28 set 2009

Notizie contrastanti

Siccome era un po' che non ci andavo e iniziavo a sentire la saudade, oggi mi sono recato all'Ufficio Passaporti di Via Cordusio a Milano.
Sentivo anche una certa nostalgia del tempo che si perde a muoversi in Milano citta', e quindi c'ha pensato un aspirante suicida alla stazione di Precotto a bloccare tutta la circolazione del metro'. Cosi' ne ho approfittato per farmi una bella maratona da Amendola Fiera a Via Cordusio a piedi.
Ma bando alle ciance.
A fine Settembre, l'UPVC (Ufficio Passaporti di Via Cordusio) sembra un altro posto. Quello che a Luglio e Agosto fa sembrare a confronto le bolge dantesche un'attrazione da luna park, oggi si presentava come un qualsiasi sonnacchioso ufficio statale, dove si lavoricchia bisbigliando e tre-quattro avventori mantengono quella parvenza di laboriosita' necessaria a non far sembrare la sala l'anticamera di un obitorio.
Dopo aver scartabellato un po' e avermi causato un pochino di batticuore, finalmente il mio "vecchio" passaporto riemerge dai faldoni, io gli do' in cambio il passaporto "nuovo" e me ne torno a casa a controllare il contenuto del visto per l'Arabia Saudita, cioe' la cosa per cui avevo iniziato tutto questo viaggio.
Come ogni volta che chiedo informazioni all'UPVC, mi vengono date informazioni contrastanti con quelle che mi erano state date la volta precedente. Stavolta la mia richiesta era: "E' possibile cambiare l'ufficio in cui il mio passaporto viene conservato, ad esempio per tenerlo in un armadio della Polizia di Legnano -piu' comodo per casa mia- invece che qui all'UPVC?"
"No" e' stata -ovviamente- la perentoria risposta. "Li possiamo tenere solo noi".
Io mi sono tenuto per me l'obiezione che invece avrei dovuto sollevare, e cioe' "ma la Polizia di Legnano m'ha detto che si puo' fare", e me ne sono andato. Se la legge delle richieste di informazioni all'UPVC si conferma, la prossima volta mi spiegheranno come fare.

Ah, un'altra cosa. Se sul vostro visto per l'Arabia Saudita c'e' scritto "validita' 6 mesi", sappiate che sono 6 mesi lunari. C'e' differenza.

PS: e poi stavo per dimenticarmi la cosa piu' importante. Io un certo sospetto ce l'avevo sempre avuto, perche' quando sento tanta gente dare per assodate delle informazioni che non hanno mai verificato di persona, sento odore di bufala. Pare che la famosa storia per cui "se vai in Israele col passaporto con un timbro di un paese arabo non ti fanno entrare" non sia vera. E pare persino che nemmeno "se vai in Arabia Saudita col passaporto timbrato in Israele non ti fanno entrare" sia vera. Un israeliano con cui ho parlato tre settimane m'ha detto che non e' vero, che al massimo ti fanno qualche domanda in piu' alla dogana, e che per evitare problemi in altri paesi sono anche disposti ad apporre il timbro su un foglietto separato che poi puoi staccare dal passaporto. La signorina dell'agenzia delle pratiche per i visti, poi, m'ha detto che "l'Arabia Saudita poi e' uno di quei paesi dove non gliene importa niente del visto di Israele". Stupendo. Tutta sta storia del doppio passaporto motivata da una leggenda metropolitana.

26 set 2009

La confusione continua a regnare sovrana

Finalmente oggi ho avuto il tempo di leggermi una settimana di quotidiani arretrati (che peraltro Poste Italiane ha provveduto come al solito a recapitarmi a cadenza random nei giorni scorsi), e ho trovato un articolo dal titolo "F.C.C. Proposes Rules That Support Net Neutrality", dove appunto si riportano succintamente le proposte della commissione USA sulle (tele)comunicazioni circa il tema della "Net Neutrality".
Come ho gia' sottolineato in precedenza, il problema principale del dibattito su questa "Net Neutrality" e' che non c'e' nemmeno una definizione chiara e condivisa che spieghi precisamente cosa sia questa benedetta "Neutrality", quindi figuriamoci che dibattito ne possa uscire.
Da cio' deriva che l'argomento sia solitamente trattato in maniera superficiale, o strumentale o, purtroppo molto spesso, in entrambi i modi contemporaneamente.
La versione cartacea dell'articolo, piu' lunga di quella online, a mio parere purtroppo inizia in maniera un po' confusa e superficiale:
"Julius Genachowski, chairman of the Federal Communications Commission, said operators should not be able to discriminate against certain Internet sites or applications, like high-traffic commerce sites or file-sharing services, and would have to make their network management practices transparent."
Leggendo questo, io mi chiedo: "ma perche'?" Perche' gli ISP non dovrebbero poter discriminare il traffico che gira sulla loro rete? (a patto ovviamente che me lo comunichino) E se si richiede che le politiche di "network management" debbano essere "trasparenti", se ne sta accettando implicitamente l'esistenza, giusto? e quali sarebbero queste pratiche di gestione? e quali sarebbero accettabili, e quali no? e chi lo deciderebbe? e tutto cio' non e' in contraddizione con la prima parte del paragrafo?
La cosa poi peggiora:
"Proponents of net neutrality want service providers to be barred from blocking or slowing Internet traffic based on content being sent or downloaded, which they say could be the first step towards the introduction of access charges based on the amount of bandwidth consumed."
Trasecolo. Prima di tutto bisognerebbe ricordarsi che "Internet" non e' un sistema donatoci da Dio sul monte Sinai e non mi pare sia nemmeno menzionata nella Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo. Non e' neanche un sistema di comunicazioni di proprieta' statale. E' una interconnessione di reti, tenuta in piedi dal comune accordo degli Internet Service Provider che, vale sempre la pena ricordarlo, sono aziende private.
E poi: "traffic based on content". Cos'e' questo "content"? L'URL? il contenuto di una mail? l'header TCP? il file gif o mp3?
E la perla finale: "l'introduzione di costi di accesso basati sulla quantita' di banda utilizzata". Hey, sveglia! adesso facciamo finta che non ci siano mai stati abbonamenti a consumo? Sbaglio o i costi telefonici sono tuttora fatturati principalmente a consumo? Mi sfugge evidentemente qualcosa. Adesso non solo Internet ci e' data per volere divino, ma anche l'abbonamento flat e' annoverabile tra i diritti umani? Posso solo sperare che qui il reporter abbia preso una cantonata perche' non puo' esserci nessuno cosi' fuori dal mondo da poter dire una cosa del genere.
Va bene auspicare modelli di prezzi piu' equi e convenienti, ma c'e' un limite persino a cio' che si puo' scrivere nella letterina a Babbo Natale, su!
Mr. Genachowski poi avrebbe detto quanto segue: "Today, we can't imagine what our lives would be like without the Internet - any more than we can imagine life withour running water or the light bulb". Ora, che uno possa dire una cosa del genere senza ricevere in risposta fischi e sberleffi mi pare impensabile.
Non possiamo immaginare la nostra vita senza Internet?
Internet sta alla pari dell'acqua corrente o della luce elettrica?
Non so che pasticche prenda questo Genachowski, ma deve darsi sicuramente una calmata.
Io la mia vita senza Internet me la immagino benissimo, anzi a pensarci bene e' la vita che ho vissuto fino a 15 anni fa, e pur non essendo stata una vita da nababbo credo proprio di poterla definire senza ombra di dubbio migliore di quanto sarebbe stata se non avessi avuto l'acqua potabile.
Secondo me, uno che dice una cosa del genere o e' pazzo o e' pagato profumatamente da qualcuno dietro le quinte per rendersi ridicolo.
Cito a questo punto quanto segue nell'articolo alcuni paragrafi dopo: "Vint Cert, a computer scientist who is Google's chief Internet evangelist, said, "We could not be more pleased to see Chairman Genachowski take up this mantle"." Poi ognuno tragga le proprie conclusioni.

lettura consigliata

Mark Oliver Everett - Things the grandchildren should know.

14 set 2009

Rifiutatevi di essere terrorizzati

Voglio appuntarmi questo articolo di Bruce Schneier, perche' dice cose sacrosante.



"The point of terrorism is to cause terror, sometimes to further a political goal and sometimes out of sheer hatred. The people terrorists kill are not the targets; they are collateral damage. And blowing up planes, trains, markets or buses is not the goal; those are just tactics.
The real targets of terrorism are the rest of us: the billions of us who are not killed but are terrorized because of the killing. The real point of terrorism is not the act itself, but our reaction to the act. [...]


But our job is to remain steadfast in the face of terror, to refuse to be terrorized. Our job is to not panic every time two Muslims stand together checking their watches. There are approximately 1 billion Muslims in the world, a large percentage of them not Arab, and about 320 million Arabs in the Middle East, the overwhelming majority of them not terrorists. Our job is to think critically and rationally, and to ignore the cacophony of other interests trying to use terrorism to advance political careers or increase a television show's viewership.
The surest defense against terrorism is to refuse to be terrorized. Our job is to recognize that terrorism is just one of the risks we face, and not a particularly common one at that. And our job is to fight those politicians who use fear as an excuse to take away our liberties and promote security theater that wastes money and doesn't make us any safer.
"

10 set 2009

anche i linux piangono

Lunedi' scorso ero a bordo di un volo della Qatar Airways e volevo godermi un film tramite il sistema di entertainment di bordo, basato sul sistema operativo piu' sicuro, affidabile ed efficiente del mondo. Gli ho persino fatto delle foto:



more news from nowhere

Ieri, 9 Settembre 2009, alle 21:09:09", Sheikh Mohammed Al Maktoum ha inaugurato la linea rossa del Metro di Dubai. La cerimonia e' stata trasmessa in TV ed accompagnata da fuochi d'artificio, mentre lo sceicco di Dubai e un affollato codazzo si facevano un giro tra le 10 stazioni aperte finora.
Oggi, 10/9, non ho resistito e mi sono fatto un giro anch'io. Dalla stazione di Union Square sono andato fino al Mall of the Emirates. Le stazioni sono ovviamente tirate a lucido, come anche i treni.
Dubai Metro 10-09-2009

Alla stazione, verso le 19, una fila di gente attendeva pazientemente di poter acquistare un biglietto o una delle "Nol Card" ricaricabili all'unico sportello aperto, visto che le macchinette accettano le carte di credito solo per le card e non per i biglietti singoli, e inoltre accettano solo tagli piccoli di banconote.
Il Metro Dubai e' l'unico che io conosca ad offrire carrozze di "prima classe", chiamate Gold, che in realta' mi sono sembrate identiche alle altre, e che ovviamente costano di piu'. I treni sono completamente automatici e senza autista. Chi temeva un effetto "ottovolante" a causa dei frequenti su e giu' delle rotaie per scavalcare i viadotti che attraversano Sheikh Zayed Road si accorgera' che salite e discese non si notano nemmeno, se non per chi siede nella prima carrozza, con vista frontale.
Un signore arguto di fronte a me ha notato che mancano le maniglie al soffitto per tenersi, e che a pensarci bene non si capisce che bisogno abbia dei fari un treno senza autista.
Ovviamente oggi il metro era particolarmente affollato, per la curiosita' di provare questa novita' cosi' tanto attesa. Alle 10.30 al Mall of the Emirates c'era cosi' tanta gente che voleva prendere il metro per tornare in citta' che il personale della
RTA faceva entrare a scaglioni. Alle 11.30, in largo anticipo sulla chiusura ufficiale -che dovrebbe essere a mezzanotte, nonostante non sia specificato da nessuna parte- l'ingresso alla stazione del MoE e' stato chiuso, probabilmente a causa del gia' grande numero di persone all'interno.

8 set 2009

amore


Penso relativamente spesso a quel momento in Caro Diario in cui Moretti confessa che "mi sa che mi trovero' sempre d'accordo con una MINORANZA di persone". E mi chiedo quanto il trovarsi sempre in disaccordo con la maggioranza delle persone sia un bene e quanto diventi solo un riflesso condizionato, una posizione per partito preso come un'altra.
Io pero' continuo a trovarmi sempre piu' in disaccordo con un sacco di cose che invece alla maggioranza delle persone sembrano perfettamente accettabili se non addirittura desiderabili.
Tra sentire a tutto volume la mia musica preferita e il silenzio, preferisco il silenzio.
Tra spostarmi sull'auto piu' comoda e lussuosa e farmi una passeggiata, preferisco la passeggiata.
Preferisco le mosche all'insetticida. Preferisco le zanzare a chiudermi dentro una zanzariera.
Preferisco sentire un cane abbaiare piuttosto che un tagliaerba. Preferisco sentire un bambino piangere piuttosto che i suoi genitori blaterare o sbraitare.
Non mi piace il bricolage rumoroso, la sega la fresa il trapano.
Invece delle luci della citta' e di quel biancore diffuso all'orizzonte, preferirei vedere una volta una notte nera come la pece come forse se ne vedevano cento anni fa. Vorrei essere bloccato nella nebbia che non si vede a un passo in un viottolo di collina invece che arrivare a destinazione su un'autostrada dritta e infallibile.
Non penso che avere lampioni e lampioncini accesi tutta la notte nelle aiuole condominiali sia una buona cosa.
Preferisco rinunciare a qualche presunta comodita' come la lavastoviglie, l'asciugatrice, l'idropulitrice, eccetera, e piuttosto risparmiare, inquinare meno, essere piu' silenzioso. Preferisco lavare i piatti a mano.
Preferisco stirarmi i miei vestiti e fare i mestieri in casa mia, piuttosto che pagare qualcuno per farli al posto mio.
Preferisco non guardare la televisione.
Credo che il frigorifero col distributore di ghiaccio sia una cazzata.
Penso che le citta' dovrebbero essere fatte veramente a misura d'uomo. D'uomo che cammina, o va in bicicletta, senza la minaccia di essere arrotato.
Non mi piace il rumore dei motori. Quando qualcuno mi fa sentire il rumore della moto o della Ferrari, non mi va. Non ci trovo nulla di attraente, non ne apprezzo la bellezza.
Non mi affascina la velocita'. Non trovo sia affascinante spingere un'auto ai 200 all'ora.
Non mi interessa comprare delle cose. Non penso che "fare shopping" sia un'attivita' rispettabile.
Non credo di dover avere successo a scapito di qualcun'altro.
Non credo che spendere molti soldi sia segno di ricchezza.
Credo che i VIP della televisione siano disprezzabili. Credo in effetti che se c'e' un regno dei cieli, sicuramente i ricchi non vi ci entrano, non importa quante volte vanno in chiesa.
Diffido di chi e' conosciuto da tutti solo grazie al suo cognome.
Non mi piace la folla, al centro commerciale, all'ingresso dello stadio, mentre si accalca alla porta della metropolitana. Non mi piace dover urlare per farmi sentire.

E tutte queste cose le penso quasi sempre -cioe', non tutte, ma insomma un rapidissimo riassunto- quando sento questa canzone:


odio

Qualche giorno fa mi sono ritrovato in aereo con alcuni vicini piuttosto "ingombranti", e ho sfogato cosi' il mio disagio:

Odio la gente, la trovi ovunque vai / odio la gente, non ti lascia in pace mai, non diceva cosi' quella canzone? no? L'ho sempre odiata. Quella voce idiota che cantava quanto fosse bello avere costantemente una massa di cretini tra i piedi.
Naturalmente odio la gente con particolare ferocia quando la trovo in luoghi ristretti, e l'aereo e' dove la odio di piu'.
Odio particolarmente quelli per i quali il resto del mondo non esiste. Quelli che urlano i cazzi loro per tre ore a tutto l'aereo. Quelli davanti a te che non gliene frega un cazzo se sei alto uno e novanta e stai mangiando o lavorando col pc e stravaccano giu' il sedile manco fosse un volo intercontinentale in prima classe. Quelli che si sparano nelle orecchie gli auricolari e ovviamente non sospettano minimamente che la musica di merda che stanno ascoltando gli echeggia nel cranio vuoto e rompe il cazzo a tutti nel raggio di tre file.
Quelli dietro di te che mentre stai cercando di sonnecchiare, per alzarsi ti si aggrappano al sedile tipo Cita di Tarzan, scuotendoti per mezz'ora, andata e ritorno dal cesso. Quelli che ti rovesciano la roba addosso. Quelli che si agitano. Quelli che aspettano che ti addormenti per andare al cesso.
Che rompicazzo, dira' qualcuno. Forse. Pero' io tutte queste cose non le faccio. Gli auricolari li tengo bassi, non abbasso tutto il sedile, non porto trecento borse della spesa i bonghi la vodka le sigarette e la borsa della palestra come bagaglio a mano, la pipi' la faccio prima di salire e grazie al cielo per tre quattro ore la tengo ancora. Insomma, mi sembra di non rompere le palle a nessuno.
Ma quelli che odio di piu' sono quelli a cui non sembra dare il minimo fastidio tutta questa promiscuita' fisica. Quello a fianco che si allarga come se fosse in poltrona a casa sua e praticamente ti mette un gomito in grembo per leggersi il suo libro idiota (si' perche' ho notato che quelli che leggono libri non idioti se ne stanno nel loro sedile e non ascoltano musica di merda negli auricolari). Che se tu ti allarghi uguale e gli ficchi un gomito nelle costole non fanno una piega. Cazzo non siamo mica fidanzati, a me da' fastidio starti appiccicato bicipite a bicipite tutto il tempo. Quelli che allargano le gambe e ti starebbero coscia a coscia per ore se tu non ti spostassi.
A me da' fastidio il contatto fisico di questo tipo con gli estranei. Non so loro come fanno. Non gli do' fastidio? Gli piace avere la mia coscia contro la loro? Mah.

5 set 2009

io lo so

Io lo so, che tra sei mesi mi chiamera' la Telecom dicendo che gli ho rubato un telefono.
Ho finalmente disdetto il pessimo Aladino incluso in Alice Voce, e l'omino del 187 mi ha detto che devo restituirlo a un negozio Telecom Italia. Oggi ho richiamato per sapere un indirizzo comodo per restituirlo, e mi hanno detto che invece posso tenerlo.
Siamo sicuri?
Sicuri sicuri sicuri?
OK io lo tengo. Anzi no, ora lo metto su ebay.

Pero' lo so che tra sei mesi mi chiamano e mi dicono che gli devo restituire il telefono.