28 dic 2008

librone prestigioso

Autoregalatomi.
Luigi Serafini - Codex Seraphinianus. (Rizzoli)





alitalia



Prima pagina del Manifesto del 24/12.

tredici gennaio

Questa storia di Alitalia e CAI -che, ricordiamolo sempre, e' servita a 1) salvare AirOne, 2) farci pagare i 300 milioni versati in inutili aiuti e 3) dare un'opportunita' di guadagno ai compari di Berlusconi- e' ormai piu' che ridicola. Un riassunto delle puntate precedenti: "La «nuova Alitalia» targata Cai partirà ufficialmente il 13 gennaio. Ma è sconsigliabile usare il verbo «decollare», perché quel poco che funzionerà sarà merito soltanto di quel che resta della gloriosa compagnia di bandiera. Roberto Colaninno e soci ci saranno arrivati forzando tutte le tappe. A cominciare dalla distruzione delle relazioni sindacali, che nel progetto dovranno essere limitate soltanto alle sigle «che ci stanno». I problemi nasceranno dal fatto che gli iscritti «convinti» a quei sindacati (Cisl, Uil, Ugl e Filt-Cgil) coprono a maggioranza solo il personale di terra mentre non rappresentano che poche unità tra piloti e assistenti di volo. E senza piloti non si vola. [...] L'unica soluzione è tirar dentro un vettore straniero di prima grandezza e cedergli tutto. Il candidato è sempre lo stesso: Air France. Per la cessione formale Colaninno preferirebbe forse attendere qualche tempo, in modo da non far fare una pessima figura a Berlusconi, che ancora si vanta di aver impedito «la svendita» ad Air France quando questa - otto mesi fa - era disposta a versare 2,4 miliardi (ora ne bastano 0,25). " Dal Manifesto.

24 dic 2008

bustarelle alla tedesca

Riporto dal'IHT: "[...] Siekaczek, [...] un ex dirigente di medio livello di Siemens, era una delle molte persone che prepararono un fiume di pagamenti che finiva a potenti funzionari intorno al mondo, dal Vietnam al Venezuela e dall'Italia a Israele [...]. La unit telecomunicazioni di Siekaczek spese 5 milioni di dollari in bustarelle in Bangladesh, 12,7 milioni in Nigeria [...], 40 milioni in Argentina, 20 milioni in Israele, 16 milioni in Venezuela, 14 milioni in Cina, 1,7 milioni in Iraq."
L'articolo non menziona i destinatari dei soldi in Italia, immagino perche' probabilmente si trattera' di spiccioli rispetto al resto. Devo informarmi.

23 dic 2008

due pesi due misure

Stavo giusto pensando a quelli che si lamentano che gli immigrati ci invadono con le loro usanze e vogliono la moschea, e ce l'hanno con quegli italiani che si ergono a paladini non richiesti delle minoranze e in nome di un'idiota parcondiciopoliticallycorrect chiedono di togliere i crocifissi dalle scuole e tutte le solite polemicucce idiote e bla bla bla...

E nel frattempo, i centri commerciali di Dubai sono pieni di festoni, luci e alberi di Natale.

Trovo ridicolo che ci sia qualcuno che abbia da ridire, ad esempio, sul fatto che gli immigrati musulmani portino con se' la propria religione e cio' che ne consegue, mentre si trovi del tutto normale che noi occidentali esportiamo nei paesi arabi le nostre due religioni principali: Cristo e il Denaro.

22 dic 2008

tempo di limoncello

Dopo il limoncello 1.0 del 2007, e la 2.0 beta con lo zucchero di canna del 2008, fervono i preparativi per il limoncello 2.1 millesimato 2009!

E intanto sbocciano i fiori per l'edizione 2010!

30 nov 2008

dimenticavo...

Pare che la pronuncia giusta sia "Dubei". Simpatico scoprirlo dopo due anni.
Verifichero' con un locale.

Resoconto dell'ultima visita a Dubai

Dal 14 al 21 Novembre ho visitato per l'ennesima volta Dubai, questa volta sia per lavoro che per diporto.
Questa volta abbiamo visitato tutti (va beh, non tutti tutti...) i centri commerciali della citta'. Una maratona. Il nuovo Dubai Mall, ai piedi del Burj Dubai, e' enorme. Ma piu' enorme degli altri mall enormi. Enorme enorme. Grosso.



Il Dubai Mall ha una parte all'aperto, ancora in fase di ultimazione, e anche all'interno abbondano gli "opening soon" davanti alle vetrine vuote.




All'interno del mall c'e' un grande "gold suk" (leggi: spazio dedicato alle gioiellerie), un grande acquario, una pista di pattinaggio e sicuramente altra roba che ci siamo "persi".










Comunque ho messo un album di foto online qui.

Oltre al Dubai Mall, ci siamo sparati il Festival City Centre, che ci mancava, il Village (anche questo pieno di "opening soon") che in confronto agli altri sembra minuscolo, il Wafi (che al di fuori e' tutto a tema egizio, ma dentro di faraoni non c'e' traccia, anzi e' pieno di negozi italiani e contiene l'ennesimo suk "rifatto", bello per carita', fatto su due piani), il sempre classico Deira City Centre, l'Outlet Mall (dove ci siamo gustati anche una tempesta di sabbia) che sta in mezzo al nulla (per ora), e mia moglie non s'e' persa anche il Mall of the Emirates e l'Ibn Battuta che io stavolta invece ho saltato.






Immancabili le visite ai vecchi suk di Bur Dubai e Deira, come al ristorante iracheno Samad!





Abbiamo finalmente visitato il Museo di Dubai, che non sara' il Louvre ma per 3 dirham vale sicuramente la pena, e abbiamo cercato senza successo di prenotare una visita alla Moschea di Jumeirah, l'unica visitabile dai non musulmani. In teoria, bisognerebbe telefonare al centro culturale Sheikh Mohammed per prenotare, ma a noi non ha risposto mai nessuno (forse perche' era venerdi'?) e non ci andava di tentare l'avventura senza prenotazione al sabato mattina, quindi abbiamo desistito. Sara' sicuramente per la prossima volta.

Evento clou della visita e' stata la cena al ristorante Al-Muntaha del Burj Al-Arab. Ovviamente, prenotazione obbligatoria e possibilita' di entrare solo con l'apposito codice. Cento euro di "cancellation fee" a testa in caso di annullamento all'ultimo momento.




Naturalmente, il cibo in se' non potra' mai valere il prezzo stratosferico pagato. Pero', per dire "io ci sono stato", una volta si puo' fare! Vuoi mettere, arrivare all'hotel e il primo che incontri e' Montezemolo?

Mentre io me ne vagavo a piedi per Bur Dubai, ignaro, veniva inaugurato l'hotel Atlantis, su Palm Jumeirah. Ma di questo ne hanno parlato tutti i giornali.

Tra le novita' del viaggio, il nuovo Terminal 3 dell'aereoporto, riservato ai voli Emirates. Grazie alla "separazione", le file da incubo al controllo passaporti sono -si spera- solo un ricordo. Ovviamente, il terminal e' "il piu' grande del xxx" (sostituire xxx con quello che si vuole), il centro commerciale incluso e' "il piu' grande del xxx", eccetera. Comunque e' vero che al duty free "si compra bene": certo che pero' dopo una settimana passata a contrattare fino alla morte nei negozietti del centro o degli altri mall, il duty free e' proprio freddo! Nel frattempo, proseguono il lavori per la costruzione del nuovo aereoporto, "il piu' grande del xxx".



Per la prima volta, mi sono recato ad Academic City, una zona dedicata alle universita' situata fuori dalla citta' verso Al Ain, ma ancora per poco: naturalmente i cantieri sono ovunque, e in mezzo al deserto e' pubblicizzata la prossima "citta' nella citta'" di futura edificazione.
A seconda della strada scelta per raggiungere Academic City da Deira, ci si puo' imbattere nella discarica di Dubai, peraltro gia' in procinto di essere spostata verso un nuovo sito piu' lontano dal centro abitato. File chilometriche, infinite, di TIR si snodano a serpentone in attesa di poter entrare e scaricare. Uno scenario inimmaginabile.

Intanto, si susseguono le notizie e le voci circa l'impatto della crisi finanziaria mondiale sull'emirato. I giornali riportano come le borse siano anche qui in picchiata, e il governo sia dovuto intervenire tramite banche e istituti finanziari per garantire liquidita' alle imprese di costruzioni. I "rumors" scendono naturalmente in maggior dettaglio, e se c'e' chi continua a sostenere che Dubai non crollera', proprio in virtu' della sua economia tutta basata sulla speculazione e sostenuta dal governo, d'altra parte c'e' chi sostiene che le banche hanno iniziato a negare i mutui ai lavoratori delle imprese edili, prevedendo fallimenti a raffica l'anno prossimo, che i prezzi di affitti e compravendite si sono per la prima volta fermati, che sempre piu' persone non riescono a rivendere gli appartamenti che avevano comprato come speculazione o investimento, che molti progetti potrebbero non essere completati (The World, The Universe) o addirittura mai partire (The Palm Deira). Si dice che lo sceicco Mohammed abbia dovuto chiedere l'ennesimo grosso prestito ai cugini di Abu Dhabi e in cambio abbia dovuto lasciargli il Gran Premio di Formula 1 (per il quale Dubai ha gia' un autodromo pronto, ma che si fara' sul circuito cittadino della capitale il 15 Novembre 2009) e la prestigiosa manifestazione ippica tenuta tradizionalmente a Dubai. Sara'. L'opinione comune e' che comunque nei prossimi due-quattro mesi vedremo gli effetti reali di questo casino.

Una delle poche certezze a Dubai (oltre al caldo e al traffico) rimangono i tassisti: spericolati, sgangherati,dalla guida a scatti, a volte del tutto ignari anche delle destinazioni piu' comuni. I lavori per il metro' procedono secondo scaletta, a quanto pare, e nuovi bus saranno aggiunti, anche se l'utilita' di questi ultimi si limita al solo posto a sedere (se disponibile), in quanto il tempo necessario a percorrere una distanza in bus o a piedi e' praticamente lo stesso.

Cos'ho dimenticato... boh! Sicuramente un sacco di cose!

and the lawn won




23 nov 2008

una continua presa in giro

Leggevo su questa notizia Reuters che "i delitti compiuti tra le mura domestiche e all'interno dello stesso nucleo familiare sono al primo posto tra gli omicidi volontari compiuti in Italia, costituendo il 31,7% del totale nazionale".

L'anno scorso l'emergenza "ordine pubblico" riguardava gli stupri nei parchi. Quest'anno non se ne parla piu'. Quest'anno vanno piu' di moda i rumeni e gli immigrati in generale. Anni fa erano le rapine in villa. Tutti temi terrorizzanti che durano una stagione e poi nessuno ne parla piu'.
Mass media che cavalcano le morbosita' e le paure del pubblico, politici che blaterano a vanvera senza affrontare i problemi reali.

E intanto, un terzo degli omicidi in Italia avviene in casa. Altro che rumeni. Altro che senegalesi.

I nostri mass media, inetti e servi solo di chi commissiona piu' pubblicita', ci terrorizzano con "emergenze" inventate li' per li', e non provano nemmeno a fare un'analisi approfondita o a contestare le dichiarazioni deliranti di questo o quel politicante. Se un albanese ubriaco alla guida uccide un pedone, e' facile: il problema si risolve eliminando gli albanesi. Se un italiano benestante spara a moglie e figli, la cosa si fa piu' complessa, ci toccherebbe riflettere su quali siano i motivi che fanno scattare questa violenza, e nessuno ha voglia e capacita' di avventurarsi in questo ginepraio: si allestisce un gran carrozzone per sfruttare la curiosita' morbosa del pubblico di fronte a questo bagno di sangue, cosi' che l'avvenimento viene inglobato dal mondo della "fiction" piu' che della cronaca, rendendolo percio' inoffensivo. Ma intanto il fatto che un terzo degli omicidi in Italia avvenga in famiglia non diventa mai un'emergenza nazionale. E' piu' comodo aspettare il prossimo albanese ubriaco.

22 nov 2008

trova le differenze

Trovare le differenze tra l'Italia e un paese civilizzato nel seguente articolo tratto dall'IHT del 17 u.s..

"Il Partito Verde, uno dei principali partiti politici della Germania, ha eletto un figlio di immigrati turchi alla posizione politica di vertice, la prima volta che un partito sceglie un leader con un retroterra di immigrazione. [...] Ozdemir [...] fu eletto per i Verdi alla Bundestag nel 1994 [...]. Passo' al Parlamento Europeo nel 2004 dopo che fu obbligato a dimettersi per aver usato le miglia accumulate con i voli pagati dallo Stato per scopi privati."

Viagra Cialis Diploma ecc...

Ho infine trovato il tempo di leggere il report segnalato dall'immancabile BS riguardante l'analisi dell'efficacia delle campagne di SPAM che tutti riceviamo in gran quantita' quotidianamente.Il report e' molto interessante e, con l'accortezza di saltare le parti introduttive se avete poco tempo (inserite anche per fare un po' di "volume", credo) si trovano dei dati interessanti. Infiltrandosi nello Storm Worm, i ricercatori hanno osservato l'invio di 350 milioni di email in circa un mese di attivita'.

Il dato che a prima vista salta all'occhio e' che questi milioni di email hanno portato a soli 28 acquisti online. Cio' apparentemente suggerisce che, stanti i costi (noti o stimati) necessari ad "affittare" una botnet, affidarsi allo spam per promuovere i propri prodotti non sarebbe granche' conveniente. Tale conclusione, pero', si basa appunto su alcune assunzioni riguardo fattori non noti, quali ad esempio i reali costi dell'affitto e se di affitto veramente si tratta e non di infrastrutture gestite direttamente dai venditori online. Va considerato inoltre che l'infrastruttura di Storm e' esistente ormai da tempo e utilizzata per svariati scopi, quindi i relativi costi di sviluppo e manutenzione possono essere ammortizzati ulteriormente. Senza contare che si e' trattato di un esperimento puntuale su una singola categoria merceologica.

Facendo invece altre assunzioni, basate sui numeri presentati dallo stesso rapporto, secondo me risulta che lo spam e' ancora sorprendentemente efficace nonostante il fatto che se ne parli un po' dappertutto e si presuma che gli utenti siano ormai decentemente informati a riguardo. Il "conversion rate" (cioe' la percentuale di acquisti sul totale) di 0,000008% presentato dal report si riferisce al totale delle mail inviate; rapportandolo invece al numero di email che non hanno generato errori di invio, si sale a uno 0,0003%, che suona gia' meno scoraggiante. Sempre rapportandosi al numero di email effettivamente inviate, il numero di utenti che ha cliccato sul link pubblicizzato si aggira intorno allo 0,01%, cioe' un click ogni 10.000 mail spedite. Non male.

Questi numeri vanno pero' considerati alla luce di un altro dato sul quale non si possiedono dati certi, ma si possono fare alcune assunzioni, cioe' la percentuale di email bloccate dai filtri anti-spam. Le percentuali migliori registrate nei test realizzati su caselle di email create ad hoc su servizi Internet gratuiti riportano percentuali di effettiva consegna dello spam tra lo 0 e 0,006% del totale (per non parlare dello sconfortante risultato del filtro per le aziende, che ha consegnato lo 0,1% dello spam ricevuto). Ora, applicando una percentuale di effettiva consegna dello 0,1% (caso peggiore, cioe' maggior numero di email consegnate) alle 82.700.000 email effettivamente inviate, si otterrebbero 82.700 email, che hanno portato a circa 10.000 accessi al sito, cioe' circa uno su otto. Un altro dato sorprendentemente alto, e che non depone a favore dell'intelligenza media dell'utente Internet tipo.

La percentuale di acquisti tra gli utenti che hanno cliccato si situa intorno allo 0,2%, cioe' un acquisto ogni 500 visite. Rispetto alle email consegnate, basandosi sulle mie assunzioni qui sopra, siamo a circa un acquisto ogni 3000 mail. Sarei curioso di sapere se siti come Amazon o simili hanno "rate" cosi' buoni.

12 nov 2008

Bruce goes to Dubai - but he's late

La prima volta che incrocio Bruce Schneier devo fargli presente che e' arrivato tardi. Io avevo relazionato sui filtri applicati a Dubai ben prima di lui! (che comunque segnala un po' di link interessanti!)
:-)

11 nov 2008

milano italia

Oggi sono dovuto andare a Milano "downtown" dopo un po' di tempo. Alle 8 di mattina il metro' al capolinea e' gia' affollato, e per sedersi bisogna conquistare la prima fila sulla banchina, accaparrarsi lo spazio giusto davanti alla porta, infilarsi all'interno senza sgomitare chi scende, e prestare attenzione a non farsi sorpassare in dirittura d'arrivo da qualcuno piu' scaltro. Mostrarsi decisi e determinati. La mattina non inizia nel modo piu' tranquillo, ma e' gia' una lotta. L'alternativa ovviamente e' prendersela comoda e farsi il tragitto in piedi, aggrappati ai sostegni e sballottati tra la folla di automi che leggono, conversano, o semplicemente "stanno". In realta', la lotta e' iniziata in precedenza, in auto: ai semafori, in autostrada, al casello cercando di salvarsi la vita e azzeccare il varco giusto, all'ingresso del parcheggio, schivando i motorizzati che spuntano da tutte le parti.
Tornando al metro', nove lettori su dieci sfogliano "free press", cioe' i vari Metro, City eccetera. Personalmente trovo la free press inutile e anche dannosa, perche' in sostanza riprende le notizie che ho visto la sera prima sui principali siti web, con titoli stringati, spesso sgrammaticati e confusi. Inoltre, per definizione, essendo "free", la "free press" ha come scopo di vita non quello di informare, ma quello di veicolare pubblicita'. Si capisce quindi che la qualita' dei contenuti e' affidata solo alla buona volonta' dei singoli. Non che il resto della stampa a pagamento si distingua granche'. Corriere e Repubblica sono due libroni in cui probabilmente meta' del contenuto e' pubblicita' e un buon altro venti per cento sono inutili foto grandi mezza pagina.
Essendo in largo anticipo, ho passeggiato per il centro. Gli unici negozi aperti alle 8.45, praticamente, sono i bar, dove, nuovamente, si sta in coda al bancone, si beve un cappuccio in bilico o seduti in un angolo e si paga quattro e quaranta contro i quattro euro del bar del paesucolo.
Mi infilo in un mondadorimultimediacenter o roba del genere. Cerco qualcosa da leggere, sfoglio qualche rivista. Provo una strana sensazione guardando le testate di riviste e quotidiani: una specie di rifiuto annoiato. Due giornali riescono a darmi un'emozione piu' forte: Il Giornale e Libero, coi loro titoli deliranti, contenitori di spazzatura immonda, quelli si' mi scatenano istinti violenti. Il resto e' roba tipo "Come dare ai vostri figli un'educazione superiore" ("basta essere pieni di soldi", penso io) con in copertina pinco pallino, 17 anni, ha studiato a Cincinnati, e pinca pallina, che ha studiato a singapore e salcavolo dove altro. Oppure "L'Italia e' volata in Serie B e ci resteremo" o "Ecco gli imprenditori che non si arrendono": Della valle che "apre i negozi in India" (lo nominiamo per il nobel dell'economia?), Doris che "rimborsa i clienti" (boh?) e, ovviamente, Colaninno che "salva Alitalia" (con i nostri soldi, grazie). I giornali musicali propongono gli AC/DC in copertina; tutti, a parte un paio con Leonard Cohen. Viva la gioventu'. Una maggiorata in copertina su Max mi ha attirato e fortunatamente, accidentalmente, dirottato verso l'articolo sui Mod di Piazza Statuto contenuto nello stesso giornale. La radio del negozio spara pop orecchiabile e addirittura spunta gia' Mariah Carey che canta all I want for Christmas is you. Oddio, e' l'undici di novembre!
Per strada c'e' gente che parla da sola, e un sacco di studenti con le cuffie nelle orecchie. Qualcuno che cazzeggia, altri sono gia' usciti dall'ufficio e si dirigono verso il secondo cappuccio o al caffedorzointazzagrande.
Dietro un angolo c'e' sempre uno scorcio di un cortile di Milano, un palazzo antico, un albero.
Al bar, MTV trasmette musichette orecchiabili e video con protagoniste prosperose, che mi distraggono. E' ora di lavorare un po'.

9 nov 2008

un po' di ottimismo, su!

Che c'e' ancora qualche italiano rispettato a livello internazionale! Per una salutare dose di professionalita' e buon senso, leggersi questa intervista di Famiglia Cristiana a Romano Prodi.

8 nov 2008

Il canto perduto

Laila al-Giuhni - Il canto perduto (Ilisso)

Istanbul from a taxi

Stare due giorni per lavoro a Istanbul vuol dire passare la maggior parte del tempo in taxi, e vedere scorci della citta' dai finestrini di una FIAT con quattrocentomila chilometri e le gomme lisce. In uno dei prossimi viaggi cerchero' sicuramente di dedicare almeno una giornata al turismo in questa enorme metropoli dalla storia millenaria.



27 ott 2008

un'altra cosa che ho perso

Man mano mi vengono in mente le cose che non ho backuppato e che quindi ho perso, insieme al mio pc rubbato a Roma sul Lungotevere Farnesina chevve possino cecavve limortaccivostri.
Insomma, ho perso:
i bookmark di Firefox
i feed di RssOwl
le connessioni di PuTTY
le connessioni di WinSCP
le connessioni di CuteFTP

gli archive di Outlook
il file del fantacalcio
il file delle spese
e svariate altre cose di minore importanza.
Ho comunque salvato il grosso dei file del lavoro. Ho perso un sacco di MP3.
Il pc nuovo ha in piu' il lettore di smartcard e la presa IEEE1394, e sembra persino una seriale. Di bluetooth non se ne vede, per ora. Non ha il lettore delle impronte digitali, ma ha 100 GB di hard disk. Cio' non toglie che trovarsi il bagagliaio dell'auto svuotato non fa piacere, anzi ti procura un istinto violento intollerante che vorresti sfogare contro i ladri o, in subordine, con la popolazione di Roma intera, ad esempio vendendo tutta l'urbe a Gheddafi per un pugno di lupini.


In ogni caso, come diceva Alex Drastico, pregherei che tra lorsignori ci fosse il ladro o l'acquirente del mio pc: caro cornutone, sappi che quando ti capitera' tra le mani un Lenovo T60 con probabilmente ancora appiccicato sopra un adesivino col mio nome cognome e numero di telefono e un altro simpatico adesivino della Emirates che dice "wake me up for lunch", sappi che se anche solo un milionesimo delle maledizioni che ti sto tirando funzionera', passerai il resto della vita a spendere i tuoi soldi in medicine!


20 ott 2008

messo a mercato tutto l'esistente

"Ora che il crollo del castello di carte della finanza speculativa travolge l'economia mondiale, ora che la già precaria esistenza di alcuni miliardi di persone viene scaraventata in un vicolo cieco, ora che si palesa il carattere intrinsecamente fraudolento del capitalismo reale, tutto dovrebbe apparire più chiaro e offrire solidi argomenti a una critica radicale del modello che ha messo a mercato tutto l'esistente generando povertà, disuguaglianza, ingiustizia e guerra."
Dino Greco, dal Manifesto di ieri.

19 ott 2008

forse non tutti sanno che...

" Il 15 ottobre il governo e l'Agcom consegna(ro)no ai giudici di Palazzo Spada i dossier che spiegano - almeno ci provano - come e perché dal '99 Europa 7, pur avendone diritto, non ha ricevuto le frequenze che le consentirebbero di accendere le trasmissioni su scala nazionale. L'atto è dovuto: a giugno il consiglio di stato ha recepito la sentenza della corte di giustizia europea che contesta all'Italia la mancanza di pluralismo e il danno subìto da Europa 7, che si è vista 'scippare' le sue frequenze da Rete4, il canale ' in proroga', poi condonato dalla legge Gasparri (quella che appunto ci contesta l'Europa).
[...]
La soluzione che il ministero dello sviluppo economico e l'Agcom propongono è contenuta nella relazione di Sassano. [...] La relazione tecnica del professor Antonio Sassano, super esperto del settore, contiene la soluzione della 'ricanalizzazione', in grado di togliere le castagne al fuoco al premier e all'Agcom.
[...]
Quando - entro giugno del 2009 - il primo canale Rai cederà le frequenze ricavate da una razionalizzazione dei canali alla tv di Francesco Di Stefano, il costo della risintonizzazione dei trasmettitori su tutto il territorio nazionale ricadrà per intero sulle tasche della Rai. Poi ci sarà il costo della risintonizzazione dei televisori, che materialmente i telespettatori dovranno fare. I disagi saranno molti, soprattutto per gli anziani - core business dell'ascolto Rai - che avranno maggiori difficoltà a decodificare le comunicazioni dell'azienda di viale Mazzini (che pure avranno un costo). L'operazione di risintonizzazione c si ripeterà poi entro il 2012, quando tutti i canali tv che trasmettono in tecnologia analogica dovranno completare lo switch off al digitale. Quest'ultimo passaggio ci è imposto dagli accordi di Ginevra. Quello precedente, previsto entro il 2009, serve solo a 'chiudere' rapidamente il contenzioso che da dieci anni oppone Europa 7 allo stato, ovvero ai diversi governi che si sono via via alternati. Solo che a pagare il conto non sarà Rete4, il canale Fininvest poi Mediaset che non ha vinto la concessione nazionale e che continua a trasmettere in regime di proroga. Sarà la Rai.
[...]
il dg Rai Cappon replica con decisione. «La disposizione normativa che impone la ricanalizzazione delle frequenze non comporta nessun onere per la Rai e nessuna perdita di capacità trasmissiva. Non andrà a scapito dell'azienda».
[...]
I punti deboli dell'operazione, insomma, i costi. E sono appunto la risintonizzazione dei televisori, la riconfigurazione delle antenne riceventi, la cacciata delle sperimentazioni radiofoniche digitali (in Dab e Dmb) che attualmente utilizzano proprio quel canale 8. «Dunque l'intero peso della ricanalizzazione ricadrebbe sulle spalle della Rai, da un lato, e degli utenti costretti alla risintonizzazione dall'altro», conclude Sassano.
[...]
Gli accordi di Ginevra prevedono una ricanalizzazione entro il 2012, con la conversione in digitale terrestre. Il governo ne richiede due, una entro il 2009 ancora in analogico. E la chiede alla Rai. Che, nella persona di Cappon, accetta di risolvere un problema del premier Berlusconi, ma anche del proprietario di Rete4."

Ho riordinato un articolo da Il Manifesto di ieri.

18 ott 2008

St. Augustine's best kept secrets

Chi vuole andare a Saint Augustine, la piu' antica citta' degli Stati Uniti, puo' documentarsi facilmente tramite Internet o comprare una guida turistica per avere le indicazioni principali per l'alloggio, il cibo, le attrazioni, ed esplorare la zona.
Aggiungo qui alcune indicazioni "extra".
Per i momenti "nostalgia dell'Italia" ecco alcuni indirizzi: Benito's Pizza a Vilano Beach, con la sua atmosfera cosi' "italoamericana", assomiglia un po' a un diner del New Jersey, ma troverete clientela italiana, dei dolci come si deve, e una tv sintonizzata su una partita di calcio. Alle pizze, il nipote di Benito, Tony, di Avellino.

La pizza di Pizzalley's secondo me e' un po' meglio di quella di Benito, e il ristorante e' piu' carino, ma e' un po' artefatto.

Per la colazione a base di cappuccio e cornetto, dirigersi verso The Bunnery, su George Street.

Trovare accesso a Internet a St. Augustine puo' essere un problema. La biblioteca offre accesso gratuito ma spesso bisogna sorbirsi lunghe attese. Un'alternativa sono i simpaticoni dell'Old Drugstore, allo stesso tempo attrazione turistica, negozio di abbigliamento e souvenir, e scalcinato diner. Per pochi dollari si puo' accedere alla rete ed eventualmente anche usare la stampante.






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17 ott 2008

eh si', certo!

L'AGI riporta: "Messaggi terroristici in codice veicolati attraverso immagini e video pedo-pornografici e in siti pedofili [...]. Ne riferisce il 'Times',[...]. In un caso sono state trovate solo poco piu' di una decina di immagini, in un altro 40.000. Gli inquirenti si sono imbattuti nel materiale mentre indagavano sui preparativi di attentati gia' in stato avanzato." E beh, e' chiaro... se io sono un terrorista, siccome non voglio dare nell'occhio, quale miglior modo di comunicare in tutta segretezza coi miei accoliti dello scambio di immagini pedoporno? Ma dai!

Cadono proprio a fagiolo le considerazioni del mitico Bruce: "The whole system is designed to catch stupid terrorists".
(Immagine rubata al sito degli Schneier Facts.)

solo tre mesi!

I due idioti arrestati a Dubai per aver fatto sesso ubriachi sulla spiaggia si sono beccati tre mesi di carcere, piu' il rimpatrio alla fine della pena.
Concordo al 100% con un commento presente sulla pagina del Khaleej Times Online: "I'm an American, lived all over the world and can tell you that the behavior exhibited by this couple is not acceptable ANYWHERE in the world! I am sick of the media's exaggerated attempts to make this about a culture clash: it's not. It's about aberrant behaviour on the part of people who should have known better. Trust me, they'd have been arrested for doing the same thing in San Francisco, London or any other liberal city."

14 ott 2008

il doppio passaporto

Dopo aver chiesto al famigerato ufficio passaporti di Milano in Via Cordusio 4, viene fuori che per avere il doppio passaporto e' necessario fare richiesta motivata, e che l'unico motivo ammissibile e' quello di avere la necessita' di viaggiare in paesi "incompatibili", "tipo Israele e Arabia Saudita", che potrebbero fare storie alla dogana se vedono timbri dell'odiato vicino.

Ora, a me il doppio passaporto serve per altri motivi. Mi serve in caso il mio passaporto debba stare un mese all'ambasciata del Vattelapeskistan per avere un visto e nel frattempo io debba viaggiare altrove. Ma pare che questa in Italia non sia una motivazione accettabile.
Da buon italiano mi chiedo quindi: ma chi controlla che la motivazione che io adduco per la richiesta sia effettivamente quella reale? Voglio dire: se io faccio fare una lettera farlocca al mio datore di lavoro in cui dice che viaggio in Israele anche se non e' vero, me lo danno il passaporto? E, tra parentesi, come viene controllata l'identita' del mio datore di lavoro che scriverebbe questa fantomatica lettera? E quali sarebbero gli altri casi ammissibili, a parte "Israele"? e come faccio a saperlo prima?
E come faccio a spiegare al mio capo, che non e' italiano, che l'Italia e' un paese ridicolo dove per avere il doppio passaporto bisogna scrivere una lettera dichiarando il falso, ma che tutto sommato non gliene frega niente a nessuno?

survivors?

Da tempo immemorabile si parlava di un'edizione in DVD del mitico (?) sceneggiato I Sopravvissuti da parte della Yamato Video. Dopo innumerevoli slittamenti, e alcuni fan nostalgici che avevano gia' ordinato i DVD, ecco la conclusione, rigorosamente "all'italiana": "Gentile Utente,
purtroppo, dopo tanto attendere, ci hanno comunicato dalla Yamato Video che il titolo in oggetto non uscirà perchè i diritti di produzione sono passati alla Dolmen. Sicuramente questo significa che il cofanetto finalmente uscirà ma non prima di due mesi e con una
nuovo distributore.
Siamo costretti ad eliminare il titolo in questione (stornando l'importo relativo dai pagamenti con carta di credito).
Scusandoci infinitamente Le porgiamo i nostri più cordiali saluti,"

10 ott 2008

la situazione e' peggiore di quanto immaginassi

E' chiaro che uno che guarda Carramba Che Sorpresa probabilmente non c'ha capito un tubo della crisi delle borse e probabilmente non gliene importa nemmeno un fico secco, e tantomeno si pone il problema di vivere in un paese ridicolo governato da un inquietante pagliaccio e raccontato in TV da sedicenti giornalisti servi ed inetti. Ma tra chi non guarda Carramba c'e' sicuramente chi, come me, non pensa(va) che si potesse arrivare a certi abissi: "Nel bel mezzo di Carramba che fortuna, il programma della lotteria milionaria si è interrotto bruscamente per lasciare spazio all'edizione straordinaria del Tg1. Un attentato? Una strage? Macché, signore e signori, ecco a voi il presidente del consiglio con il sorriso di chi ha una buona notizia da vendere. «Cari italiani state tranquilli, il governo ha varato un piano anticrisi, nessuno perderà un euro». [...] Sparare l'edizione straordinaria del telegiornale per un consiglio dei ministri che decreta a favore delle banche, ancora non s'era mai visto." (Dal Manifesto di oggi.)

9 ott 2008

eh, facile fare le previsioni cosi'!

"Berlusconi raccomanda agli italiani di 'non vendere le proprie azioni, perche' tra 18-24 mesi il prezzo tornera' a un livello giusto'" (ANSA)
Quale sia il livello "giusto" non si sa, quindi questa rientra di diritto nelle profezie auto-avveranti, comunque io mi prendo un appunto di controllare l'indice Mib "tra 18-24 mesi", giusto per curiosita'.

Nessuno sa mai un tubo

Una cosa che mi fa cadere le braccia e' chiedere informazioni a chi dovrebbe averle e non ottenere mai nulla di utile. Uno dovrebbe essere preparato sul proprio lavoro, o almeno sapere dove reperire le risposte. In Italia non accade quasi mai. Solitamente la risposta e' "non so" o "non si puo'", e poi si gestisce tutto caso per caso.
Viaggiando spesso per lavoro, mi capita ogni tanto di avere il passaporto "bloccato" in qualche ambasciata per il rilascio del visto e di non poter quindi viaggiare, nell'attesa. (Poi non si capisce perche' in Italia ci vogliano due mesi per un visto, mentre in Germania per lo stesso paese basta una settimana, ma questo e' un altro discorso).
Tutti i miei colleghi esteri mi hanno consigliato di farmi fare un secondo passaporto, da usare mentre il primo e' in ambasciata ad essere "vistato". A quanto pare e' un espediente usato anche per chi deve viaggiare in paesi "incompatibili" come ad esempio Israele e Iran.
Un collega inglese ha avuto il suo secondo passaporto tramite una lettera del datore di lavoro che spiegava il motivo.
Oggi ho telefonato alla mia Questura "competente" (dopo aver chiamato il Comune, dove "ovviamente" mi hanno rimbalzato), dove le risposte sono state, nell'ordine: 1) "non si puo' fare"; 2) "puo' farsi fare un passaporto con piu' pagine" (e checcacchio c'entra?); 3) provi a chiedere a Milano all'ufficio passaporti a Cordusio.

Ma perche' nessuno riesce mai ad essere d'aiuto?

8 ott 2008

il tuo hardware, il tuo nemico!

Alla fine sembra che sia successo veramente: del "malicious hardware" e' finito nei sistemi dell'esercito americano. In realta', questo report suggerisce che alcuni malfunzionamenti avvenuti in passato sarebbero da ricondurre ad hardware contraffatto installato al posto di quello "vero". Sia che si tratti solo di un impiegato che si e' intascato la fornitura originale e l'ha sostituita con chip tarocchi, sia che si tratti di partite difettose, sia che si possa pensare a un attacco intenzionale, non e' una storia stupenda?

sistemista lato server

Questo e' un altro annuncio di lavoro che mi ero segnato per via del nome ridicolo. "Sistemista lato server" e' una qualifica che mi fa sorridere, un po' perche' se uno fa il "sistemista" si suppone che di solito si occupi di server e non di altro, e un po' perche' la dicitura "lato server" e' un esempio (tra i meno orrendi, persino) della forma che prendera' la lingua italiana negli anni a venire.
Andando oltre il "lato server", il resto dell'annuncio contiene i consueti cavalli di battaglia delle ricerche di lavoro IT. I grassetti e i commenti sono miei:

La Divisione ICT [...] ricerca per propria azienda cliente:
Sistemista lato Server
Il candidato ideale è un giovane professionista con ottime competenze sistemistiche e una consolidata esperienza in attività di gestione server ed in particola modo di installazione, manutenzione e controllo sistemi.

Il candidato dovrà occuparsi di:
- Installazione, configurazione ed amministrazione dei server ed amministrazione degli utenti, delle risorse condivise e delle autorizzazioni di accesso agli applicativi.
- Applicazioni delle policies aziendali relative alla sicurezza dei sistemi.
- Gestione dell’aggiornamento dei sistemi operativi di propria competenza.
- Supporto all’Amministratore di Rete nell’attività di pianificazione dei back-up di dati e di redazione del piano di disaster-recovery.
- Configurazione delle periferiche di input/output e dei servizi collegati al sistema per l’utilizzo degli applicativi di impianto.

fin qui niente di nuovo: ottime competenze, consolidata esperienza, solito mansionario a 360 gradi: dalla configurazione delle stampanti al piano di disaster recovery, alla sicurezza.

Data Inizio attività: Immediata
Durata attività: 3 mesi + possibilità di inserimento a tempo indeterminato

E qui viene il bello, come al solito. Ben 3 (tre) mesi di contratto!
Cioe', stanno cercando di assumere qualcuno che e' attualmente disoccupato, perche' nessuno lascerebbe un posto qualunque per un contratto di tre mesi. Ma uno che ha ottime competenze, consolidata esperienza ed e' in grado di redigere un piano di disaster recovery, perche' dovrebbe trovarsi a spasso??

[...]

Requisiti minimi:

notare: "minimi".

Ottima conoscenza dei principali sistemi operativi
• Pregressa esperienza nel medesimo ruolo, in particolare rivolto al lato server

"rivolto al lato server" e' stupendo.... seduto sulla sedia, spalle alla scrivania, rivolto lato server.

• Conoscenza della lingua inglese
• Preferibilmente laurea in materie tecnico-scientifiche
• Attitudine al lavoro di gruppo e al problem solving,
• Facilità nelle relazioni interpersonali, duttilità mentale e buone capacità comunicative

...e qui Richmond verrebbe scartato, mannaggia.

Requisiti desiderati:

nessuno. bellissimo.

Numero di posti vacanti: 1

6 ott 2008

ora la leggero' sempre

La pagina dedicata a Michele Serra sul sito della Feltrinelli, con tutte (a quanto pare) le uscite de L'Amaca.

Broadband World Forum, giorni 3 e 4 / fine.

Mercoledi' e Giovedi' scorso ho cercato di concentrarmi sull'esposizione invece dei workshop, che si concentravano su argomenti troppo lontani dai miei interessi. Comunque, l'1 ho seguito il workshop sul "God box o the right box?" dove British Telecom, Juniper, Redback, Cloudshield e Cisco cercavano di illustrare le possibili modalita' di implementazione delle infrastrutture necessarie a fornire servizi IP "avanzati" come il Video on Demand e simili. In realta' gli interventi si sono tenuti a un livello molto alto, quindi poco interessante. BT ha spiegato come, dopo l'analisi dell'offerta di mercato, si sono rivolti a tre segmenti in particolare per "rimpolpare" la propria rete e prepararla per l'erogazione dei nuovi servizi: Security, Content Distribution and Acceleration, Video Flow Handling and QoS. Quindi buon per voi se lavorate in una societa' che si occupa di questi temi.
Il 2 ho seguito la sessione di Belgacom/Telindus sulla Network Behavior Analysis, inserita nel programma dell'ICT Symposium. Un'oretta di buona pubblicita' per l'NBA, ma cose note e stranote per me, quindi skippo i dettagli qui. Al pomeriggio, c'era un'altra promettente sessione gestita da Belgacom sulla situazione della security nel 2008: ho abbandonato dopo mezz'ora anche qui perche' erano tutte cose notissime e ad altissimo livello.
Circa l'esposizione, non e' stata niente male, e sicuramente chi aveva necessita' di informazioni dettagliate e' riuscito ad evitare le hostess e trovare personale preparato. Una croce sopra all'ICT Symposium, una specie di affollatissimo, rumoroso e stroboscopico serraglio dove era difficile muoversi a causa del ridotto spazio, che faceva apparire come una folla i non moltissimi presenti, piu' che altro impegnati a scroccare una spremuta o un panino.
Nel complesso, comunque, gli espositori presenti sia al BBWF che al Symposium erano tutti "a tema" (e meno male... non eravamo mica allo SMAU!) e l'evento e' stato nel complesso di alto livello (con quello che costava!).
Appunti all'organizzazione: 1) quante scale! se uno e' in giro col trolley diventa un'odissea, non parliamo poi se uno e' in carrozzella: mission impossible. 2) Tutti in piedi: ok che non si puo' trasformare la fiera in un accampamento di gente attaccata al portatile a leggere la mail, ma qualche sedia qua e la' potevano pure metterla! idem per i pranzi... tutti appollaiati dove capitava. 3) L'accesso a Internet: la situazione e' migliorata mercoledi' e giovedi', ma il wireless era fornito a macchia di leopardo, e se si aggiunge la carenza di sedie, trovare un posto per spedire una mail era un'impresa. Ah, cari i miei belgi, anche gli access point Telenet all'aeroporto fanno pena.
Beh, in ogni caso, Mercoledi' pomeriggio sono anche riuscito a farmi un giro in centro:
2008-09 Bruxelles centro

Ciao Bruxelles!

30 set 2008

BBWF, giorno 2

Al BBWF, oltre a non trovarsi Internet (cioe', oggi un po' funzionava, in realta'), non si trovano nemmeno le sedie. Gente appollaiata dappertutto a cercare di leggere la mail. Va beh che cosi' si bruciano calorie, ma la mancanza di posti dove sedersi un attimo e' una dimenticanza grave, oppure una cattiveria premeditata per garantire l'affluenza ai workshop e limitare il cazzeggio ai margini dell'esposizione.

Stamattina mi sono sparato il workshop sulle LTE, cioe' in parole poverissime la quarta generazione di connettivita' mobile. Tutti i relatori hanno mostrato lo stesso grafichino che fa vedere la quantita' di traffico che si impenna e i ricavi dei Service Provider che invece crescono, in confronto, pianino pianino. Riassumendo riassumendo, le previsioni piu' ottimistiche dicono che nel 2010 vedremo le prime implementazioni di apparati LTE, con banda in download tra 173 e 328 Mbps, e upload tra 58 e 86 Mbps. E' stata un'escalation: Telefonica dice che si' puo' darsi che si veda qualcosa nel 2010, ma in realta' non e' che ci sia tutto questo traffico. T-Mobile dice che invece c'e' assolutamente bisogno di bandwidth e pero' si vedra' qualcosa nel 2012, ma occhio che nel 2018-2020 avremo LTE+ che garantisce piu' di 1 Gbps! Molto ben fatta la presentazione di T-Mobile, che ha ricordato i nodi ancora da sciogliere: 1) saranno necessarie implementazione delle LTE per tutte le diverse bande di frequenza usate in Europa; 2) sara' necessaria l'interoperabilita' con 2G e 3G; 3) i servizi voce dovranno essere disponibili da subito; 4) il QoS dovra' essere disponibile da subito, per permettere lo shaping del traffico; 5) bisognera' contenere i costi. A riportare tutti sulla terra ci ha pensato Freescale, produttore di chip, che ha ricordato che il lavoro di standardizzazione delle LTE dovrebbe terminare a Marzo 2009, per poter avere un engineering sample dei primi chip a meta' 2009 e vedere i primi apparati in commercio non si sa quando.

La sessione plenaria, o come cavolo la chiamano, di meta' giornata trattava il ruolo dei Service Provider nella "content-value chain", British Telecom, Deutsche Telekom e France Telecom hanno presentato i loro servizi di Video on Demand e altri intrattenimenti "tipo TV" distribuiti via IP. Tutte robe che qua in Italia ce le sognamo. Le domande alla fine sono state molto interessanti, anche se non hanno ricevute risposte molto precise: 1) vedremo mai questo tipo di servizi disponibili su apparati "generici" invece che su set-top-box o altri aggeggini venduti direttamente dal Service Provider? Risposte: BT dice che per loro e' gia' cosi', mentre DT e FT dicono che "si' naturalmente ci piacerebbe un sacco ma" bla bla bla. 2) non trovate che gli ISP abbiano un vantaggio tale rispetto agli altri Content Provider da "ammazzare il mercato" e/o richiedere regolamenti antitrust appositi, analogamente a quanto fatto per l'unbundling dell'ultimo miglio? Risposte: "ma no, figurati, il mercato si regolera' da solo, anzi c'e' una concorrenza spietata" eccetera. 3) cosa ne pensate dei DRM? Risposte: "eh si' naturalmente i DRM sono una cosa del passato, pero' per il "premium content" che diffondiamo noi (tipo il film di prima visione o il grande evento live) e' necessario fare qualcosa per proteggere i "content owner". 4) non vi sembra che sarebbe legittimo attendersi che un utente possa fruire i contenuti a cui si e' abbonato (ad es. le partite di calcio) in qualunque nazione si trovi (ad esempio per un viaggio) e con qualunque dispositivo stia utilizzando? Risposte: "si' naturalmente ci piacerebbe tantissimo, ma le major gestiscono ancora i diritti per nazione e per piattaforma".

Al pomeriggio, dopo l'apertura dell'esposizione e relativo "pranzo" (tramezzini e lattine) in piedi, stracco come una vacca mi sono fatto un bel "Gigabit to the user" dove sono stati presentati i piu' fantasmagorici progetti di ricerca finanziati dall'Unione Europea, tra cui il fantastico "Alpha", incentrato sulla fibra ottica, in cui e' stata presentata la Plastic Optical Fibre, cioe' in pratica un filino spesso come il filo da pesca, che si puo' tagliare con le forbici e utilizzare tipo "fai da te" per creare reti in fibra a 1Gbps. E si pensa gia' all'evoluzione a 10Gbps. Il relatore, svedese, faceva notare come in Svezia l'infrastruttura "fisica" (cioe' la posatura della fibra sottoterra) sia fornita dallo Stato, e che il 7% delle abitazioni sia gia' collegato in fibra, rendendo la Svezia il paese con la penetrazione maggiore (sia percentuale che assoluta!) in Europa di connessioni in fibra. Dal pubblico s'e' levato il lamento di un Service Provider italiano, che come ben si sa, deve affrontare ben altre complicazioni per poter fare un buco in terra e posare della fibra. Una cosa che ho scoperto e' che in laboratorio e' stata provata con successo una connessione a 1Gbps su rame lunga ben 50 metri. Come dire che, tecnologicamente, non ci sono scuse per non dare banda larga a tutti. Il buon Popov, del progetto Alpha, ha fatto anche venire l'acquolina in bocca a tutti i presenti, mostrando un esempio dello standard TV post-HD: chiamato "4K", ha 8.000.000 di pyxel per frame e garantisce qualita' di video impensabile. Per gli "use case" descritti nel progetto (gia' implementati o futuri o futuribili) s'e' arrivati a ipotizzare servizi online che richiedono fino a 24Gbps di banda. Questi pipponi saranno resi pubblici a fine anno, cosi' potremmo sognare il giorno in cui avremo questi fantastici servizi invece di queste ciofeche di ADSL che ci sorbiamo ora in Italia.

Note a margine, i bruxellesi si confermano dei francofoni antipatici come tutti gli altri, che quando cerchi di parlargli in francese ti rispondono in inglese.
Stasera, nonostante il vento freddo (ma almeno non piove piu') sono andato alla brasserie, perche' devo fare allenamento per l'Oktoberfest che mi attende.
Poi ho fatto anche un filmino col telefonino al palazzo di fronte al mio hotel:



Ho provato ad andare a vedere l'Heysel, ma dato il tempo infame che c'era alle 6 e il fatto che non si puo' avvicinarsi piu' di tanto, ho desistito dal tentare di fare un giro intorno.

29 set 2008

Broadband World Forum, giorno 1

Oggi, prima giornata della mia permanenza a Bruxelles per il Broadband World Forum
From 2008-09 Bruxelles

Note a vanvera:
L'aeroporto di Bruxelles e' grande, grande. O almeno cosi' sembra, visto quanto bisogna camminare per uscire. Mortacci loro!

I tassisti belgi sono ovviamente un po' meno cari di quelli italiani (35 Euri dall'aeroporto all'Expo), ma vanno forte uguale.
L'Expo ha un'architettura inquietante.
From 2008-09 Bruxelles

Le macchinette dei biglietti del metro non prendono le carte di credito e nemmeno la cartamoneta: solo monetine. Comodissimo se devi comprare il pacchetto da 3 giorni.
Pero' le stazioni del metro' sono belline. Se pensiamo che a Milano c'e' gente che festeggia perche' dopo vent'anni hanno tolto un po' del pavimento nero...
From 2008-09 Bruxelles


From 2008-09 Bruxelles
L'Expo si trova a poche centinaia di metri dall'Atomium e dallo Stadio Re Baldovino, piu' noto come Heysel.
Al Broadband World a quanto pare non c'e' modo di avere un accesso Internet wireless gratis. Ma neanche pagando, almeno a quanto m'ha detto la hostess.
Con una genialata che non avevo mai visto ma che ovviamente era ignota solo a pochi ottentotti come me, le conferenze si possono svolgere gomito a gomito una all'altra, separate solo da tende, grazie a un sistema di trasmissione radio di quello che dice lo speaker sottovoce dal suo trespolo e dei ricevitori e cuffiette che uno si trova sulla sedia. Io ho osservato cosa facevano gli altri prima dell'inizio e mi sono risparmiato la figura di quello che a un certo punto s'e' messo a gesticolare verso il palco dicendo "voceeee voceeee".

Stamattina ho seguito il workshop "Pirates of the net", in cui Warner Bros. ha parlato a favore del fatto che gli ISP dovrebbero occuparsi di dissuadere ed eventualmente punire ("graduated response") gli utenti che scambiano materiale protetto da copyright. A monitorare gli utenti ci penserebbe la Warner, mentre avvisare e punire sarebbe compito dell'ISP. A precisa domanda, a nessuno risulta che ne' la Warner ne' altre major si siano offerte di condividere con gli ISP i costi di tali azioni.
Siccome ovviamente ognuno tira l'acqua al suo mulino, la Cisco ha fatto un po' di terrorismo arrivando a dire che c'e' il rischio che entro 18-24 mesi i servizi DSL non saranno piu' redditizi per i Service Provider. "E quindi?", dico io. ma forse ero distratto e mi son perso il "che fare ora".
Una nota curiosa e' che a un certo punto e' stata mostrata una slide con l'elenco dei 45 firmatari dell'intesa "three strikes and you're out" francese, per cui se ti beccano tre volte a condividere roba illegale vieni condannato alla gogna o robe del genere: oltre ai service provider francesi e alle varie associazioni, sempre francesi, di autori, editori eccetera, indovinate qual'e' l'unico service provider straniero presente? Telecom Italia. mah.
Unica voce un po' fuori dal coro della "Graduated response" (l'ISP che prima ti avverte poi ti stacca il servizio se scambi roba illegale, comunque sempre meglio che mandarti la Finanza a casa) e' arrivata da Rapidshare, ovviamente perche' il suo mulino gira al contrario di quello di Warner Bros. Rapidshare ha avuto gioco facile nell'usare il buon senso per contrastare Warner&C.: "non e' che la gente scarica la roba illegale solo perche' non e' abbastanza facile ed economico farlo in maniera legale?" Invece di combattere la pirateria, perche' le major non cercano di conquistare quella fetta di mercato che oggi si rivolge al p2p?
Ipoque, produttore di sistemi Deep Packet Inspection, ha detto che 1) per bloccare la parte rilevante del p2p illegale sarebbe sufficiente concentrarsi su quei 100 titoli piu' di moda ed evitare di rompere le palle agli utenti che condividono i film di Murnau o gli mp3 di Pupo fuori catalogo; e 2) che per stroncare un p2p come ad esempio BitTorrent non e' necessario bloccare tutti gli utenti, ma "segmentare" (cioe' "spezzare") la rete di peer in tante "isole" piccoline che poi collasserebbero per conto loro.
Peccato non ci fosse nemmeno un ISP tra gli speaker.

Siccome era la prima giornata, la macchina del Forum s'e' avviata pian piano. S'e' notato nettamente dopo pranzo, quando sono arrivate le hostess gnocche, che evidentemente non possono alzarsi presto la mattina altrimenti non sarebbero belle fresche e sorridenti (sorridenti si fa per dire... come direbbero a Roma, verso le 4 erano "avvelenate", a causa a quanto pare di una carenza di cuffie). All'alba si mandano in avanscoperta le racchie e quelle piu' sceme. Gli steward, invece, sono tutti talmente scazzati che praticamente scompaiono.

Nel pomeriggio, ho seguito "The role of Data Layer", workshop quasi interamente made in Italy, con un paio di speaker imbarazzanti (alla mattina ce n'era uno oscillante tra "scarso" e "pessimo", ma mai imbarazzante) e alcune dichiarazioni da pelle d'oca. Obiettivo del workshop era quello di dire che i Service Provider hanno a disposizione una mole immane di informazioni sui propri clienti (eta', sesso, indirizzo, abitudini di acquisto, abitudini di navigazione, apparati posseduti, ecc.) che pero' non sfruttano a dovere. Riguardo le dichiarazioni, il sig. Joosery di SUN ha detto che tali dati "dovrebbero essere resi disponibili in maniera economica all'ufficio marketing", mentre il sig. Pensa di Italtel ha detto che quei dati (il MIO indirizzo e dati anagrafici, le MIE abitudini di navigazione, ecc.) "appartengono al service provider". Da brividi.

bravi, bravi, fate gli spiritosi...

Arstechnica giorni fa ha segnalato una ricerca condotta presso l'Universita' della North Carolina circa i rischi legati al fatto che ormai tutti cliccano sui pop-up senza nemmeno leggere cosa c'e' scritto. Quei sapientoni di Arstechnica hanno titolato "Fake popup study sadly confirms most users are idiots", e svariati altri siti si sono immediatamente accodati, tra cui il nostrano PI.
In nessuno degli articoli che ho letto in giro circa questa ricerca, l'autore si e' trattenuto dal fare del sarcasmo e dall'usare la parola "idiot".
In nessuno di questi articoli ho trovato scritto che cosa consiglierebbero di fare, i sapientoni, con questi pop-up. Se mi si para di fronte un pop-up, generato da un sito o da un software bacato, e sospetto che questo pop-up sia in realta' un tranello postomi da qualche malware, in quale misura cliccare "Cancel" o "OK" puo' fare qualche differenza? Idem dicasi per chiudere la finestra con la "X" in alto... se e' un malware, avranno sicuramente associato un'azione maligna anche a quel clic, no?
Che il contenuto dei pop-up sia da leggere, non c'e' dubbio: se e' un avviso legittimo, conviene seguire la scelta consigliata; se e' un malware, non fa nessuna differenza. Ma come capire che e' un malware? Certo, a volte ci sono indizi piu' o meno facili da scoprire. Ma non ci vuole un granche' a produrre una finestrella del tutto identica agli avvisi di Windows.
Quindi, che fare? Verificare nel task manager se ci sono processi "strani" e killarli da li'. (un suggerimento: nella visualizzazione dei processi, selezionate la visualizzazione della colonna del PID, Process Identifier; ordinando per PID decrescente si vedranno, all'incirca, i processi avviati piu' recentemente in cima alla lista).
Chiudere il browser, se si e' particolarmente preoccupati. Usare un personal firewall e magari un software di monitoraggio del registry, per verificare se dopo il fatidico "clic" e' successo qualcosa di strano.

Il professore responsabile della ricerca, in un commento non ripreso ne' da Arstechnica ne' da altri, suggerisce, in casi sospetti, di "non cliccare OK", ma di "chiudere la finestra, invece". Come? boh. Tant'e' che lui stesso dice che "companies and other credible entities may want to incorporate additional unique features into the real messages to allow people to differentiate between genuine warning messages and fake popups. However, he says, "I don't know if you could develop a legitimate message that could not be duplicated and used illegitimately.""

27 set 2008

E Street Lego Band



Stupendo!
E c'e' anche Born in the USA!

forse non tutti sanno che...

"La Cai srl nasce nel '99 in provincia di Varese. Viene registrata a Milano il 14 settembre 2004, come Compagnia aerea italiana. Socio unico, sede in uno studio di commercialista in zona vip. Una scatola vuota come tante, in attesa di utilizzo. Sono i giorni in cui Giuseppe Bonomi, presidente dell'Alitalia voluto dalla Lega, ora a capo della Sea - minaccia «il fallimento entro un mese». Mentre Volare, piccola low cost nata da capitali leghisti, sembra destinata ad acquistarla. Finirà al contrario (Volare fallisce, Alitalia è costretta ad assorbirla). Sarà per questo che alla Cai - nata forse per aver parte nella prima operazione, e rimasta perciò inutilizzata - rimane appiccicata fino a oggi la sua vecchia ragione sociale: il «commercio all'ingrosso di articoli di merceria, filati e passamaneria». Il 19 settembre viene aggiornata a «società di trasporto aereo». Il suo presidente, Colaninno, è un uomo di lunghe vedute: a quella data prevedeva di rimanere in carica almeno fino al 31 dicembre di quest'anno. Poi passamanerà?"
Da Il Manifesto di oggi.

26 set 2008

firefox del menga

Dopo una veloce ricerca in rete, scopro che non sono l'unico a chiedersi perche' Firefox deve mettersi in ascolto come "server" su una porta TCP locale.
Comodo PF mi segnala correttamente ogni mattina che Firefox "is trying to act as a server" mettendosi in ascolto su una porta di 127.0.0.1. Siccome Firefox e' un browser, cioe' un client, non c'e' ragione per cui debba fare il server. Peccato che se dico a Comodo di bloccare il tentativo, Firefox non parte. Bella boiata.
Ci saranno sicuramente (?) delle ragioni per questo comportamento, ma sinceramente non mi interessano piu' di tanto. Per quanto mi riguarda, un client deve poter funzionare senza aprire alcuna porta in ascolto, nemmeno se e' su 127.0.0.1; tutto il resto sono scuse, e possibili appigli per sfruttare eventuali vulnerabilita' del software.
Ci fosse una cosa del genere in IE, tutti sarebbero gia' saltati alla giugulare di Bill Gates. Ma siccome lo fa Firefox non c'e' nessuno che strilla allo scandalo sicurezza. Come diceva un altro post a riguardo di questo problema: "Just because a program entails no monetary cost does not absolve the producer from acting responsibly." eccheccavolo!

25 set 2008

tv

Altro articolo che m'ero segnato, dal Manifesto del 17 Settembre scorso, firmato Norma Rangeri. Copio-incollo alcune parti, per la proprieta' di linguaggio, l'esattezza dell'analisi, l'acutezza dell'osservazione (grassetti miei):

"Con Silvio Berlusconi nel salotto di Porta a Porta e l'ex parlamentare Vladimir Luxuria sulla spiaggia dell' Isola dei famosi , il servizio pubblico ha inaugurato il vero anno scolastico, l'unica pedagogia nazionale di massa in grado di trasmettere simboli, valori, modelli al popolo impaurito dalla crisi. Partecipando alla brillante kermesse del talk-show e all'esotico festival del doppio senso, nella stessa serata sugli schermi della Rai, il leader del centrodestra e il transgender dell'estrema sinistra diventano i poteri forti di un immaginario che alimenta e sponsorizza un'idea unica della politica.

Trionfa l'immagine di una conversazione pubblica fondata sulla volgarità, sull'ostracismo di ogni critica avanzata fuori dal perimetro della rappresentazione. La trasgressione di Lux (così la Ventura chiama l'ex parlamentare di Rifondazione) accetta la telecamera tra le mutande, le battutacce, il senso comune di una sessuofobia con il belletto dell'emancipazione. Allo stesso modo, ubbidendo alla medesima grammatica, il governo del paese appare tra le gambe di miss Italia e i baci toccanti della campionessa olimpica. Il presidente del consiglio è sembrato persino stupito dall'eccesso di adorazione degli ospiti. Come se il suo corpo sovrano, così desiderato, lo mettesse nella condizione di dover contenere l'onda populista. È lui che deve frenare Vespa-Fede che lo incita ad apprezzare le forme della giovane miss, è sempre lui che si schermisce di fronte alle avance della regina del fioretto. [...] Se ogni giorno i telegiornali raccontano che Berlusconi sta facendo di tutto per salvare l'Alitalia, evitando, con una coerenza granitica, di ricordare che si sta parlando dello stesso Berlusconi che solo qualche mese fa ha fatto naufragare un accordo più vantaggioso per le tasche degli italiani, nessuna meraviglia se i sondaggi raccolgono l'opinione unica. Se le domande dei giornalisti diventano ogni giorno più imbarazzanti delle risposte (nella serata di Porta a Porta abbiamo visto due direttori-fantasma), è facile intuire cosa pensa, immagina e vuole il pubblico che legge l'attualità dal video. [...] Difficile che il centrodestra incontri un'opposizione capace di scoprire il trucco. La recente storia passata (i due governi di centrosinistra) non ha offerto prove confortanti. [...] Nell'attuale afasia dell'opposizione, reagire al regime dell'informazione non sembra una priorità dell'agenda veltroniana. Si scende in piazza per le questioni sociali, senza che un'altra televisione lo diventi mai."


nucleare

Sull'ultimo numero della Rivista Del Trekking c'era un interessante, informativo, chiaro intervento riguardante l'energia nucleare da parte di Ettore Ruberti, Ricercatore ENEA. Lo riporterei tutto, perche' e' veramente istruttivo. Non che se ne derivino conclusioni perentorie, ma ogni tanto leggere un articolo chiaro e istruttivo e' come respirare una boccata di aria fresca in mezzo allo smog. La Rivista del Trekking, bonta' loro, mettono tutto online qui. (l'intervento di Rubbia l'ho saltato a pie' pari).

Cito solo una parte riguardante le scorie radioattive, ad esempio del tenore illuminante dell'articolo, quando solitamente sull'argomento non si leggono altro che luoghi comuni e pareri poco informati:
"Mentre in Giappone e nei Paesi occidentali lo stoccaggio di questi rifiuti viene effettuato in previsione di una loro definitiva sepoltura in siti geologici stabili, in Italia esso risulta distribuito in 146 siti provvisori.
Sull’argomento è opportuno ricordare che non tutti i rifiuti radioattivi sono dovuti alla produzione energetica, ma provengono anche da ospedali ed industrie; la gestione degli stessi, pertanto, costituisce una necessità per tutte le nazioni moderne e non soltanto per quelle dotate di centrali nucleari.
[...]
Con esclusione di Italia e Grecia, tutti i Paesi occidentali hanno già scelto da tempo – e stanno preparandosi a renderlo operativo – un loro sito geologico nazionale.[...]
A questo punto due rimangono le strade praticabili: una di scegliere un nuovo sito nazionale; l’altra di aggirare le norme internazionali e conferire i rifiuti radioattivi ad un Paese terzo compiacente. Probabilmente quest’ultima corrisponde alla strada intrapresa, considerando che l’Italia ha già chiesto ed ottenuto a Bruxelles una deroga all’esportazione, sia pure con la clausola di non scegliere un Paese in via di sviluppo (si è parlato del Canada e della Russia). "