14 giu 2009

Il secondo passaporto

Ho infine presentato la richiesta per avere un secondo passaporto.
Dopo che l'ufficio passaporti di Milano Cordusio mi aveva detto che era sufficiente presentare la documentazione al proprio Comune come per una normale richiesta (con l'aggiunta della lettera del datore di lavoro che richiede e giustifica il secondo documento), dopo che il mio Comune mi aveva detto di rivolgermi al mio Commissariato, dopo che il Commissariato m'ha rimbalzato dicendo che non avevano i moduli, e comunque loro non avrebbero fatto altro che inoltrare il tutto a Milano Cordusio e bla bla bla, mi sono appunto rituffato nella bolgia infernale dell'Ufficio Passaporti di Via Cordusio a Milano.

Un avviso, all'ingresso, cerca di intimidire gli utenti: "Si accettano solo richieste urgenti, per partenze entro 4 giorni". Ovviamente nessuno ci fa caso, anche perche', come visto, questo ufficio sembra attirare come un buco nero le richieste piu' disparate.

All'Ufficio Passaporti di Via Cordusio, per prima cosa, bisogna passare sotto le forche caudine dello sportello Informazioni, dove la signora Rosella decidera' il vostro destino. Con fare costantemente scocciato si prendera' comunque cura delle vostre necessita', a condizione che insistiate a sufficienza. E vorrei vedere chi non insisterebbe: stranieri senza piu' documenti che non riescono a tornare a casa, genitori con figli senza documenti, gente che sta sollecitando chissa' quali richieste da mesi.

La signora Rosella mi consegna la lista delle cose da preparare per la richiesta: la marca da bollo (il tabaccaio e' a 20 metri), il versamento su c/c postale (la posta e' in Piazza Cordusio), le foto (c'e' la macchinetta nell'ufficio stesso), e il modulo da compilare. Una biro, quella no. Non ci sono biro all'Ufficio Passaporti di Milano Cordusio.
Se tutti i requisiti sono in ordine, dopo questa trafila la signora Rosella consegna un numerino col quale poter finalmente fare la coda per presentare la richiesta.

A questo punto, una nota: a me serve un secondo passaporto per poter continuare a viaggiare mentre il primo e' bloccato in qualche ambasciata per richiedere il visto. Peccato che non si possa fare, a quanto sembra: uno dei due passaporti deve sempre stare in custodia presso un Commissariato. Bella fregatura. Bon, fatti due conti, decido di richiederlo lo stesso: l'altro sta per finire le pagine e il visto per l'Arabia Saudita che c'e' appiccicato sopra e' troppo prezioso per essere sprecato.

L'Ufficio Passaporti di Milano Cordusio chiude alle 12.30, cioe' a quell'ora la signora Rosella si occupa di respingere in maniera via via piu' aggressiva ogni malcapitato che varca la soglia dell'ufficio. All'interno, si prosegue a oltranza con la coda e il disbrigo delle pratiche.
Quando all'una e trenta presento la mia richiesta ("eh, ma il modulo non e' compilato!" "eh beh, se anche a chiedervela non mi date una biro, con cosa lo compilo?"), l'impiegato da' un'occhiata veloce alla lettera con cui il mio capo richiede il doppio passaporto con contorti giri di parole dicendo che mi potrebbe capitare di dover viaggiare sia in Arabia Saudita che in Israele e bla bla bla, pinza tutto quanto insieme, mette il tutto su una pila di pratiche da smaltire e ritorna a chinarsi sul suo banco, senza manco guardarmi.
"Allora a posto cosi'?" dico io.
"Si'", fa lui.
"E... come funziona? mi chiamate voi quando..." chiedo io speranzoso, visto che nella richiesta m'hanno chiesto il numero di telefono.
"eh no, provi a passare lei tra una ventina di giorni."

Provi.

La cosa che mi scoccia di piu' in tutta questa perdita di tempo (oltre alla perdita di tempo in se', ovviamente) e' che tutti sti incartamenti sono totalmente inutili. Servono solo a giustificare l'esistenza degli impiegati dell'Ufficio Passaporti e a dare un'aura di importanza e ufficialita' alla richiesta. Io sono assunto dalla societa' Pinco Pallino Associates Filiale Italiana, con sede in Italia e registrata presso la Camera di Commercio di Milano, che mi impiega per conto della Tizio Caio Networks, societa' americana. Il mio capo sta a Londra. Ora io mi chiedo che valore possa avere un foglio con intestazione della Tizio Caio Networks, con una firma scannerizzata di un tizio che sostiene di essere il mio capo, che "certifica" la mia necessita' di avere un secondo passaporto. Quale autenticazione viene fornita? Nessuna. Come e' possibile controllare che l'estensore della lettera e' effettivamente il mio capo, che ha effettivamente titolo a parlare a nome della Tizio Caio Networks, e che effettivamente io abbia necessita' di un secondo passaporto? Non e' possibile.

A fine mese vedremo.

4 commenti:

ricoav8 ha detto...

ciao, come è finita? Io ho ora lo stesso problema. Sono però pilota e la mia Compagnia mi ha preparato la richiesta x secondo passaporto. Cosa consigli di fare? Sai se posso delegare qualcuno per la pratica? Io vivo in Spagna. Grazie.

ilgioa ha detto...

ciao, puoi leggere il finale della vicenda qui: http://elbebecius.blogspot.com/2009/10/due-passaporti.html

In breve, si puo' fare.

Riuscire a fare tutto senza presentarsi di persona almeno una volta lo trovo difficile.

Umberto ha detto...

Salve,

sono nella sua stessa situazione, nel senso che devo viaggiare per lavoro/accademia in siria e ho una serie di timbri israeliani sul passaporto. Sono stato all'ufficio passaporti di Torino centro (forse dovrei andare in questura) e mi hanno detto che è impossibile avere due passaporti.

Come mi consiglierebbe di affrontare la questione, ci sono documenti o circolari che potrei portare? Chiè che ne sa qualcosa?

La ringrazio della solidale comprensione,
umberto

ilgioa ha detto...

Purtroppo il problema e' proprio che non ho trovato NESSUNO in grado di fornire uno straccio di legge, regolamento o procedura in grado di chiarire se e come si puo' fare.

Eviterei ogni "ufficio passaporti" del Comune, e mi rivolgerei direttamente in Questura. Sul sito della Polizia Di Stato dovrebbe trovarsi la lista degli indirizzi e c'e' una sezione riguardante i passaporti (che pero' non chiarisce nulla circa il nostro caso).

Se dicono che non si puo' fare, chiedergli di mostrare la legge che lo impedisce.
Se insistono, portare un controesempio, cioe' il fatto che io ho effettivamente due passaporti, su cui e' indicato che uno e' il duplicato dell'altro, rilasciati dall'ufficio passaporti di via Cordusio a Milano.