Jul 25, 2007

Menta piperita / 2

Da Punto-informatico.it:
il "Tribunale di Roma ha rigettato la richiesta dei due produttori [Peppermint e Techland], che volevano ottenere da Wind i dati degli utenti che ritengono di aver "colto in fallo" sulle reti del P2P. [...] In particolare, [il Tribunale] spiega che i dati che Peppermint e Techland avrebbero voluto ottenere sono dati protetti e non comunicabili."

La notizia di Punto Informatico dice pero' che "L'ordinanza, inoltre, sottolinea che l'acquisizione degli indirizzi IP è illecita". Qui PI si e' spinto un po' troppo in la'.
Siamo tutti d'accordo che il fatto che la Peppermint chiedesse a Wind di consegnare i nomi e cognomi associati agli IP fosse una pazzia, ma dire semplicemente che "l'acquisizione degli indirizzi IP è illecita" e' una semplificazione eccessiva e anche pericolosa. Portando il ragionamento all'eccesso, tutti i log dei web server del mondo sono "illeciti".
In realta' l'ordinanza accoglie le osservazioni di Wind che rilevava come "gli indirizzi IP [...] erano inutilizzabili perche' acquisiti illecitamente [...] non potendosi avvalere le ricorrenti della deroga prevista dall'art.24 del d.gls196/2003 (ossia non necessita' del consenso dell'interessato quando il dato e' strumentale a far valere un diritto in giudizio)".
Quindi non e' la raccolta di indirizzi ad essere illecita in quanto tale, ma l'utilizzo che se ne voleva poi fare.

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