2 giu 2008

dubai per il businessman e la businesswoman

Mi e' stato segnalato questo breve vademecum dell'Economist. Non saprei dire se e' vero che i libanesi sono dei gran bevitori, comunque tutte le altre informazioni mi sembrano corrette e ragionevoli.

Tra i vari commenti -alcuni anche sopra le righe- ce n'e' uno molto interessante di una certa TwistedTory, che vive a Dubai, e che riassumo e commento:
"1. As a western female executive, I'm treated with far more respect here. This is a true meritocracy [...]"
Verissimo il discorso sul rispetto. Avrei qualcosa da ridire sulla meritocrazia... se sei pakistano mi sa che la meritocrazia te la sogni.
"2. As a western female, I feel far safer here than I do in western countries. [...]"
Vero, purtroppo.
"3. My quality of life is disproportionately better here than in any of the western countries I’ve lived and worked. [...]"
Beh qui c'e' l'entusiasmo tipico dei Dubai-maniac... diciamo che la qualita' della vita dipende parecchio anche dallo stipendio che prendi...
"4. The Dubai model is THE hope for sustainable peace, stability and security in the Middle East. [...]"
Questo e' un punto che fa riflettere. In effetti ci si chiede perche' il resto della regione del Golfo Persico non possa semplicemente "vivere come a Dubai"; d'altro canto, vale la pena di ricordarsi che questa situazione idilliaca e', fondamentalmente, garantita da una dittatura (illuminata fin che si vuole, il sistema politico e' comunque basato sull'ereditarieta' nelle famiglie dei vari sceicchi e non prevede nulla di simile alle elezioni) e da un modello di crescita economica che deve ancora dimostrare di essere sostenibile a medio-lungo termine.

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