25 set 2008

nucleare

Sull'ultimo numero della Rivista Del Trekking c'era un interessante, informativo, chiaro intervento riguardante l'energia nucleare da parte di Ettore Ruberti, Ricercatore ENEA. Lo riporterei tutto, perche' e' veramente istruttivo. Non che se ne derivino conclusioni perentorie, ma ogni tanto leggere un articolo chiaro e istruttivo e' come respirare una boccata di aria fresca in mezzo allo smog. La Rivista del Trekking, bonta' loro, mettono tutto online qui. (l'intervento di Rubbia l'ho saltato a pie' pari).

Cito solo una parte riguardante le scorie radioattive, ad esempio del tenore illuminante dell'articolo, quando solitamente sull'argomento non si leggono altro che luoghi comuni e pareri poco informati:
"Mentre in Giappone e nei Paesi occidentali lo stoccaggio di questi rifiuti viene effettuato in previsione di una loro definitiva sepoltura in siti geologici stabili, in Italia esso risulta distribuito in 146 siti provvisori.
Sull’argomento è opportuno ricordare che non tutti i rifiuti radioattivi sono dovuti alla produzione energetica, ma provengono anche da ospedali ed industrie; la gestione degli stessi, pertanto, costituisce una necessità per tutte le nazioni moderne e non soltanto per quelle dotate di centrali nucleari.
[...]
Con esclusione di Italia e Grecia, tutti i Paesi occidentali hanno già scelto da tempo – e stanno preparandosi a renderlo operativo – un loro sito geologico nazionale.[...]
A questo punto due rimangono le strade praticabili: una di scegliere un nuovo sito nazionale; l’altra di aggirare le norme internazionali e conferire i rifiuti radioattivi ad un Paese terzo compiacente. Probabilmente quest’ultima corrisponde alla strada intrapresa, considerando che l’Italia ha già chiesto ed ottenuto a Bruxelles una deroga all’esportazione, sia pure con la clausola di non scegliere un Paese in via di sviluppo (si è parlato del Canada e della Russia). "

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