23 dic 2009

V'e' piaciuta la privatizzazione?

Copio qui un pezzo di un articolo pubblicato sul Manifesto di oggi, circa i disagi nei trasporti (o, piu' precisamente, "disastri") seguiti alla nevicata di ieri.


"La scomparsa dei servizi collettivi
Tommaso Di Francesco
Milano nella paralisi per venti centimetri di neve. Arrivano i soldati. In migliaia hanno dormito negli aeroporti lombardi, molte strade bloccate. «Non viaggiate», invita la Protezione civile. Voli cancellati verso Stati uniti e scali europei. Treni dappertutto in ritardo pesante. Potremmo continuare.
È il bollettino nero di questi giorni e ore e continuerà visto che il clima peggiorerà. Il bollettino dell'Italia del Nord, ma anche di tutto il paese visto il caos dei collegamenti verso il Sud. E nello stesso tempo è anche la paralisi d'Europa.
Con una costante e alcune novità di rilievo.
La costante è che dappertutto, negli aeroporti italiani come nelle stazioni ferroviarie, i passeggeri sono stati abbandonati a se stessi pur di fronte all'evidente condizione di necessità. Così, dappertutto si è assistito a proteste di gente assiderata e furiosa che, consigliata di arrangiarsi dalle autorità, ha dato l'assalto alle stanze riservate ai vip di stazioni e aeroporti. Che cos'era infatti se non un clamoroso «arrangiatevi» l'annuncio del presidente delle Ferrovie Moretti che consigliava di munirsi di «coperte, maglioni e panini», non prima dall'avere negato ogni possibile rimborso da parte dell'azienda dei trasporti. Da notare l'abile silenzio dei vertici della Cai-Alitalia recentemente privatizzata nei profitti e invece socializzata nelle pardite.
Ma c'è la scusante, abilmente utilizzata dal Comune di Milano che, senza vergogna, ha ricordato come il disastro di Milano, che arriva dopo l'altro di solo un anno fa, in fondo è simile a quello di Parigi, Londra e Madrid. E ha «ragione», perché, quasi simbolo della paralisi italiana ed europea, c'è stato il blocco del sottopasso della Manica con altrettando abbandono di centinaia di passeggeri di ben quattro treni rimasti immobilizzati sotto il canale. Quella del vice-sindaco di Milano De Corato è però una ragione assai meschina.
Perché quel che si evidenzia, in Italia e in Europa, non è solo l'inefficienza di gestione dei trasporti ma semplicemente la scomparsa dei servizi collettivi. È così, i servizi pubblici non esistono più, tutt'alpiù sopravvivono e sono destinati a diventare archeologia industriale. Insieme all'azzeramento di ogni logica di servizio e di soccorso a cittadini eguali, quel che domina è infatti la logica privatistica che considera i passeggeri null'altro che merci. Così, quando prendete una metropolitana data in gestione ai privati, a Roma come in qualsiasi altra città d'Europa l'altoparlante vi informa sui ritardi non più come «utenti» ma come «clienti».

Ogni governo venuto sulla faccia dell'Occidente sia di destra che di sinistra, almeno prima dell'esplosione della crisi del neoliberismo finanziario negli Stati uniti, ha cancellato ogni traccia di pubblicizzazioni e aziende di stato - restano, significativamente, solo quelle finalizzate alla guerra - nel settore dei servizi pubblici. Dai trasporti, alla sanità, alle comunicazioni. Tutto è privatizzato, la terra, i cieli, il verde. L'aria intanto viene inquinata. L'obiettivo ora è l'acqua. L'ordine dichiarato è fare strame di beni comuni e valori d'uso. Predominano, materialmente e nell'ideologia, i valori di mercato che, dalle imprese e dalle strutture produttive, diventano anche merce di scambio del potere."

Concordo totalmente. Tutti ad applaudire, anni fa, quando si inizio' a parlare di queste favoleggiate "privatizzazioni": la panacea che avrebbe portato efficienza ovunque. E nessuno -a parte forse qualche comunista preso per matto da tutti- che abbia pensato che invece sarebbero state una grande fregatura. A pensarci bene, solo l'idea di privatizzare un servizio pubblico (la posta, i treni, il telefono) dovrebbe far squillare un campanello di allarme: la differenza tra un servizio e una merce. L'ente X mi fornisce un servizio. Io compro una merce. Si capisce subito che la relazione e' un po' diversa.

Un amico ferroviere, su facebook, scrive: "Un piccolo promemoria x chi risiede in LOMBARDIA : da Novembre 20009 il Trasporto Ferroviario Lombardo è PRIVATO, cioè gestito dalla REGIONE LOMBARDIA tramite la società TLN. A voi le conclusioni!!!!!"

E tutti quanti, oggi, bloccati nella neve, a lamentarsi. Perche' a parole siamo tutti capitalisti, ma in realta' continuiamo ad aspettarci -giustamente, direi- che certi servizi siano garantiti, possibilmente a un costo equo. E ormai e' troppo tardi per prendersela col bigliettaio: l'hanno privatizzato anche lui. Anzi, di piu': hanno privatizzato anche lo Stato; le Aziende Municipalizzate quotate in borsa e compagnia cantante. Cosi', persino quando un "servizio" e' apparentemente fornito dallo Stato, sotto sotto vien fuori che lo Stato non ci puo' fare niente se tutto va a scatafascio, perche' in realta' e' l'azienda privatizzata che gestisce tutto.
Come dice l'articolo, se il tuo lavoro e' fornire un servizio, e' un conto. se e' vendere una merce e' un altro. Se la tua priorita' e' vendere biglietti -invece di trasportare persone- allora ti senti in diritto di fottertene del cliente. "Cazzi tuoi se non riesci a salire sul treno, siamo un'azienda privata, mica il mutuo soccorso" ti sembrano dire gli impiegati e i dirigenti.

Ci hanno presi per il culo bombardandoci per anni con la baggianata del "cliente ha sempre ragione", e noi ci abbiamo creduto. Col cazzo. Il cittadino ha sempre ragione. Il cliente, se paga, ha il diritto a mettersi in fila.

Nessun commento: