2 lug 2008

Bell Canada e il p2p

Allora mi sono letto con attenzione l'articolo di Ars Technica su Bell Canada. La storia ha inizio quando qualcuno si accorge che Bell Canada sta operando strozzature sui protocolli p2p anche sul traffico che rivende agli operatori piu' piccoli, senza averli avvertiti. (qui) E questo e' male, e a mio parere anche disonesto (anche se non mi sono ancora chiarito come Bell Canada abbia potuto fare una cosa del genere senza violare qualche termine dei contratti con tali ISP). Bell Canada conferma. (qui)
Qui Ars Technica inizia ad occuparsene e a spostare il discorso sul tema se Bell Canada faccia bene o meno a operare limitazioni sul traffico p2p. Non si parla piu' del punto precedente, che secondo me e' il piu' importante, e cioe' che ne sara' degli altri provider canadesi.
Qui Ars Technica riporta di come la Commissione Telecomunicazioni canadese abbia chiesto a Bell Canada spiegazioni dettagliate sulle ragioni di tali limitazioni.
Qui Ars Technica riporta le risposte di Bell Canada, che presenta alcuni numeri riguardanti la percentuale di link "congestionati" che hanno motivato la scelta di limitare il p2p. Nessun commento su tali numeri. Sono alti? sono bassi? qual'e' la definizione di link congestionato? come si rapportano a quelli di altri operatori analoghi? boh.
Infine, qui Ars Technica commenta i dati. E dice che le percentuali di link congestionati erano "basse". Rispetto a cosa?
L'articolo osserva che, stando ai numeri forniti da Bell, la percentuale di link congestionati a livello di DSLAM e' aumentata durante il periodo di introduzione dei filtri. Strano. Cioe', immagino sia strano, visto che non conosco altri dati analoghi e non ne vengono presentati nell'articolo. In ogni caso, sarebbe interessante capire tecnicamente in che modo applicare politiche di service control a livello di accesso IP causa un aumento della congestione sui DSLAM - sempre che tale rapporto causa-effetto ci sia veramente.
Ars Technica cerca di approfondire: l'esperto Dave Burstein dice che se hai congestione sui DSLAM o hai degli apparati troppo vecchi che non riescono a gestire le richieste provenienti dai clienti o dei link troppo poco capienti che non riescono a smistarle verso il backbone della rete. Sulla base di queste ipotesi, l'articolo fa i conti in tasca a Bell Canada sostenendo senz'altro che per un colosso del genere aggiornare gli apparati o i link sarebbe questione di spiccioli, invece di buttare soldi nella deep packet inspection e nel service control.
A me sembrano conclusioni affrettate e poco giustificate dai numeri a disposizione e dalle spiegazioni fornite nell'articolo.
Non si spiega per quale ragione Bell Canada avrebbe allora introdotto queste strozzature sul traffico, visto che i dati forniti da Bell stessa dimostrerebbero che sono inutili e dannosi. Cattiveria gratuita verso gli utenti? oppure sono degli asini che hanno sbagliato i conti? mah.
A mio parere, ancora una volta c'e' un articolo che, al di la' di alcune riflessioni interessanti (oltre alla congestione sui DSLAM, tutta da chiarire, si fa notare che il p2p non e' il mostro mangia-banda che alcuni pensano essere, ma che lo streaming video in tutte le sue svariate forme "consuma" ben di piu') non fa un passo in avanti rispetto alla consueta argomentazione del tipo "il malvagio service provider che filtra il traffico del povero utente invece di fornirgli banda illimitata a prezzi irrisori come potrebbe comodamente fare".

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