo).

Sessantottomila giornali per circa 25 milioni di nuclei familiari.

Numeri che mi sembrano incredibili, tanto sono drammatici. 68500 copie su 8000 comuni, il che significa che ci sono centinaia o forse migliaia di comuni dove non si vende nemmeno un quotidiano.



Doom architecture at its best

IAD Dulles airport, Washington DC, USA.

Feb 26, 2017

Idiozia web-based

Cliccare sulla preview di un'immagine per aprire un'immagine più piccola della preview stessa. Oggi, sui vostri schermi, su Linkedin e Twitter.



 

Primi dell'anno




Jan 29, 2017

L'editoria

In Italia, perlomeno.

"Il giorno dopo andai alla Garamond. [...] "Vede, in ogni casa editrice c'è un tipo che è indispensabile perché è l'unica persona in grado di ritrovare le cose nel disordine che crea. Ma almeno, quando si perde un manoscritto, si sa di chi è la colpa." 
"Perde anche i manoscritti?"
"Non più di altri. In una casa editrice tutti perdono i manoscritti. Credo sia l'attività principale. Ma bisogna pure avere un capro espiatorio, non le pare?" [...]
"Ma senta. Quando vedo in giro i libri della Garamond, mi sembrano edizioni molto curate e avete un catalogo ricco. Fate tutto qui dentro? In quanti?"
"Di fronte c'è uno stanzone con i tecnici, qui a fianco il mio collega Diotallevi. Ma lui cura i manuali, le opere di lunga durata, lunghe da fare e lunghe da vendere, nel senso che vendono a lungo. Le edizioni universitarie le faccio io. Ma non deve credere, non è un lavoro immenso. Oh dio, su certi libri mi ci appassiono, i manoscritti debbo leggerli, ma in genere è tutto lavoro già garantito, economicamente e scientificamente. Pubblicazioni dell'Istituto Tal dei Tali, oppure atti di convegni, curati e finanziati da un ente universitario. Se l'autore è esordiente, il maestro fa la prefazione e la responsabilità è sua. L'autore corregge almeno due mandate di bozze, controlla citazioni e note, e non prende diritti. Poi il libro viene adottato, se ne vendono mille o duemila copie in qualche anno, le spese sono coperte... Nessuna sorpresa, ogni libro è in attivo." [...]
"Le collane della Garamond avevano nomi seri e pensosi, come Studi Umanistici o Philosophia. Le collane della Manuzio avevano nomi delicati e poetici: Il Fiore che Non Colsi (poesia), La Terra Incognita (narrativa), L'Ora dell'Oleandro (ospitava titoli tipo Diario di una fanciulla malata), L'Isola di Pasqua (mi parve saggistica varia), Nuova Atlantide [...]. il signor Garamond possedeva due case editrici, ecco tutto." [...]
"La Manuzio era una casa editrice per APS. Un APS, nel gergo Manuzio, era - ma perché uso l'imperfetto? gli APS sono ancora, laggiù tutto continua come se nulla fosse accaduto, [...]. Un APS è un Autore a Proprie Spese e la Manuzio è una di quelle imprese che nei paesi anglosassoni si chiamano "vanity press". Fatturato altissimo, spese di gestione nulle. [...] Il sistema Manuzio era molto semplice. Poche inserzioni sui quotidiani locali, le riviste di categoria, le pubblicazioni letterarie di provincia, specie quelle che durano pochi numeri. Spazi pubblicitari di media grandezza, con foto dell'autore e poche righe incisive: "un'altissima voce della nostra poesia", oppure "la nuova prova narrativa dell'autore di Floriana e le sorelle". [...] "Prenda il caso De Gubernatis. Tra un mese, [...] una telefonata del signor Garamond lo invita a cena con alcuni scrittori. [...] viene presentato al commissario Caio, tutti i servizi aeroportuali sotto il suo controllo, ma soprattutto l'inventore, l'apostolo del Cosmoranto, il linguaggio per la pace universale, che se ne sta discutendo all'Unesco. Poi il professor Tizio, forte tempra di narratore, premio Petruzzellis della Gattina 1980 [...] e la nostra squisita poetessa, la gentile Olinda Mezzofanti Sassabetti [...]. Belbo mi confidò che si era chiesto a lungo perché tutti gli APS di sesso femminile firmassero con due cognomi, Lauretta Solimeni Calcanti, Dora Ardenzi Fiamma, Carolina Pastorelli Cefalù. [...]
"Poi la mattina dopo Garamond gli dirà: ieri sera non ho osato parlare per non umiliare gli altri, che cosa sublime, non dico i rapporti di lettura entusiasti, dirò di più, positivi, ma io stesso in prima persona ho passato una notte su queste pagine. Libro da premio letterario. Grande, grande. [...] E Garamond dirà che sul valore dell'opera non si discute neppure un secondo, ma è chiaro che è una cosa in anticipo sui tepmi, e quanto a copie non si andrà al di laà delle duemila, duemilacinque al massimo. [...] Di fronte al rischio che Garamond si tiri indietro, dopo che tutti in casa, in paese, in ufficio, sanno che ha presentato il manoscritto a un grande editore di Milano, De gubernatis farà i suoi conti. Potrebbe estinguere il libretto al portatore, chiedere la cessione del quinto, fare un mutuo, vendere quei pochi BOT, PArigi val bene una messa. Offre timidamente di partecipare alle spese. Garamond si mostrerà turbato, la Manuzio non usa, e poi via - affare fatto, mi ha convinto, in fondo anche Proust e Joyce hanno dovuto piegarsi alla dura necessità, i costi sono tot, noi ne stampiamo per ora duemila copie, ma il contratto sarà per un massimo di diecimila. Calcoli che duecento copie vengono a lei, omaggio, per inviarle a chi vuole, duecento sono di invio stampa [...] e ne distribuiamo milleseicento. E su queste, lo capisce, niente diritti per lei, ma se il libro va, ristampiamo e a quel punto lei si prende il dodici per cento."
"Avevo visto il contratto tipo che de Gubernatis, ormai in pieno trip poetico, avrebbe firmato senza neppure leggere, [...] L'APS doveva giungere esausto [...] dove si dice che diecimila è la tiratura massima ma non si parla di tiratura minima, che la somma da pagare non è ancorata alla tiratura, [...] e soprattutto che entro un anno l'editore ha il diritto di mandare al macero le copie invendute, a meno che l'autore non le rilevi a metà prezzo di copertina. Firma."
Il lancio sarebbe stato satrapico. Comunicato stampa di dieci cartelle, [...] tanto nelle redazioni dei giornali sarebbe stato cestinato. Stampa effettiva: mille copie in fogli stesi di cui solo trecentocinquanta rilegati. Duecento all'autore, una cinquantina a librerie secondarie e consorziate, cinquanta alle riviste di provincia, una trentina per scaramanzia ai giornali, nel caso gli avanzasse una riga tra i libri ricevuti." [...] "Nell'estate sarebbe arrivato il premio Petruzzellis della Gattina, creatura di Garamond. Costo totale: vitto e alloggio per la giuria, due giorni, e Nike di Samotracia in vermiglione. Telegrammi di felicitazione degli autori Manuzio.
Sarebbe infine arrivato il momento della verià, un anno e mezzo dopo. Garamond gli avrebbe scritto: Amico mio, lo avevo previsto, Lei è apparso con cinquant'anni di anticipo. Recensioni, lo ha visto, a palate, premi e consensi della critica, ça va sans dire. Ma copie vendute pochine, il pubblico non è pronto. [...]
Alla Manuzio sono rimaste 650 copie in fogli stesi, il signor Garamond ne rilega 500 e le invia contrassegno. Consuntivo: l'autore ha pagato generosamente i costi di produzione di 2000 copie, la Manuzio ne ha stampate 1000 e ne ha rilegato 850, di cui 500 sono state pagate una seconda volta. Una cinquantina di autori all'anno, e la Manuzio chiude sempre in forte attivo.
E senza rimorsi: distribuisce felicità."

Internet e Wikipedia

"Nelle pareti del cubicolo c'erano tre orifizi. A destra del dittografo, un piccolo tubo pneumatico per le comunicazioni scritte; a sinistra, uno un po' più grande per i giornali, e infine, nella parete di lato, a portata della mano di Winston, una larga fessura oblunga, protetta da una grata di fil di ferro. Quello era il luogo per la carta straccia. Identiche fessure si aprivano a migliaia, anzi a diecine di migliaia, per tutto l'edificio, e non soltanto in ogni stanza ma anche, a brevi intervalli, in ogni corridoio. [...] Winston fece il segnale di "numeri arretrati" sul teleschermo e chiese le edizioni del Times incriminate, che uscirono dal tubo pneumatico dopo pochi minuti. La comunicazione che aveva ricevuto si riferiva ad articoli o notizie che per una ragione o l'altra si riteneva necessario modificare, ovvero, secondo quanto diceva la frase ufficiale, rettificare. Per esempio, secondo il Times del diciassette marzo, il Grande Fratello nel suo discorso del giorno avanti aveva predetto che il fronte dell'India meridionale sarebbe stato tranquillo e che, invece, una offensiva eurasiana sarebbe stata sferrata in breve nell'Africa del nord. Siccome era successo che l'Alto Comando eurasiano aveva sferrato l'offensiva nell'India meridionale e aveva lasciato stare l'Africa del nord, si rendeva necessario riscrivere un paragrafo del discorso del Grande Fratello, in modo da fargli predire esattamente ciò che era in effetti avvenuto."

Tutto già descritto, continua a ripetersi.

In 1984 (pubblicato nel 1949), Orwell scriveva: ..."la guerra era stata letteralmente ininterrotta, sebbene propriamente parlando, non fosse stata sempre la stessa guerra. [...] scoprire chi stava combattendo e contro chi stava combattendo, in questo o in quel momento, sarebbe stato impossibile perché non c'era alcunché di tramandato, sia a voce che per iscritto riguardo a qualsiasi schieramento che non fosse il presente. In quel momento, per esempio, [...] l'Oceania era in guerra con l'Eurasia ed era alleata con l'Estasia. In nessuna conversazione pubblica o privata era stato mai ammesso che le tre potenze, in qualsiasi tempo, fossero state raggruppate in uno schieramento diverso. Veramente, come Winston ricordava, erano solamente quattro anni che l'Oceania era in guerra con l'Eurasia e alleata dell'Estasia. [...] Ufficialmente, uno scambio di alleanze non era mai avvenuto. L'Oceania era in guerra con l'Eurasia, quindi l'Oceania era sempre stata in guerra con l'Eurasia. Il nemico del momento rappresentava il male assoluto, e ne conseguiva che qualsiasi alleanza, passata o futura, con lui diventava impossibile. [...] "Chi controlla il passato" diceva lo slogan del Partito "controlla il futuro: chi controlla il presente, controlla il passato." Eppure il passato, sebbene mutevole per la sua stessa natura, non era mai stato mutato. Tutto ciò che era vero allora, rimaneva vero da sempre e per sempre. Era semplicissimo. Tutto quel che si richiedeva era soltanto una serie infinita di vittorie sulla propria stessa memoria. "Controllo della realtà", lo chiamavano: e in neolingua bispensiero."
E anche: "La Neolingua era la lingua ufficiale in Oceania [...]. Ci si riprometteva che la Neolingua sostituisse l'Archelingua [...] press'a poco attorno all'anno 2050. Nel frattempo, tuttavia, essa guadagnava costantemente terreno [...]. Il sistema in uso nel 1984 [...], era del tutto provvisorio e conteneva molte parole superflue e forme arcaiche che sarebbero state soppresse a tempo debito. [...] Fine della Neolingua [era] soprattutto quello di rendere impossibile ogni altra forma di pensiero. Era sottinteso come, una volta che la Neolingua fosse stata definitivamente adottata, [...] un pensiero eretico [...] sarebbe stato letteralmente impensabile [...]. La Neolingua era intesa non a estendere, ma a diminuire le possibilità del pensiero; si veniva incontro a questo fine appunto, indirettamente, col ridurre al minimo la scelta delle parole."
Nel 1976 circa, nel suo piccolo, il piano di rinascita democratica recitava: "L'aggettivo democratico sta a significare che sono esclusi dal presente piano ogni movente od intenzione anche occulta di rovesciamento del sistema;  Il piano tende invece a rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori. [...]  Pregiudiziale è che oggi ogni attività trovi protagonista e gestore un Governo deciso ad essere non già autoritario bensì soltanto autorevole e deciso a fare rispettare le leggi esistenti. Così è evidente che le forze dell'ordine possono essere mobilitate per ripulire il Paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente".

Oggi il bispensiero e della neolingua sono al potere.
Nel suo piccolo Berlusconi poteva ancora far sorridere, con la sua crociata anti comunista e il suo "partito dell'amore", ma la lezione del Grande Fratello era già stata istituzionalizzata: la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza. Si può sostenere il contrario di ciò che si è.
Trump è l'iperbole di tale meccanismo, perché accusa i suoi nemici (che ovviamente oggi possono essere l'Estasia e domani l'Eurasia) di essere il male assoluto, per poi immediatamente passare ad adottare misure oggettivamente naziste.