31 lug 2008

buttare via


Quando ti ritrovi sommerso di cose, e ti viene voglia di buttare via. Fare spazio.
Quante cose, oggetti inutili che affollano i nostri cassetti, armadi, scaffali.
Stasera ho fatto un parziale (molto parziale) repulisti dal mobiletto qui a fianco, pieno di roba che non uso da anni e che quasi sicuramente non usero' mai piu', ma che non butto via perche' non si sa mai e perche' mi da troppo fastidio buttare via la roba, mi sembra uno spreco.

Voglio fare una lista della roba che ho buttato o tenuto.

Buttato:
- una scheda madre per Pentium II, e il Pentium II (questi li portero' in discarica, il resto e' nel cestino)
- alcuni floppy con scritto "danneggiato" sopra
- un pezzo di plastica con le bolle
- una busta con le bolle usata
- un pezzo di scheletro di un case di pc
- due scatoline di plastica della Pupa che usavo per metterci dentro i cd
- un portapenne
- una cinquantina di cd di software, mp3, film, tutto rigorosamente piratato e gia' copiato su dvd
- una targhetta per bagaglio alitalia
- tre laccetti per targhetta bagaglio
- svariati voluminosi manuali di istruzioni di roba vecchissima
- un piccolo poster dei ristoranti del casalese
- Managing Cisco Network Security Volume 1, ora lo sfoglio poi lo butto
- 10 audiocassette, mettero' un annuncio per regalarle (ne ho borse piene altrove) poi le butto.
Tenuto (elenco solo la roba per cui sono un po' incerto):
- svariate altre istruzioni e garanzie
- quattro portabadge da mettersi al collo
- un coso che non ho capito cos'e'
- un poster di Paolo Conte
- una scheda audio
- una scheda video
- due hard disk
- tre cavi per hard disk
- dei banchi di RAM
- cinque confezioni di floppy disk
- tre cosi per tappare i buchi nei case dei pc quando ad esempio togli un lettore cd
- un lettore cd per pc
- quattro audiocassette
- una tazza dei Boston Red Sox rotta riparata con l'UHU.

Rimangono in attesa di prossima sistemazione:
- una ventosa (ora la vado a mettere sotto il lavandino)
- diversi cd di bootleg mp3 di springsteen (dovrei riuscire a compattarli su un paio di dvd al massimo)

Saranno interessati dai prossimi interventi:
- gli altri manuali e scartoffie impilati dentro il mobile
- la pila di bootleg di springsteen
- i due cassetti di la' di robaccia mia
- la roba in cantina.

30 lug 2008

poi uno dice la scaramanzia

Io non lavo quasi mai l'auto. Veramente, quasi mai.
Io metto quasi sempre l'auto in garage. Davvero, 99 su 100.

Ieri ho lavato l'auto.
Oggi ho lasciato fuori l'auto.

Sta piovendo.

c'e' amore nella musica

Io non e' che sono granche' al passo coi tempi, musicalmente parlando (e anche in altri campi). Ascoltando poco la radio, vengo informato delle ultime novita' solo tramite il passaparola di qualche amico o collega, oppure un video in cui incappo per sbaglio quando raramente accendo la TV. (Ho recentemente fatto un figurone mostrando di sapere chi sono i Marracash ma li avevo visti il giorno prima casualmente su MTV.)
Ma i miei vicini di casa sono peggio. Di gran lunga. E dire che si danno tante arie giovanili anche se sono piu' "vecchi" di me.
Quelli a fianco non sanno cos'e' la musica. Lui arriva a casa sempre fischiettando allegro (cazzo c'hai sempre da ridere? mah.) ma non ho mai decifrato i motivetti che sta eseguendo. That's all folks.
Quella di sopra fa la strafiga ma la ga quarant'an per gamba e apparentemente ha in casa solo un CD di Vasco Rossi (prevalentemente spazzatura di Vasco anni '90-2000) e se non sbaglio una compilation di ovvieta' radiofoniche periodo '99-2002 circa, direi, piu' alcuni classici da compilation di deejay television tipo Money For Nothing eccetera. Tale repertorio viene ascoltato -raramente- a volume sufficientemente alto da farlo sentire anche a noi di sotto. Ma forse e' la donna delle pulizie, boh non saprei.
Quegli altri di sopra di la' si rivolgono anch'essi a una o due compilation stile "Ottanta voglia di cantare" o quella la' come si chiama ah si' "One Shot". Poi ogni tanto il giovinastro si spara a tutto volume un po' di tunz-tunz che piu' che musica penso sia un cd usato alla Kenwood per testare le autoradio delle Punto con lo spoiler prima di venderle ai tamarri.
Ah, il ragazzotto qua a fianco c'ha una pettinatura e un cappellino che non capisco se e' emo o fa il b-boy, comunque qualunque cosa eventualmente ascolti lo fa in silenzio e cio' e' buono.
Tutto cio' per dire che oggi la mamma del giovinastro del tunz-tunz e' arrivata con la sua rombante Smart (ma che casino fa quella macchinetta? sembra un trattore) con la radio a manetta (un pericolo pubblico quella donna, una di quelle che usa l'acceleratore come un interruttore: o ON o OFF) e cosa sentiva? Cher. du iu biliiiv in lafafalav... tunz tunz. Magari e' un caso. anzi, sicuramente un caso. durante il tragitto avra' sicuramente ascoltato anche altro. Pero'... che originalita'.

Comunque, la musica fa sempre bene, anche se ascolti sempre solo Fronte Del Palco e Your Latest Trick e Cher. Perche' c'e' amore nella musica.


idiozia multidimensionale idiozia ovunque idiozia multipla con giravolta

L'ineffabile Bruce Schneier segnala sul suo blog un episodio che definirei inqualificabile, nel senso che non ci sono parole per qualificare l'abbacinante accumulo di idiozia che la vicenda trasuda in ogni suo risvolto.
L'episodio e' citato sul sito della TSA (Transport Security Administration, i pazzi che ci fanno togliere le scarpe per entrare negli USA - come in moschea, ora che ci penso...), che non solo non si vergogna, ma riporta l'accaduto con un orgoglio tale da farlo sembrare quasi uno scherzo. No, cioe'... piu' lo leggo piu' non ci posso credere. No, dai, non puo' essere vero.

Comunque, traduco, alla carlona:
"Il 30 Giugno, per 6 lunghi minuti, le operazioni di controllo al checkpoint Ovest del Jackson-Evers International Airport in Mississippi sono state bloccate mentre la TSA ispezionava un oggetto sospetto che sembrava essere un fascio di esplosivi connessi a un cilindro tramite dei fili.
L'agente TSA Scot Peele ha fatto uso della sua preparazione ed esperienza rilevando l'oggetto sospetto esaminando le immagini a raggi X del bagagli a mano di un passeggero.
L'area del checkpoint e' stata immediatamente chiusa mentre l'agente Timothy D. Smith dedicato all'esame delle possibili bombe ispezionava l'oggetto e parlava col passeggero.
L'oggetto in questione e' stato quindi riconosciuto essere una bottiglia di metallo vuota e una batteria artigianale consistente di 28 batterie ricaricabili connesse da diverse resistenze e tenute insieme in due strati da adesivo a base di silicone.
Il passeggero era un ingegnere e ha detto che ha preparato la batteria per usare il suo lettore DVD durante il lungo volo verso le Hawaii. Dopo aver riconosciuto che altri passeggeri avrebbero potuto vedere l'oggetto come una minaccia, l'uomo lo ha consegnato al Supervisore TSO Raiford Patterson ed e' quindi stato ammesso a bordo.
"Dobbiamo trattare ogni oggetto sospetto allo stesso modo e utilizzare gli strumenti a disposizione per prendere una decisione finale" ha detto il Direttore Federale della Sicurezza David Wynn. "Le procedure esistono per una ragione e questo e' una chiara indicazione che i nostri dipendenti stanno facendo un eccellente lavoro.""

Sul sito della TSA c'e' anche una foto dell'oggetto sospetto.

Se tu devi andare alle Hawaii e pensi di scocciare insieme 28 batterie e attaccarle con due fili al tuo lettore DVD, SEI FUORI DI TESTA. Sei pazzo, fine. Sei malato, non sei a posto. Il punto e' che non sei pazzo perche' la tua creazione puo' essere presa per una bomba da un altro passeggero. Sei pazzo e basta. Sei pazzo perche' se di fronte a un volo per le Hawaii realizzi che la batteria del tuo lettore DVD non ce la fa piu', la scelta piu' saggia e' portarti un libro o prenderti un sonnifero, e NON costruire una batteria esterna artigianale. Hai capito? Sei matto.

Se tu sei un "Bomb Appraisal Officer" e ti capita per le mani il pazzo di cui sopra, gli devi far notare che e' pazzo, esporlo al pubblico ludibrio e poi farlo salire, in modo che tutti gli altri passeggeri possano poi farsi due risate raccontando agli amici del pazzo che ha scocciato 28 batterie per vedersi un DVD. Invece, il BAO ingaggia una negoziazione col pazzo, che siccome e' pazzo conviene (anche con un certo orgoglio, immagino) del fatto che le sue 28 batterie sembrano una bomba, e allora le consegna al BAO e sale a bordo probabilmente per rompere le palle alle hostess per tutto il volo perche' non puo' vedersi il suo film preferito.

Se tu sei il Federal Security Director e ti arriva notizia di una cosa del genere, NON devi vantartene sul tuo sito, capito? Devi chiuderti nel tuo ufficiucolo e riflettere su cosa vuol dire "trattare ogni oggetto sospetto allo stesso modo". Qual'e' la descrizione di oggetto "sospetto"? Cosa c'entra con la pericolosita' dell'oggetto stesso? Non trovi che la nozione di "sospetto" sia un po' troppo soggettiva per essere usata ai controlli di sicurezza di un aeroporto? E in ogni caso, nel momento in cui un oggetto "sospetto" risulta non essere "pericoloso", perche' vietarlo comunque?

29 lug 2008

diritti dell'uomo

A proposito di quotidiani, non sono piu' abbonato al Manifesto cartaceo (viste le modalita' di consegna random), ma ho mantenuto l'abbonamento su web. Il Manifesto ha il pregio di essere sottile, avere poca pubblicita', e contenere ogni tanto delle notizie che vengono taciute dal resto dei mass media. Da un giornale che si definisce "Quotidiano Comunista" non e' che ci si possa aspettare particolare imparzialita', ma almeno in questo caso e' scritto in prima pagina e uno lo sa prima, invece di illudersi di chissa' cosa sfogliando il Corriere e simili.

Il Manifesto del 27 Luglio riportava un articolo riguardante una vicenda che io ho scoperto ora, e che ci dice che viviamo in un paese che e' stato condannato dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per violazione del Diritto di Liberta' di Espressione. (vedere qui e qui).

Copio-incollo l'articolo pari pari, perche' non credo che Il Manifesto se ne avra' a male. Ho evidenziato io in neretto l'incredibile casus belli.

CASO RIOLO, DUE OPPOSTE IDEE DI LIBERTA'
Nicola Tranfaglia
Il caso Riolo si avvicina alla conclusione. Riassumo i dati essenziali di questa incredibile storia che, dopo quattordici anni, ha visto la Corte europea dei diritti dell'uomo stabilire che Claudio Riolo ha esercitato soltanto la libertà di stampa prevista dalla Costituzione repubblicana e dalla Convenzione europea e che l'Italia, condannandolo al risarcimento dei danni nei confronti del presidente della provincia di Palermo Francesco Musotto, ha violato l'art. 10 (libertà di espressione) della Convenzione europea.
Tutto nasce dall'articolo che appare nel novembre 1994 su Narcomafie la rivista del gruppo Abele diretta da don Luigi Ciotti intitolato: «Mafia e diritto. Palermo: la provincia contro se stessa del processo Falcone. Lo strano caso dell'avvocato Musotto e di Mister Hyde». Si tratta di un commento critico alla decisione di Francesco Musotto, presidente della provincia di Palermo e avvocato penalista, di mantenere la difesa di un suo cliente, imputato nel processo per la strage di Capaci, mentre l'ente locale si costituiva parte civile nello stesso processo. Dopo cinque mesi Musotto avvia nei confronti di Riolo, senza tirare in ballo la rivista, un procedimento civile per risarcimento danni da diffamazione a mezzo stampa, chiedendo 700 milioni di risarcimento. L'articolo viene ripubblicato da Narcomafie nel maggio 1995 e questo giornale lo ripubblica il 3 maggio con l'aggiunta della firma di 28 esponenti del mondo politico e culturale palermitano «che lo fanno proprio condividendone i contenuti e ritenendolo legittima espressione dell'esercizio della libertà di stampa, di opinione e di critica politica».
Ma la giustizia italiana procede. Dopo quasi sei anni l'autore viene condannato in primo grado a Palermo a pagare 80 milioni che con gli interessi pregressi diventano circa 118 e con quelli futuri 140. Dal giugno 2001, subisce il pignoramento di un quinto dello stipendio e dell'indennità di fine rapporto. Riolo ricorre in appello e nell'aprile 2003, la prima sezione civile della Corte d'Appello di Palermo conferma la sentenza di primo grado. L'autore ricorre in Cassazione nel luglio 2003 e dopo tre anni e otto mesi la III sezione civile della Corte di Cassazione respinge il ricorso e conferma le precedenti sentenze.
Nel 2007 Riolo presenta un ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo attraverso l'avvocata Alessandra Ballerini e questa accoglie il ricorso e condanna l'Italia per violazione dell'art. 10, ritenendo l'articolo su Musotto non diffamatorio ma fondato su fatti veri e legittima espressione della libertà d'opinione. Lo stato italiano, secondo la sentenza, dovrà risarcire Riolo con 60.000 euro e 12.000 euro per le spese.
La giustizia italiana ha impiegato dodici anni per affermare una visione anticostituzionale della libertà d'espressione, la Corte europea in pochi mesi ha ristabilito i principi richiamati dal ricorrente. Siamo di fronte a due concezioni dello Stato e del diritto: quella dei giudici italiani che hanno privilegiato il supposto diritto del presidente Musotto a non subire critiche, pur fondate su fatti veri. E quella della Corte europea che, come è ovvio, ha posto al centro della sua pronuncia, il rispetto del principio sancito dalla Convenzione della libertà di espressione.
E' agevole concludere che la concezione dei giudici italiani porta alla vittoria dei potenti (sembra un'anticipazione del lodo Alfano) e quella europea ci riporta allo stato di diritto ma, a quanto pare, i mezzi di comunicazione in Italia preferiscono non parlare di questi casi. Insomma siamo in una situazione complessa che vede finalmente l'inversione di un processo italiano che non ha voluto applicare leggi e costituzione secondo le regole dello stato di diritto ma sarà necessario ancora lottare per attuare la sentenza europea. Riolo dovrà ancora combattere per far accogliere la pronuncia della Corte europea dalla giustizia italiana attraverso la revoca dei giudizi finora pronunciati, la revoca dell'esecuzione di quelle sentenze e l'accoglimento della sentenza europea. Ci vorranno altri anni o si tratterà di un procedimento rapido?
E' difficile rispondere a una simile domanda ma, se ci fosse una campagna dei giornalisti e della Federazione Nazionale della Stampa in questa direzione, si potrebbe sperare in un esito rapido e positivo della procedura. E' quello che ci auguriamo dopo dodici anni di una vicenda che ha visto l'Italia scendere, per quanto riguarda la giustizia dei cittadini, agli ultimi posti dell'Europa contemporanea.

Sempre in vena lombrosiana, la faccia di Musotto si puo' vedere sul suo sito. Profili Wikipedia: eng - ita.

Oggi ho comprato La Stampa

I quotidiani italiani non li sopporto piu' da un po'. Tra i meno peggio c'e' sempre stata La Stampa. Oggi poi ero a Ivrea e in terra piemontese non si puo' non rivolgersi al quotidiano di Torino. Ma la cosa che mi ha magneticamente attirato verso l'edicola e' stato il manifestino esposto all'esterno con i titoli principali: a caratteri cubitali annunciava "ECCO LE IMPRESE DEL MANIACO DEL POST-IT" o una cosa del genere. Poi c'era un'altro titolo sotto, ma scritto piccolino (forse era l'articolo sul "Toxic Park"? - altra chicca di oggi). Il MANIACO DEL POST-IT la faceva da padrone.

E' chiaro che un giornale la cui notizia principale -anche se della sezione regionale "Ivrea e Canavese"- riguarda il MANIACO DEL POST-IT, bisogna comprarlo.

Compro il giornale e mi getto subito alla ricerca dello scoop. Pagina 67: "Il maniaco del post it - Con un messaggio adesivo pubblicizza le proprie capacita' amatorie". Due terzi di pagina occupati da articolo e foto esplicativa (del post-it naturalmente).
Come in tutti i quotidiani italiani, non ci si puo' aspettare una spiegazione immediata del senso del delirante titolo (in stile "who-what-where-when-why", come da dettami di giornalismo classico), ma bisogna lasciarsi trasportare dall'emozionato inviato Giampiero Maggio da Ivrea nella scoperta: "Bionda o bruna per lui non fa molta differenza. L'importante e' che sia carina, tra i 20 e i 35 anni e con un fisico decisamente accattivante. Eccole le "vittime" prescelte dall'uomo del biglietto che sta agitando l'estate eporediese. A loro ("tutte belle signore" dicono i poliziotti), dedica sempre le stesse attenzioni, lasciando sulla borsetta o sulla gonna un post-it con un messaggio stringato ma per niente equivocabile. Con alcune si e' limitato ad un "Chiamami" seguito da un numero di cellulare." Il resto del resoconto occupa alcune colonne per dire che non ci sono gli estremi per una denuncia (e ci mancherebbe!) e che quindi, in sostanza, aggiungo io, non c'era nemmeno ragione per fare piu' di un trafiletto di 5-6 righe sulla vicenda.
"Il maniaco del post it" rimane comunque imperdibile. Invidio un po' i lettori eporediesi che potranno sicuramente seguire la vicenda passo passo sulle colonne della Stampa.

Poi stasera ho "letto" il resto delle 80 (OTTANTA) pagine di giornale e devo dire che sara' anche il periodo estivo ma pure La Stampa non offre piu' un granche'. Non sto a dettagliare, perche' la situazione dei quotidiani italiani e' sotto gli occhi di tutti e a chi gli piacciono cosi' buon per lui.

Ora butto La Stampa nel cesto della carta e mi leggo il mio International Herald Tribune, che in 18 (DICIOTTO) pagine ci fa stare anche le previsioni del tempo e i fumetti di Dilbert.

PS: una cosa bizzarra riguardo l'IHT. Quando ero abbonato a Il Manifesto, il quotidiano mi veniva recapitato piu' o meno a cadenze casuali, a volte due o tre numeri insieme, a volte sempre in ritardo per un po', eccetera. Quando mi sono abbonato all'IHT, ho chiesto informazioni via email e quelli si sono premurati di dirmi che siccome non abito all'interno di una zona "metropolitana" il giornale mi sarebbe arrivato con un giorno di ritardo. Poco male, ho pensato io, visto che intanto anche prima il quotidiano mi arrivava a caso e per le notizie flash guardo Internet. Ovviamente, dopo dieci giorni di abbonamento, l'IHT e' sempre arrivato puntualmente.

28 lug 2008

mala tempora currunt

Oggi ho letto questo articolo su Carmilla. L'intento e' sarcastico e solitamente questo tipo di prosa mi strapperebbe anche un sorriso. Ma con gli inquietanti saltimbanchi che abbiamo al governo oggi non si puo' mai sapere...

D'altro canto, mentre continuo a non capacitarmi di come centinaia di ministri, deputati e senatori siano totalmente supini di fronte alle necessita' di Re Silvio in barba a ogni decenza, ritengo assolutamente comprensibili le fobie "razziste" di gran parte di questo governo, che mal sopporta la sola vista di rumeni, gay, atei, musulmani, handicappati eccetera: anch'io, vedendo le facce di un Alfano o un Calderoli, mi ritrovo su posizioni nettamente lombrosiane.

26 lug 2008

I'm your handy man

Chi la dura la vince. Finalmente il lavatoio e' installato e funzionante! E' stata una lotta all'ultimo sangue, ma alla fine l'homo sapiens ha avuto il sopravvento contro le brute forze della natura, dell'idraulica e della meccanica.
Il lavatoio ha avuto una storia tormentata:
- comprato il rubinetto, ci siamo accorti che i suoi attacchi non andavano bene coi tubi che avevamo in casa;
- ci servivano due tubi femmina-femmina e allora ho comprato una riduzione per modificare i tubi, ma perdeva acqua;
- c'e' voluta una settimana per trovare i tubi giusti femmina-femmina 3/8-1/2 pollice;
- facendo il buco per installare il rubinetto mi sono accorto che per pochi millimetri rischiava di non esserci spazio sufficiente;
- cercando di allargare il buco si e' rotto il trapano: e' uscita una vite da un posto imprecisato e la punta non sta piu' su;
- segando i tubi dello scarico per renderli della lunghezza ottimale si e' rotta la sega.
- cercando di fissare il rubinetto col silicone, a causa del fatto che questo era troppo vecchio, il pistone della pistola e' uscito fuori dalla sua sede, ha forato il tubo di silicone entrando dentro e bloccandosi all'interno: buttato via pistola e silicone.
Pero' alla fine ce l'ho fatta. Rubinetto e scarico funzionano, e ho persino -del tutto casualmente- azzeccato i collegamenti giusti di acqua calda e fredda!

I'm your handy man!

neutrality?

Quello che mi frega, probabilmente, e' la mancanza di pazienza. Dopo un po' che vedo che i telegiornali trasmettono solo cazzate, smetto di guardarli. Dopo un po' che vedo che un quotidiano e' occupato all'80% da pubblicita' e per il restante 20% pubblica solo comunicati stampa o commenti inconcludenti, smetto di comprarlo. Come con la gente, se continua a dire cose che non condivido, o a ripetere cose che gia' so benissimo, smetto di ascoltare.
Idem coi blog. Dopo un po' mi sembra che dicono sempre la stessa cosa e mi stanco, e smetto di leggerli. Ma ripeto, e' un mio problema.

Uno degli argomenti che mi causa piu' spesso questa reazione e' quello della Net Neutrality. Sull'argomento regna -a mio parere- una confusione preoccupante. Nei casi peggiori questa confusione e' accompagnata da ignoranza e intolleranza, come in quei forum di nerd dove "winzozz fa schifo e se non usi linux non capisci niente". Uno dei casi dove questo non avviene e' il blog di Stefano Quintarelli dove, in mezzo a un mare di notizie sull'assetto societario di Telecom che a me lasciano piuttosto indifferente, si parla spesso di Net Neutrality.
Quintarelli, pur preparatissimo, ha legato la sua missione pro-Net Neutrality a una crociata anti-DPI in un modo secondo me scorretto e fuorviante. Ora, si puo' sostenere la Net Neutrality (anche se manca persino una definizione chiara di cosa si intenda per NN) con tutto il vigore che si vuole, come ci si puo' anche opporre alle tecnologie DPI, per carita'. Legare indissolubilmente le due cose porta pero' all'errore.
Quintarelli cita la notizia per cui gli ISP inglesi si sono impegnati a mandare una letteraccia agli utenti ritenuti colpevoli di condivisione di contenuti protetti da copyright, "invitandoli" ad andare a scaricare da un'altra parte. Presumibilmente, gli utenti vengono individuati dai detentori del copyright tramite ben conosciute tecniche di monitoraggio (in parole povere, mi installo eMule, faccio una ricerca, trovo tutti quelli che sharano la mia canzone e li denuncio). Quintarelli commenta un post sul blog di Luca De Biase sullo stesso argomento: De Biase dice che gli ISP "sono obbligati, [a causa di questo accordo] in qualche misura, ad abbandonare il principio della neutralità della rete", e io concordo in pieno con questa affermazione. Quintarelli risponde: "Guarda che non e' detto. L'unica cosa che mi risulta per adesso e' che, se un utente viene beccato, gli mandano una mail [...]. non occorre fare DPI per fare cio', basta guardare gli IP address delle connessioni [...]". A meno che Quintarelli si sia espresso male, la sua risposta significa: "no, guarda che siccome non stanno usando la DPI la Net Neutrality non e' detto che sia in pericolo". A me sembra che invece lo sia, eccome. L'iniziativa inglese significa che se domani un pincopallino telefona al mio ISP e gli dice "guarda che elbebecius c'ha 10.000 mp3 illegali sull'hard disk", il mio ISP mi manda una lettera minacciosa, e se pincopallino e' potente abbastanza magari il mio ISP preferisce fare uno sgarbo a me piuttosto che a pincopallino e un domani e' anche capace di interrompermi il servizio. Se non e' una minaccia alla Net Neutrality questa, non so cosa lo e'. Ma Quintarelli si preoccupa solo se c'e' la DPI. Altrimenti si puo' star tranquilli.
Mi stupisce come Quintarelli (e anche altri piu' titolati di lui, citati sempre sullo stesso blog) si accaniscano contro una tecnologia (che in quanto tale, per definizione e' neutra) come la DPI e non facciano altrettanto contro pratiche (e queste no che non sono "neutre") a mio parere ben piu' invasive come l'iniziativa inglese di cui sopra. Un po' come battersi per vietare l'utilizzo dell'energia atomica ma considerare tutto sommato accettabile che la gente venga accoltellata per strada: se lo scopo di entrambe le cose e' ammazzare la gente, o vietiamo anche i coltelli, oppure regolamentiamo l'uso della bomba atomica.
Bon, ecco il mio problema. Potrei cercare di argomentare meglio e cercare di farmi capire. Ma sono troppo pigro. Desisto.

Anzi no, un'altra cosa. La cosa che mi sta sullo stomaco di tutte queste discussioni su sta benedetta Net Neutrality e' che nessuno vede la contraddizione di fondo che a me invece sembra evidente: Internet e' un'entita' che si regge "informalmente" tramite accordi di interconnessione tra diversi "Internet Service Provider"; tali ISP sono aziende private, e come tali, stanti le regole di mercato che spesso molti si dimenticano, hanno un unico obbiettivo, e cioe' quello di massimizzare gli utili, e per fare cio' non sono vincolate da particolari limiti "morali" ma solo dalla legge della domanda e dell'offerta, e non devono rendere conto alla "pubblica opinione" delle loro decisioni strategiche o tecnologiche: ci pensera' il mercato a premiare o punire. Data questa situazione, che nessuno sembra voler contestare, non vedo su che basi si possa pretendere che un ISP non utilizzi la DPI o non controlli l'utilizzo della banda come meglio crede. La mia opinione, invece, e' che determinate infrastrutture (ad esempio le comunicazioni: telefono, Internet, radio, strade, tv) devono essere sotto il controllo e la tutela dello Stato, che deve fornire accesso "neutrale" a tutti i cittadini, che hanno il diritto ad avere un telefono, ad essere collegati a Internet, a potersi spostare su strade in buono stato, eccetera. Troppo comodo privatizzare tutto e poi piangere perche' gli ISP fanno gli interessi della RIAA invece di quelli dei cittadini.

24 lug 2008

si', ma CHI siete?

Una delle cose che mi fa cadere le braccia dei siti delle societa' italiane e' che c'e' sempre una pagina "Chi siamo" (oltre a boiate tipo "Vision", "Mission", ecc.), ma tale pagina non dice quasi mai CHI c'e' dietro la societa'. Mai un nome, mai un dettaglio sugli azionisti, se non nelle aziende molto grandi e anche li' solitamente l'informazione e' ben nascosta. Soprattutto in confronto con le societa' americane, dove c'e' sempre un nome e cognome e una faccia con cui prendersela.
Spulciando come al solito tra gli annunci di lavoro, ho trovato questo breve e stuzzicante "Esperto sicurezza informatica e protocolli di rete":
"Zeroclock ricerca per inserimento immediato esperto in sicurezza informatica e protocolli di rete.
Il candidato lavorerà nel contesto di una multinazionale operante nel territorio romano e dovrà supervisionare le misure di sicurezza implementate dall'azienda."
Fine. tre righe. multinazionale. sicurezza.
Vado a vedere questa Zeroclock, mai sentita:
si'... ma... CHI CA......SPITA SIETE???

ps: "agile e versatile".

un po' di immagini alla rinfusa

Ho sul pc un po' di rumenta varia che mi piace pubblicare:

Questo era il mio pc ieri. Non e' la prima volta che lo fa, ultimamente. Apprezzo pero' il tentativo di Microsoft di migliorare esteticamente il BSoD. Il quadratino rosa e' veramente carino.

Questo era un treno in partenza da Genova. Destinazione esotica.


Questa l'ho intitolata "Temporale imminente".


Questa e' la mia idiozia, quando ho aperto un documento allegato a una mail alla mattina e l'ho modificato tutto il giorno senza salvarlo mai. Naturalmente alle 7 di sera il pc e' crashato. Sempre sia lodato l'autorecover! Ho preso uno screenshot per ricordarmi di non farlo mai piu'!!


Oggi ho cercato di aprire un sito con Firefox per vedere un album fotografico.

canzone nostalgia del momento




Feargal Sharkey - You little thief.

23 lug 2008

come nel medioevo

Oggi l'Italia e' ritornata ufficialmente nel Medioevo. Il Re ha fatto approvare una legge che dice che la legge e' uguale per tutti tranne lui.

Come diceva il vecchio Bob
"Couldn't help but make me feel ashamed
to live in a land where justice is a game"

21 lug 2008

La maratona di New York

Come mi sono divertito a disegnare su Google Maps i percorsi che io e mia moglie abbiamo fatto durante la nostra vacanza a New York e zone limitrofe! Grazie al "Distance Measurement Tool" ho calcolato che abbiamo camminato non meno di 39 km ciascuno: altro che Pizzolato!

day 1: capatina in centro

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Il nostro albergo sull'Hudson si e' rivelato molto comodo per raggiungere Manhattan, via traghetto o via bus!

day two: si inizia a fare sul serio


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Central Park, Fordham University, Empire State Building ed escursione finale a North Bergen causa bus errato!

day three: the Bronx


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Capatina a Little Italy, pranzo su Arthur Avenue, e ancora Fordham.

day four: paisani


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Little Italy a Manhattan: Mulberry Street, ora quasi China Town; FlatIron Building, brunch da Langan's e poi via per il Sopranos Tour!

day five: Harlem contro Manhattan (e Brooklyn, ed Ellis Island...)


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Da Weehawken con il Light Rail all'imbarco per Ellis Island, poi la Statua della Liberta', poi Manhattan, Ground Zero, il ponte di Brooklyn, taxi e cena da Amy Ruth's.

day six: Long Island




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Si affitta una cabrio al JFK e poi ci si va a perdere a Long Island.

day seven & eight: Jersey Shore e ritorno



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Ocean Grove, Asbury Park, Belmar, ecc...

Insomma, come dicono i BB:
Dear New York, I know a lot has changed
two towers down but you're still in the game
home to many, rejecting know one
accepting peoples of all places, wherever they're from

Brooklyn, Bronx, Queens and Staten
From the Battery to the top of Manhattan
Asian, Middle-Eastern and Latin
Black, White, New York you make it happen

tu quoque, emirates...

"Emirates has decided to remove all paper from the seat-backs on its new Airbus A380s, in order to save weight and, therefore, fuel. [...] Removing 2kg of paper from each of the 500 seats shaves a tonne off the plane's flying weight." Lo dice il Times, lo riporta l'Economist.

Se si mettono a far pagare i passeggeri a peso e' la volta che mi metto a dieta davvero!

18 lug 2008

scioglimento imminente

A parte che io ero convinto che si fossero gia' sciolti... si vede che hanno fatto una bella campagna di marketing. Comunque:
"(ANSA) - ROMA, 18 LUG - 'A gennaio ci saranno i congressi di scioglimento di Fi, An e nuova Dc per dare vita al Popolo della Liberta'', annuncia Berlusconi. Il premier ha parlato anche di politica all'assemblea di Coldiretti, spiegando che 'insieme alle forze politiche di centrodestra stiamo dando vita ad un grande movimento che segnera' la storia politica italiana nei prossimi anni. Siamo a buon punto e posso dire che a gennaio 2009 i tre partiti si scioglieranno'." (ANSA)

17 lug 2008

infezione immediata

Qualche giorno fa, honeyblog ha commentato i dati del SANS secondo i quali, mediamente, se ci si espone, non protetti, su Internet, ci vogliono solo 5 minuti per essere infettati dal primo malware.
I dati ricavati dalle honeynet di honeyblog portano a conclusioni meno drammatiche in termini di "survival time" (cioe' tempo prima della prima infezione), ma contengono diverse indicazioni interessanti, come ad esempio il fatto che la maggior parte dei malware agisce "localmente", cioe' all'interno dello stesso ISP.
Curiosando tra le pagine del SANS, si trova l'attinente documento su come sopravvivere al primo giorno con Windows Vista, cioe' su come proteggere il pc in vista dell'accesso a Internet.

Nel paio di occasioni in cui, per un motivo o per l'altro (come ad esempio un crash di Zone Alarm, che ora ho sostituito con Comodo) mi sono collegato ad Alice senza personal firewall, la mia esperienza tende a confermare i dati del SANS: l'infezione da parte di un trojan e' stata pressoche' immediata, nonostante ritengo di mantenere il mio pc sufficientemente aggiornato (per non parlare del fatto che l'AV Symantec -ora sostituito da McAfee- era attivo ma non fece una piega).

Ora pensate ai milioni di persone in Cina o in India che si apprestano a collegare il proprio pc ad Internet senza avere idea di cosa sia un antivirus o un personal firewall.

alta velocita'

Ho deciso di iniziare a segnarmi questo tipo di proclami in modo da -magari- verificarli al momento opportuno. Inizio con il ridente Montezemolo e i suoi trenini:

"RAIL transport in Italy is being shaken up. Nuovo Trasporto Viaggiatori (NTV) has announced plans to run Europe’s first private high-speed rail service there. The group will operate the service on three main routes using state-owned tracks. The trains—the new Automotrice Grande Vitesse designed by Alstom, a French company—will travel at 190mph, cutting the four-hour Rome-Milan journey to three hours. NTV has put in a €650m order for 25 of the trains, each capable of carrying 460 passengers. The first four will be operational in 2011, but NTV intends eventually to run 54 services a day."
(dall'Economist)

bruce never fails me

...nel senso di Bruce Schneier, il Chuck Norris della crittografia.
In questo suo articolo sul
milionesimo nome nella lista dei terroristi usata nei controlli di sicurezza negli aeroporti USA Schneier si pone le stesse domande che mi faccio io ogni volta che devo passare un metal detector, estrarre il mio pc dalla borsa, conservare i liquidi in un apposito sacchettino da 100 ml, togliermi le scarpe, eccetera: "ma a cosa SERVONO tutti questi controlli?" Voglio dire: sono utili? sono MAI serviti a catturare UN terrorista o un malintenzionato?
Io mi sentirei un po' meno idiota e un po' meno preso in giro se ogni tanto mettessero fuori un cartello con scritto "grazie ai demenziali controlli e restrizioni a cui vi stiamo sottoponendo, l'anno scorso abbiamo catturato n individui malintenzionati". Perche' se invece, come fortemente sospetto, questi controlli non servono a nulla, allora tanto vale lasciar perdere, no?
Il commento che TUTTI fanno dopo aver pensato due minuti a questi demenziali controlli "di sicurezza" e' che questi sono del tutto inefficaci a dissuadere un malintenzionato sufficientemente motivato. Abbondano le candid camera di gente che passa attraverso i controlli con armi potenzialmente letali, per non parlare di quella volta qualche anno fa che a Linate e' riuscito a salire a bordo uno con una pistola, o di quando mi hanno fatto lasciare a terra il coltellino svizzero che avevo nella borsa ma ho portato a bordo quello che avevo in tasca. E se
anche, per assurdo, ci facessero salire a bordo nudi, tre o quattro muscolosi culturisti non sarebbero in grado di dirottare un aereo?
Quindi, se un malintenzionato ben motivato e' in grado comunque di sfuggire ai controlli, e l'unico altro effetto e' quello di rompere le scatole ai restanti milioni di innocenti passeggeri, perche' continuare?

13 lug 2008

canne fragranti


Questo capolavoro e' affisso all'ingresso del Ristorante Lago Capanna, Cusago (MI).

wirste


Non so se si legge, comunque uno degli ingredienti di questa pizza "wurster prosciutto" e' il wirste.

Spiagge a Dubai

L'ignoranza e l'arroganza di certi turisti a volte non ha limiti. Qualche giorno fa, due inglesi (una donna, residente a Dubai, e un turista) sono stati arrestati a Dubai per aver espletato "attivita' sessuali" in spiaggia. (link Gulfnews). La donna avrebbe anche aggredito il poliziotto. I due, nel tentativo di mitigare la punizione che li attende, si sono sposati subito dopo l'arresto.
Ora, premesso che se ti metti a fare l'amore in spiaggia e' facile che una denuncia te la becchi pure qui da noi, io penso che devi essere proprio idiota per farlo in un paese musulmano. Qui non si sta parlando di diritti umani o simili questioni di principio, ma semplicemente di rispettare o, almeno, adeguarsi al sentimento di decenza e moralita' del paese in cui ci si trova. Tipo quell'altro genio che s'era fatto trovare del fumo addosso all'aeroporto e ha smosso mari e monti per evitare i 4 anni di carcere che gli sarebbero toccati secondo la legge dell'Emirato. Poi per questi fenomeni bisogna smuovere ambasciatori e consolati eccetera eccetera e chissa' quante ruote bisogna ungere per riportarli a casa.
Per l'ignoranza c'e' un rimedio: basta documentarsi. Il sito di viaggiaresicuri contiene le informazioni di base necessarie al viaggio, per non parlare di qualunque guida turistica.
Per la stupidita', purtroppo, non c'e' cura.
E la stupidita', in questo caso, ha causato l'affissione di cartelli in tutte le spiagge a ricordare di mantenere un decoro consono alla morale islamica, oltre a una stretta sui controlli (a causa del coro di proteste dei piu' consevatori) che ha portato a 79 arresti per comportamenti indecenti (leggi: il topless). (link Gulfnews)
La cosa ridicola e' che in spiaggia a Dubai hanno sempre convissuto benissimo le turiste occidentali in bikini e quelle musulmane in abaja.
Penso che andare in spiaggia in topless sia un'abitudine a cui, per il tempo di una vacanza, si possa facilmente rinunciare. Idem dicasi per il bere alcolici, farsi le canne o mangiare carne di maiale.

12 lug 2008

fear the phone

Tempo fa m'ero appuntato questo link alle "20 cose che ho imparato facendo supporto tecnico". Ci sono centinaia di barzellette riguardo il supporto tecnico, dal drive del cd usato come portatazza a quello che non gli va il pc mentre tutto il palazzo ha un blackout. Anche se spesso abusate e romanzate, c'e' da credere che all'origine di ognuna ci sia un episodio reale. E ogni persona che si sia occupata di informatica ha almeno uno di questi aneddoti. Il mio e' quello di una collega che, quando la spostarono in un nuovo ufficio, si raccomando' che spostassero anche il monitor perche' aveva "tutte le sue icone ordinate per bene".
Comunque, qui sotto traduco il traducibile:
"Finche' girera' il mondo, gli utenti avranno sempre problemi.
Se indeciso, riavvia.
Prima o poi, incontrerai una persona che scrive "backslash" (invece di premere "\") o si dimentica di inserire l'alimentazione (*). Se non l'hai ancora incontrata, devi solo aspettare e la incontrerai.
Temi il telefono. Nessuno chiama il supporto IT per augurarti buona giornata.
Nessun utente ti dira' mai la completa verita' all'inizio della chiamata.
"Non ho fatto niente" o "E' appena successo" sono i tormentoni dell'utente.
In quanto assistenza tecnica, il tuo lavoro e' piegare la loro resistenza e ottenere la verita'.
Questo serve a sbattergli in faccia la loro bugia. Riparare il problema e' solo un extra.
Certe persone non imparano mai.
E cio' vuol dire che avrai sempre un lavoro.
Mantieni un tono di voce calmo, anche se dentro stai urlando.
Il tasto "in attesa" e' tuo amico.
Qualunque cosa tu faccia, niente panico.
La risposta a ogni domanda dell'utente deve essere "fidati, so quello che faccio", anche se e' una bugia sfacciata.
Gli utenti riconoscono la paura. Se perdi il controllo, tutto e' perduto.
Un utente che non ti ascolta piu' ma piuttosto vuole fare "a modo suo" non vale il tuo tempo. Fa finta che cada la linea e riattacca. Fidati, e' meglio.
A volte, aggiustare un pc e' piu' facile di capire perche' era rotto.
Gli utenti vogliono sempre una ragione per cui le cose si sono aggiustate. Se non sei sicuro, menti. Loro non capiscono in ogni caso. "Un elettrone randagio e' passato attraverso il processore e ha causato..."
Se possibile, chiedi di parlare con la persona piu' giovane presente."

(*) ...o scrive "invio", "esc", "f1", "control", o non trova il tasto tab, o del, o...

perquisizioni all'ingresso negli USA

Anche Gianluca Salvatori su uno dei blog del Sole24Ore segnala le apparentemente arbitrarie e inspiegabili perquisizioni di pc portatili, cellulari e altri dispositivi elettronici all'ingresso negli Stati Uniti.
L'Association of Corporate Travel Executives si lamenta, il New York Times commenta qui e qui.

altra tv in differita


11 lug 2008

spam e botnet - qualche link

Ultimamente sono incappato in un po' di ricerche sulla quantita' di SPAM presente su Internet, e quindi sulle origini (botnet, malware providers) e gli obbiettivi (lucro, ddos, ecc.) di questo fenomeno.
In alcuni casi, si cerca di esaminare la distribuzione geografica delle botnet, come fa Messagelabs nel ruo report di Giugno, Dancho Danchev nel suo blog qui e qui, e ArsTechnica segnalando il report di un altro vendor, Commtouch. ArsTechnica concorda con Commtouch quando dice che ha poco senso concentrarsi sulla pulizia "regionale" delle botnet, ma giustamente sottolinea che il report manca assolutamente di una proposta di soluzione alternativa: "Ultimately, Commtouch's report implies that reducing the overall volume of malware in any given period is more important than simply reducing the amount of it flowing from any particular country or geographical area. The way in which these numbers can shift from month to month imply that the company has a point, but it shies away from drawing any conclusions from it."

Sul fronte della lotta alle botnet, mentre ormai anche i bambini dovrebbero sapere che blacklist e antivirus sono rimedi poco efficaci, si registra un'interessante ricerca pubblicata da honeyblog sulla possibilita' di riconoscere i malware con grande anticipo rispetto a quanto riescano a fare gli antivirus attualmente.

Se per ora non ci sono protezioni semplici ed efficaci utilizzabili dagli utenti, ne deriva che solo i service provider possono sperare di avere i mezzi a disposizione per arginare le infezioni da botnet e le attivita' dei relativi malware. Il problema pero' e': per quale motivo dovrebbero farlo?

trova le differenze (Dubai 2007-2008)

Le due foto di Dubai qui sotto differiscono per alcuni piccoli particolari. Trovare quali.



La prima foto e' Sheikh Zayed Road a Gennaio 2007, la seconda a Luglio 2008. Solo tra quelli in primo piano sono spuntati altri tre grattacieli. Si intravede anche, ai piedi dei palazzi, il viadotto che sosterra' i binari del treno.
Altra differenza e' la foschia causata dai 42 gradi di Luglio, contro il cielo azzurro di Gennaio.
Dubai continua ad essere un immenso cantiere. Per il visitatore occasionale e' una specie di attrazione, ma per il residente non dev'essere certo piacevole guidare su strade continuamente deviate o intasate a causa dei lavori in corso, in una viabilita' in costante stravolgimento a causa dei nuovi quartieri in costruzione, col rumore incessante dei cantieri.
Qualcuno inizia ad avanzare dei dubbi sul fatto che le migliaia di appartamenti in costruzione saranno effettivamente occupati, e non siano semplicemente merce di scambio per gli speculatori. Mi ricorda quella barzelletta su quel commerciante ebreo che si occupa di compravendita di pesce: compra da un fornitore e rivende ad altri commercianti realizzando il suo margine. Finche' un cliente decide di assaggiare il pesce, lo trova marcito e immangiabile e si lamenta: "questo pesce fa schifo, sei un imbroglione!". Il commerciante si giustifica: "caro amico, non hai capito... questo non e' pesce da mangiare, e' pesce da comprare e rivendere, comprare e rivendere....".
Il modello di business e' relativamente semplice: i mass media continuano a pubblicizzare i nuovi development di Dubai, suggerendo implicitamente che questa ondata di costruzioni sta soddisfando una domanda in realta' tutta da verificare; i costruttori, una volta ottenuta dal governo la licenza per i lavori, organizzano delle pre-presentazioni dei progetti, nelle quali raccolgono la prima fetta di richieste, e usano tali soldi per iniziare a costruire; viene quindi fatta una presentazione vera e propria, dove, senza aver ancora praticamente posato un mattone, viene venduto il resto del lotto; nel frattempo, i primi compratori hanno gia' rivenduto le proprieta' realizzando il proprio margine dell'ordine anche del 30% in sei mesi. Se si aggiunge che il governo partecipa alla proprieta' di tutti i maggiori costruttori del paese, si capisce che tutti hanno da guadagnare da questo metodo.

Per la cronaca, il Burj Dubai e' quasi completato, anche se l'altezza finale rimane ufficialmente top secret, ed e' in corso la copertura con i pannelli di vetro. Dietro i palazzi di Sheikh Zayed Road si intravede, nel 2007 e pochi giorni fa:

8 lug 2008

Doha

Yahoo dice che ieri ha fatto 41 di massima. Quarantun gradi di veeeeento caldodellestate mi sta portando via come cantava Alice.
E Doha non e' mica male. La "corniche", a parte il clima ostile, e' un lungomare tipo Liguria ma piu' largo, piu' lungo, coi grattacieli sullo sfondo e il mare piu' bello. Il suk "vecchio" (per non confonderlo coi "New markets" intorno) e' meglio di quello di Dubai - eh, solo che Dubai ha il creek, che qui non c'e'... e quindi la gara e' ancora aperta, ma non so... il suk di Doha e' piu' vasto, ci sono un sacco di "caruggi" in cui perdersi, e un tot di ristoranti. Mi sono pappato una specie di crepe sottilissima fatta in un modo un po' strano, cioe' c'e' questo tizio seduto a fianco di un calderone con dentro un magma giallo paglierino simile a pasta della pizza ma molto piu' fluida, di cui afferra una manata che poi passa sulla "crepiera" lasciando un sottile strato e poi ributta nel calderone. Il condimento e' una cremina giallina che non ho capito se era maionese o yogurt, e poi miele. Buona!
Ho fatto anche le foto.
2008-07 Doha

Altra avvertenza per il viaggiatore e' che il traffico a Doha e' -sorpresa!- incasinatissimo, e per un taxi ho aspettato piu' di un'ora in coda all'apposita fermata, lottando ogni volta per ricacciare indietro quelli che con una scusa o con l'altra - "devo dire una cosa al tassista un attimo, e' mio cugino" o "scusate non avevo notato la coda" - cercano di saltare la fila e salire a bordo dei rarissimi automezzi.
Il tassista Jason Anthony, molto cordiale e malese se ho capito bene, mi ha insegnato una parola nella sua lingua, che e' "ishlala", che vuol dire piu' o meno "dio bono che traffico c'e' stasera!".

5 lug 2008

cambiare traveller's cheques

Ho scoperto che cambiare dei traveller's cheques in Italia (o almeno dalle mie parti) e' una missione praticamente impossibile.
A scuola, tanti anni fa, mi avevano detto che i traveller's cheque erano un modo per trasportare od ottenere denaro contante in giro per il modo senza timore di furto o smarrimento. In pratica, qualcuno emette questi "assegni", te li consegna, e quando hai bisogno di contanti passi in una banca qualunque e te li cambiano. Se li perdi o te li rubano, siccome sono firmati, non c'e' rischio che qualcuno li incassi al posto tuo e comunque e' possibile farne emettere un duplicato presentanto l'apposita ricevuta.
Io ho avuto la sventura di ritrovarmi per mano una certa somma in traveller's checque e di avere un conto corrente con Fineco. Fineco fa parte del gruppo Unicredit (mica la banchetta di giggi er pizzicagnolo), presso i cui sportelli si possono fare le operazioni in contanti. Di traveller's cheque sul sito Fineco non si parla.

All'Unicredit Banca vicino a casa, dopo alcune consultazioni, hanno detto che non si puo' ancora versare TC sui conti Fineco e che gli e' arrivata della modulistica nuova proprio ieri e che non sanno ancora di preciso e che si dovrebbe poter fare da Agosto e che non mi consigliano di cambiarli perche' la commissione e' alta e non vale la pena e bla bla bla. Mi dicono di provare al Banco di Roma, o alla Bipop Carire.

Vado alla Banca di Roma, niente, non li cambiano.
Vado alla Bipop Carire, niente. Anzi, mi dicono che quelli che vogliono cambiare i TC li mandano alla banca dietro l'angolo.
Vado alla banca dietro l'angolo, la Popolare di Bergamo: niente, "se non e' cliente". Ma scusate, il senso dei TC non sarebbe proprio quello che se NON sono cliente posso avere i soldi lo stesso?
Vado a un'altra banca li' vicino, mi guardano sbigottiti. Niente, ma il direttore si scusa molto.
Dietro illuminato consiglio di un collega, vado all'aeroporto. Lo sportello BNL finalmente mi cambia i TC e il gentilissimo cassiere me ne cambia anche una parte al volo in dollari. Miracolo.
Totale, tre ore e mezza in giro per questi maledetti traveller's cheque. Se conoscete qualche turista che voglia venire in Italia e usare i TC, dissuadetelo e ditegli di non rompere le scatole, fare il bravo, portare i contanti e farsi rapinare come tutti i bravi turisti, che i commessi di banca in Italia non sanno come fare a cambiare i TC, o non ne hanno voglia, o la loro banca gli dice di non farlo.

Ah, devo dire a quello della Banca di Roma che la commissione della BNL non e' cosi' alta: 4 Euro e spiccioli per quasi tremila euro di TC.

3 lug 2008

tempra di baldi giovani

Gli annunci di lavoro sono sempre una lettura divertente. Oggi ne ho trovato uno per un "Product Specialist", tra le cui competenze figurano queste:
"Conosce in maniera approfondita il sistema operativo Linux
ha buone competenze in ambito networking
è confidente con la lingua inglese."

Anche a me capita a volte di usare simili orrendi "inglesismi" quando parlo. Ma cerco di evitarlo. E lo evito accuratamente nello scritto.
Penso poi che un annuncio di lavoro sia uno di quegli scritti per il quale vada posta particolare attenzione.
A meno che l'autore dell'annuncio non sia un poeta che ha tentato di dare un tono aulico al testo, come suggerisce il De Mauro: "baldanzoso, sicuro di sé: tempra di baldi giovani | il c. ingegno (Manzoni)".

the grand canyon

2 lug 2008

Bell Canada e il p2p

Allora mi sono letto con attenzione l'articolo di Ars Technica su Bell Canada. La storia ha inizio quando qualcuno si accorge che Bell Canada sta operando strozzature sui protocolli p2p anche sul traffico che rivende agli operatori piu' piccoli, senza averli avvertiti. (qui) E questo e' male, e a mio parere anche disonesto (anche se non mi sono ancora chiarito come Bell Canada abbia potuto fare una cosa del genere senza violare qualche termine dei contratti con tali ISP). Bell Canada conferma. (qui)
Qui Ars Technica inizia ad occuparsene e a spostare il discorso sul tema se Bell Canada faccia bene o meno a operare limitazioni sul traffico p2p. Non si parla piu' del punto precedente, che secondo me e' il piu' importante, e cioe' che ne sara' degli altri provider canadesi.
Qui Ars Technica riporta di come la Commissione Telecomunicazioni canadese abbia chiesto a Bell Canada spiegazioni dettagliate sulle ragioni di tali limitazioni.
Qui Ars Technica riporta le risposte di Bell Canada, che presenta alcuni numeri riguardanti la percentuale di link "congestionati" che hanno motivato la scelta di limitare il p2p. Nessun commento su tali numeri. Sono alti? sono bassi? qual'e' la definizione di link congestionato? come si rapportano a quelli di altri operatori analoghi? boh.
Infine, qui Ars Technica commenta i dati. E dice che le percentuali di link congestionati erano "basse". Rispetto a cosa?
L'articolo osserva che, stando ai numeri forniti da Bell, la percentuale di link congestionati a livello di DSLAM e' aumentata durante il periodo di introduzione dei filtri. Strano. Cioe', immagino sia strano, visto che non conosco altri dati analoghi e non ne vengono presentati nell'articolo. In ogni caso, sarebbe interessante capire tecnicamente in che modo applicare politiche di service control a livello di accesso IP causa un aumento della congestione sui DSLAM - sempre che tale rapporto causa-effetto ci sia veramente.
Ars Technica cerca di approfondire: l'esperto Dave Burstein dice che se hai congestione sui DSLAM o hai degli apparati troppo vecchi che non riescono a gestire le richieste provenienti dai clienti o dei link troppo poco capienti che non riescono a smistarle verso il backbone della rete. Sulla base di queste ipotesi, l'articolo fa i conti in tasca a Bell Canada sostenendo senz'altro che per un colosso del genere aggiornare gli apparati o i link sarebbe questione di spiccioli, invece di buttare soldi nella deep packet inspection e nel service control.
A me sembrano conclusioni affrettate e poco giustificate dai numeri a disposizione e dalle spiegazioni fornite nell'articolo.
Non si spiega per quale ragione Bell Canada avrebbe allora introdotto queste strozzature sul traffico, visto che i dati forniti da Bell stessa dimostrerebbero che sono inutili e dannosi. Cattiveria gratuita verso gli utenti? oppure sono degli asini che hanno sbagliato i conti? mah.
A mio parere, ancora una volta c'e' un articolo che, al di la' di alcune riflessioni interessanti (oltre alla congestione sui DSLAM, tutta da chiarire, si fa notare che il p2p non e' il mostro mangia-banda che alcuni pensano essere, ma che lo streaming video in tutte le sue svariate forme "consuma" ben di piu') non fa un passo in avanti rispetto alla consueta argomentazione del tipo "il malvagio service provider che filtra il traffico del povero utente invece di fornirgli banda illimitata a prezzi irrisori come potrebbe comodamente fare".

throttling, peering, tier and noodles

Quante cose ci sono da imparare. Questo articolo di Ars Technica (segnalato qui) sostiene le tesi che A) limitare il peer to peer sia stato controproducente per Bell Canada in quanto non ha risolto i problemi di congestione di rete e che B) il metodo piu' economico per risolvere i problemi di congestione sia comprare piu' banda. Purtroppo non ho ancora avuto il tempo di leggere i numeri con attenzione, perche' sicuramente si tratta di riflessioni interessanti; d'altro canto la tesi A mi sembra come al solito viziata dal pregiudizio di fondo che sempre aleggia nelle confusionarie discussioni sulla net neutrality (che a mio parere c'entra poco con traffic shaping e service control), mentre la tesi B, per quanto auspicabile, contrasta non poco col principio che le aziende capitalistiche devono cercare di minimizzare le spese e massimizzare i profitti, altro concetto che spesso viene dimenticato in queste discussioni. Ma devo rileggermelo bene.
Di link in link, Ars Technica mi ha portato su Cisco, dove e' stata sfoderata la palla di cristallo per annunciare le imponenti (?) previsioni di crescita del traffico IP nei prossimi anni. Appena ho incontrato la parola "Zettabyte" ho smesso di leggere.
Letture interessanti sul tema sono questa, dove si spiega cos'e' un provider Tier-1, Tier-2, eccetera, e questa, dove si spiega, niente popo' di meno, cos'e' Internet. Entrambi i link arrivano da qui: "Cogent becomes transit-free"; capisco che scoop del genere interessino una ristretta nicchia, comunque... L'articolo di Renesys si riferisce all'"incidente diplomatico" del 2005, quando Cogent e Level3 interruppero il loro peering, e tra l'altro dice: "Internet e' disorganizzata. E' incasinata. E' intasata. Non c'e' un centralino o una "Internet SpA", o una vera mappa di com'e' fatta e come funziona. [...] Molte persone sanno qualcosa del DNS, che e' organizzato gerarchicamente, ed erroneamente assumono che il resto di Internet funzioni allo stesso modo. Non e' cosi'. E' un sistema progettato da umani, che mostra ben pochi segni di disegno intelligente.
Internet funziona grazie ad un'associazione volontaria di controparti private - e' un sogno libertario. Persone e societa' fanno funzionare delle reti. Le costruiscono e vendono (o regalano) ai loro clienti accesso ad esse, secondo un qualche modello di business. Quindi interconnettono le loro reti a quelle di altre societa', gratis o a pagamento. Quando le connessioni sono gratis, vengono chiamate "settlement-free interconnections" o "peering". Quando qualcuno paga per queste connessioni, sono dette "transit". Senza leggi a regolamentare, tutti si connettono ad altri, gratis o pagando, ogni volta che sia mutualmente di beneficio. Fine. Tutto qui. E' un sistema molto chiaro e semplice. E funziona. Molti sostenitori del "big goverment" sono scioccati quando vedono che un'unica, totalmente connessa Internet e' sorta da questo sistema caotico: quasi tutti possono raggiungere quasi tutti gli altri, quasi sempre." Ecco, forse si potrebbe oggi discutere su questi almost.
Oppure affidarsi con fede alla Chiesa del Mostro Volante Spaghettoso.

finally busted

From NJ per spring...
"Boardwalk fortune teller Madam Marie dies"; quasi 4th of July.