30 nov 2008

dimenticavo...

Pare che la pronuncia giusta sia "Dubei". Simpatico scoprirlo dopo due anni.
Verifichero' con un locale.

Resoconto dell'ultima visita a Dubai

Dal 14 al 21 Novembre ho visitato per l'ennesima volta Dubai, questa volta sia per lavoro che per diporto.
Questa volta abbiamo visitato tutti (va beh, non tutti tutti...) i centri commerciali della citta'. Una maratona. Il nuovo Dubai Mall, ai piedi del Burj Dubai, e' enorme. Ma piu' enorme degli altri mall enormi. Enorme enorme. Grosso.



Il Dubai Mall ha una parte all'aperto, ancora in fase di ultimazione, e anche all'interno abbondano gli "opening soon" davanti alle vetrine vuote.




All'interno del mall c'e' un grande "gold suk" (leggi: spazio dedicato alle gioiellerie), un grande acquario, una pista di pattinaggio e sicuramente altra roba che ci siamo "persi".










Comunque ho messo un album di foto online qui.

Oltre al Dubai Mall, ci siamo sparati il Festival City Centre, che ci mancava, il Village (anche questo pieno di "opening soon") che in confronto agli altri sembra minuscolo, il Wafi (che al di fuori e' tutto a tema egizio, ma dentro di faraoni non c'e' traccia, anzi e' pieno di negozi italiani e contiene l'ennesimo suk "rifatto", bello per carita', fatto su due piani), il sempre classico Deira City Centre, l'Outlet Mall (dove ci siamo gustati anche una tempesta di sabbia) che sta in mezzo al nulla (per ora), e mia moglie non s'e' persa anche il Mall of the Emirates e l'Ibn Battuta che io stavolta invece ho saltato.






Immancabili le visite ai vecchi suk di Bur Dubai e Deira, come al ristorante iracheno Samad!





Abbiamo finalmente visitato il Museo di Dubai, che non sara' il Louvre ma per 3 dirham vale sicuramente la pena, e abbiamo cercato senza successo di prenotare una visita alla Moschea di Jumeirah, l'unica visitabile dai non musulmani. In teoria, bisognerebbe telefonare al centro culturale Sheikh Mohammed per prenotare, ma a noi non ha risposto mai nessuno (forse perche' era venerdi'?) e non ci andava di tentare l'avventura senza prenotazione al sabato mattina, quindi abbiamo desistito. Sara' sicuramente per la prossima volta.

Evento clou della visita e' stata la cena al ristorante Al-Muntaha del Burj Al-Arab. Ovviamente, prenotazione obbligatoria e possibilita' di entrare solo con l'apposito codice. Cento euro di "cancellation fee" a testa in caso di annullamento all'ultimo momento.




Naturalmente, il cibo in se' non potra' mai valere il prezzo stratosferico pagato. Pero', per dire "io ci sono stato", una volta si puo' fare! Vuoi mettere, arrivare all'hotel e il primo che incontri e' Montezemolo?

Mentre io me ne vagavo a piedi per Bur Dubai, ignaro, veniva inaugurato l'hotel Atlantis, su Palm Jumeirah. Ma di questo ne hanno parlato tutti i giornali.

Tra le novita' del viaggio, il nuovo Terminal 3 dell'aereoporto, riservato ai voli Emirates. Grazie alla "separazione", le file da incubo al controllo passaporti sono -si spera- solo un ricordo. Ovviamente, il terminal e' "il piu' grande del xxx" (sostituire xxx con quello che si vuole), il centro commerciale incluso e' "il piu' grande del xxx", eccetera. Comunque e' vero che al duty free "si compra bene": certo che pero' dopo una settimana passata a contrattare fino alla morte nei negozietti del centro o degli altri mall, il duty free e' proprio freddo! Nel frattempo, proseguono il lavori per la costruzione del nuovo aereoporto, "il piu' grande del xxx".



Per la prima volta, mi sono recato ad Academic City, una zona dedicata alle universita' situata fuori dalla citta' verso Al Ain, ma ancora per poco: naturalmente i cantieri sono ovunque, e in mezzo al deserto e' pubblicizzata la prossima "citta' nella citta'" di futura edificazione.
A seconda della strada scelta per raggiungere Academic City da Deira, ci si puo' imbattere nella discarica di Dubai, peraltro gia' in procinto di essere spostata verso un nuovo sito piu' lontano dal centro abitato. File chilometriche, infinite, di TIR si snodano a serpentone in attesa di poter entrare e scaricare. Uno scenario inimmaginabile.

Intanto, si susseguono le notizie e le voci circa l'impatto della crisi finanziaria mondiale sull'emirato. I giornali riportano come le borse siano anche qui in picchiata, e il governo sia dovuto intervenire tramite banche e istituti finanziari per garantire liquidita' alle imprese di costruzioni. I "rumors" scendono naturalmente in maggior dettaglio, e se c'e' chi continua a sostenere che Dubai non crollera', proprio in virtu' della sua economia tutta basata sulla speculazione e sostenuta dal governo, d'altra parte c'e' chi sostiene che le banche hanno iniziato a negare i mutui ai lavoratori delle imprese edili, prevedendo fallimenti a raffica l'anno prossimo, che i prezzi di affitti e compravendite si sono per la prima volta fermati, che sempre piu' persone non riescono a rivendere gli appartamenti che avevano comprato come speculazione o investimento, che molti progetti potrebbero non essere completati (The World, The Universe) o addirittura mai partire (The Palm Deira). Si dice che lo sceicco Mohammed abbia dovuto chiedere l'ennesimo grosso prestito ai cugini di Abu Dhabi e in cambio abbia dovuto lasciargli il Gran Premio di Formula 1 (per il quale Dubai ha gia' un autodromo pronto, ma che si fara' sul circuito cittadino della capitale il 15 Novembre 2009) e la prestigiosa manifestazione ippica tenuta tradizionalmente a Dubai. Sara'. L'opinione comune e' che comunque nei prossimi due-quattro mesi vedremo gli effetti reali di questo casino.

Una delle poche certezze a Dubai (oltre al caldo e al traffico) rimangono i tassisti: spericolati, sgangherati,dalla guida a scatti, a volte del tutto ignari anche delle destinazioni piu' comuni. I lavori per il metro' procedono secondo scaletta, a quanto pare, e nuovi bus saranno aggiunti, anche se l'utilita' di questi ultimi si limita al solo posto a sedere (se disponibile), in quanto il tempo necessario a percorrere una distanza in bus o a piedi e' praticamente lo stesso.

Cos'ho dimenticato... boh! Sicuramente un sacco di cose!

piu' diritti per i ciccioni!

Mi ero tenuto questo trafiletto da Gulf News: "La Corte Suprema del Canada ha deciso ieri che le persone obese hanno il diritto a due posti al prezzo di uno sui voli nazionali. L'alta corte ha respinto un appello delle compagnie aeree canadesi contro la decisione dell'Agenzia dei Trasporti Canadesi secondo la quale le persone che sono "funzionalmente disabili a causa dell'obesita'" hanno diritto a due posti alla tariffa di uno solo. La decisione della corte di non ascoltare un nuovo appello significa la permanenza della politica "una persona, una tariffa"."
Voglio sperare che la tariffa pro-ciccioni si riferisca solamente a casi patologici comprovati da certificato medico... Altrimenti mi incazzerei davvero, io piu' o meno normopeso, a dovermene stare schiacciato nei sedilini delle economy class, mentre un culone mangiahamburger si becca due posti!

and the lawn won




23 nov 2008

una continua presa in giro

Leggevo su questa notizia Reuters che "i delitti compiuti tra le mura domestiche e all'interno dello stesso nucleo familiare sono al primo posto tra gli omicidi volontari compiuti in Italia, costituendo il 31,7% del totale nazionale".

L'anno scorso l'emergenza "ordine pubblico" riguardava gli stupri nei parchi. Quest'anno non se ne parla piu'. Quest'anno vanno piu' di moda i rumeni e gli immigrati in generale. Anni fa erano le rapine in villa. Tutti temi terrorizzanti che durano una stagione e poi nessuno ne parla piu'.
Mass media che cavalcano le morbosita' e le paure del pubblico, politici che blaterano a vanvera senza affrontare i problemi reali.

E intanto, un terzo degli omicidi in Italia avviene in casa. Altro che rumeni. Altro che senegalesi.

I nostri mass media, inetti e servi solo di chi commissiona piu' pubblicita', ci terrorizzano con "emergenze" inventate li' per li', e non provano nemmeno a fare un'analisi approfondita o a contestare le dichiarazioni deliranti di questo o quel politicante. Se un albanese ubriaco alla guida uccide un pedone, e' facile: il problema si risolve eliminando gli albanesi. Se un italiano benestante spara a moglie e figli, la cosa si fa piu' complessa, ci toccherebbe riflettere su quali siano i motivi che fanno scattare questa violenza, e nessuno ha voglia e capacita' di avventurarsi in questo ginepraio: si allestisce un gran carrozzone per sfruttare la curiosita' morbosa del pubblico di fronte a questo bagno di sangue, cosi' che l'avvenimento viene inglobato dal mondo della "fiction" piu' che della cronaca, rendendolo percio' inoffensivo. Ma intanto il fatto che un terzo degli omicidi in Italia avvenga in famiglia non diventa mai un'emergenza nazionale. E' piu' comodo aspettare il prossimo albanese ubriaco.

22 nov 2008

trova le differenze

Trovare le differenze tra l'Italia e un paese civilizzato nel seguente articolo tratto dall'IHT del 17 u.s..

"Il Partito Verde, uno dei principali partiti politici della Germania, ha eletto un figlio di immigrati turchi alla posizione politica di vertice, la prima volta che un partito sceglie un leader con un retroterra di immigrazione. [...] Ozdemir [...] fu eletto per i Verdi alla Bundestag nel 1994 [...]. Passo' al Parlamento Europeo nel 2004 dopo che fu obbligato a dimettersi per aver usato le miglia accumulate con i voli pagati dallo Stato per scopi privati."

Viagra Cialis Diploma ecc...

Ho infine trovato il tempo di leggere il report segnalato dall'immancabile BS riguardante l'analisi dell'efficacia delle campagne di SPAM che tutti riceviamo in gran quantita' quotidianamente.Il report e' molto interessante e, con l'accortezza di saltare le parti introduttive se avete poco tempo (inserite anche per fare un po' di "volume", credo) si trovano dei dati interessanti. Infiltrandosi nello Storm Worm, i ricercatori hanno osservato l'invio di 350 milioni di email in circa un mese di attivita'.

Il dato che a prima vista salta all'occhio e' che questi milioni di email hanno portato a soli 28 acquisti online. Cio' apparentemente suggerisce che, stanti i costi (noti o stimati) necessari ad "affittare" una botnet, affidarsi allo spam per promuovere i propri prodotti non sarebbe granche' conveniente. Tale conclusione, pero', si basa appunto su alcune assunzioni riguardo fattori non noti, quali ad esempio i reali costi dell'affitto e se di affitto veramente si tratta e non di infrastrutture gestite direttamente dai venditori online. Va considerato inoltre che l'infrastruttura di Storm e' esistente ormai da tempo e utilizzata per svariati scopi, quindi i relativi costi di sviluppo e manutenzione possono essere ammortizzati ulteriormente. Senza contare che si e' trattato di un esperimento puntuale su una singola categoria merceologica.

Facendo invece altre assunzioni, basate sui numeri presentati dallo stesso rapporto, secondo me risulta che lo spam e' ancora sorprendentemente efficace nonostante il fatto che se ne parli un po' dappertutto e si presuma che gli utenti siano ormai decentemente informati a riguardo. Il "conversion rate" (cioe' la percentuale di acquisti sul totale) di 0,000008% presentato dal report si riferisce al totale delle mail inviate; rapportandolo invece al numero di email che non hanno generato errori di invio, si sale a uno 0,0003%, che suona gia' meno scoraggiante. Sempre rapportandosi al numero di email effettivamente inviate, il numero di utenti che ha cliccato sul link pubblicizzato si aggira intorno allo 0,01%, cioe' un click ogni 10.000 mail spedite. Non male.

Questi numeri vanno pero' considerati alla luce di un altro dato sul quale non si possiedono dati certi, ma si possono fare alcune assunzioni, cioe' la percentuale di email bloccate dai filtri anti-spam. Le percentuali migliori registrate nei test realizzati su caselle di email create ad hoc su servizi Internet gratuiti riportano percentuali di effettiva consegna dello spam tra lo 0 e 0,006% del totale (per non parlare dello sconfortante risultato del filtro per le aziende, che ha consegnato lo 0,1% dello spam ricevuto). Ora, applicando una percentuale di effettiva consegna dello 0,1% (caso peggiore, cioe' maggior numero di email consegnate) alle 82.700.000 email effettivamente inviate, si otterrebbero 82.700 email, che hanno portato a circa 10.000 accessi al sito, cioe' circa uno su otto. Un altro dato sorprendentemente alto, e che non depone a favore dell'intelligenza media dell'utente Internet tipo.

La percentuale di acquisti tra gli utenti che hanno cliccato si situa intorno allo 0,2%, cioe' un acquisto ogni 500 visite. Rispetto alle email consegnate, basandosi sulle mie assunzioni qui sopra, siamo a circa un acquisto ogni 3000 mail. Sarei curioso di sapere se siti come Amazon o simili hanno "rate" cosi' buoni.

12 nov 2008

Bruce goes to Dubai - but he's late

La prima volta che incrocio Bruce Schneier devo fargli presente che e' arrivato tardi. Io avevo relazionato sui filtri applicati a Dubai ben prima di lui! (che comunque segnala un po' di link interessanti!)
:-)

11 nov 2008

milano italia

Oggi sono dovuto andare a Milano "downtown" dopo un po' di tempo. Alle 8 di mattina il metro' al capolinea e' gia' affollato, e per sedersi bisogna conquistare la prima fila sulla banchina, accaparrarsi lo spazio giusto davanti alla porta, infilarsi all'interno senza sgomitare chi scende, e prestare attenzione a non farsi sorpassare in dirittura d'arrivo da qualcuno piu' scaltro. Mostrarsi decisi e determinati. La mattina non inizia nel modo piu' tranquillo, ma e' gia' una lotta. L'alternativa ovviamente e' prendersela comoda e farsi il tragitto in piedi, aggrappati ai sostegni e sballottati tra la folla di automi che leggono, conversano, o semplicemente "stanno". In realta', la lotta e' iniziata in precedenza, in auto: ai semafori, in autostrada, al casello cercando di salvarsi la vita e azzeccare il varco giusto, all'ingresso del parcheggio, schivando i motorizzati che spuntano da tutte le parti.
Tornando al metro', nove lettori su dieci sfogliano "free press", cioe' i vari Metro, City eccetera. Personalmente trovo la free press inutile e anche dannosa, perche' in sostanza riprende le notizie che ho visto la sera prima sui principali siti web, con titoli stringati, spesso sgrammaticati e confusi. Inoltre, per definizione, essendo "free", la "free press" ha come scopo di vita non quello di informare, ma quello di veicolare pubblicita'. Si capisce quindi che la qualita' dei contenuti e' affidata solo alla buona volonta' dei singoli. Non che il resto della stampa a pagamento si distingua granche'. Corriere e Repubblica sono due libroni in cui probabilmente meta' del contenuto e' pubblicita' e un buon altro venti per cento sono inutili foto grandi mezza pagina.
Essendo in largo anticipo, ho passeggiato per il centro. Gli unici negozi aperti alle 8.45, praticamente, sono i bar, dove, nuovamente, si sta in coda al bancone, si beve un cappuccio in bilico o seduti in un angolo e si paga quattro e quaranta contro i quattro euro del bar del paesucolo.
Mi infilo in un mondadorimultimediacenter o roba del genere. Cerco qualcosa da leggere, sfoglio qualche rivista. Provo una strana sensazione guardando le testate di riviste e quotidiani: una specie di rifiuto annoiato. Due giornali riescono a darmi un'emozione piu' forte: Il Giornale e Libero, coi loro titoli deliranti, contenitori di spazzatura immonda, quelli si' mi scatenano istinti violenti. Il resto e' roba tipo "Come dare ai vostri figli un'educazione superiore" ("basta essere pieni di soldi", penso io) con in copertina pinco pallino, 17 anni, ha studiato a Cincinnati, e pinca pallina, che ha studiato a singapore e salcavolo dove altro. Oppure "L'Italia e' volata in Serie B e ci resteremo" o "Ecco gli imprenditori che non si arrendono": Della valle che "apre i negozi in India" (lo nominiamo per il nobel dell'economia?), Doris che "rimborsa i clienti" (boh?) e, ovviamente, Colaninno che "salva Alitalia" (con i nostri soldi, grazie). I giornali musicali propongono gli AC/DC in copertina; tutti, a parte un paio con Leonard Cohen. Viva la gioventu'. Una maggiorata in copertina su Max mi ha attirato e fortunatamente, accidentalmente, dirottato verso l'articolo sui Mod di Piazza Statuto contenuto nello stesso giornale. La radio del negozio spara pop orecchiabile e addirittura spunta gia' Mariah Carey che canta all I want for Christmas is you. Oddio, e' l'undici di novembre!
Per strada c'e' gente che parla da sola, e un sacco di studenti con le cuffie nelle orecchie. Qualcuno che cazzeggia, altri sono gia' usciti dall'ufficio e si dirigono verso il secondo cappuccio o al caffedorzointazzagrande.
Dietro un angolo c'e' sempre uno scorcio di un cortile di Milano, un palazzo antico, un albero.
Al bar, MTV trasmette musichette orecchiabili e video con protagoniste prosperose, che mi distraggono. E' ora di lavorare un po'.

9 nov 2008

un po' di ottimismo, su!

Che c'e' ancora qualche italiano rispettato a livello internazionale! Per una salutare dose di professionalita' e buon senso, leggersi questa intervista di Famiglia Cristiana a Romano Prodi.

old shoes farewell

Credo di aver comprato queste scarpe nel '92, massimo '93. Le avevo comprate perche' erano comode e leggere, mentre oggi trovi solo scarponi plasticosi e da tamarro. Quando si erano bucate in punta le avevo destinate ai lavori in giardino. Poi si erano rotte le stringhe e le avevo riallacciate alla bell'e meglio. Poi, progressivamente, si e' staccata completamente la parte inferiore delle suole. Pero' rimanevano sempre le scarpe piu' comode che avevo.
Recentemente pero' la tomaia della scarpa destra si e' quasi completamente staccata, e se cammino nell'erba mi bagno i piedi. Dovro' buttarle.
Ho gia' pronto un altro paio di Nike bucate in punta con cui sostituirle, ma non sara' la stessa cosa!

8 nov 2008

Il canto perduto

Laila al-Giuhni - Il canto perduto (Ilisso)

Istanbul from a taxi

Stare due giorni per lavoro a Istanbul vuol dire passare la maggior parte del tempo in taxi, e vedere scorci della citta' dai finestrini di una FIAT con quattrocentomila chilometri e le gomme lisce. In uno dei prossimi viaggi cerchero' sicuramente di dedicare almeno una giornata al turismo in questa enorme metropoli dalla storia millenaria.



1 nov 2008

ah, mi pareva!

Ovviamente, tutta la manovra CAI-Alitalia non poteva mica fermarsi, nonostante i proclami terrorizzanti dei giorni scorsi. Si tratta di salvare Airone e far fare un po' di soldi facili agli amici di Berlusconi... roba di importanza nazionale, quindi.
L'articolo di Repubblica riassume la situazione, allineandosi pero' all'eufemismo "bad company" per spiegare che, quando l'Unione Europea ci bastonera' per via dei 300 milioni "prestati" ad Alitalia dal governo, a dover restituire quei soldi non sara' la banda dei furboni capitanati da Colaninno, ma lo Stato. Cioe' noi.
Riassumendo: c'era una compagnia aerea allo sfascio, e Air France se la voleva comprare. Berlusconi invece ci ha visto la possibilita' di fare dei soldi senza rischi e a spese degli italiani... Grazie Silvio, e grazie ai milioni di coglioni che l'hanno votato! I 300 milioni glieli farei pagare a loro!

Prossima, ennesima, deadline, fine novembre. La farsa continua!