30 lug 2007

Just around the corner

Dopo la raccolta "Fathers of rock'n'roll" con le versioni originali delle cover eseguite da Bruce Springsteen & The E Street Band durante il tour di The Rising, parte il tree con i pezzi eseguiti durante il Reunion Tour.
La racconta si intitola "Just around the corner" e contiene tutti i pezzi eseguiti tranne quelli gia' compresi nella raccolta precedente.

I pezzi inclusi nella raccolta sono:
01 Hang On Sloopy - Ohio State University Marching Band
02 California sun - The Rivieras
03 Surfin' USA - The Beach Boys
04 New Orleans - Gary U.S. Bonds
05 Double Shot (of My Baby's Love) - Swingin' Medallions
06 Wooly Bully - Sam the Sham and the Pharaos
07 You can't sit down - Phil Upchurch
08 You Can't Sit Down - The Dovells
09 Hang On Sloopy - The McCoys
10 Soul man - Sam & Dave
11 Iko Iko - The Dixie Cups
12 It's All Right - Curtis Mayfield & The Impressions
13 Boom Boom - John Lee Hooker
14 Take Me To The River - Al Green
15 Omaha - Moby Grape
16 Joe Grushecky - Idiot's Delight
17 (I can't get no) Satisfaction - The Rolling Stones
18 Honky Tonk Woman - The Rolling Stones
19 Rumble Doll - Patti Scialfa
20 As Long As I (Can Be With You) - Patti Scialfa
21 Can't Help Falling In Love - Elvis Presley
22 Mansion on the Hill - Hank Williams
23 Long Gone Lonesome Blues - Hank Williams

27 lug 2007

Bestie

Ormai abbiamo toccato il fondo. Ecco cosa pubblica l'ANSA oggi:

Vedremo quanti giornali riprenderanno il titolo pari pari senza accorgersi dell'errore.

Ridefinire / Ripensare


Giuseppe Prestipino - "La memoria del futuro. Ridefinire il capitalismo, ripensare il comunismo."
Edizioni Punto Rosso.

25 lug 2007

Menta piperita / 2

Da Punto-informatico.it:
il "Tribunale di Roma ha rigettato la richiesta dei due produttori [Peppermint e Techland], che volevano ottenere da Wind i dati degli utenti che ritengono di aver "colto in fallo" sulle reti del P2P. [...] In particolare, [il Tribunale] spiega che i dati che Peppermint e Techland avrebbero voluto ottenere sono dati protetti e non comunicabili."

La notizia di Punto Informatico dice pero' che "L'ordinanza, inoltre, sottolinea che l'acquisizione degli indirizzi IP è illecita". Qui PI si e' spinto un po' troppo in la'.
Siamo tutti d'accordo che il fatto che la Peppermint chiedesse a Wind di consegnare i nomi e cognomi associati agli IP fosse una pazzia, ma dire semplicemente che "l'acquisizione degli indirizzi IP è illecita" e' una semplificazione eccessiva e anche pericolosa. Portando il ragionamento all'eccesso, tutti i log dei web server del mondo sono "illeciti".
In realta' l'ordinanza accoglie le osservazioni di Wind che rilevava come "gli indirizzi IP [...] erano inutilizzabili perche' acquisiti illecitamente [...] non potendosi avvalere le ricorrenti della deroga prevista dall'art.24 del d.gls196/2003 (ossia non necessita' del consenso dell'interessato quando il dato e' strumentale a far valere un diritto in giudizio)".
Quindi non e' la raccolta di indirizzi ad essere illecita in quanto tale, ma l'utilizzo che se ne voleva poi fare.

24 lug 2007

Altro scoop!

Ho trovato questo articolo su Time del 23/7/2007. Mi meraviglia sempre come ci siano giornali pronti a dedicare una pagina a delle "scoperte" come questa. Mi meraviglia scoprire come qualcuno riesca a inventarsi un lavoro basato sulla stupidita' umana e ancor di piu' che qualcuno possa pagare per quel lavoro. C'e' questo Julian Treasure che a Londra ha fondato la Sound Agency: "Treasure wants companies to tune into the realization that making the wrong noise can hurt business".
"Standing in a coffee bar in London's Soho district, he's forced to raise his voice to list the noises bouncing around the cafe': the rumble of an espresso machine, the hum of a chiller cabinet, and the tinny notes of Michael Jackson through shoddy speakers."
Grazie Time, grazie Julian Treasure, per averci detto che i bar rumorosi e le musiche del cazzo sparate a tutto volume nei negozi di abbigliamento fanno girare le palle ai clienti. Senza di voi non ci saremmo mai arrivati.
Penso al barista idiota che guarda stupito Julian Treasure che gli dice: "lo sai che se invece di trasmettere scoregge di orso tutto il giorno mettessi un po' di beethoven, i tuoi clienti sarebbero piu' amichevoli?". E il barista: "cacchio e' vero non ci avevo mai pensato! quanto la devo pagare per questa consulenza?". Non riesco a capacitarmene.

22 lug 2007

Olmi


"Ricordo i fiumaroli che si fermavano a bere l'acqua del Po. Se oggi qualcuno provasse a fare la stessa cosa finirebbe certo al pronto soccorso. Non ho fatto in tempo a vederlo quando realmente era il grande fiume, quello che nella stagione degli amore veniva risalito dai salmoni per la riproduzione. Il degrado e' cominciato nel dopoguerra con il boom economico che ha dato il via ai primi avvelenamenti. La cosa avvilente e' che nessuno si e' reso conto che la perdita di quella ricchezza corrispondeva a un avvelenamento generale.
Guardando questo nostro fiume noi abbiamo la possibilita' di specchiarci in quello che siamo diventati noi oggi. Non si tratta solo di un'icona simbolica. Il paesaggio reale rispecchia il paesaggio morale e civile del Paese. [...] Nel guardare il fiume Po, nel guardare il paesaggio reale, noi vediamo quali sono state le nostre scelte culturali."
Ermanno Olmi, da La Repubblica del 17/7/07.

20 lug 2007

Troppo forti questi cinesi

Dal Manifesto del 18/7: "Nella fabbrica era da tempo in corso un vero e proprio regime schiavista, in cui i lavoratori venivano picchiati, privati dei più elementari diritti e addirittura uccisi. Zhao Yangbin ha ucciso uno dei lavoratori, a bastonate, - lavorava troppo piano, si sarebbe giustificato. Bastonare era il suo lavoro. Il «Tribunale intermedio del Popolo» di Linfen, una delle città più inquinate della Cina, lo ha condannato alla pena capitale."
...diciamo che hanno un'idea un po' particolare dei diritti umani...

15 lug 2007

"Schiavi"

Mi capita a volte di trovare sui giornali quelle che io considero delle assolute banalita' come quelle che Leo Hickman ha scritto nel suo inconcludente articolo intitolato "Gli schiavi di Dubai" pubblicato dal Guardian e in italiano da Internazionale. Hickman racconta di alcuni giorni trascorsi a Dubai e degli apparentemente sorprendenti contrasti di questa citta' del lusso e delle migliaia di maestranze pachistane che costruiscono i suoi grattacieli. Hickman arriva a questa conclusione: "Ci si dimentica anche che Dubai oggi non esisterebbe senza questi lavoratori. [...] L'industria delle vacanze continua ad aggrapparsi, per convenienza, al comodo mito secondo cui la nave del turismo porta ricchezza e benessere a tutti quelli che ci navigano sopra. Ma le cose, a quanto pare, non stanno proprio cosi': i turisti e i loro inservienti non si dividono la torta in modo equo, alle stesse condizioni, con equilibrio e armonia. I guadagni, in realta', se li spartiscono pochi eletti, mentre i lavoratori del settore sono poco piu' che schiavi con salari da fame, costretti a vivere in condizioni pietose."
E questo sarebbe lo scoop?

Hickman scopre nel 2007 che c'e'
differenza tra il turista e chi gli pulisce la camera. Complimenti, meglio tardi che mai.
Hickman si compiace di parlare di "schiavi" e "salari da fame", incappando nella snobberia "eco-chic" di quello che denuncia queste intollerabili ingiustizie sociali ma non fa un solo passo in avanti nel ragionamento su cosa sarebbe necessario per eliminarle. Pensa che dopo aver letto i suoi articoli i proprietari degli alberghi saranno folgorati e convertiti e immediatamente raddoppieranno lo stipendio a tutti i dipendenti?
Se non si ha il coraggio di portare a termine questo ragionamento ("gli operai che costruiscono i grattacieli prendono un salario da fame, mentre i padroni dei grattacieli faranno profitti miliardari e i clienti degli alberghi faranno la vita del pascia': e' giusto? e se non e' giusto, che fare?"), un po' piu' di pragmatismo non guasterebbe.

4 lug 2007

Il crollo degli stati-nazione

[...] "l'avvento del capitalismo globale [...] a partire dagli anni Settanta iniziò a minare le fondamenta economiche dello stato-nazione allo scopo di creare un unico sistema globale di commercio e produzione. Negli anni Novanta, questo processo iniziò a rimodellare il sistema politico e quello internazionale per adeguarli ai propri scopi. In un saggio scritto all'inizio degli anni Novanta, Jürgen Habermas aveva sottolineato che, poiché la democrazia era stata creata per sostenere le finalità degli stati-nazione, la sua sopravvivenza avrebbe potuto essere messa in serio pericolo in caso di crollo di queste istituzioni."

da "Il caos prossimo venturo" di Prem Shankar Jha, citato da Il Manifesto del 3/7/07

2 lug 2007

Opinione pubblica - Azione individuale

..."durante la crisi della mucca pazza la Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha introdotto delle norme restrittive per limitare la diffusione della malattia; gli industriali della carne in scatola hanno resistito per cinque anni, dichiarando che sarebbe stato troppo costoso applicare quelle norme. Ma quando McDonald's ha richiesto che i suoi fornitori si attenessero a quelle regole, dopo che le sue vendite al dettaglio erano precipitate, l'industria della carne si e' piegata nel giro di poche settimane. [...] Il compito del pubblico e' di identificare quali tratti della catena di rifornimento e distribuzione sono sensibili alla pressione pubblica. [...]
Alcuni lettori potrebbero essere delusi o indignati da questa mia idea, cioe' che siano gli stessi consumatori e l'opinione pubblica i primi responsabili del comportamento dannoso delle imprese. [...]
Il mio punto di vista sembra ignorare l'imperativo morale che anche le imprese debbano seguire principi virtuosi, anche quando tale condotta moralmente responsabile intacchi i loro profitti. Preferisco invece ricordare che storicamente, in tutte le societa' complesse [...] la funzione regolatrice del governo e' sorta e si e' dimostrata indispensabile proprio per far rispettare certi principi morali. Appellarsi ai principi e' un primo passo necessario per portare a comportamenti virtuosi, ma da solo non e' sufficiente. [...] Le industrie sono cambiate quando la gente ha cominciato a chiederlo a gran voce, oppure quando ha premiato i marchi che adottavano pratiche virtuose e certificabili, o boicottato gli altri."

da "Collasso" di Jared Diamond

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