07 dic 2008

Il blackberry

Ogni tanto mi viene questo pensiero, e cioe' mi chiedo se potrebbe essere possibile che un giorno, di botto, a causa di qualche fattore esterno, io perda il controllo e faccia un gesto inconsulto e violento, tipo la franzoni o anche solo quelli che prendono a pugni un tizio "solo perche' e' stato un po' scortese" (cit.). Mi domando ogni tanto come sia possibile che la gente perda il controllo in questo modo, e faccia cose che non farebbe mai a sangue freddo, e tutto sommato credo di essere solitamente lontano da tale eventualita'.

Ci sono pochi casi in cui penso che potrebbe accadermi di perdere il controllo, e uno di questi e' quando qualcuno, mentre gli stai parlando o nel mezzo di una riunione, inizia a leggere la mail sul Blackberry.

Vedo gia' i titoli sui giornali:
"Irreprensibile consulente informatico defenestra un collega di fronte ai clienti esterrefatti"
"Pestato a sangue da un collega che poi lo soffoca col blackberry"
"Informatico sotto stress manda in frantumi una finestra lanciando il palmare del collega, poi distrugge l'arredamento della sala in riunioni urlando tremende bestemmie"

Io ho un'avversione "religiosa" contro i blackberry, analoga ma molto piu' acuta a quelle contro i propugnatori di Linux e Mac.
Ce l'ho col blackberry, poveretto, non tanto per colpa sua (a me servirebbe pure, a volte), ma a causa del fatto che il 90% dei possessori del diabolico aggeggio sono degli zombie tossicodipendenti.
Il tipico possessore del blackberry spende miliardi in connessioni dati e roaming se e' all'estero, lo estrae dalla fondina ad ogni nuova email in arrivo, perde cinque minuti a leggere lo spam in russo prima di arrendersi solo perche' non c'ha capito un cazzo, parlotta da solo mentre legge le mail, ti mostra i messaggi e ti chiede commenti o spiegazioni e ti guarda come se fossi l'unico idiota che non avverte l'incontenibile urgenza di rispondere, agire, inoltrare. Tutto cio', ovviamente, in riunione, mentre si sta parlando d'altro, in taxi, al ristorante o al bar, al cesso, al check-in, mentre si cammina per strada.
Se sto parlando con te, devi ascoltarmi, e non fare altro.
Se stiamo ascoltando qualcun'altro, devi stare fermo e non metterti a giochicchiare sotto la scrivania. Non devi assolutamente distrarmi per farmi vedere le tue cazzo di mail, nemmeno se annunciano che sono sbarcati i marziani.
Se stiamo discutendo cercando di capire come fare a risolvere il problema x, non devi saltar su e menzionare il problema y che ti hanno appena scritto via mail.
Il possessore di blackberry finge e si autoconvince di lavorare, fa "multitasking" saltando da un argomento all'altro: il tizio che sta parlando, la mail che e' appena arrivata, il documento che stavamo cercando di leggere, un'altra email, eccetera senza soluzione di continuita'.
Il possessore di blackberry pensa di essere iperproduttivo, ma in realta' e' solo un casinaro. Dedica 20 secondi a tutto, e quindi a conti fatti non combina un cazzo.
Il possessore di blackberry non capisce un semplice fatto della vita (che peraltro le nostre mamme ci dicevano fin da piccoli) e cioe' che bisogna fare le cose una per volta. Il "multitasking" e' una cazzata, e oserei dire che per definizione ti impedisce di raggiungere un risultato qualunque.
Il possessore di blackberry, in realta', col suo comportamento alimenta il gia' forte deficit di attenzione di cui soffre, per cui solitamente non capisce una mazza del significato della mail che ha ricevuto (perche' ovviamente, per leggere e comprendere un testo ci vuole tempo e attenzione, due cose che il possessore di blackberry non ha) e la deve rileggere piu' volte, sprecando ulteriore tempo, e solitamente capendo Roma per toma, generando quindi una catena di ulteriori email di tentativi di chiarimento.
Il possessore di blackberry, inoltre e soprattutto, e' un cafone, perche' non capisce che e' prima di tutto buona educazione prestare attenzione al mondo che lo circonda e soprattutto alle persone che sono con lui, piuttosto che farsi risucchiare dallo schermino del telefonino e dalle email di altri perditempo come lui.
Il possessore di blackberry, infine, col suo comportamento idiota, cancella la differenza tra una mail, una telefonata, un messaggino, o un documento di tre pagine. Con la sua dipendenza da "lettura immediata della mail" causa danni a se' (perche' non presta attenzione a cio' che di veramente importante e interessante sta accadendo intorno a lui) e agli altri, che saranno in futuro preda delle complicazioni create dai mittenti dementi che, alla prima occasione di biasimo, potranno sfoderare la scusa del tipo "ma come, non hai visto la mail che ti ho mandato? ma non hai il blackberry?".
La dipendenza da blackberry non incrementa la produttivita' e crea aspettative di risposta ingiustificate da parte di chi (e purtroppo sono tanti) non ha l'intelligenza sufficiente a comprendere che io possa non essere online 24*7.
Se hai bisogno una cosa urgente, mi telefoni. Prima al fisso e poi, se non mi trovi, al cellulare.
Se non e' cosi' urgente ma ti farebbe comodo una risposta si'/no al volo, prova a mandarmi un SMS o un messaggio sulla chat, se mi vedi online.
Altrimenti, mandami una mail.
Ci sono tanti mezzi di comunicazione diversi, e ognuno ha le sue peculiarita' d'uso e un apparecchio preposto. Il blackberry mescola pericolosamente telefono e email, a danno di tutto il resto.
Naturalmente, la pericolosita' del mezzo cresce proporzionalmente all'idiozia del suo possessore.

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