30 set 2007

Dubai / 6

Come muoversi

In attesa del treno e della metropolitana che nell'opinione comune (ma tutta da confermare!) dovrebbero alleviare se non risolvere il problema del traffico a Dubai (ma nel frattempo intasano ulteriormente le strade coi cantieri), il mezzo migliore per spostarsi rimane probabilmente il taxi.
I taxi, particolarmente rispetto agli standard italiani, sono ancora estremamente economici. Da Bur Dubai al Mall of the Emirates, percorrendo tutta Sheikh Zayed Road (pressapoco il percorso più lungo che vi potrà capitare di fare, circa 20km) costa non più di 70 Dirham, cioè intorno ai 14-15 euro.
Tutti i taxi ufficiali hanno il tassametro e sono riconoscibili dal colore crema. Salvo estrema necessità, evitate i tassisti improvvisati, e tenete conto che spesso gli alberghi offrono servizi di "taxi" generalmente più professionali ma anche un po' più cari.
Trovare un taxi non è un problema, e a meno che vi troviate in un posto particolarmente sperduto basta affacciarsi sulla strada o sul più vicino incrocio per riuscire a fermare un taxi in pochi minuti. Esistono anche servizi di taxi a prenotazione via telefono, come da noi.
Recentemente, con la motivazione ufficiale della lotta al traffico caotico, è stato introdotto un sistema di pedaggio sulla Sheikh Zayed Road, chiamato Salik. Il Salik si paga comprando delle tessere magnetiche prepagate che si appiccicano al parabrezza e che vengono scalate automaticamente al passaggio sotto i "gate" di pagamento, opportunamente segnalati. Ogni passaggio costa 4 Dirham, cioè meno di un Euro. Il Salik ha reso più scorrevole il traffico su SZR e sul Garhoud bridge, intasando però tutte le altre strade alternative. Visto il costo irrisorio, raccomandatevi sempre coi tassisti perchè passino sotto il Salik invece di tentare percorsi alternativi.
La guida adottata dai tassisti è "a dorso di cammello", cioè ondeggiante e con continui strattoni, e varia da pessima a terrorizzante, soprattutto alle alte velocità. Tutti i tassisti arrotonderanno il costo della corsa al Dirham o anche ai 5 Dirham superiori. Poco male, visto che non guadagnano in base alle corse ma prendono uno stipendio fisso dalla Road and Transport Authority. Premiate con mance abbondanti i tassisti che guidano in maniera decente. Precisate bene e più volte la vostra destinazione, perchè l'inglese dei tassisti è spesso carente, e sospetto persino che alcuni abbiano difficoltà a leggere i cartelli stradali bilingue arabo/inglese. A Dubai non ci sono i numeri civici e gli indirizzi come li intendiamo noi, ma vanno sempre usate indicazioni tipo "dietro l'hard rock cafe" o "building number 4" (o il nome dell'edificio) più la zona dove si è diretti ("Al Mankhool" oppure "vicino alla rotonda vattelapesca"). Nessun problema per i centri commerciali (basta dire il nome) e i posti turistici, ma se si va a visitare qualcuno è meglio farsi spiegare quali indicazioni dare al tassista.
E' possibile anche affittare un'auto, solitamente a prezzi accettabili. Per noi italiani il traffico di Dubai non rappresenta il caos infernale che invece sembra agli altri popoli occidentali, ma va sempre tenuto presente che la guida dei locali è a dir poco approssimativa. Si viaggia sempre a velocità massima, le frenate improvvise sono continue, e non aspettatevi che qualcuno si fermi per farvi passare a un incrocio o a una rotonda. Per il resto, i guidatori rispettano più che sufficientemente la segnaletica. Prestare attenzione al fatto che vengono installati sempre più rilevatori di velocità. In caso di incidente, non muovere i veicoli, anche in caso di ingorgo, e aspettare la polizia, che è l'unica a poter redigere un verbale valido per l'assicurazione.
Il traffico, insieme al caldo e al Burj Dubai, è l'argomento di discussione preferito a Dubai. Potrete trovarvi imbottigliati in ingorghi infernali o dover percorrere chilometri per fare un'inversione a U. Inshallah, arriverete a destinazione.
Praticamente non esistono, per ora, mezzi di trasporto pubblici. C'è un tour turistico a bordo di un pulmann che fa un giro ad anello in Bur Dubai e Deira o fino a Jumeirah, e comprando il biglietto si può scendere e salire dal bus a piacimento. Il biglietto include anche una gita in barca sul Creek.
Da Novembre ad Aprile è possibile passeggiare per Bur Dubai e Deira senza morire dal caldo.
Non lasciatevi prendere dalla tentazione di noleggiare un fuoristrada e andare a guidare fuori città sulle dune. Se non siete esperti è facile rimanere insabbiati, ribaltarsi o danneggiare la macchina contro arbusti o pietre. Iscrivetevi piuttosto a un'escursione guidata (magari con la grigliata notturna nel deserto) e sottolineate che volete un autista esperto, anche se solitamente le escursioni sono composte da più auto.

28 set 2007

Vedere

Da Il Manifesto di oggi: "se le telecamere entrassero nelle banche e mostrassero ai telespettatori come i bancarottieri rubano i soldi dei risparmiatori. I loro volti in primo piano, i loro uffici, il momento del furto (senza scasso). Forse avremmo paura di costoro, cominceremo a guardare le banche come un luogo pericoloso. Invece, come dice il filosofo Roberto Escobar, professore di analisi del linguaggio politico e critico cinematografico del Sole24Ore, ci fanno vedere solo i bambini rom che rubano alla stazione di Milano, e noi abbiamo paura di loro."

23 set 2007

Ovvietà?

In un post del blog di Elio e le Storie Tese trovo citato questo brano di Michele Serra, che cito a mia volta. Triste come in Italia ci sia ancora la necessità di dover spiegare su un giornale la ragione per cui il progresso ci ha portato ad avere uno Stato laico.
“C’e’ un uomo paralizzato che vuole morire. C’e’ un altro uomo paralizzato che vuole vivere. La differenza fondamentale tra i due e’ che l’uomo che vuole morire non puo’. Lo straziante antagonismo tra questi due uomini sofferenti, entrambi a noi fratelli, e’ il perfetto riassunto di quanto separa l’etica religiosa da quella laica. La scelta individuale di sopravvivere diventa, per l’etica cattolica, un dovere, un obbligo anche per gli altri. Mentre la scelta di darsi la morte a causa dell’insopportabilita’ della vita, ovviamente, in nessuna maniera potrebbe tangere il desiderio di altri individui di vivere a oltranza. Allo stesso modo: il divorzio non costringe gli altri a divorziare, l’aborto ad abortire, le unioni tra omosessuali a diventare omosessuali…
La breve lista non vi sembri paradossale o provocatoria. E’ perfettamente descrittiva di uno stato di fatto: l’etica religiosa tende ad estendere a tutti, anche a chi sia diversamente orientato, le scelte di una parte soltanto della societa’. L’etica laica consente ai singoli individui scelte difformi, senza impedire in alcuna maniera ai credenti di vivere e di morire secondo le loro convinzioni. L’uomo che vorrebbe morire non crede minimamente che il suo modo di vedere, e di soffrire, valga anche per gli altri. L’uomo che vuole vivere sappia, invece, che il suo modo di vedere e’ imposto a tutti.”

22 set 2007

Piccolo spazio pubblicita'

Non e' mica vero che il Lussemburgo fa schifo.
Il problema e' che tutti gli alberghi di Lussemburgo citta' si trovano davanti alla stazione, e il quartiere non e' certo dei piu' attraenti. Se uno vede solo quello, unito al fatto che al 20 di settembre potra' capitare di avere 5 gradi alla mattina, l'impressione non e' sicuramente delle migliori.
Ma il resto della citta' non e' niente male ed e' rilassante passeggiare per le vie pedonali del centro.
Viste le dimensioni della nazione, anche se dovete recarvi per lavoro in Lussemburgo citta', consiglio di prendere un albergo fuori. Godrete di un panorama molto migliore e comunque potrete usare i treni che arrivano frequentemente e puntualmente in citta'.
Vi consiglio l'Hotel Theis a Bourscheid-Plage: ottime camere, ottima cucina e possibilita' di trekking.


Luxembourg

9 set 2007

Piccolo regalo


"L'Italia spensierata" di Francesco Piccolo.

Qui si sente una lettura di capitoli del libro, dove si sente che Piccolo scrive meglio di quanto legge, Niccolo' Ammanniti dirige meglio di quanto legge, e Nanni Moretti e' una spanna sopra gli altri anche quando legge.

grazie tarta'.

Never trust a man in a blue trench coat

Diffidare di:
chi si veste di bianco (specialmente i pantaloni)
chi ha una dentatura perfetta.

1 set 2007

Just around the corner

I cd sono stati spediti a tutti i rami del tree. Le foglie contattino i propri rami per le copie!
Buon ascolto!