12 giu 2008

definizione

Leggo oggi che Sandrone Dazieri scriveva un mese fa: "Quando in un paese si fanno delle leggi ad hoc per un popolo, questo paese è un paese fascista."

Che in Italia ci siano un sacco di Rom che non lavorano (e probabilmente non vogliono nemmeno lavorare) e quindi si dedicano alla delinquenza non ci piove.
Che questa sia una delle "emergenze" del paese e' tutto da dimostrare.
Che questo tipo di problemi si possano affrontare (lasciamo stare "risolvere") dando il permesso alla polizia di allontanare da un paese i soggetti definiti "pericolosi" e' un concetto, questo si', razzista e fascista. Un po' come quando Hitler si mise a schedare gli ebrei: come tipo di approccio "giuridico", il concetto e' lo stesso. Chi definisce chi sono i soggetti pericolosi? Chi definisce cos'e' un'emergenza e cosa no? La mafia non e' un'emergenza? I chirurghi assassini non sono allora un'emergenza? Perche' si puo' bruciare, impuniti, un campo nomadi e non la villa di un chirurgo?

Mi cresce il sospetto che questo benedetto progresso che diamo per scontato ci abbia portato grandi conquiste come, ad esempio, il rispetto della vita umana, la tolleranza verso il prossimo e il villaggio globale, sia solo un'operazione di marketing o, nell'ipotesi ottimistica, l'utopia di un gruppetto di sognatori che non hanno capito che in realta' l'uomo e' sempre lo stesso di mille anni fa, e come dice Dazieri vuole solo "veder scorrere il sangue dei negri e degli zingari".

1 commento:

angela ha detto...

Quoto e sottoscrivo parola per parola. Mi piace il suo blog, mi piace anche per i luoghi in cui è stato, suppongo per lavoro, mi piace il modo in cui ne parla (in modo sempre critico e senza sconti)e soprattutto mi piace il fatto che, nn potendoli per ora vederli di persona, ma dovendone scrivere e descrivere, i suoi post mi sono in qualche modo d'aiuto. Insieme alle foto. grazie