02 ott 2017

La generazione

Ho ascoltato l'album di Mauro Giovanardi "La mia generazione", che mi ha fatto ricordare molte cose. La generazione "di Giovanardi" è quella delle canzoni degli anni '90, e Giovanardi ne fa parte non puramente anagraficamente ma in quanto autore di alcune di quelle canzoni, coi La Crus. A guardare l'anagrafe, la "generazione" di Giovanardi dovrebbe invece fare un album di cover anni '80. Questo per dire che il progetto è atipico nel fatto che si tratta di una rivisitazione della musica che quella generazione stava facendo piuttosto che quella che ascoltava prima di iniziare a fare musica, che è quello che invece, di solito, definisce una "generazione".
Io quella musica degli anni '90 l'ho subita e parzialmente assorbita frequentando i piccoli eventi musicali della provincia di Alessandria nella prima metà dei '90 e Radio Gold (ai tempi Radio Gold Popolare Network) nella seconda. Non è mai stato molto il mio genere, nonostante oggettivamente ne siano uscite varie pietre miliari. Ciò che non mi attirava ai tempi e ho ritrovato ascoltando Giovanardi, è il clima spesso nichilistico e cupo, estraniato e a volte allucinato, spesso disilluso e cinico, evocato dalla musica e dai testi. Varrebbe la pena esaminare in maniera più scientifica la musica "indie" di quel periodo, per scoprire qualcosa di più su quella "generazione".
La distonia tra me e Giovanardi è evidente proprio nei pezzi da me preferiti: "Non è per sempre" degli Afterhours diventa un gioco per infilarci quanto più suono-Beatles possible, ai limiti della presa in giro; l'unico altro pezzo pesante meno di una tonnellata incluso nella raccolta, "Aspettando il sole" di Neffa, viene anch'esso ridicolizzato (involontariamente?) infarcendolo di sbuffi... non ho capito, caro Mauro Ermanno, ma volevi fare lo spiritoso? o sei serio? Guarda, lasciamo stare, missione fallita in ogni caso.
Una nota a parte merita "Forma e sostanza", simbolo e, appunto, sostanza di quella "scena" indie che per qualche anno vendette un sacco di dischi anche senza l'aiuto dei social network, che grazie al cielo non c'erano ancora. Musicalmente la versione non ha il coraggio nè di cercare di competere col muro di chitarre della ditta Zamboni/Canali, nè di provare a inventare una nuova interpretazione. Vocalmente, purtroppo, l'impresa è impossibile fin dall'inizio, in quanto FeS è una di quelle canzoni che esiste perfetta così com'è solamente col salmodiare di Giovanni Lindo Ferretti. E Ferretti è uno di quelli che o ti ipnotizza o lo rifiuti, uno di quelli che imprime un marchio talmente forte sulle canzoni da renderne accettabile una reinterpretazione solo da parte di incoscienti pazzi geniali che sapessero mostrarne un nuovo volto, diverso ma altrettanto terrificante dell'originale. In una parola, ci vorrebbe un cantante punk. Giovanardi, Clementi e Godano non sono evidentemente quel tipo di personaggio.
Quella "generazione" era post-punk, post-wave(s), post-pop, e come tutti i figli puntualmente ignorava e tradiva i propri padri.

29 set 2017

Quel coso lì

Voglio iniziare a tenere una lista dei nomi con cui la gente si riferisce a questo coso qua sopra. Cioè, il coso che ci metti dentro una SIM 4G e fa da access point wi-fi.
Finora ho sentito:
ruterino
saponetta
ciabatta (giuro!)

Altre?

28 set 2017

Il solito disastro

I siti dei principali operatori italiani di telecomunicazioni sono una garanzia di pessima esperienza utente. Periodicamente devo utilizzare dei dongle wi-fi (come si dice in italiano?) e ogni volta è uno spasso.

Telecom che mi mostra l'offerta "Fittizia IP/lock VAS Bundle":

 Vodafone che va addirittura in tilt:

01 set 2017

La mia esperienza con Windows Phone

Dopo quattro anni di utilizzo di Lumia Windows Phone (con Windows 8 prima e con Windows 10 ora), visto che nonostante sporadiche uscite di nuovi modelli la piattaforma viene data per morta e i fan accaniti sono in attesa di un fantomatico Surface Phonesi possono tirare un po' di somme.
Diciamo subito che è difficile continuare ad amare questa piattaforma. Ciò che mi ci tiene attaccato è l'interfaccia grafica basata sulle "tile", a mio parere anni luce superiore a iOS e Android. Poi ovviamente c'è la suite di prodotti Microsoft: Office, Onedrive e soprattutto i gioielli meno noti come OneNote e OfficeLens, ad esempio. Il resto, purtroppo, è traballante. In primo luogo per la mancanza di app, che spesso non vengono nemmeno sviluppate per questa piattaforma, e quando ci sono spesso sono abbandonate in qualche versione "base" o bacata. I "player" maggiori ci sono ancora (ad esempio Uber), a parte ovviamente Google, in guerra aperta con Microsoft. Però segnali incoraggianti non ce ne sono: ad esempio, con Windows 10 l'app Kindle ha smesso di funzionare.
Qualche zappata sui piedi se l'è data anche la Microsoft, ad esempio con l'abbandono delle mappe e navigazione Here Nokia, dal quale l'app attuale deve ancora riprendersi.
Microsoft offre la possibilità di aderire al programma Insider, grazie al quale poter aggiornare il SO con versioni "preview", che però nel mio caso s'è tramutato in una fonte di infinite complicazioni dal quale sono potuto uscire solo tramite un reset.
Il mio Lumia 830 ha "solo" 1GB di RAM e quindi alcuni dei problemi che inizio a osservare potrebbero anche essere legati alla vetustà dell'apparato - apparentemente nessuno immagina che si possa utilizzare lo stesso telefono per più di un paio d'anni.
L'interazione tra l'app Photos e il resto del sistema è stata spesso problematica, con foto non disponibili alle altre app per lo sharing se non dopo molto tempo (!!), foto che non venivano backuppate su Onedrive, l'app Camera che si impallava, e disastri simili. Quasi tutto sembra essersi risolto con un reset dell'app di Onedrive, ma c'è sempre un po' di suspence quando si scatta una foto.
Anche OneNote ha dato problemi nell'interazione con la Camera e con il synch in generale, ma anche qui con gli ultimi upgrade sembra che la situazione si sia stabilizzata.
Il tasto hardware della fotocamera ha iniziato a essere un po' ballerino, ma qui forse non dovremmo biasimare troppo il telefono, quando l'utilizzo "da battaglia" che ne faccio.
Ogni tanto -raramente- capita ancora che alcune app facciano "i capricci" (Skype che non vuol saperne di farmi loggare, foto scattate che non appaiono), ma uno spegni-riaccendi risolve tutto.
Una caratteristica hardware che mi ha creato dipendenza è la ricarica wireless, alla quale non rinuncerei più.
Insomma, in casa teniamo un telefono Android senza SIM e un iPad2 praticamente inutilizzabile solo per installare le rare app "indispensabili", ma non ho ancora trovato una motivazione così forte da farmi ingoiare le orrende icone di Android o iOS. Quindi, lunga vita a Windows 10.