30 set 2008

BBWF, giorno 2

Al BBWF, oltre a non trovarsi Internet (cioe', oggi un po' funzionava, in realta'), non si trovano nemmeno le sedie. Gente appollaiata dappertutto a cercare di leggere la mail. Va beh che cosi' si bruciano calorie, ma la mancanza di posti dove sedersi un attimo e' una dimenticanza grave, oppure una cattiveria premeditata per garantire l'affluenza ai workshop e limitare il cazzeggio ai margini dell'esposizione.

Stamattina mi sono sparato il workshop sulle LTE, cioe' in parole poverissime la quarta generazione di connettivita' mobile. Tutti i relatori hanno mostrato lo stesso grafichino che fa vedere la quantita' di traffico che si impenna e i ricavi dei Service Provider che invece crescono, in confronto, pianino pianino. Riassumendo riassumendo, le previsioni piu' ottimistiche dicono che nel 2010 vedremo le prime implementazioni di apparati LTE, con banda in download tra 173 e 328 Mbps, e upload tra 58 e 86 Mbps. E' stata un'escalation: Telefonica dice che si' puo' darsi che si veda qualcosa nel 2010, ma in realta' non e' che ci sia tutto questo traffico. T-Mobile dice che invece c'e' assolutamente bisogno di bandwidth e pero' si vedra' qualcosa nel 2012, ma occhio che nel 2018-2020 avremo LTE+ che garantisce piu' di 1 Gbps! Molto ben fatta la presentazione di T-Mobile, che ha ricordato i nodi ancora da sciogliere: 1) saranno necessarie implementazione delle LTE per tutte le diverse bande di frequenza usate in Europa; 2) sara' necessaria l'interoperabilita' con 2G e 3G; 3) i servizi voce dovranno essere disponibili da subito; 4) il QoS dovra' essere disponibile da subito, per permettere lo shaping del traffico; 5) bisognera' contenere i costi. A riportare tutti sulla terra ci ha pensato Freescale, produttore di chip, che ha ricordato che il lavoro di standardizzazione delle LTE dovrebbe terminare a Marzo 2009, per poter avere un engineering sample dei primi chip a meta' 2009 e vedere i primi apparati in commercio non si sa quando.

La sessione plenaria, o come cavolo la chiamano, di meta' giornata trattava il ruolo dei Service Provider nella "content-value chain", British Telecom, Deutsche Telekom e France Telecom hanno presentato i loro servizi di Video on Demand e altri intrattenimenti "tipo TV" distribuiti via IP. Tutte robe che qua in Italia ce le sognamo. Le domande alla fine sono state molto interessanti, anche se non hanno ricevute risposte molto precise: 1) vedremo mai questo tipo di servizi disponibili su apparati "generici" invece che su set-top-box o altri aggeggini venduti direttamente dal Service Provider? Risposte: BT dice che per loro e' gia' cosi', mentre DT e FT dicono che "si' naturalmente ci piacerebbe un sacco ma" bla bla bla. 2) non trovate che gli ISP abbiano un vantaggio tale rispetto agli altri Content Provider da "ammazzare il mercato" e/o richiedere regolamenti antitrust appositi, analogamente a quanto fatto per l'unbundling dell'ultimo miglio? Risposte: "ma no, figurati, il mercato si regolera' da solo, anzi c'e' una concorrenza spietata" eccetera. 3) cosa ne pensate dei DRM? Risposte: "eh si' naturalmente i DRM sono una cosa del passato, pero' per il "premium content" che diffondiamo noi (tipo il film di prima visione o il grande evento live) e' necessario fare qualcosa per proteggere i "content owner". 4) non vi sembra che sarebbe legittimo attendersi che un utente possa fruire i contenuti a cui si e' abbonato (ad es. le partite di calcio) in qualunque nazione si trovi (ad esempio per un viaggio) e con qualunque dispositivo stia utilizzando? Risposte: "si' naturalmente ci piacerebbe tantissimo, ma le major gestiscono ancora i diritti per nazione e per piattaforma".

Al pomeriggio, dopo l'apertura dell'esposizione e relativo "pranzo" (tramezzini e lattine) in piedi, stracco come una vacca mi sono fatto un bel "Gigabit to the user" dove sono stati presentati i piu' fantasmagorici progetti di ricerca finanziati dall'Unione Europea, tra cui il fantastico "Alpha", incentrato sulla fibra ottica, in cui e' stata presentata la Plastic Optical Fibre, cioe' in pratica un filino spesso come il filo da pesca, che si puo' tagliare con le forbici e utilizzare tipo "fai da te" per creare reti in fibra a 1Gbps. E si pensa gia' all'evoluzione a 10Gbps. Il relatore, svedese, faceva notare come in Svezia l'infrastruttura "fisica" (cioe' la posatura della fibra sottoterra) sia fornita dallo Stato, e che il 7% delle abitazioni sia gia' collegato in fibra, rendendo la Svezia il paese con la penetrazione maggiore (sia percentuale che assoluta!) in Europa di connessioni in fibra. Dal pubblico s'e' levato il lamento di un Service Provider italiano, che come ben si sa, deve affrontare ben altre complicazioni per poter fare un buco in terra e posare della fibra. Una cosa che ho scoperto e' che in laboratorio e' stata provata con successo una connessione a 1Gbps su rame lunga ben 50 metri. Come dire che, tecnologicamente, non ci sono scuse per non dare banda larga a tutti. Il buon Popov, del progetto Alpha, ha fatto anche venire l'acquolina in bocca a tutti i presenti, mostrando un esempio dello standard TV post-HD: chiamato "4K", ha 8.000.000 di pyxel per frame e garantisce qualita' di video impensabile. Per gli "use case" descritti nel progetto (gia' implementati o futuri o futuribili) s'e' arrivati a ipotizzare servizi online che richiedono fino a 24Gbps di banda. Questi pipponi saranno resi pubblici a fine anno, cosi' potremmo sognare il giorno in cui avremo questi fantastici servizi invece di queste ciofeche di ADSL che ci sorbiamo ora in Italia.

Note a margine, i bruxellesi si confermano dei francofoni antipatici come tutti gli altri, che quando cerchi di parlargli in francese ti rispondono in inglese.
Stasera, nonostante il vento freddo (ma almeno non piove piu') sono andato alla brasserie, perche' devo fare allenamento per l'Oktoberfest che mi attende.
Poi ho fatto anche un filmino col telefonino al palazzo di fronte al mio hotel:



Ho provato ad andare a vedere l'Heysel, ma dato il tempo infame che c'era alle 6 e il fatto che non si puo' avvicinarsi piu' di tanto, ho desistito dal tentare di fare un giro intorno.

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