17 gen 2022

I miei Lego. Puntata 1.

I Lego sono il gioco piu' bello che c'e', e coi pezzi che mi sono rimasti dopo gli sciagurati scambi di quand'ero bambino questo e' cio' che ho ricostruito.

Ricostruzione del set 918 con i pezzi rimastimi.




Ispirato dallo Space buggy set 886, che avrei potuto ripristinare uguale, ma preferisco cosi'.

Ispirato dalla Mobile tracking station set 452, mi sono fatto prendere la mano col rimorchio.









 



14 gen 2022

Viaggio al termine della notte, Céline

"La maggior parte della gente non muore che all'ultimo momento; altri cominciano e si prendono vent'anni d'anticipo e qualche volta anche di più. Sono gli infelici della terra"

"Dal momento che si diventa sempre più brutti e ripugnanti in quel gioco quando si invecchia, non si riesce nemmeno più a dissimularla la propria pena, il fallimento, si finisce per avere la faccia piena di quella brutta smorfia che impiega venti, trent'anni e più a risalire finalmente dal ventre alla faccia."

..."ma io cominciavo però, d'alta parte, a chiedermi se ce n'era da qualche parte, qualcuno di veramente vigliacco... Si direbbe che si può sempre trovare per chiunque una sorta di cosa per la quale lui è pronto a morire e subito e anche contento. Solo che non si presenta mica sempre l'occasione di una bella morte, l'occasione che ti farebbe piacere. Allora si va a morire come si può, da qualche parte... Resta lì sulla terra l'uomo con l'aria di un coglione per di più e di un vigliacco universale, solo niente convinto, ecco tutto."

"Non ne veniva fuori niente. La loro impotenza speculativa le obbligava a odiare senza alcuna chiarezza. Scoppiavano d'illogicità, vanità e ignoranza le signorine del negozio, e si stranivano soffiandosi mille ingiurie. Restavo malgrado tutto affascinato dal loro sconforto meschino."

"La gran fatica dell'esistenza non è forse insomma nient'altro che questo gran darsi da fare per restare ragionevoli venti, quarant'anni, o più, per non essere semplicemente, profondamente se stessi, cioé immondi, atroci, assurdi. L'incubo di dover sempre presentare come un piccolo ideale universale, un superuomo da mane a sera, il sottouomo zoppicante che ci hanno dato".

"Che vada matto per te una sola sera e non ti lascerà ma più quel figlio di padroni..."

https://ilmanifesto.it/la-linea-morale-del-signor-g/ 

http://amori-difficili.blogspot.com/2012/12/la-strada-tra-giorgio-gaber-e-paul.html

https://gianluigiagora.wordpress.com/2018/11/21/citazioni-letterarie-in-gaber-luporini-in-particolare-celine/ 


17 dic 2021

Peter D. Ouspensky - L'evoluzione interiore dell'uomo

Letture battiatesche.

"Perché non tutti gli uomini possono svilupparsi e divenire degli esseri differenti? La risposta è molto semplice. Perché non lo desiderano. Perché non ne sanno nulla e anche a parlargliene non capirebbero che cosa significhi, senza prima essere stati lungamente preparati."

"L'uomo è pieno di idee false su di sé. In primo luogo, non si rende conto di essere realmente una macchina. Ma cosa vuol dire: "L'uomo è una macchina?". Vuol dire che egli non ha movimenti indipendenti, né interiori, né esteriori. E' una macchina messa in moto da influenze e choc esteriori. Tutti i suoi movimenti, le sue azioni, parole, idee, emozioni, umori e pensieri sono provocati da influenze esteriori. [...] L'uomo è una macchina, ma una macchina molto speciale perché se le circostanze sono favorevoli ed essa è manovrata nel modo giusto, può rendersi conto di essere una macchina. E se ne diviene pienamente consapevole, può trovare i mezzi per cessare di essere una macchina."

"L'idea dell'essere e dei differenti livelli d'essere è completamente ignorata dal pensiero moderno. Al contrario, è opinione corrente che più ci sono divergenze e contraddizioni nell'essere di un uomo, più egli possa essere brillante ed interessante. In genere si ammette, sebbene tacitamente, ma talvolta anche apertamente, che un uomo possa vivere nella menzogna, essere egoista, vile, irragionevole, eprverso ed essere allo stesso tempo un grande uomo di scienza, un grande filosofo o un grande artista. Naturalmente è impossibile: infatti, benché questa incompatibilità di differenti caratteristiche in un solo essere, sia generalmente considerata come originalità, non è in realtà che debolezza. Non è possibile essere un grande pensatore o un grande artista con uno spirito perverso o incoerente, così come non è possibile essere un pugile professionista o un atleta da circo se si è malati di tisi. La diffusione di una simile idea, secondo cui incoerenza e amoralità sarebbero segni di originalità, a cagione di numerose ciarlatanerie scientifiche, artistiche e religiose del nostro tempo e, senza dubbio, di tutti i tempi."

12 dic 2021

Italo Calvino - Le città invisibili

"Pensai: "Si arriva a un momento nella vita in cui tra la gente che si è conosciuta i morti sono più dei vivi. E la mente si rifiuta d'accettare altre fisionomie, altre espressioni: su tutte le facce nuove che incontra, imprime i vecchi calchi, per ognuna trova la maschera che s'adatta di più"."

"E Polo: - Viaggiando ci s'accorge che le differenze si perdono: ogni città va somigliando a tutte le città, i luoghi si scambiano forma ordine distanze, un pulviscolo informe invade i continenti. Il tuo atlante costudisce intatte le differenze: quell'assortimento di qualità che sono come le lettere del nome."

"L'atlante del Gran Kan contiene anche le carte delle terre promesse visitate nel pensiero ma non ancora scoperte o fondate: la Nuova Atlantide, Utopia, la Città del Sole, Oceana, Tamoé, Armonia, New-Lanark, Icaria. [...] Già il Gran Kan stava sfogliando nel suo atlante le carte delle città che minacciano negli incubi e nelle maledizioni: Enoch, Babilonia, Yahoo, Butua, Brave New World."

Dalla postfazione di Pier Paolo Pasolini: "E indubbiamente , cioé secondo logica, Le città invisibili sono l'opera di un vecchio, o almeno di un uomo anziano, che ha visto passare la vita. Questa esperienza - che è la più importante che un uomo possa fare - fa sì che egli non riesca a vedere più il futuro come il futuro della propria vita, e nemmeno, ormai, come il futuro dei figli o dei nipoti [...]: no, l'esperienza dell'aver visto passare la vita equivale all'esperienza dell'aver visto passare tutta la possibile vita, la vita del cosmo. Il futuro si allarga quindi smisuratamente, e tutte le proporzioni del reale, con la sua razionalità e la sua morale, saltano. Resta soltanto il dato di tale esperienza - che dunque senza razionalità e senza morale, deve giustificarsi da sola, non potendo confrontarsi con niente altro che con le illusioni, e, d'altra parte, non avendo altro possibile sbocco che quello di esprimersi."