11 nov 2008

milano italia

Oggi sono dovuto andare a Milano "downtown" dopo un po' di tempo. Alle 8 di mattina il metro' al capolinea e' gia' affollato, e per sedersi bisogna conquistare la prima fila sulla banchina, accaparrarsi lo spazio giusto davanti alla porta, infilarsi all'interno senza sgomitare chi scende, e prestare attenzione a non farsi sorpassare in dirittura d'arrivo da qualcuno piu' scaltro. Mostrarsi decisi e determinati. La mattina non inizia nel modo piu' tranquillo, ma e' gia' una lotta. L'alternativa ovviamente e' prendersela comoda e farsi il tragitto in piedi, aggrappati ai sostegni e sballottati tra la folla di automi che leggono, conversano, o semplicemente "stanno". In realta', la lotta e' iniziata in precedenza, in auto: ai semafori, in autostrada, al casello cercando di salvarsi la vita e azzeccare il varco giusto, all'ingresso del parcheggio, schivando i motorizzati che spuntano da tutte le parti.
Tornando al metro', nove lettori su dieci sfogliano "free press", cioe' i vari Metro, City eccetera. Personalmente trovo la free press inutile e anche dannosa, perche' in sostanza riprende le notizie che ho visto la sera prima sui principali siti web, con titoli stringati, spesso sgrammaticati e confusi. Inoltre, per definizione, essendo "free", la "free press" ha come scopo di vita non quello di informare, ma quello di veicolare pubblicita'. Si capisce quindi che la qualita' dei contenuti e' affidata solo alla buona volonta' dei singoli. Non che il resto della stampa a pagamento si distingua granche'. Corriere e Repubblica sono due libroni in cui probabilmente meta' del contenuto e' pubblicita' e un buon altro venti per cento sono inutili foto grandi mezza pagina.
Essendo in largo anticipo, ho passeggiato per il centro. Gli unici negozi aperti alle 8.45, praticamente, sono i bar, dove, nuovamente, si sta in coda al bancone, si beve un cappuccio in bilico o seduti in un angolo e si paga quattro e quaranta contro i quattro euro del bar del paesucolo.
Mi infilo in un mondadorimultimediacenter o roba del genere. Cerco qualcosa da leggere, sfoglio qualche rivista. Provo una strana sensazione guardando le testate di riviste e quotidiani: una specie di rifiuto annoiato. Due giornali riescono a darmi un'emozione piu' forte: Il Giornale e Libero, coi loro titoli deliranti, contenitori di spazzatura immonda, quelli si' mi scatenano istinti violenti. Il resto e' roba tipo "Come dare ai vostri figli un'educazione superiore" ("basta essere pieni di soldi", penso io) con in copertina pinco pallino, 17 anni, ha studiato a Cincinnati, e pinca pallina, che ha studiato a singapore e salcavolo dove altro. Oppure "L'Italia e' volata in Serie B e ci resteremo" o "Ecco gli imprenditori che non si arrendono": Della valle che "apre i negozi in India" (lo nominiamo per il nobel dell'economia?), Doris che "rimborsa i clienti" (boh?) e, ovviamente, Colaninno che "salva Alitalia" (con i nostri soldi, grazie). I giornali musicali propongono gli AC/DC in copertina; tutti, a parte un paio con Leonard Cohen. Viva la gioventu'. Una maggiorata in copertina su Max mi ha attirato e fortunatamente, accidentalmente, dirottato verso l'articolo sui Mod di Piazza Statuto contenuto nello stesso giornale. La radio del negozio spara pop orecchiabile e addirittura spunta gia' Mariah Carey che canta all I want for Christmas is you. Oddio, e' l'undici di novembre!
Per strada c'e' gente che parla da sola, e un sacco di studenti con le cuffie nelle orecchie. Qualcuno che cazzeggia, altri sono gia' usciti dall'ufficio e si dirigono verso il secondo cappuccio o al caffedorzointazzagrande.
Dietro un angolo c'e' sempre uno scorcio di un cortile di Milano, un palazzo antico, un albero.
Al bar, MTV trasmette musichette orecchiabili e video con protagoniste prosperose, che mi distraggono. E' ora di lavorare un po'.

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