15 ago 2009

Brave New World

Durante le vacanze ho letto Il mondo nuovo, il romanzo scritto nel 1932 da Aldous Huxley, e Ritorno al mondo nuovo (Brave New World Revisited), i commenti al romanzo pubblicati dallo stesso Huxley nel 1958, dopo la Seconda Guerra Mondiale, le bombe atomiche, l'avvento della televisione, l'accelerazione impressionante del progresso tecnologico.

Il mondo nuovo e' il futuro immaginato da Huxley, dove la popolazione mondiale e' tenuta sotto controllo tramite il condizionamento mentale e la selezione genetica, al fine di garantire un perfetto, pacifico, equilibrio basato su una stretta divisione in caste (gli Alfa, i Beta, eccetera) soddisfatte e felici del loro ruolo nella societa', con libero accesso a ogni svago e piacere, dalla totale liberazione sessuale (la procreazione e' totalmente in provetta e la maggior parte della popolazione e' "neutra") all'uso del soma, la droga allucinogena che garantisce ore o giorni di vacanza dal mondo.

Il capitolo XVI e' quello in cui si scoprono le carte, dopo che "il Selvaggio" e' stato arrestato per aver tentato una ribellione e viene portato, insieme agli "amici" Bernardo e Helmholtz, nell'ufficio di uno dei Governatori Mondiali.
Il Governatore Mondiale descrive cosi' il mondo nuovo: "il nostro mondo non e' il mondo di Otello. Non si possono fare delle macchine senza acciaio, e non si possono fare delle tragedie senza instabilita' sociale. Adesso il mondo e' stabile. La gente e' felice; ottiene cio' che vuole, e non vuole mai cio' che non puo' ottenere. Sta bene; e' al sicuro; non e' mai malata; non ha paura della morte; e' serenamente ignorante della passione e della vecchiaia".

Una descrizione che assomiglia molto al nostro mondo occidentale.

Come suona famigliare anche la stretta suddivisione in caste, da Alfa a Epsilon, del mondo: "Noi crediamo nella felicita' e nella stabilita'. Una societa' di Alfa non potrebbe non essere instabile e miserabile. [...] Un uomo travasato in Alfa, condizionato in Alfa, diventerebbe pazzo se dovesse fare il lavoro di un Epsilon semiabortito; diventerebbe pazzo o si metterebbe a demolire ogni cosa. [...] Soltanto da un Epsilon ci si puo' attendere che faccia dei sacrifici da Epsilon, per la buona ragione che per lui non ci sono sacrifici: sono la linea di minor resistenza. Il suo condizionamento ha posato dei binari lungo i quali deve marciare".

"La popolazione ottima - disse ancora Mustafa' Mond - e' modellata come un iceberg: otto noni al di sotto della linea d'acqua, un nono sopra.
"E sono felici sotto la linea d'acqua?"
"Piu' felici che sopra." [...]
"Nonostante il loro lavoro ingrato?"
"Ingrato? Essi non lo trovano tale. Al contrario, lo amano. E' leggero, e' infantilmente semplice. Niente sforzo della mente o dei muscoli." [...]
"L'Ufficio Invenzioni rigurgita di progetti per risparmiare la mano d'opera. Ce n'e' migliaia" Mustafa' Mond fece un largo gesto: "E perche' non li mettiamo in esecuzione? Per il bene dei lavoratori; asrebbe pura crudelta' infliggere loro un riposo eccessivo. E' lo stesso con l'agricoltura. Noi potremmo fabbricare sinteticamente anche la minima particella dei nostri alimenti, se volessimo. Ma non lo facciamo; preferiamo lasciare un terzo della popolazione alla terra. [...] D'altra parte dobbiamo pensare alla nostra stabilita'. Noi non vogliamo cambiare. Ogni cambiamento e' una minaccia per la stabilita'."
Oggi, noi occidentali, parliamo di progresso, di benessere, ma tutto questo si basa necessariamente sui milioni di persone in Africa, Asia, che vivono con un pugno di riso al giorno. Questi sono gli Epsilon del nostro mondo nuovo. E, in realta', noi Alfa non abbiamo alcuna intenzione di permettere loro di raggiungerci in cima all'iceberg. E pensiamo anche alle classi politiche dei nostri paesi "democratici", che basano la loro permanenza al potere su masse di Beta, Gamma e Delta, condizionati dalla propaganda e mantenuti nell'ignoranza e nel benessere sufficienti ad essere manovrati dai mass media. I potenti non hanno alcun interesse ad elevare il livello intellettuale della massa, preferiscono continuare a venderci la gestione del potere con le stesse tecniche che usano per venderci il detersivo che smacchia piu' bianco.

E' stupefacente come Huxley, nel 1932, un'epoca cosi' lontana nel tempo dalla nostra per quanto riguarda la tecnologia, le convenzioni sociali, la politica, i diritti civili da esserci praticamente aliena, sia riuscito a individuare le nascenti pericolose tendenze della super-organizzazione e del controllo dell'opinione pubblica e a portarle all'iperbole del mondo nuovo, disegnando una anti-utopia che calza il nostro mondo, settanta anni dopo, in maniera migliore - e piu' inquietante - di quanto abbia mai fatto l'incubo di terrore prospettato da 1984.

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