30 giu 2009

non da tutti

"Buster", al Mezcalito di Via Copernico a Milano.

la legge sulla privacy

Oggi sono incappato in un subdolo esempio di idiozia.
Sono andato al famigerato ufficio passaporti di Milano Cordusio per verificare se fosse arrivato il mio secondo passaporto. Fatta la coda per giungere fino alla signora Rosella del banco informazioni, ho detto il mio nome e la mia data di nascita, la suddetta Rosella, ruminante la sua cingomma, mi ha detto che l'autorizzazione dal ministero non e' ancora arrivata.
"E quando arriva?"
- non si sa.
"Come faccio per verificare?"
- viene qua.
"Non posso telefonare?"
- no. ma le posso dare un numero, ma non le risponderanno.
"Perche'?"
- eh sa, la legge sulla privacy.

Non e' vero che l'Italia e' un paese complicato. La Leggesullapraivasi in Italia e' quella cosa che si cita quando uno non vuole darti un'informazione o ti vuole far firmare dieci fogli fitti fitti scritti col font del 2. Ecco cos'e': semplicemente questo.

"E se mando qualcuno con una delega?"
- allora si'.

Li' per li' non c'ho pensato, ed e' stato meglio cosi'. Perche' la signora Rosella non mi avrebbe sicuramente potuto seguire nel pur semplice ragionamento: riepilogando, oggi un tizio si e' presentato all'ufficio passaporti di Milano Cordusio, ha detto di chiarmarsi come me e ha detto di essere nato il mio stesso giorno, e la signora Rosella gli ha detto che la pratica non era pronta.
Cio' significa che posso mandare una qualunque persona di sesso maschile a controllare al posto mio, visto che non c'e' alcuna autenticazione.
Posso anche preparare una delega a nome di chiunque per andare a controllare se la pratica di chiunque e' pronta o no.

In sostanza, il secondo passaporto non c'e' ancora. Ripassero'.

29 giu 2009

Riyadh - reloaded

Da poco tornato da un nuovo viaggio -toccata e fuga- a Riyadh.
Questa volta ho cercato di seguire le scarse indicazioni turistiche di Wikipedia e, al termine della giornata, ho preso un taxi per recarmi nella parte "vecchia" della citta'. Mohammed, il tassista, e' un pachistano che non sa l'inglese e solo qualche parola di arabo. Gli ho chiesto di portarmi al forte Al Masmak, ma o non ha capito o non lo conosceva. Siamo riusciti infine ad accordarci per Al-Bathaa, il quartiere "tradizionale".
Mercoledi' sera -fine settimana- Al-Bathaa e' caotico, trafficatissimo, rumoroso. Le auto incolonnate suonano i clacson ininterrottamente, la gente approfitta della temperatura appena piu' sopportabile (caldissima, asfissiante, ma almeno il sole e' tramontato) per sbrigare i propri affari e fare compere. In giro ovviamente ci sono solo uomini. Ho notato solo una donna, accompagnata dal marito, uscire da un negozio di scarpe.
Il "centro" di Riyadh mi ha sorpreso negativamente per la sporcizia e la poca cura negli edifici, nei marciapiedi, nelle strade. Ogni sorta di "piccola spazzatura" ai bordi delle strade.
Una volta capito che il forte era troppo lontano per andarci a piedi, ho preso un altro taxi e sono tornato in albergo, anche perche' era quasi l'ora di recarsi al triste aeroporto di Riyadh per il mio volo dell'1.25 verso casa.

tv series



vienna-dubai

Manuel Vázquez Montalbán - Il centravanti è stato assassinato verso sera.

26 giu 2009

To hell.

"Yahoo called me eight weeks ago." he said, voice rising. "They wanted to put a book of mine on Yahoo. You know what I told them? 'To hell with you. TO HELL WITH YOU and to hell with the Internet'. I hate all that. It's distracting, it's meaningless, it's not real. It's in the air somewhere."
Ray Bradbury, 2009.

rip jacko.

24 giu 2009

conformismo?

Non e' che siamo ai livelli di Nanni Moretti che dice "io mi trovero' sempre d'accordo con una MINORANZA di persone" ma ci siamo quasi.
Quando una cosa e' data unanimemente per assodata, inizia a puzzarmi.

Il Mac.
L'iPhone.
Linux.
Google.

Tutte cose che ti fanno parteggiare per la Microsoft persino quando ti si impianta Windows.
Tutti i detrattori di MS, illuminati utilizzatori dei software, servizi e apparati sopra menzionati, sono sempre cosi' ottusi e fondamentalisti nel cantare le lodi dei loro beniamini che non solo non mi convincono, ma riescono a spegnere in me ogni interesse, anzi a farmi odiare i vari iphone googlephone mac ubuntu e compagnia bella. Odiare, per partito preso. Come loro per partito preso li lodano.

La Microsoft fara' tante cagate, ma non ho ancora trovato nessuno messo troppo meglio.
Stavo giocando col mio Palm e la sua connessione wi-fi: quando e' attiva, tutte le applicazioni se ne accorgono e usano quella per accedere a Internet. Tutte, tranne una: Google Maps. Maps vuole attivare la connessione 3G, non ci sono santi.
complimenti al genio che l'ha progettata. Cosi' fighi quelli di Google che non hanno nemmeno un programmatore dotato di buon senso.

17 giu 2009

viaggio in treno

La ragazza a fianco e' andata a fare un provino. Domani va in giro con sua mamma, deve comprarsi un vestito. Venerdi' lavora otto ore.
Quello dietro telefona.
Quello davanti telefona. Tutti sentono i cazzi di tutti.
La tizia seduta davanti a me ha comprato una macedonia confezionata che ha sprigionato un odore di alcol da far piangere.
Non ho capito chi e' quello che ascolta la musica con gli auricolari e si sente tutto: Kalimba De Luna, Gianna, We are family, eccetera.
Tutti telefonano. Quasi tutti. L'alcolista della macedonia legge. Io non ho portato un libro e mi rompo. Seguire il treno col gps su google maps sul cellulare e' una bella soddisfazione, ma che palle.

Facebook mi fa morire dal ridere. Tu clicchi una cosa e lui non fa niente, quindi allora clicchi da un'altra parte, vai su un'altra pagina, poi un'altra, poi di punto in bianco lui decide di caricarti il link che avevi cliccato mezz'ora prima. Stupendo. Un sito cosi' e' la negazione del WWW.

15 giu 2009

ah questa me la devo proprio segnare!

"La scorsa settimana il vice ministro dello Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, ha annunciato che il governo vuole mobilitare 1,471 miliardi di euro in gran parte pubblici per assicurare l'estensione della banda larga su tutto il territorio italiano entro fine 2012."
Reuters, oggi.

14 giu 2009

Il secondo passaporto

Ho infine presentato la richiesta per avere un secondo passaporto.
Dopo che l'ufficio passaporti di Milano Cordusio mi aveva detto che era sufficiente presentare la documentazione al proprio Comune come per una normale richiesta (con l'aggiunta della lettera del datore di lavoro che richiede e giustifica il secondo documento), dopo che il mio Comune mi aveva detto di rivolgermi al mio Commissariato, dopo che il Commissariato m'ha rimbalzato dicendo che non avevano i moduli, e comunque loro non avrebbero fatto altro che inoltrare il tutto a Milano Cordusio e bla bla bla, mi sono appunto rituffato nella bolgia infernale dell'Ufficio Passaporti di Via Cordusio a Milano.

Un avviso, all'ingresso, cerca di intimidire gli utenti: "Si accettano solo richieste urgenti, per partenze entro 4 giorni". Ovviamente nessuno ci fa caso, anche perche', come visto, questo ufficio sembra attirare come un buco nero le richieste piu' disparate.

All'Ufficio Passaporti di Via Cordusio, per prima cosa, bisogna passare sotto le forche caudine dello sportello Informazioni, dove la signora Rosella decidera' il vostro destino. Con fare costantemente scocciato si prendera' comunque cura delle vostre necessita', a condizione che insistiate a sufficienza. E vorrei vedere chi non insisterebbe: stranieri senza piu' documenti che non riescono a tornare a casa, genitori con figli senza documenti, gente che sta sollecitando chissa' quali richieste da mesi.

La signora Rosella mi consegna la lista delle cose da preparare per la richiesta: la marca da bollo (il tabaccaio e' a 20 metri), il versamento su c/c postale (la posta e' in Piazza Cordusio), le foto (c'e' la macchinetta nell'ufficio stesso), e il modulo da compilare. Una biro, quella no. Non ci sono biro all'Ufficio Passaporti di Milano Cordusio.
Se tutti i requisiti sono in ordine, dopo questa trafila la signora Rosella consegna un numerino col quale poter finalmente fare la coda per presentare la richiesta.

A questo punto, una nota: a me serve un secondo passaporto per poter continuare a viaggiare mentre il primo e' bloccato in qualche ambasciata per richiedere il visto. Peccato che non si possa fare, a quanto sembra: uno dei due passaporti deve sempre stare in custodia presso un Commissariato. Bella fregatura. Bon, fatti due conti, decido di richiederlo lo stesso: l'altro sta per finire le pagine e il visto per l'Arabia Saudita che c'e' appiccicato sopra e' troppo prezioso per essere sprecato.

L'Ufficio Passaporti di Milano Cordusio chiude alle 12.30, cioe' a quell'ora la signora Rosella si occupa di respingere in maniera via via piu' aggressiva ogni malcapitato che varca la soglia dell'ufficio. All'interno, si prosegue a oltranza con la coda e il disbrigo delle pratiche.
Quando all'una e trenta presento la mia richiesta ("eh, ma il modulo non e' compilato!" "eh beh, se anche a chiedervela non mi date una biro, con cosa lo compilo?"), l'impiegato da' un'occhiata veloce alla lettera con cui il mio capo richiede il doppio passaporto con contorti giri di parole dicendo che mi potrebbe capitare di dover viaggiare sia in Arabia Saudita che in Israele e bla bla bla, pinza tutto quanto insieme, mette il tutto su una pila di pratiche da smaltire e ritorna a chinarsi sul suo banco, senza manco guardarmi.
"Allora a posto cosi'?" dico io.
"Si'", fa lui.
"E... come funziona? mi chiamate voi quando..." chiedo io speranzoso, visto che nella richiesta m'hanno chiesto il numero di telefono.
"eh no, provi a passare lei tra una ventina di giorni."

Provi.

La cosa che mi scoccia di piu' in tutta questa perdita di tempo (oltre alla perdita di tempo in se', ovviamente) e' che tutti sti incartamenti sono totalmente inutili. Servono solo a giustificare l'esistenza degli impiegati dell'Ufficio Passaporti e a dare un'aura di importanza e ufficialita' alla richiesta. Io sono assunto dalla societa' Pinco Pallino Associates Filiale Italiana, con sede in Italia e registrata presso la Camera di Commercio di Milano, che mi impiega per conto della Tizio Caio Networks, societa' americana. Il mio capo sta a Londra. Ora io mi chiedo che valore possa avere un foglio con intestazione della Tizio Caio Networks, con una firma scannerizzata di un tizio che sostiene di essere il mio capo, che "certifica" la mia necessita' di avere un secondo passaporto. Quale autenticazione viene fornita? Nessuna. Come e' possibile controllare che l'estensore della lettera e' effettivamente il mio capo, che ha effettivamente titolo a parlare a nome della Tizio Caio Networks, e che effettivamente io abbia necessita' di un secondo passaporto? Non e' possibile.

A fine mese vedremo.

11 giu 2009

Tim Parks

Mi voglio appuntare questa intervista a Tim Parks, perche' e' sempre interessante sentire come siamo visti dagli stranieri.
"I was talking to some people who aren't believers but had their child baptized. That's a classic. Half the people don't even believe, but still feel it would be unwise not baptize their child."

Passare per cretino agli occhi di un imbecille...

...e' una volutta' da fine gourmet.
M'e' venuto in mente questo aforisma da alcuni attribuito a Oscar Wilde quando ho letto
questa notizia. Tale Duccio Facchini, titolare del suddetto blog Qui Lecco Libera e' stato denunciato da Ignazio La Russa (che, per quanto incredibile possa sembrare e' un Ministro della Repubblica) per "grida e manifestazioni sediziose".
Personalmente, non posso che complimentarmi con signor Facchini, e invidiargli non poco l'onore di essere stato denunciato da un essere spregevole come La Russa. Certe cose valgono piu' di una medaglia all'onore.

L'episodio mi ha fatto tornare alla memoria un brano che da tempo volevo citare dal libro Storia Dell'Anarchismo di Jean Preposiet. L'autore cita un episodio a riguardo di Louis Lecoin: ..."l'altra grande lotta guidata da Lecoin, ossia il movimento a favore di Sacco e Vanzetti, non ebbe [...] successo: [...] i due italiani furono giustiziati, il 23 agosto 1927. Lecoin escogito' un modo personale di manifestare la sua condanna.
Due settimana dopo l'esecuzione, a Parigi, si teneva presso il Trocadero il primo congresso dell'"American Legion", l'associazione dei reduci americani della guerra '15-'18. Lecoin decise di compiere in quell'occasione un gesto che colpisse l'opinione pubblica. Ecco come ce lo racconta lui stesso:
Mi viene voglia di guastare quell'accordo fasullo, di rompere quell'armonia superficiale, di ricordare ai congressisti che da loro si e' ammazzato senza che questo li turbasse minimamente.
Bisogna ingannare la sorveglianza dei poliziotti che mi stanno alle costole da qualche tempo e mi spiano, di notte, davanti all'ingresso del mio giardino. Usciro' da casa prima dell'alba, scavalcando la finestra e il recinto, per sbucare in una via parallela alla mia.
Eccomi dentro la sala del congresso. Per entrare mi sono travestito. Ho tagliato i baffi, ho messo un paio di occhiali, mi sono ricoperto di decorazioni, e mi sono munito dell'invito ufficiale. La polizia, stanca, scruta chi entra. Dei poliziotti di alto grado mi hanno fatto il saluto militare, passando.
Mi ritrovo, senza averlo fatto apposta, proprio in mezzo ai delegati del Massachusetts, lo Stato dove soffrirono e morirono Sacco e Vanzetti. Gia' curvo le spalle all'idea che quei tipi grandi e grossi useranno su di me la forza dei loro muscoli.
Il congresso sta per cominciare. Il presidente dell'"American Legion" apre la bocca... sta proprio per parlare... il silenzio e' assoluto: allora mi alzo e, per tre volte di seguito, con una voce stentorea, grido: "Viva Sacco e Vanzetti!".
Sconcerto fra la tribuna ufficiale. Nella sala, semplice curiosita'. I miei vicini restano impassibili. Finche' vengono ad arrestarmi."."

Conficker ecc.

Un collega mi ha segnalato un "audio column" riguardante il worm Conficker. La pagina e' della Gibson Research Corporation e include approfondimenti settimanali sulla sicurezza informatica. La puntata n.193 e' dedicata a Conficker e a un'analisi dei sofisticati metodi con cui il worm si e' diffuso inizialmente e si diffonde tuttora. E' veramente affascinante scoprire i metodi con cui il worm si aggiorna e si protegge: attualmente, genera ogni giorno una lista di 50.000 domini dalla quale ne sceglie 500 da cui aggiornarsi e accettare solo le nuove versioni firmate digitalmente dall'autore originario. Come viene notato alla fine della puntata, Conficker e' attualmente uno strumento di distribuzione di software potentissimo, in grado di autoproteggersi e potenzialmente letale per Internet stessa.

Su un tema diverso, un altro link segnalatomi riguarda alcuni dati sulla penetrazione e l'utilizzo dei servizi Internet e Mobile in Europa, su Lightreading. Il report non include i paesi scandinavi (che sarebbero talmente piu' avanti da falsare ogni classifica) e segnala alcuni dati interessanti. Quando si guarda alla penetrazione dei servizi Internet broadband, l'Italia si piazza tra i primi 10 paesi (al nono posto, per la verita') con un dignitoso 20% (cioe' una connessione Internet ogni 5 abitanti). Non e' una sorpresa vedere come l'Italia si piazzi seconda nella classifica della penetrazione dei servizi di telefonia cellulare, con un 144%, cioe' 1,4 telefoni in media per persona.
E questo ci mostra dove si trova l'Italia. Se pero' cerchiamo di capire dove va, l'Italia, c'e' qualche problemino. L'Italia non appare nella classifica dei top 10 mercati (sempre esclusa la scandinavia) per crescita della penetrazione sia dei servizi broadband, che dei mobile. Se per i cellulari questo potrebbe semplicemente essere il segno di un mercato ormai saturo, per le connessioni Internet segnala un mercato fondamentalmente fermo. Dove le comunicazioni via Internet non si sviluppano, dove questa infrastruttura non riesce ad affermarsi tra la popolazione e le aziende, rendendo quindi i forti sviluppi economici e sociali che potrebbe portare un puro miraggio. Dall'incremento del 164% tra 2007 e 2008 dell'Ucraina e quello del 13% della Svizzera, non c'e' posto per l'Italia in questa top 10, dove oltre ai paesi dell'Est, solo la Germania riesce a reggere il passo.
E' di pochi giorni fa un articolo, non ricordo se sul Corriere o Repubblica, che analizzava -per modo di dire- le potenzialita' e gli sviluppi dell'e-commerce in Italia. L'articolo sottolineava una grande "fame" di questi servizi da parte degli utenti, ma un sostanziale fallimento a causa dei servizi postali inaffidabili. Un'altra infrastruttura di base che fallisce, e porta a fondo il Paese come una zavorra, mentre altri si sviluppano e crescono. E noi qua a parlare di ponti sugli stretti.


10 giu 2009

rassegna stampa

Varie ed eventuali:

Come al solito, Michele Serra dice cose sacrosante nella sua rubrica su Repubblica. In questo caso, sottolinea l'inadeguatezza, l'ignoranza, la chiusura mentale, la malafede dei politici italiani: ""La società multietnica è fallita", dicono in televisione molti politici di governo, specie quelli col fazzolettino verde nel taschino. Lo dicono poco dopo l’approdo alla Casa Bianca di un nero. Lo dicono mentre a Parigi, a Londra, a Berlino e quasi ovunque in Europa è quasi impossibile incrociare su un marciapiede due individui dello stesso colore. [...] È negazionismo anche questo, negare l’evidenza, ribaltare la realtà. La società multietnica non è fallita e nemmeno è riuscita. La società multietnica, semplicemente, è in atto. È ciò che ci circonda ed è ciò che ci aspetta. Cercare di darle regole, di governarla, di limarne gli spigoli è giusto e necessario. Negarla è per metà patetico per metà folle. "

Su un terreno completamente diverso, Bruce Schneier dice la sua sul cloud computing oggi tanto di moda: "You don't want your critical data to be on some cloud computer that abruptly disappears because its owner goes bankrupt . You don't want the company you're using to be sold to your direct competitor. You don't want the company to cut corners, without warning, because times are tight. Or raise its prices and then refuse to let you have your data back."