12 ott 2018

Italiani brava gente

Da Nigrizia: "Nella costruzione del mito “Italiani brava gente”, uno dei capisaldi è l’idea che Mussolini abbia fatto le leggi razziali «solo perché le ha imposte Hitler». Ammettere una responsabilità anche collettiva nel razzismo fascista di stato renderebbe difficile raccontarsi, poi, come un popolo eccezionalmente mite. Esse sono state derubricate, così, a umana debolezza nei confronti della volontà dell’unico vero cattivo: Hitler e, per estensione, il popolo tedesco."

10 ott 2018

Parole indigeste

Mi voglio appuntare questo bell'articolo letto sul manifesto. Eccone una parte: 
"Si tratta della comunicazione manipolatoria, che conduce chi la subisce a elaborare e memorizzare inconsapevolmente grandi moli di informazioni sapientemente impacchettate dentro l’implicito, dentro ciò che viene digerito anche senza essere stato masticato. O a considerare dato di fatto ciò che in realtà è mera opinione. «Penso che le sanzioni contro il popolo e il governo ungherese siano una follia, un atto politico di quell’Europa morente di sinistra che non si rassegna al cambiamento»: l’opinione di Salvini è che le sanzioni siano una follia e un atto politico di quell’Europa ecc.
SE LO CONFUTIAMO (Non è vero!), neghiamo la sua affermazione, cioè il fatto che le sanzioni siano una follia e un atto politico di quell’Europa ecc. Curiosamente, e diabolicamente, non c’è un modo diretto per confutare quell’Europa morente di sinistra che non si rassegna al cambiamento: il fatto che esista un’Europa di sinistra, che l’Europa di sinistra stia morendo, che l’Europa di sinistra non voglia il cambiamento, che il cambiamento sia inevitabile, pur essendo opinioni, vengono presentati come dati di realtà scontati, impacchettati dentro un nome complesso, che per sua natura è inaccessibile alla confutazione.
CHE LE SANZIONI siano o meno una follia, in fondo, non è il punto di centrale, ciò che conta davvero è stato messo al sicuro dentro una presupposizione.
Un’opinione, se infilata dentro la struttura giusta, diventa Veritas. Così, sentendo l’espressione le vere vittime del razzismo, siamo condotti a considerare scontato che ce ne siano di finte. Nell’udire che la pacchia è finita, siamo prepotentemente obbligati a dare per scontato che la pacchia sia esistita davvero, e non sia durata poco.
D’altra parte, che i migranti si trovino in una situazione straordinariamente vantaggiosa (significato della parola pacchia) sarebbe un messaggio difficile da argomentare fuori da una presupposizione.
SE IL LINGUAGGIO VIOLENTO si fa normalità nell’era della comunicazione globale, resistere alla violenza diventa affare di tutti. Come? Dobbiamo immunizzarci, conoscere l’antigene per poterlo neutralizzare, sviluppare anticorpi alla violenza linguistica, rifiutarci di digerirla."

4 set 2018

Poltergeist

Allora, è andata così: io avevo la mia library iTunes impostata su un disco USB collegato al mio Fritzbox e mappato sul Mac come un drive di rete. Tutto bene, a parte qualche periodico svarione di iTunes quando all'avvio non vedeva il drive di rete e reimpostava la library alla directory di default in locale.
Sono passato a un laptop Windows. Avevo messo la library iTunes su un disco esterno proprio per questa eventualità.
Per prima cosa, si scopre che non c'è modo di migrare la library senza dover copiare anche i file, cosa che per 140GB è un po' scomoda. Grazie Apple. Il file xml della library iTunes ha tutti i path dei file in formato MacOS e non voglio nemmeno pensare a cosa succederebbe se provassi a sostituirli con path Windows.
Proviamo allora a usare Windows Media Player: peccato che non riconosca gli album con CD multipli. Non c'è modo per riordinare le canzoni, e quindi un album triplo mostrerà tre "track 1", poi tre "track 2", eccetera.
Proviamo allora a usare VLC: peccato che l'interfaccia sia troppo spartana. Il problema maggiore, però, è che, nonostante io abbia aumentato i valori di buffering, VLC non riesca a suonare gli mp3 dal drive di rete senza frequenti interruzioni. Niente, archiviato anche questo tentativo.
A mali estremi, estremi rimedi: installo iTunes su Windows e provo ad aggiungere parte dei folder originali nella nuova library. Sembra che tutto vada per il meglio. iTunes legge i dischi multipli e l'interfaccia è molto simile alla versione Mac.
Peccato che guarda caso, un paio d'ore dopo l'esperimento, il disco di rete inizi a dare segnali di malfunzionamento. Il Fritzbox non riesce più a mapparlo. Lo disconnetto, lo riconnetto, sembra che vada, il Fritz lo vede, poi non lo vede più di nuovo. Quando è visibile, MacOS mi dice che la directory iTunes occupa 140GB, mentre Windows ne dichiara solo 18.
Disconnetto il drive dal Fritz e lo connetto a Windows: non lo vede. Lo connetto al Mac: non lo vede. Spengo e riaccendo: lo vede. Lo rimetto sul Fritz: lo vede. Poi non lo monta più. Lo riattacco al Mac. E così via con risultati sempre più random. Quando Windows lo vede, faccio girare uno scan di ricerca errori e ovviamente nulla viene rilevato.
A un certo punto il Mac lo vede e decido di far saltar fuori lo spazio necessario per fare una copia in locale dei folder più importanti, finché riesco ancora a vederli.
Fatto il backup, riconnetto il drive direttamente a Windows con l'intenzione di riformattarlo. Quando dopo vari tentativi l'utility di Disk Management vede il disco (di vedere il file system non se ne parla più, chissà perché), non riesce nemmeno a reinizializzarlo, dicendo che non "riesce a trovare il settore" o una cosa del genere.
Dopo vari tentativi, disconnetto il disco e lo riattacco al Mac, che lo vede senza problemi.
Ora ho chiamato un esorcista. Domani provo a riformattare il disco dal Mac e vediamo cosa succede.

Update: il Mac a un certo punto è riuscito a vedere il disco e a reinizializzarlo (Erase) come exFAT. Anche Windows è riuscito quindi a vederlo. L'ho riformattato NTFS e fatto girare i soliti tool di "detect and repair" senza alcun errore. Peccato che lettura e scrittura sul disco rimangano lentissime e spesso presentino errori. Mi sembra ormai evidente che il disco ha problemi fisici "patologici" e ne andrà quindi eseguita l'eutanasia.

5 ago 2018

il pratico inerte

"la forza, contenuta nelle cose materiali che utilizziamo nella vita quotidiana [...] di plasmare il nostro modo di agire e di pensare mediante l’inerzia che provocano e che è stata decisa da altri: ad esempio, tutti utilizziamo lo smartphone ma le sue modalità di utilizzo sono state decise da altri e plasmano automaticamente il nostro modo di agire con questo strumento. Alla lunga, esso genera un’inerzia che ci rende impossibile anche solo pensare alla nostra vita, alle nostre comunicazioni e alle nostre relazioni senza l’utilizzo e i modi di utilizzo imposti dall’oggetto smartphone (e da chi ne ha finanziato e realizzato lo sviluppo)."