24 ott 2021

Lo sbiancamento dell'anima, Rocco Tanica

Qualcuno potrebbe essere tentato di liquidare sbrigativamente il libro di uno che si fa chiamare "Rocco Tanica", e in effetti non fatico a immaginarmi che piu' d'uno possa concludere la lettura con un bel "mah". A me pero' il libro e' piaciuto, non perche' sia un capolavoro della letteratura, ma perche' a modo suo mette effettivamente in luce certi aspetti intimi della vita dell'autore in cui capitera' piu' di una volta di riconoscerci.

Gli stupori del primo viaggio negli USA. La foto a Cesenatico. Le corse in bicicletta da bambini. Gli studi, i successi, i fallimenti, certi cantanti piemontesi, i Depeche Mode, le gaffe, le risate, i dolori, l'assurdita' di certe situazioni della vita, come quando una bara precipita nella fossa, o in Lapponia ti telefona Gianni Morandi.

Scrivere autobiografie non e' facile e mi spingo a dire che e' raramente necessario. Soprattutto se sei un personaggio pubblico del calibro di Rocco Tanica e non di Giucas Casella o Bruce Springsteen (leggere il libro per scoprire cosa accomuna gli ultimi due). Sergio Conforti si attiene onestamente al genere "memorie" e pubblica un libro che, senza troppe pretese e nascondendosi un po' dietro l'umorismo, ha piu' onesta' e sostanza di tanti altri best seller.
 

9 ott 2021

Dune, Frank Herbert

Io mi ricordo di aver letto piu' d'una intervista a scrittori famosi in cui il consiglio spassionato era quello di tagliare, tagliare, tagliare. Concisione soprattutto.

Ecco, purtroppo Frank Herbert non era molto d'accordo. OK, il libro era stato pubblicato originariamente in pezzi piu' brevi e raggruppato in seguito, ma le 500 e passa pagine avrebbero potuto comodamente essere la meta'. Soprattutto nel primo dei tre "libri" che compongono questo primo volume della trilogia originaria (!!) succede ben poco.

Non voglio certo sminuire un libro ormai diventato di culto, ma io rimango un estimatore della concisione, rispetto alle pagine e pagine buttate nella descrizione di situazioni irrilevanti.

Non stupisce che i tentativi di trasporre le vicende di Dune in film siamo finora falliti malamente - l'unica forma approcciabile sarebbe quella della serie TV (che infatti e' stata fatta, con discreto successo), proprio per la tendenza ad assecondare la prolissita' da parte degli odierni sceneggiatori made in USA.

Se si riesce a oltrepassare la meta' del libro, le cose iniziano infine a farsi interessanti, e indubbiamente il lettore rimane catturato dall'universo di Dune, soprattutto grazie a cio' che non viene detto nel libro. L'ecologia del pianeta inospitale, i miti messianici dei suoi abitanti, i sandworm... Non stupisce quindi il diluvio di sequel, prequel, spinoff e variazioni sul tema.

Pero' io i libri di 500 pagine, mi spiace, non li digerisco piu'.

29 set 2021

...che l'uomo stesso sta ancora faticosamente cercando di raggiungere...

"Without accepting any master, they live in friendly, independent, equitable peace with man. For this rate talent, which man itself still labors to achieve, we pay them homage".

[The private life of a cat (1974)]