May 17, 2016

Abbiamo le prove

I merli mi mangiano le ciliegie.



Esercizi di parità dei sessi

Io penso che, al fine di misurare quanto i due sessi non siano per niente "pari", sia utile riflettere sugli stereotipi, sui luoghi comuni, utilizzati dalla comunicazione di massa, e accorgersi, ad esempio, di come continuino non solo a esistere due universi ben distinti di cose "da donna" e cose "da uomo", ma anche come certi atteggiamenti, comportamenti, espressioni siano esclusivamente legati a solo uno dei due sessi.
Ad esempio, la donna che si libra estatica sull'acqua nella pubblicità di questo water.

Ecco, l'esercizio di oggi è semplicemente questo: immaginatevi questa pubblicità con un uomo che fa la stessa cosa.

Sul "cuore" in basso a destra, invece, stendiamo un velo pietoso, non prima, però, di aver immaginato, per un attimo, un "cuore" maschile.

Apr 30, 2016

Anatema

Dovrei ricordarmi di raccogliere tutti gli esempi del fatto che alla Apple, in fatto di scrivere software, sono dei dilettanti.
Qualcuno mi sa spiegare perché iTunes fa vedere alcuni titoli di album per intero e altri li abbrevia?

Bici a noleggio


Tempo fa ebbi un'infruttuosa discussione con un anonimo rappresentante del servizio clienti di BikeMI, il servizio di biciclette a noleggio del Comune di Milano. La mia domanda era -a mio parere- semplice: come mai è necessario completare una laboriosa procedura di registrazione per poter usufruire del servizio, mentre in altre città (e citavo il caso di Miami) è sufficiente recarsi a una stazione di noleggio e strisciare una carta di credito per poter prelavare una bici qualunque?
I gentili rappresentanti dell'ATM o non capivano o non erano interessati a darmi una risposta utile, quindi dopo un po' ho lasciato perdere.
La settimana scorsa, a Boston, stessa procedura: vai alla macchinetta, passi la carta di credito, selezioni quante bici vuoi (una o due), e la macchinetta ti fornisce due bigliettini con un codice per sbloccare la bici. Inserisci il codice e vai.
BikeMi, invece, funziona solo tramite abbonamento, che consiste in una registrazione preventiva e soprattutto nel comunicare all'ATM il proprio numero di carta di credito, che rimarrà quindi conservato forever and ever nei sicurissimi archivi del Comune di Milano anche se il servizio non verrà mai usufruito. Il turista di passaggio? si attaccherà -letteralmente- al tram.

Ciao Bella Boston

Visita in the USA: si inizia con un classico.


Piattini:

Papa Razzi:

Questo invece è "autentico" nel senso che perlomeno si trova nel quartiere italiano, il North End:

Orto 2016


Apr 25, 2016

bentornati in Italia

Alitalia non ti delude mai: accedo al sito Millemiglia e cosa mi propone? la pagina di iscrizione.
Ma la cosa migliore è che siamo nel 2016 e questi qua non sanno gestire le lettere accentate. Povero signor Viganò.


bonus:

Gestione dell'input a carico dell'utente
Lessico arcano:

Mar 19, 2016

Arrivano i barbari

Ho letto recentemente un paio di articoli a proposito della prossima apertura di Starbucks in Italia, precisamente a Milano, e le reazioni riportate dal giornale mi hanno stupito. Tutti gli interpellati tranne uno hanno preso sotto gamba e in alcuni casi quasi deriso la scelta di Starbucks. Nino Pascale di Slow Food è perentorio: "potranno forse trovare una nicchia [di mercato], ma non avrà alcun impatto sulla cultura italiana del cibo". Orlando Chiari, ottantaduenne proprietario del Camparino "dubita che Starbucks diventerà un protagonista del mercato italiano". E giù giù fino all'uomo della strada, in questo caso una professoressa quarantenne, che arriva a definire la decisione "poco intelligente".
Di queste dichiarazioni mi colpiscono due cose: la prima è che gli intervistati mi sembrano aggrappati a un'idea di "cultura del cibo" che in Italia si sta invece sgretolando, e non da oggi. Che l'Italia continui, sotto questo punto di vista, ad essere superiore a gran parte dei paesi occidentali, secondo me non ci piove; ma forse sarebbe il caso di guardare un po' meno gli show televisivi di cucina e un po' di più quello che abbiamo nel piatto e negli scaffali dei supermercati. Il cibo che mangiamo a casa o al ristorante è sempre più "junk", la sedicente alta cucina si fa strapagare e contemporaneamente spopolano gli all you can eat. Fa piacere sentirsi superiori, ma dai quattro salti in padella in poi abbiamo imboccato una china senza troppe vie d'uscita.
L'altro aspetto, collegato al primo, è la sufficienza con cui, apparentemente, gli italiani guardano alle iniziative delle corporation USA. Starbucks apre in Italia? e checcefrega, intanto il caffè siamo abituati a prenderlo al volo al banco, figurati chi va a bersi quella brodaglia, e via di luoghi comuni. C'è un termine di cui gli americani abusano mentre qua da noi è praticamente sconosciuto: disruptive. Disruptive è l'idea che cambia le carte in tavola, che interrompe e fa deragliare le abitudini precedenti. E' la chiave del capitalismo statunitense: inventare un modo completamente nuovo per fare cose vecchie, o addirittura inventare cose totalmente nuove e insegnarci ad averne bisogno e usarle. Uber è disruptive nel mercato dei taxi, Airbnb è disruptive nel mercato alberghiero, eccetera. Come ben sappiamo, la risposta italiana alle iniziative disruptive è il protezionismo: dei tassisti, dei farmacisti, dei notai, eccetera. O, al limite, l'economia in nero.
Ora io non so predire come o se Starbucks avrà successo, ma non posso non pensare che il primo passo verso la vittoria è avere dei rivali che ti sottovalutano. Starbucks farà breccia tra le mamme sfaccendate che già oggi passano ore davanti a un cappuccino dopo aver depositato i pargoli a scuola? o forse fornirà un luogo dove studiare e fare due chiacchiere a migliaia di studenti universitari che oggi si barcamenano in aule di fortuna in atenei sempre più sgangherati? o i milanesi imbruttiti inizieranno a indire meeting da Starbucks per fare un briefing o un brainstorming? Chissà. Ma d'altronde il proprietario del Camparino c'ha 82 anni, che gli frega a lui.

PS: a proposito di iniziative "disruptive", all'aeroporto di Newark tutti i ristoranti sono dotati di iPad al tavolo (uno per cliente) attraverso i quali ordinare (e andare su Internet, eccetera) e lettori di carta di credito per pagare (per non parlare del pagamento con le miglia della compagnia aerea). Il numero di camerieri è diminuito e i tempi di attesa anche.




Giardino

I miei limoni ormai sono sfasatissimi e maturano un po' quando gli pare.

Intanto il rosmarino è fiorito:

 E il ciliegio si sta preparando:

E gli spinaci sono stati seminati.

Gina Bellina & C.

Reduce da un viaggio negli USA, è normale portarsi a casa tanti bei ricordi di bellitalia, a cominciare dalla pizza di Aldo's: Gina Bellina. Era anche buona.


Ovviamente i negozi bellitaliani abbondano, specialmente in aeroporto:


Tagliare:




Per una volta, mettiamo anche qualche insegna italiana "vera": direttamente da The Hill, Saint Louis.







(anche se non si legge bene, qui sopra c'è scritto "Gran Premio della Montagna")


Bonus track 1: la traduzione automatica del menù di Nonna's, dove potete ordinare da un'ampia scelta di Lati:

Menù in forma di nonna:

O i cavolini di bruxelles del bambino pan-arrosto:


Bonus track 2: da Bucarest, Romania, il ristorante libanese Piccolo Mondo e altre storie.



Jan 31, 2016

De Gregori dal vivo 21/2/1993

Cassettine / 2
Nei primi anni '90 il teatro comunale di Alessandria inseriva sempre nella sua stagione teatrale alcuni concerti di cantanti italiani, e io cercavo di andare a vederne il più possibile. Ricordo di aver visto Paolo Conte, Ivano Fossati (il giorno in cui morì Augusto Daolio), Fabrizio De André, Giorgio Gaber, Ligabue (nel 1990, faceva le cover di Because the night e Gloria) e chissà quanti altri che però credo di essermi segnato da qualche parte. Anche con Ligabue avevo il walkman, ma siccome eravamo proprio sotto il palco e l'avevo appoggiato su una spia, il risultato furono un paio d'ore (scarse) di distorsioni inascoltabili. Mi ricordo che forse un lento si riusciva anche ad ascoltare, ma dopo un po' di tempo riutilizzai le cassette per altro.
Mi avevano sconsigliato in molti di andare a vedere Francesco De Gregori: l'anno prima, credo, aveva fatto un concerto allo stadio e me lo avevano descritto totalmente ammutolito  ("buonasera" all'inizio e "buonanotte" alla fine) e freddo come un ghiacciolo.
Il concerto al Comunale fu invece completamente diverso e fortunatamente ho ancora le cassette. Nonostante l'entusiasmo del pubblico diventasse a tratti fastidioso, De Gregori chiacchierò tutta la sera e propose una bella scaletta, suonata benissimo, con l'inizio basato su Titanic ("una canzone a suo modo profonda") e poi i pezzi di Canzoni D'Amore, il suo album "rock" e forse quello che preferisco. Tra i frammenti memorabili della serata, l'introduzione a Viaggi e miraggi, dove prende in giro la commissione esaminatrice del Festival di San Remo (con un siparietto da cabaret su Awanagana), il racconto della storia di Sante Pollastri e Costante Girardengo (entrambi di Novi Ligure, a pochi chilometri da Alessandria), e una bellissima Festival, uno dei suoi pezzi migliori, omaggio a Luigi Tenco, di scuola genovese ma nato a Ricaldone, in provincia di Alessandria.
Nel chiuso del teatro e col walkman in grembo, ovviamente il suono è quello che è. Ho cercato di aggiustare un po' le distorsioni e il fruscio; la maggior parte del concerto è ascoltabile.

Le cassettine / 1

Sto iniziando a digitalizzare alcune audiocassette che registrai una ventina d'anni fa, quando, raramente, andavo ai concerti col walkman. La prima che ho usato, come esperimento, risale al 23 Luglio 1990: l'anno prima era uscito il disco di Elio E Le Storie Tese, e il cosiddetto rock demenziale andava per la maggiore; non faceva eccezione la rassegna I Palchi, che si teneva nei giardini della stazione (in realtà davanti al teatro comunale) di Alessandria con la benemerita missione di far conoscere gruppi musicali che proponevano musica propria, prima che le tribute band sommergessero tutto. Quella sera suonavano i "Karati con la kappa", i "Womiti kaldi" e i "Party life", se ben ricordo. O forse i Party life era un'altra volta. Non ricordo per quale ragione in particolare decisi di registrare i Womiti kaldi, però fu un concerto simpatico, e alcuni pezzi non sono male: Gita a Tortona, Noi novesi, Non conta il libretto, ma soprattutto Palmino (bambino onanista). Mi dicono che i WK sono ancora in giro, incredibilmente.
Ovviamente, si sente come si sente. Però magari a qualcuno fa piacere sentire una volta qualcosa di diverso.

Limoncello 2016 fase 2

Dopo che l'esperimento della marmellata è fallito miseramente (limoni lasciati troppo in ammollo), continua la preparazione del limoncello. Oggi ho fatto lo sciroppo e l'ho aggiunto all'infusione.