Sep 23, 2007

Ovvietà?

In un post del blog di Elio e le Storie Tese trovo citato questo brano di Michele Serra, che cito a mia volta. Triste come in Italia ci sia ancora la necessità di dover spiegare su un giornale la ragione per cui il progresso ci ha portato ad avere uno Stato laico.
“C’e’ un uomo paralizzato che vuole morire. C’e’ un altro uomo paralizzato che vuole vivere. La differenza fondamentale tra i due e’ che l’uomo che vuole morire non puo’. Lo straziante antagonismo tra questi due uomini sofferenti, entrambi a noi fratelli, e’ il perfetto riassunto di quanto separa l’etica religiosa da quella laica. La scelta individuale di sopravvivere diventa, per l’etica cattolica, un dovere, un obbligo anche per gli altri. Mentre la scelta di darsi la morte a causa dell’insopportabilita’ della vita, ovviamente, in nessuna maniera potrebbe tangere il desiderio di altri individui di vivere a oltranza. Allo stesso modo: il divorzio non costringe gli altri a divorziare, l’aborto ad abortire, le unioni tra omosessuali a diventare omosessuali…
La breve lista non vi sembri paradossale o provocatoria. E’ perfettamente descrittiva di uno stato di fatto: l’etica religiosa tende ad estendere a tutti, anche a chi sia diversamente orientato, le scelte di una parte soltanto della societa’. L’etica laica consente ai singoli individui scelte difformi, senza impedire in alcuna maniera ai credenti di vivere e di morire secondo le loro convinzioni. L’uomo che vorrebbe morire non crede minimamente che il suo modo di vedere, e di soffrire, valga anche per gli altri. L’uomo che vuole vivere sappia, invece, che il suo modo di vedere e’ imposto a tutti.”

2 comments:

Marco said...

Non sono d'accordo, e te lo dico da sostenitore dell'aborto e delle unioni omosessuali. Nel caso delle unioni tra omosessuali il problema non è nel fare diventare omosessuali gli altri, ma nel cambiamento di concetto di famiglia come unità base della società. Ma è soprattutto nell'aborto che si vede la semplificazione eccessiva dell'articolo: parafrasando le ultime righe infatti, l'uomo (in senso di essere umano,ovviamente) che vuole abortire crede che il suo modo di vedere il mondo valga anche per gli altri, cioè per il feto, che, nell'etica religiosa, è un altro essere umano; chi invece non vuole l'aborto ritiene semplicemente che non si possa uccidere un altro essere umano, che è un principio abbastanza diffuso nel mondo.....

ilgioa said...

l'aborto e' un caso limite, ma comunque il ragionamento rimane lo stesso: chi e' contrario all'aborto vorrebbe obbligare qualcun'altro a tenersi un figlio che non vuole.