Dec 11, 2009

processi TV

Se ne parlava guarda caso l'altra sera in famiglia. Ora leggo che il PM richiede (richiedera'?) una pena di 30 anni per Alberto Stasi, quello del "delitto di Garlasco".

A me, di tutti questi delitti di cognegarlascoperugiaviapoma eccetera non me ne frega un tubo, e non ne voglio saper niente, e non mi interessa farmi un'opinione di merito a riguardo. Anzi, penso che i mass media non dovrebbero nemmeno occuparsene. La cronaca nera non ha che una ristrettissima rilevanza a livello nazionale. A mio parere, non ha senso relazionare sui mass media nazionali di ogni singolo omicidio, stupro, rapina, eccetera. Ovviamente questo non viene fatto, ma trovo che non abbia senso nemmeno occuparsi di alcuni di questi casi, perche' non se ne puo' ricavare nessuna informazione utile in generale, e non vedo altro scopo dietro la copertura mediatica ti tali eventi se non quello di soddisfare -e risvegliare, se necessario- gli appetiti morbosi del pubblico. Parlare di questi casi isolati, poi, e' addirittura controproducente, perche' produce nel pubblico l'impressione che queste siano le vere emergenze del Paese. Se per due mesi tutti i giornali fanno a gara a segnalare i casi di stupro nei parchi, gli stupri nei parchi diventano l'emergenza del momento, nonostante siano molto meno frequenti delle violenze domestiche (tanto per dirne una) e nonostante dopo un po' non ne parli piu' nessuno e nessuno si ricordi che l'anno scorso l'emergenza era un'altra e ora non ne parla piu' nessuno. Lo stesso coi romeni, con le stragi del sabato sera, le rapine in villa, eccetera. Tutte "emergenze" montate ad arte senza fornire un minimo di contesto.

Il problema, pero', e' che per quanti sforzi uno faccia -e io ne faccio molti- a queste notizie non si scappa. Perche' ne parlano tutti i mass media (italiani). Quindi non si scappa.

Come detto, i mass media ne parlano perche' la curiosita' morbosa fa vendere giornali, e perche' per scrivere di cronaca nera non e' necessario essere Montanelli o Biagi, ma basta saper scribacchiare alla bell'e meglio, e quindi e' piu' facile. Il problema e' che, per scrivere di un fatto di cronaca nera per mesi e mesi (se non anni) e' necessario avere della fantasia. E' necessario avere qualcosa di cui riempire queste paginate di giornali. E in mancanza di fatti (la cui descrizione si esaurisce solitamente in un paio di giorni), tocca dare la sensazione che ci sia ancora qualcosa di misterioso, nel caso trattato, qualcosa di discutibile, di non chiarito, su cui in qualche modo "valga la pena" mantenere viva l'attenzione. E quindi il lettore, sommerso da questa valanga di chiacchiere, se ne esce con la sensazione che gli accusati siano -o almeno possano ancora potenzialmente essere considerati- degli innocenti ingiustamente perseguitati.

Poi si fa il processo e alla Franzoni gli danno trent'anni. Poi si fa il processo e alla Amanda Knox gli danno trent'anni. Poi si fa il processo e allo Stasi -mi permetto di scommetterci- gli danno trent'anni o giu' di li'.

Ok, ok, poi fanno l'appello e glieli dimezzano. Poi gli danno le attenuanti. Poi gliene condonano un pezzo.
Pero', voglio dire, se in prima battuta gli han dato trent'anni, cosi', d'amble', proprio proprio tanto innocenti non erano, no? Gli errori giudiziari succedono, certo. Pero', dai, mica tutti i giorni. Se t'han dato trent'anni non e' che puoi passare ancora per innocente. Se t'han dato trent'anni non e' che ci sono dei dubbi e magari non sei stato tu.

Allora io dico: perche' ci siamo (vi siete) dovuti sorbire la Franzoni in televisione? perche' bisogna continuare e continuare e continuare a parlare di stasi amanda e tutti gli altri?
Una ragione l'ho detta sopra: la curiosita' morbosa. L'altra, sospetto - anzi, ne sono convinto - ha a che fare con gli avvocati. Se uno va a vedere bene, questi processi sui quali si concentra per mesi l'attenzione dei mass media hanno sempre al centro accusati ricchi, ben "introdotti" e con amicizie o parentele "importanti". E di conseguenza hanno avvocati importanti. Avvocati che evidentemente basano le loro parcelle stratosferiche proprio sulla visibilita' mediatica e sui "contatti" giusti. Avvocati importanti e famiglie danarose che riescono a manovrare i mass media per fornire un'impressione di innocenza che, sperano, vada a influire anche sul processo stesso, grazie alla pressione esercitata dall'attenzione dell'opinione pubblica (che peraltro in Italia avrebbe ben altre faccende su cui concentrarsi). Il colpevole ricco ha il potere di scegliere se tenere accesi i riflettori o far passare tutto sotto silenzio, a seconda di cosa gli conviene di piu', e in questo modo magari riesce a cavicchiarsela un po' meglio, far saltar fuori qualche attenuante, qualche infermita' mentale, eccetera. Al colpevole povero gli fanno il processo e lo sbattono dentro con un calcio in culo (come si merita, per carita'!), e fine della storia.

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