30 ott 2009

be ware to the transity


ipocriti

"We care about the environment"... ma va la'!

Ogni volta che leggo questo bigliettino negli alberghi mi girano un po'. Tutto sto discorsone sul salviamo la Terra e salviamo l'ambiente e risparmiamo e se vuoi che ti cambiamo gli asciugamani buttali nella vasca da bagno e se vuoi che ti cambiamo le lenzuola metti il bigliettino sul letto... OK, OK, bravissimi. Pero' menatela un po' meno con sta storia dell'ambiente... come se lavare un asciugamano in meno fosse sufficiente a ottenere la Patente di Santita'.
E tutto il cibo sprecato nei ristoranti degli alberghi? E tutte le luci accese? e tutte le saponette usate una volta sola dove vanno a finire? e i rubinetti che gocciolano? e l'aria condizionata sempre a manetta?

Staremo pure salvando il mondo, ma intanto, lavando meno asciugamani, voi albergatori state soprattutto risparmiando un sacco di soldi in acqua, detersivi ed elettricita'. Io sono il primo a voler ridurre gli sprechi, e mi sembra una cazzata lavare un lenzuolo o un asciugamano usati una volta sola. Pero, dai, ditelo che lo fate perche' vi conviene, perche' cosi' risparmiate! Se ve ne fregasse qualcosa dell'ambiente, hai voglia quanti altri sprechi si potrebbero ridurre! Perche' stiamo salvando l'ambiente facendo una cosa che a voi fa risparmiare un sacco di soldi mentre a me non me ne viene in tasca nulla?

25 ott 2009

brave new world revisited - 1

E' da quando sono tornato dalle ferie che ho sulla scrivania Il mondo nuovo di Aldous Huxley con l'intenzione di appuntarmi qui i brani che ho sottolineato da "Ritorno al mondo nuovo" cioe' il commento che lo stesso Huxley scrisse nel 1958, 26 anni dopo il suo romanzo. "Ritorno al mondo nuovo" e' evidentemente la migliore traduzione trovata a "Brave new world revisited", il titolo originale, che rende un po' meglio l'idea.
Tra BNW e BNWR c'e' stato il nazismo, una guerra mondiale, progressi tecnologici inimmaginabili e una promessa di "progresso" ancor piu' estremo. Huxley rivede le profezie del proprio romanzo e si pone alcune domande circa il futuro della democrazia e del genere umano in generale. Cinquanta anni dopo, una lettura particolarmente interessante.

Dopo che l'era delle dittature sanguinarie in Occidente si e' chiusa, Huxley scrive: "Alla luce delle ultime scoperte sulla condotta animale in genere, e umana in particolare, e' chiaro che, a lunga scadenza, il controllo e' meno efficace se ricorre al castigo della condotta indesiderata, anziche' indurre la condotta desiderata mediante premi; e' chiaro che un governo del terrore funziona nel complesso meno bene del governo che, con mezzi non-violenti, manipola l'ambiente e i pensieri e i sentimenti dei singoli, uomini donne e bambini. [...] Nel mondo immaginario della mia favola il castigo e' raro e di solito mite. Il governo realizza il suo controllo, quasi perfetto, inducendo sistematicamente la condotta desiderata, e per far questo ricorre a varie forme di manipolazione pressoche' non-violenta, fisica e psicologica, e alla standardizzazione genetica. [...] Frattanto forze impersonali, da noi incontrollabili, paiono spingerci tutti quanti nella direzione dell'incubo del Mondo Nuovo: una spinta impersonale che i rappresentati delle organizzazioni politich e commerciali consapevolmente accelerano. Esse hanno perfezionato nuove tecnich per manipolare, nell'interesse di una minoranza, i pensieri e i sentimenti delle masse" Nel 1958, Huxley coglie gia' i segni di quanto realizzato in pratica al giorno d'oggi. Huxley, grazie al suo essere uomo di cultura, strategicamente a cavallo tra il "mondo vecchio" dell'Ottocento e il mondo nuovo del Novecento, riesce a vedere il contrasto stridente tra l'uomo vecchio e l'uomo nuovo.

In maniera precisa, poi, Huxley vede il futuro degli Stati Uniti: "Se l'eccessiva popolazione spingesse i paesi sottosviluppati verso il totalitarismo, e se le nuove dittature si alleassero con la Russia, allora assai meno stabile diventerebbe la posizione militare degli Stati Uniti, e bisognerebbe intensificare i preparativi alla difesa e alla rappresaglia. Ma la liberta', come tutti sappiamo, non fiorisce in un paese che sta sempre sul piede di guerra, o che si prepara a combattere. Una crisi permanente giustifica il controllo su tutto e su tutti, da parte del governo centrale. E proprio una crisi permanente noi dobbiamo attenderci da questo mondo [...]." Nel 1958, si badi bene, Huxley descriveva con esattezza la tattica militarista degli USA, fino a descriverci le limitazioni alla liberta' che abbiamo visto fatte legge sotto gli ultimi governi Bush, cioe' giusto ieri.

E ancora: "In una democrazia capitalista, come gli Stati Uniti, la Grande Impresa cade sotto il controllo di quella che il professor C. Wright Mills definisce "elite al potere". Questa elite impiega direttamente la forza lavorativa di milioni di cittadini nelle sue fabbriche, nei suoi uffici, nei suoi negozi, altri milioni controlla, e anche meglio, prestando loro i soldi perche' comprino i suoi prodotti; ed essendo proprietaria dei mezzi della comunicazione di massa, influenza pensieri, sentimenti e azioni di tutti, in pratica." In poche righe, quante cose del nostro presente ritroviamo!

Chi si e' almeno una volta chiesto se la massa di persone che si aggira obnubilata per i centri commerciali sia o meno da considerarsi "normale" o "felice", puo' trovare sollievo nel fatto che, gia' 50 anni fa, Huxley scriveva: "Ebbene, i progressi tecnologici di questi ultimi anni in che senso hanno agito sull'individuo? Ecco la risposta del filosofo e psichiatra dottor Erich Fromm: "La nostra societa' occidentale contemporanea , nonostante il progresso materiale, intellettuale e politico, e' sempre meno capace di condurre alla sanita' mentale, e tende a minare invece la sicurezza interiore, la felicita', la ragione, la capacita' d'amore nell'individuo; tende a trasformarlo in un automa che paga il suo insuccesso di uomo con una sempre piu' grave infermita' mentale, con la disperazione che si cela sotto la frenetica rosa al lavoro e al cosiddetto piacere." [...]Le vittime veramente disperate dell'infermita' mentale si trovano proprio fra gli individui che paiono normalissimi. [...] Non sono normali, diciamo cosi', nel senso assoluto della parola; sono normali solamente in rapporto a una societa' profondamente anormale. [...] Questi milioni di individui abnormemente normali, che vivono senza gioia in una societa' a cui, se fossero pienamente uomini, non dovrebbero adattarsi, ancora carezzano "l'illusione della individualita'" ma di fatto sono stati in larga misura disindividualizzati. Il loro conformismo da' luogo a qualcosa che somiglia all'uniformita'. Ma "uniformita' e liberta' sono incompatibili. Uniformita' e salute mentale sono anch'esse incompatibili... L'uomo non e' fatto per essere automa, e se lo diventa, va distrutta la base della sanita' mentale"." Parole che dovrebbero far riflettere chi oggi si presta al gioco di quei nostri politici che abusano della parola "liberta'" per propagandare, in realta', il conformismo.

E ce n'e' anche riguardo l'ambiente. Quello che oggi chiamiamo "ambientalismo" non e' altro che il contentino datoci da chi, decenni fa, ha provveduto ad annichilire l'uomo richiudendolo nelle citta', come vedeva chiaramente Huxley: "L'industria, ampliandosi, attrae nelle grandi metropoli una porzione sempre piu' grande dell'umanita' che cresce. Ma la vita nelle grandi citta' non da' luogo alla salute mentale [...]; ne' sollecita quel tipo di liberta' responsabile entro un gruppo capace di autogovernarsi, che e' la condizione prima della democrazia effettiva. La vita di citta' e' anonima e, per cosi' dire, astratta. Gli individui entrano in rapporto l'uno con l'altro, non come personalita' totali, ma come incarnazioni di altrettante funzioni economiche; o, quando son fuori dal lavoro, come cacciatori irresponsabili di divertimento. Soggetto a una vita simile, l'individuo si sente sempre piu' solo e insignificante. La sua esistenza cessa d'avere un qualche scopo, un qualche senso."

MXP-DXB

Ritta Jacobsson - Afrodite e l'uomo misterioso.

24 ott 2009

Immerso.



Io credo che si debba fare qualcosa contro la pubblicita' ingannevole. Cioe', verso la pubblicita' truffaldina. Cioe' in generale verso la pubblicita.

Ho fotografato la pubblicita' qua sopra sul metro, a Milano. Il motel pubblicizzato sarebbe "immerso" nel verde, sarebbe un'oasi di "tranquillita'" e per di piu' sarebbe a "due passi" da Milano.

Ora, va bene aggiungere qualche fronzolo per rendere piu' accattivanti le descrizioni, perche' ovviamente non puoi mica pubblicizzare "un motel come tanti, davanti a una statale trafficatissima e a ridosso della tangenziale", pero' ci vorrebbe un limite.

Il motel in questione e' quello qui sotto, al centro della foto, a fianco della scritta "Via Milano".



Come si vede, davanti al Motel c'e' la temutissima "via Novara" (SS11) che porta migliaia e migliaia di pendolari a Milano e ritorno ogni giorno. A sinistra c'e' l'area industriale di Cornaredo, a destra l'abitato di Settimo Milanese, a nord le case di Vighignolo. OK, al di la' della strada c'e' un boschetto, e a sud ci sono quattro campi prima di arrivare ai capannoni dell'Italtel, pero' da qui a definirlo "immerso" nel verde, ce ne passa un bel po'.

Per chiarire meglio i concetti di "immerso nel verde" e oasi di tranquillita', vediamo meglio:



Davanti al motel c'e' la spianata di cemento di un distributore di carburante. L'immersione nel verde, poi, e' del tutto relativa, visto che il motel e' strettamente circondato da un recinto e relativa siepe. Spero di non essere l'unico a pensare che tra essere "circondati da una siepe" e "immersi nel verde" c'e' una bella differenza.

Circa l'oasi di tranquillita' e i "due passi" da Milano, se non siete della zona basta guardare Google Street View:


buon natale

Ho scattato questa foto col cellulare il 12 Ottobre. Ai vivai c'era gia' tutto il reparto natalizio pronto e addobbato, dagli alberi alle palle ai presepi.

19 ott 2009

Segnare, segnare!

"Internet, Brunetta promette: «Dal 2010 due mega di banda larga per tutti»"
"Il piano è già pronto», ha assicurato il ministro: «Ieri ho parlato con il viceministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani. È un problema di investimenti, ma manca ormai solo l'ultima spinta. Nell'arco di ottobre-novembre possiamo avere il via libera del Cipe». Secondo Brunetta, servono «800 milioni di euro, non costa nemmeno tanto». "

Ma fanno a gara a
chi le spara piu' grosse?

18 ott 2009

rassegna stampa - 2

Mi leggo un po' di articoli arretrati da Il Manifesto, forse l'unico quotidiano italiano "fuori dal coro", cioe' il coro starnazzante dei mass media italiani dove uno indica la luna e tutti giu' a parlare del dito.

"Verdi verso la scissione", del 10 Ottobre. Fa ridere che un partito, che altrove riscuote consensi mentre in Italia grazie a una gestione demenziale s'e' praticamente autoescluso dalla politica (avendo preferito sparire dal Parlamento piuttosto che allearsi con altre forze), trovi la forza per scindersi. Pare che non solo ci sia una corrente di "maggioranza", ma ben due "opposizioni interne". Che pena.

Circa l'attentato alla caserma a Milano, articolo del 13 Ottobre: "Non ha precedenti penali. Non è un «clandestino». Non ha in tasca nessun biglietto del treno Napoli-Milano. Non ha gridato nessuna frase sul ritiro delle truppe dall'Afghanistan. In casa sua non nasconde nemmeno il solito materiale di propaganda (volantini). Insomma, il profilo di Mohamed Game, nel giro di poche ore e per il dispiacere di qualcuno, si trasforma da pericoloso terrorista che confabula di «obiettivi sensibili» (chiedete a quel genio di Rutelli) a semplice «cane sciolto». "

Giusto ieri un amico m'ha detto che "iniziano i lavori del Ponte di Messina" e io ho trasecolato. Si tratta di un chilometro e mezzo di ferrovia spacciato per "propedeutico" al ponte. (15 Ottobre)

Ancora il 15 Ottobre, Alberto Burgio si fa la domanda fatidica "Perché il Pd non attacca Berlusconi?". "Alla luce dei disastri verificatisi in questi non lievi lustri, tale ipotesi appare indubbiamente bizzarra. Se guardiamo allo stato comatoso dell'Italia e alla rovina della sua immagine internazionale, stentiamo a credere che i gruppi dirigenti del centro-sinistra abbiano potuto anche solo prendere in considerazione l'idea di collaborare con la destra, con questa destra, guidata da questo personale politico."
L'articolo introduce le due risposte alla domanda fatidica che vanno per la maggiore, e cioe' 1) il PD ha paura di perdere le elezioni e quindi chi glielo fa fare di far cadere berlusconi e 2) D'Alema e soci si credono dei gran furbi e aspettano che Berlusconi si affondi da solo. Burgio quindi presenta una terza, inquietante, ipotesi. Che pero', piu' uno ci pensa, piu' sembra quella piu' ragionevole: Berlusconi con la sua corte di "destra" e la classe dirigente di "sinistra" hanno perseguito insieme un programma politico condiviso. Tutto qua. Complici, dal primo momento.

"Sale spontaneo un pericoloso senso dell'inutilità del fare". L'articolo del 16 Ottobre di Annamaria Rivera cita Massimo Fusillo circa la rifascistizzazione dell'Italia e nota: "Di fronte a questa mutazione, avvenuta per tappe progressive e con la complicità, attiva o implicita, dello schieramento "democratico" e di alcuni degli opinion leader che oggi gridano all'emergenza-razzismo [...], una sinistra degna di questo nome dovrebbe interrogarsi sulle proprie responsabilità. Farebbe bene a chiedersi se non abbia contribuito, sia pure «solo» per inettitudine o subalternità, a porre una pietra tombale su ogni tentativo di opporre le ragioni della cittadinanza, dell'uguaglianza, dell'inclusione sociale a quelle della segregazione, della criminalizzazione, della persecuzione dei migranti e delle minoranze."

"Il giudice Mesiano spiato da Canale 5". Il Garante della Privacy interviene, Mediaset contrattacca. (17 Ottobre) Ho scoperto la vicenda dai commenti pubblicati su Internet, visto che mi guardo bene dal seguire Canale 5 (e peraltro anche tutto il resto della televisione). Noto solo l'ennesima mossa del ben noto copione piduista berlusconiano secondo il quale si deve dire tutto e il contrario di tutto, e usare a proprio favore le critiche ricevute e gli argomenti del nemico. Proprio in un periodo in cui si dibatte (per quanto si possa "dibattere" sui mosci quotidiani italiani) di "liberta' d'informazione", le reti TV di Berlusconi si incaricano di spingere tale liberta' fino al paradosso, di trascinare i telespettatori imbesuiti nel sillogismo malato del "prima volete la liberta' di stampa e poi ce la menate se pediniamo un giudice? ma allora non vi va mai bene niente!".

E, per ultimo, c'e' un articolo che andrebbe ricopiato tutto, in questi tempi di scarsa memoria. 17 Ottobre: "È stato l'unico premio Nobel per la pace italiano, nel lontano 1907. Ma di lui si è persa ogni traccia: non una scuola, un parco pubblico o una strada intitolate a suo nome. Solo un francobollo nel '63. Ecco chi era Ernesto Teodoro Moneta."
Moneta su Wikipedia.

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rassegna stampa

Alcuni link provenienti dalla lettura di alcuni post di Schneier arretrati:

Questi qua riescono a "vedere" attraverso i muri.

Qui c'e' un articolo sui problemi P e NP che m'ha fatto tornare ai tempi dell'universita'.

Qui c'e' una lettera del 1777 contenente un messaggio cifrato in maniera sorprendentemente elegante.

giardino invernale




17 ott 2009

tracking visas

Questa e' una di quelle notizie che ti fa pensare per l'ennesima volta che gli americani sono, nella migliore delle ipotesi, dei cretini. Nella peggiore, sono clamorosamente in malafede.
Dopo aver chiesto ed ottenuto dall'Unione Europea il permesso di investigare tra i movimenti delle carte di credito e dei conti correnti di milioni di inoffensivi turisti o lavoratori, dopo aver perquisito computer e cellulari all'ingresso nel paese, dopo aver forzato procedure demenziali in nome della "sicurezza", ora viene fuori che "il solo anno scorso, 2,9 milioni di visitatori stranieri in possesso di visti temporanei (come quelli per turismo o affari) sono entrati negli USA ma non ne sono mai ufficialmente usciti". E "in totale, circa il 40% degli 11 milioni di presunti immigrati illegali sono entrati grazie a visti legittimi".
Cioe', gli Stati Uniti non hanno un modo per sapere se chi entra nel paese ne e' poi effettivamente uscito, nemmeno se l'ha fatto con un normalissimo volo di linea. Ora, che il Paese in possesso delle piu' potenti infrastrutture informatiche del mondo non sia in grado di incrociare tra loro l'incredibile mole di dati che viene raccolta riguardo i cittadini che ne attraversano le frontiere regolarmente e' la dimostrazione lampante dell'inutilita' di tale raccolta dati.

11 ott 2009

Due passaporti

Alla fine, la conferma: SI. PUO'. FARE.

La scorsa settimana, il signor X si e' presentato all'Ufficio Passaporti (UP) con un foglio di carta sul quale un sedicente signor Y dichiarava di essere il mio Direttore presso la ditta Z e richiedeva che al portatore della lettera venisse consegnato il mio passaporto "vecchio" (in quel momento in custodia presso l'UP) in quanto quello "nuovo" era bloccato all'Ambasciata dell'Arabia Saudita in attesa di visto e io nel frattempo avevo bisogno di viaggiare in paesi extraeuropei. La lettera recava stampata la firma scannerizzata del signor Y.
L'impiegato A dell'UP ha inizialmente detto al signor X che cio' non era possibile, e che non aveva "ricevuto istruzioni a riguardo". Il signor X ha quindi ribattuto che "la volta scorsa" l'impiegato B gli aveva detto che si poteva fare. L'impiegato A telefona a B. L'impiegato B conferma. L'impiegato A consegna al signor X il mio passaporto. L'impiegato A si raccomanda col signor X di riportare il passaporto "al piu' presto".

Ora, tutto quadra, perche' il signor X incidentalmente sono io, e quindi il mio passaporto ce l'ho in mano io e non un pincopallino qualunque che si fosse presentato all'UP con una "lettera" di richiesta in cui si menzionava il mio numero di passaporto. Pero' la procedura e' demenziale.

Al di la' del sarcasmo, e dimenticandoci tutte le assurdita' incontrate nel frattempo, la vicenda si conclude e si riassume cosi':

E' possibile avere un secondo passaporto: avere, cioe', due passaporti italiani validi contemporaneamente. Tale passaporto e' formalmente un "duplicato" dell'originale e ne condivide la stessa data di scadenza. Nel mio caso, il "nuovo" passaporto reca, a biro, la dicitura "duplicato del passaporto 123456".
La procedura e' la stessa della richiesta di un nuovo passaporto (foto, marche da bollo, versamento, ecc.), con l'aggiunta che deve essere presentata una lettera del datore di lavoro in cui si richiede tale secondo passaporto. Una motivazione accettata e' quella che il richiedente deve viaggiare sia in Israele che in Arabia Saudita.
Una volta rilasciato, uno dei due passaporti deve rimanere in custodia presso la Questura emittente.
E' possibile ritirare il passaporto in custodia consegnando l'altro oppure presentando una richiesta del datore di lavoro che "certifica" il motivo per cui l'altro passaporto non e' utilizzabile (ad es. perche' bloccato in Ambasciata in attesa di visto).


Sulla materia regna sovrana la confusione. L'agenzia a cui mi rivolgo per i visti non sapeva che si potessero avere due passaporti. Non e' noto quali siano la legislazione o i provvedimenti che regolano la materia. Il personale della Polizia e' incerto sulle procedure: non e' chiaro se il "viaggio Israele+Arabia" sia la sola motivazione accettata (motivazione, peraltro, a quanto pare infondata), come non e' chiaro in quali casi si possa ritirare il passaporto in custodia. Non e' chiaro se e' possibile far custodire il secondo passaporto solo presso la Questura emittente o anche presso una diversa. Non e' chiaro se la procedura di richiesta e' effettuabile anche tramite il Comune di residenza o una Questura a scelta o se sia necessario rivolgersi all'ufficio "centrale" della propria zona (nel mio caso, Via Cordusio a Milano). Non e' chiaro se la richiesta o il ritiro possano essere effettuati da persone terze tramite delega. Non sono noti in anticipo i tempi di emissione del passaporto. Non e' chiaro se e' possibile fare richiesta senza presentarsi di persona, e non e' chiaro se si possano avere informazioni sullo stato della procedura senza presentarsi di persona. Una volta ritirati entrambi i passaporti, non e' noto alcun termine temporale entro il quale riportarne in Questura almeno uno, come richiesto dagli addetti della Questura.

Le procedure di autenticazione del richiedente sono blande (al di la' ovviamente dell'iniziale requisito di avere gia' un passaporto), e quelle degli altri soggetti coinvolti (ad es. il mio datore di lavoro che "certifica" le mie necessita') apparentemente nulle.

Le due Italie

Mi voglio appuntare l'editoriale di Giovanni De Mauro su Internazionale di questa settimana.

"Un sondaggio Ipsos di qualche settimana fa confermava tre dati interessanti.
Il primo è che in Italia il 54 per cento delle persone si informa prevalentemente attraverso la televisione (il 25 per cento con i quotidiani, il 12 su internet e il 3 con la radio).
Il secondo è che il 53 per cento degli italiani considera i mezzi d’informazione molto o abbastanza autorevoli, mentre il 41 pensa che non lo siano.
Il terzo è che le persone convinte dell’autorevolezza dei mezzi d’informazione sono le stesse che guardano la tv, e appartengono ai ceti più popolari.
L’aspetto preoccupante di tutto questo è che la spaccatura del paese sembra essere più profonda di una semplice divisione tra nord e sud, ricchi e poveri o destra e sinistra. È una frattura narrativa: gli italiani sono convinti di guardare tutti lo stesso film, ma i film sono due – uno raccontato dalla tv, l’altro dal resto dei mezzi d’informazione – e i personaggi e la storia sono molto diversi. Il rischio è che le due Italie non riescano più a parlare tra loro perché non condividono più la stessa realtà, e forse neanche le parole per definirla."

A mio parere non e' piu' un "rischio", ma la realta' che abbiamo di fronte.

9 ott 2009

umorismo involontario...

...o no?


Oggi la Reuters metteva una foto di Berlusconi e Mills come "commento" a un'autobomba in Pakistan. Forse, non avendo foto di cadaveri maciullati ed edifici in macerie, hanno messo la peggior tragedia che avevano sottomano.

7 ott 2009

Silvio... te'!



Qualche minuto di godimento.

Giusto fino a quando uno pensa che in un paese civile non solo un Primo Ministro del genere si sarebbe gia' dimesso da tempo, ma che in un paese civile non si sarebbe nemmeno mai arrivati a una situazione del genere. O che in un paese civile, il principale partito di (sedicente) opposizione avrebbe mobilitato l'opinione pubblica contro questo scandalo che ci ritroviamo al governo, invece di esserne nient'altro che il giullare di corte.

SI. PUO'. FARE.

5 ott 2009

le differenze

Dovrei tenere una lista delle differenze tra un paese civile e uno sottosviluppato come l'Italia.

Una di queste l'ho trovata sul New York Times (aka IHT): a Monaco di Baviera c'e' un ufficio oggetti smarriti che, dopo l'Oktoberfest, lavora a tempo pieno per restituire cellulari, portafogli, documenti, chiavi, eccetera persi dagli avventori ubriachi.

Ora pensate: che fine vi aspettereste facesse il vostro portafoglio se lo perdeste a una festa della birra in Italia?

4 ott 2009