May 23, 2017

La mia esperienza con l'iPad

Comprai il mio iPad2 nel 2011, pochi mesi dopo l'uscita. A fine 2013, con l'upgrade a iOS7, il tablet mostrava i primi problemi, alcuni dei quali introdotti in maniera alquanto sospetta. Con l'upgrade a iOS7 Apple rimuoveva inoltre la possibilità di ritornare alla versione precedente, iOS6. Una mossa giustificata dalla necessità di firmare digitalmente le nuove release ma che di fatto porta alla luce del sole la politica di planned obsolescence su cui Apple ha basato tutto il suo business. Le vendite dell'iPad2 venivano cessate tre anni dopo l'uscita, mentre il "supporto" software continuava a fare danni fino all'arrivo di iOS9.3.5, ultimo aggiornamento software rilasciato per questa piattaforma, a poco più di 5 anni dal primo rilascio. Come termine paragone, Microsoft supporta i sistemi operativi per 10 anni o più. Il fatto che l'iPad2 sia ora in balia di qualunque nuova vulnerabilità dovesse emergere in iOS9 è scandaloso ma in fondo importa poco, perché l'apparato è comunque ormai praticamente inutilizzabile. I lag introdotti da iOS7 non hanno fatto che peggiorare, rallentando le transizioni grafiche e la risposta del touch screen a livelli praticamente insopportabili. Non è possibile effettuare alcuna operazione senza un ritardo di circa un secondo, rendendo impossibile qualsiasi lavoro serio. Oltre al danno, il malcapitato possessore di iPad2 deve subire anche la beffa di vedersi proporre aggiornamenti alle app per introdurre "supporto" a iOS10 o a feature di iOS9 non disponibili per l'apparato in questione.
Al di là del fiasco delle prestazioni, l'iPad non mi è mai risultato congeniale come strumento di lavoro, a causa di varie scelte implementative un po' sballate. La possibilità di "splittare" la tastiera in modo da renderla utilizzabile con i soli due pollici è eccellente ma l'implementazione lascia a desiderare in quanto spesso la tastiera "split" finisce sopra il testo che si deve digitare, con le comprensibili difficoltà. La modalità di cambio della luminosità dello schermo è demenziale: quando si visualizza il selettore "estraendolo" dal bordo inferiore del video, lo schermo si fa meno luminoso (come a passare "in secondo piano") e i cambiamenti in luminosità vengono mostrati solo per un breve istante, rendendo impossibile un'impostazione fine. Col passare delle release sono state introdotte una miriade di gestures necessarie a utilizzare varie funzioni: estrarre i settings dal bordo inferiore, visualizzare le notifiche dal bordo superiore, effettuare ricerche, visualizzare le app aperte per passare da una all'altra, eccetera: anche con un iPad dalle prestazioni impeccabili, fare qualcosa di paragonabile al multitasking richiede abilità di prestidigitatore.  Ah, la fotocamera dell'iPad2 era ed è pessima.
L'integrazione ("synch") con iTunes non m'è mai piaciuta, trovo l'interfaccia malfatta e "sincronizzazione" e backup male implementati.
In sostanza, nonostante alcuni esperimenti, non sono riuscito a utilizzare l'iPad2 per nessuno dei compiti "seri" che mi ero prefigurato: prendere appunti durante un incontro, presentare slides a un cliente (anche a causa della necessità di adattatori, altra gallina dalle uova d'ora per Apple), creare semplici documenti, preparare mail ben formattate o gestire un calendario.
L'ultimo esperimento di utilizzo dell'iPad2 si è concluso immediatamente in modo tragicomico: portato con me durante un breve viaggio a New York per consultare le mappe, qualche appunto turistico preso in precedenza e per poter usare eventuali app iOS, al risveglio del primo giorno si è presentato come nella foto, "da attivare", senza ragione alcuna, ovviamente solo tramite cavo USB, Mac e iTunes. Risultato: un mattone nello zaino per una settimana.
Tirando le somme, una pessima esperienza che mi terrà alla larga dai tablet Apple sicuramente per molto molto tempo.

Smart cities

Siamo nel 2017, e si parla di identità digitale, di servizi digitali al cittadino, di banda larga, fibra e smart cities. Intanto per andare a votare non basta avere un documento d'identità e non basta il registro del seggio elettorale, ma bisogna anche avere un ulteriore foglio di carta sul quale far mettere un bel timbrone ad ogni votazione. Il foglio di carta va conservato per anni. Quando i diciotto "spazi per la certificazione del voto" sono tutti occupati, bisogna andare in Municipio a farsi dare un nuovo foglietto. Non si capisce come facesse a stare in piedi la nostra democrazia prima dell'invenzione della Tessera Elettorale.
In quindici anni ho votato diciotto volte. Credo di essermene perse una o due al massimo. Mi è stato chiesto il voto in varie elezioni politiche e amministrative, utilizzando ogni volta un sistema elettorale diverso, con voti normali o disgiunti, preferenze o liste bloccate, e mi è stata chiesta un'opinione sui temi più svariati, dalle cellule staminali alle trivelle petrolifere.

Sono andato una prima volta all'ufficio elettorale del mio comune per richiedere una nuova tessera, e ho scoperto che l'ufficio è aperto tutte le mattine, tranne la domenica e il mercoledì. Ovviamente era mercoledì.
Oggi sono andato nuovamente, e mi hanno detto che non hanno la carta per le nuove tessere, e che la carta arriva il 5 giugno e che "può venire chiunque con la tessera vecchia e gli diamo quella nuova". Ci sono le elezioni comunali l'11 giugno e mi pare normale, essendo in Italia, che si possa provvedere a rifare le tessere solo nei cinque giorni precedenti (perché il Mercoledì è chiuso). Che se uno non è fortunato come me e non può prendere un permesso dal lavoro, vuol dire solo sabato 10 giugno.
Quindi, se tutto va bene, con sole tre visite al Municipio avrò la mia nuova tessera elettorale.

May 17, 2017

Today in website stupidity

Il sito dell'aeroporto di Manchester che mi offre gli autonoleggi in Fiorini Ungheresi.


May 3, 2017

Lo sconforto

Cercando di pagare una multa al comune di Milano.

Password che scadono (perché? c'è il rischio che qualcuno mi paghi le multe?) e messaggi in inglese:

Errori incomprensibili (e adddebiti comunque ricevuti):

Ma soprattutto tanta tanta tanta competenza:

May 1, 2017

La mia esperienza con Microsoft Band

Il mio sogno d'amore con Microsoft Band 2 è durato poco meno di un anno. La band è stata il maldestro tentativo di Microsoft di entrare nel mercato dei cosiddetti "wearable"; venduta nella prima versione alla fine del 2014 e circa un anno dopo nella seconda, ne è stata conclusa la produzione a fine 2016, nonostante i fondi di magazzino rimangano tuttora in vendita a prezzi criminalmente alti.
La Band funzionava da "fitness tracker" (tramite la relativa app, disponibile non solo su Windows Phone ma anche su Android e IOS) e da interfaccia con email, calendario, sms, chiamate e altre funzioni del telefono.
Personalmente l'ho trovato un gadget ben fatto, completo e utile. La parte "fitness" con i sensori sul battito cardiaco, i raggi UV, e il calcolo delle calorie, credo valga tanto quanto tutti gli altri aggeggini simili (cioè ben poco più di un simpatico giochino) e non vale nemmeno la pena mettersi a disquisirne. L'integrazione col Windows Phone, però, era molto ben fatta: la possibilità di leggere un sms o le prime righe di un'email senza prendere in mano il cellulare mi è risultata utile molte volte, come anche la possibilità di vedere le chiamate in arrivo ed eventualmente "rimbalzarle" con uno degli SMS predefiniti.
Il punto debole -fatalmente debole- del gadget è stato il cinturino: la gomma tendeva a rompersi in corrispondenza del display in metallo (problema sorprendentemente non rilevato o ignorato in fase di quality assurance), costringendo, demenzialmente, a inviare all'assistenza tutta la Band, visto che il cinturino non era sostituibile separatamente.
In un anno di utilizzo, il cinturino s'è rotto due volte, con sorprendente precisione nello stesso momento sia a me che mia moglie, che l'abbiamo comprato insieme. La prima volta, l'assistenza Microsoft ha preso in carico le Band senza fiatare, restituendocele in pochi giorni, con un'efficienza sorprendente.
Alla seconda rottura, avvenuta dopo che Microsoft aveva già deciso di non proseguire nella produzione di una nuova generazione del gadget, il supporto ci ha fatto sapere che in caso non fossero disponibili scorte, ci sarebbe stato inviato un assegno di rimborso.
Non ci speravo molto, ma l'assegno è effettivamente arrivato, ufficializzando la fine dell'avventura Microsoft Band.
Mi rimane la sorpresa nel vedere un'azienda come Microsoft imbarcarsi in un progetto del genere, produrre due generazioni di un gadget relativamente complesso come questo, con risultati peraltro non cattivi visto il resto del mercato degli "smartwatch" (chiedere a uno dei rari possessori di Apple Watch per credere), e poi lasciarlo naufragare miseramente, tra l'altro dopo averlo immesso sul mercato con modalità demenziali (prezzi bassi in USA dove Windows Phone è irrilevante, prezzi alti in Europa dove la quota di mercato non è trascurabile). Misteri del capitalismo moderno.

Apr 20, 2017

Questo giro di filmoni

Rassegna dei filmoni visti su questo volo intercontinentale: Quo Vado di Checco Zalone, oh non è mica male. Recitazione per lo più canina da parte di tutti i protagonisti, ma la parte centrale del film, dove lui si "civilizza" in Norvegia, fa sorridere. Central Intelligence con The Rock e Kevin Hart, commedia d'azione (si dirà così?), non male nemmeno questo, filmetto inconsistente ma quando si tratta di agenti CIA gli americani ci sanno fare: Dwayne Johnson mi piace e il film si fa vedere. Eight Days A Week, documentario di Ron Howard sui Beatles degli anni '64-'66, ovviamente quasi tutto con sgangherati filmati d'epoca, un film the ti lascia un po' "boh" però non annoia mai, forse anche perché passi tutto il tempo aspettando qualche spezzone d'intervista più sostanzioso a Lennon o Harrison, e invece praticamente niente. Ho provato Manchester By The Sea, ma complice l'audio pessimo e la mancanza di sottotitoli, ho rinunciato dopo dieci minuti, peccato perché m'han detto che è bello.
Al colmo della disperazione mi sono anche ascoltato Who Is William Onyeabor? che ricordavo aver avuto una certa eco mediatica e qualche recensione positiva, e si tratta di una raccolta di ritmi afro-funk-elettronici ipnotici sempre sull'orlo della noia. Anche qui l'ascolto in aereo è stato sicuramente penalizzante, ma è uno di quei dischi dove ci sono sicuramente dei ritmi affascinanti ma che bisogna proprio essere in vena (o disperati, o senza via di scampo) per riuscire a sorbirselo tutto.

Apr 15, 2017

The High Line


Questa è l'High Line a New York, il riutilizzo di un tratto di linea ferroviaria come percorso pedonale e giardino. Mi ha fatto venire voglia di esaminare con attenzione i progetti presentati a Milano per il riutilizzo degli scali ferroviari dismessi, e mi ha ricordato gli scenari metropolitani descritti da Asimov nei suoi romanzi sulla Fondazione, con le città cresciute su centinaia di livelli e infine racchiuse da una grande cupola, e alle sue profezie futuristiche, con auto che si guidano da sole e scienziati che prevedono i comportamenti delle masse.
E mi fa anche pensare a come sarebbe bello finalmente separare i poveri pedoni dalle orribili auto, e a come si potrebbe farlo innalzando i pedoni sopra il traffico, proprio come fa l'High Rise. Un livello per le auto, uno per i pedoni. Sarebbe bellissimo.


Apr 10, 2017

Filmoni

I miei contatti con la cinematografia contemporanea si limitano ai lunghi viaggi in aereo, quindi ovviamente i miei pareri non valgono molto, ma d'altra parte mi rendono forse un osservatore più distaccato. Ho provato a vedere Boris Il Film e non so se l'audio era fuori sincro o semplicemente il suono non era in presa diretta, ma i primi minuti rasentavano l'inguardabile; se un film del genere non riesce a strapparti non dico una risata ma nemmeno un sorriso in un quarto d'ora allora è meglio lasciar perdere. Ho provato Rogue One, che riassumerei in due parole: noia mortale. Ho quindi capitolato su Quel Bravo Ragazzo di Maccio Capatonda e c., che nonostante sia basato sulla trama più scontata del mondo è un film divertente. Bravi Maccio, Herbert Ballerina, Tony Sperandeo e l'altro mafioso ambientalista (geniale, quando lo arrestano e dice ai poliziotti: "ma non potete prendervi una ibrida?"). Canini gli altri attori/attrici. Ho poi guardato una buona metà di Why Him? (in Italia "Proprio Lui?"), classica commedia semi-idiota americana che riesce a farsi guardare nonostante le gag al livello di "persona chiusa nel cesso che non sa far funzionare il water automatico". Geniale il modo in cui viene fatta una citazione di Clouseau/Kato. Rabbrividisco al pensiero di come abbiano potuto ridurlo col doppiaggio in italiano.
Mi sono poi guardato Shin Godzilla, giapponesata totale, su cui si potrebbe scrivere un libro intero. Dialoghi degni di Chiquito e Paquito e recitazione catatonica: è come ritrovarsi su un altro pianeta. M'ha fatto venir voglia di vedere film giapponesi.