20 gen 2008

10 career killers to avoid

Ho tradotto al volo questo articolo perche', nonostante il tono molto "americano", contiene molte riflessioni intelligenti.

10 ammazza-carriera da evitare

di Thomas Hoffman, Computerworld, 7/11/07

Come altri tipi di lavoratori, i professionisti dell’IT possono rischiare di sabotare la propria carriera - a volte senza nemmeno accorgersene.

Per aiutare i professionisti IT a non prendere abbagli, Computerworld ha parlato con John M. McKee, presidente di BusinessSuccessCoach.net. […] Ecco 10 ammazza-carriera, coi consigli di McKee su come riconoscerli ed evitarli.

1. Non avere un piano per la propria vita. “Questo e’ l’errore numero uno che incontro coi miei clienti. […] Un piano per la vita e’ un business plan, nello stesso modo in cui un manager crea un business plan annuale in vista di cio’ che il futuro riservera’ alla sua azienda. Tre aspetti su cui focalizzarsi sono la propria carriera, la propria persona e famiglia, e gli obiettivi finanziari. Se qualcuno ha una buona posizione ed e’ soddisfatto in famiglia e come persona ma ha difficolta’ a pagare le bollette a fine mese, alla fine non sara’ soddisfatto. […] Questi dovrebbero guardare alla concorrenza, al mercato del lavoro e se le loro capacita’ sono aggiornate. […] E, piu’ importante, questo piano dovrebbe essere scritto. Solo il 14% delle persone lo fa. L’86% sta mettendo i propri investimenti in mano di altri. E non e’ una buona posizione.

2. Non tenere aggiornate le proprie competenze. “Il mondo degli affari e’ in costante evoluzione e c’e’ piu’ richiesta di lavoro che offerta. […] Con gente ovunque nel mondo capace di fare lo stesso lavoro che qualcuno sta gia’ facendo e la prospettiva che le societa’ cercheranno le competenze intorno al mondo, se non mantieni aggiornate le tue competenze nell’IT, sei ad alto rischio di essere sotituito. E questo include il mantenere aggiornate le proprie competenze tecniche, d’affari e personali”.

3. Non produrre risultati. “I vincenti negli affari sanno che tutto si gioca sulle responsabilita’. Chi prova un senso di soddisfazione per aver semplicemente mostrato impegno, senza curarsi dei risultati di tali sforzi, fallira’ sicuramente lungo il cammino. E’ molto facile in una societa’ credere che diventare piu’ efficienti si tradurra’ nel diventare piu’ efficaci. Preoccuparsi di creare maggiore efficienza puo’ essere una soluzione a breve termine ma non aiuta la societa’ a crescere. Raramente vedo persone ricevere bonus per aver semplicemente compreso le policy e le procedure aziendali. Si tratta di raggiungere il risultato. […]”

4. Confondere l’efficienza con l’efficacia. “Chi pensa che comunicare via e-mail sostituisca il bisogno di parlare faccia a faccia non riconosce l’importanza dei rapporti personali nell’ambiente altamente tecnologico ed automatizzato di oggi. Comunicare di persona ogni qualvolta possibile e’ imperativo per chi cerca il successo”.

5. Credere di non essere rimpiazzabile. “Non c’e’ spazio per le dive sul lavoro. Appena ti convinci che tu e solo tu sai fare il lavoro “nel modo giusto”, la tua stella iniziera’ a tramontare. In ogni societa’, tutti possono avere un paio di buone idee, un paio di annate buone e un po’ di successi da vantare e iniziare a pensare che l’azienda non puo’ andare avanti senza di loro. Iniziano a dormire sugli allori e si trovano piu’ a rischio di perdere il proprio posto. Scambiarsi impressioni coi colleghi aiuta la gente a tenere i piedi per terra. Avere il parere di diversi consiglieri fidati aiuta chiunque a capire come vanno le cose e come le proprie prestazioni vengono viste dagli altri.”

6. Pensare di avere tutte le risposte. “Il vecchio adagio rimane vero: La conoscenza e’ potere. Sostenere di sapere tutto puo’ rapidamente impantanare una carriera. I vincenti rimangono incessantemente interessati a imparare nuove idee e nuovi approcci alle cose. Fare molte domande e’ la caratteristica dei buoin leader e manager. Quando qualcuno smette di fare domande e inizia a credere di aver visto tutto, sta sottovalutando la quantita’ di cambiamenti che avvengono nel mondo oggigiorno.”

7. Circondarsi di leccapiedi. “I perdenti amano avere gente che gli dice quanto sono intelligenti, che sia vero o no, mentre i manager di successo e altri professionisti accettano e incoraggiano l’intelligenza e la creativita’ negli altri. Se i tuoi colleghi ti ripetono costantemente che tutto cio’ che fai e’ meraviglioso, hai bisogno di un gruppo di consiglieri migliori. […]”

8. Non riconoscere i meriti altrui. “I perdenti si prendono senza ragione tutto il merito per gli eventi positivi a prescindere dall’aiuto o collaborazione ricevuti da altri, mentre i vincenti rendono merito dove il merito e’ dovuto. I perdenti raccoglieranno inevitabilmente cio’ che hanno seminato. Se il tuo capo e’ una testa vuota, potrai probabilmente cavartela in questo modo un po’ di volte. Ma se continui a farlo, c’e’ la possibilita’ che il tuo capo si accorga che cerchi solamente gloria a sbafo.”

9. Non pubblicizzarsi. “Vantarsi e’ una cosa, ma far sapere ai colleghi dei tuoi successi attraverso documenti, resoconti o cose del genere, e’ ben diverso. I perdenti spesso non capiscono l’importanza di far sapere agli altri dei propri successi, o cercano di farlo in maniera completamente sbagliata. Nel mondo degli affari odierno, dove molte persone lavorano lontano dai propri supervisori, e’ importante far conoscere ai tuoi responsabili il tuo contributo e il fatto che sei ina risorsa importante. Questo ad esempio puo’ essere fatto semplicemente fornendo al tuo capo una e-mail a settimana per informarlo di cio’ su cui stai lavorando e dei relativi progressi. Facendo cio’, quando verranno prese le decisioni per promozioni o cambiamenti di ruolo, e’ piu’ probabile che ti venga ricosciuto cio’ che meriti.”

10. Perdere prospettiva. “Gli uomini d’affari intelligenti capiscono che, nonostante i migliori tentativi di fare le cose per bene, a volte ci si trova in vicoli ciechi e quindi cercano il consiglio e il punto di vista di un amico fidato o un collega. Chi non comprende i propri limiti e’ destinato alla disoccupazione. Dimenticare la ragione per cui il loro lavoro esiste, del perche’ lo fanno, e cosa volevano realizzare quando hanno iniziato. Devi essere appassionato di cio’ che fai e devi metterci ancora piu’ entusiasmo. Se non sei ansioso di alzarti dal letto ogni mattina, ti sei avviato su una brutta china - solo che non lo sai ancora.”



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