Feb 28, 2009

Rassegna stampa, ma stampa veramente

Tra l'arretrato che avevo da leggere, c'era anche l'ottimo numero 781 del sempre ottimo Internazionale.
Il numero 781 riporta, in italiano, l'articolo di Michael Erard apparso su New Scientist e intitolato "L'inglese del futuro". Molto interessante: la maggior parte delle persone che parla inglese al mondo non e' madrelingua; da un lato si stanno creando sempre piu' varianti "dialettali" dell'inglese, sempre piu' incomprensibili tra loro, dall'altro molti anglofoni non madrelingua si trovano piu' a proprio agio parlando con altri non madrelingua piuttosto che con un americano o un inglese. Molto interessante.

Rassegna stampa

Avevo molto da leggere in arretrato. Ecco "the best of" quello che avevo online.

Rassegna stampa / 1
Finalmente l'Italia viene menzionata all'estero in ambito tecnologico: "La polizia (italiana) dice che i criminali fanno sempre maggior uso del Voice over IP" dicono la BBC, The Register e Network World.

Rassegna stampa / 2
In realta', un po' di Italia c'e' anche quando si parla di cose serie: Vincenzo Iozzo, uno studente del Politecnico di Milano ha mostrato, al Black Hat di due settimane fa, "how to inject malicious code into Mac OS X memory. The method leaves no trace of the code, his presence or any sign the attack occurred, frustrating forensics investigators". "The days when it was redundant to say "Mac" and "secure" are probably gone". Chapeau.

Rassegna stampa / 3
Un paio di segnalazioni dal blog del guru Bruce Schneier.
"The "Broken Windows" Theory of Crimefighting", dove viene segnalata l'attivita' della polizia di Lowell, MA, che ha concentrato i propri sforzi nelle aree degradate della citta', ripulendole sia da rifiuti e macerie che dai delinquenti. "disorderly conditions breed bad behavior, and that fixing them can help prevent crime. [...] The Lowell experiment offers guidance on what seems to work best. Cleaning up the physical environment was very effective; misdemeanor arrests less so, and boosting social services had no apparent impact.". Mi sorprende ben poco "scoprire" che se la citta' e' piu' "bella" i crimini diminuiscono. Anzi, mi sembra talmente banale che dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti. Ma questo non importa ai costruttori di orridi palazzoni o alle amministrazioni comunali che non mantengono pulita la citta'.

"Another Password Analysis" segnala un'altra cosa che sorprende ben poco: dall'analisi di 30000 password del sito phpbb.com emerge che "MySpace requires that passwords "must be between 6 and 10 characters, and contain at least 1 number or punctuation character." Most people satisfied this requirement by simply appending "1" to the ends of their passwords. The phpbb site has no such restrictions—the passwords are shorter and rarely contain anything more than a dictionary word."

Rassegna stampa / 4
Jonathan Stray segnala la notizia per cui un tale James G. Cummings del Maine stava costruendosi una bomba atomica (una "dirty bomb") in casa. Ne conseguono interessanti riflessioni su quali dovrebbero essere le reali preoccupazioni per la sicurezza americana.

Rassegna stampa / 5
Due articoli che ho trovato sul Manifesto e che copioincollo:

20 Febbraio: "E ora Cuffaro vigilerà su Santoro" di Federico Scarcella.
Riporto solo alcuni stralci: "[Toto' Cuffaro] all'indomani della condanna a 5 anni provò ad annegare l'amarezza nei cannoli, festeggiando con gli uomini del suo entourage, ufficio stampa compreso. [...] E adesso, tornato al senato, si appresta a rappresentare l'Udc in commissione di vigilanza Rai (il partito lo ha designato preferendolo al capogruppo Giampiero D'Alia). "


20 Febbraio: "Il caso e' aperto" di Astrit Dakli
Il processo per l'assassinio politico più grave degli ultimi anni, quello della giornalista critica Anna Politkovskaja, si è chiuso ieri con una clamorosa sentenza di assoluzione per tutti gli imputati. Il delitto resta così, per ora, senza colpevoli, ma occorre sgombrare subito il campo da un equivoco: questa non è una sentenza scandalosa pilotata dai vertici del potere russo, ma è al contrario una buona sentenza, giuridicamente sana, che porta un danno serio a quello stesso potere e ne svela in modo molto chiaro alcuni dei vizi peggiori.Una giuria popolare (già di per sé una novità abbastanza importante nella giustizia russa) ha infatti ritenuto insufficienti e non convincenti le prove portate dalla pubblica accusa, cioè dalla Procura generale, a carico degli imputati; sui quali peraltro pendevano accuse minori (favoreggiamento, in sostanza) dato che la Procura non era stata in grado di arrivare al processo con i nomi del killer e dei mandanti, nonostante varie sparate mediatiche del tipo «li abbiamo presi tutti», rivelatesi poi prive di ogni sostanza. La giuria quindi non ha fatto che il suo dovere, esprimendosi liberamente - e in modo garantista, cioè facendo propri i tanti dubbi sulla reale colpevolezza degli imputati - sulla validità di un debolissimo teorema d'accusa, costruito dalla Procura solo per arrivare comunque a mettere in carcere qualcuno e far dimenticare ai russi e al mondo questo scabroso «caso». Una condanna ai quattro imputati avrebbe fatto certamente più comodo al Cremlino, senza peraltro rendere neanche minimamente «giustizia» ad Anna Politkovskaja.Detto questo, la gravità della situazione è estrema. La sentenza ha reso infatti evidente l'incapacità sistematica della pubblica accusa, in Russia, di svolgere indagini serie, soprattutto quando ci si trova in presenza di delitti «importanti» (ma non solo in quei casi). Decenni di abitudine a una non-giustizia fatta di processi preconfezionati, colpevoli di comodo, condanne indipendenti dalle prove (era così ai tempi di Nicola II, ai tempi dell'Urss, e poi con Eltsin e Putin) hanno abituato gli inquirenti a non fare nessun tentativo autonomo di risolvere il «caso», a qualunque livello, aspettando invece indicazioni dall'alto, dal potere politico - lo zar, il gensek, il presidente o giù giù fino alle autorità locali, per i casi minori. Tanto, il giudice avrebbe poi sanzionato comunque, per disciplina (i giudici dipendono dalla procura generale) o per paura, l'impostazione dell'accusa.È esattamente per questo motivo che dopo la fine dell'Urss la maggior parte dei delitti politici o comunque «eccellenti» non ha avuto un colpevole: non potendo come in passato trovare colpevoli falsi da condannare e non osando - per paura di scottarsi - ficcare troppo il naso nelle alte sfere politiche, militari, economiche del paese, procure e polizia non hanno mai seriamente provato a indagare, lasciando che la gran maggioranza dei casi restasse irrisolta. È questo sistema che di fatto ha dato ai potenti l'impunità, spingendoli sempre più a delinquere con la certezza di poter comunque «risolvere i problemi» con la minaccia, l'aggressione, l'eliminazione fisica. Per cambiare, per ottenere una giustizia che funzioni e che si metta di traverso agli abusi e ai crimini dei potenti, la Russia deve compiere ancora un lungo cammino: paradossalmente, la sentenza odierna va in quella direzione.

infine

Infine, dopo 6 mesi dall'errato addebito, dopo 11 giorni dall'ultima telefonata, quelli della CartaSi' mi hanno ridato i 10 Euro che mi dovevano. Giusto per la cronaca.

addio anche all'ANSA

Fino ad oggi, per avere uno sguardo sulle notizie salienti del momento, usavo la pagina "Top News" di ansa.it. Questo perche' non sopporto il 99% dei quotidiani italiani e ancor meno ne sopporto l'edizione online. Prendo ad esempio dalla "prima pagina" di repubblica.it in questo momento: "Cede l'abito all'attrice in diretta nella notte dei César", "La Clerici in versione mamma torna a casa con Maelle", "C'è una Stella alle sfilate tutti i flash per Martina", "Ecco la sosia di Paris Hilton è Wilton, l'italiana a luci rosse", "Abito-vaso, creatività assoluta contro la crisi", e oggi non e' cosi' male.
Il problema e' che anche l'ANSA, ultimamente, sta costantemente peggiorando la qualita' dei suoi "lanci" con strafalcioni sempre piu' frequenti ("out out" al posto di "aut aut" e' un classicissimo che ripropongono almeno ogni sei mesi) e titoli incomprensibili o ridicoli a causa dello spazio ristretto ("Il capo guadagna giusto per 1/4"). Oggi ho deciso di cancellare il mio bookmark di ansa.it. La goccia che ha fatto traboccare il vaso e' stata "L'aereo della Turkish Airlines schiantatosi mercoledi' ad Amsterdam sarebbe caduto in quanto finito in una 'turbolenza di scia'. L'ipotesi e' ventilata oggi, durante una conferenza stampa dell'Associazione dei piloti civili turchi".
Saro' intollerante, ma, se stai parlando di "tubolenze di scia", io eviterei del tutto "ventilata" e tutto quanto legato al vento, onde evitare l'effetto ridicolo alla lettura della frase. Lasciamo stare che avrei scritto, al massimo, che "l'ipotesi e' stata ventilata", che mi sembra piu' corretto visto che il demauro segnala "avanzare, proporre, esporre" come sinonimi di "ventilare".

scoop!

Per la serie "crollo di una certezza", due giorni fa il mio capo, inglese, m'ha detto che "several" e "a few" vogliono dire la stessa cosa.
Oggi abbiamo controllato sui dizionari ed e' vero: "several" e "a few" indicano entrambi una quantita' "non grande" di piu' di due oggetti o persone, mentre fondamentalmente a scuola c'e' sempre stato insegnato che "a few" vuol dire "alcuni" e "several" "parecchi". Falso.
La cosa grave e' che il nostro dizionario Italiano-Inglese-Italiano persevera nell'errore, traducendo "several" con "parecchi".

Che scoop!

Feb 21, 2009

il nuovo medioevo

Solitamente tendo a infervorarmi parecchio quando si parla della situazione politica dell'Italia, perche' la mia opinione e' che il Paese sia ormai in mano a una gang di incompetenti, sbruffoni, malfattori che ci stanno portando allo sfascio sotto tutti gli aspetti, culturale, economico, sociale, e chi non trova questa situazione grave almeno quanto la trovo grave io mi sembra cieco, e allora mi incazzo ancora di piu'.
Poi, quando bisogna fare qualcosa, mi prende un po' di sconforto. Mi piacerebbe avere il diritto di essere pigro e contemporaneamente poter vivere in un Paese (con o senza maiuscola) normalmente civilizzato, dove ad esempio e' sufficiente votare il meno peggio ogni tanto per avere la garanzia di un governo mediamente capace di governare, dove e' sufficiente avere quel poco di coraggio che ci vuole a dire la propria opinione chiaramente per sapere che questa sara' ascoltata almeno un po'.
Invece no. Invece in Italia parlare con la gente non basta. Forse non e' mai servito. Facce blank. Bocche mute. Risposte senza senso. Conversazioni ripetitive. E tutti a discutere di Sanremo e a guardare Amicidimariadefilippi. E siamo governati da un delinquente. E la gente non sa piu' scrivere in italiano. non dico il dolce stil novo, mi basta la terza elementare. Un mio amico scriveva su feisbuc l'altro giorno che "nn sa' cosa studiare", e io vorrei rispondergli di iniziare con l'italiano, magari. ma poi "
sembra di essere gli stronzi".

Stamattina leggevo che il sindaco di Corbetta (MI) ha fatto abbattere una costruzione abusiva di un rom. E mi chiedo perche' gli abusi edilizi dei rom si abbattono e per quelli degli italiani, se si riesce, ci vanno anni. La legge non e' uguale per tutti? Poi sempre lo stesso sindaco scrive che non concedera' l'edificabilita' sul terreno di proprieta' del rom, ed e' pronto a subire le conseguenze di questa scelta in prima persona! E poi esorta i cittadini corbettesi a rifiutare le proposte allettanti da parte dei rom e di non vendere loro i propri terreni. Ora, a me non sembra normale che uno compra un terreno, o una casa, legalmente e poi non puo' farne quel che vuole. Mi sembra anormale che i cittadini di un paese possano vendere un terreno a un rom e poi questo non lo possa usare. Un po' come quelli che si lamentavano dei cinesi in Via Paolo Sarpi a Milano: ma, io dico, quelle case chi gliele ha vendute ai cinesi? chi ha intascato quei soldi? E' facile incassare e poi gridare "immigrati tornate a casa vostra!". Mi sembrano cose talmente insensate e contraddittorie che penso ci voglia una grande ignoranza o una grande malafede per far finta di niente.

Il mio problema e' che certa gente non la stimo a sufficienza per pensare che sia in malafede. Penso semplicemente sia ignorante. Abissalmente ignorante. Chiusa. Ottusa.

Chiusa e ottusa come i vigili di Cuggiono che ho messo in fuga stamattina quando gli ho chiesto di venire a fare un po' di multe di divieto di sosta nelle vie vicino a casa mia. Dopo uno scambio di battute surreale sono sgommati via mentre gli urlavo improperi. Ora mi chiedo che razza di Paese (con o senza maiuscola) sia quello dove uno chiede una cosa ai vigili e quelli non gli rispondono, e dove uno puo' permettersi di urlare "vergognatevi!" in faccia ai vigili e quelli invece di incazzarsi vanno via sgommando.

Lo so che razza di Paese e'. E' un Paese del medioevo, dove la legge e' quella del prepotente, dove la giustizia e' quella dei favori, dove l'ordine pubblico e' l'ordine del piu' forte, e la ricchezza e' solo quella del piu' scaltro e sfacciato.
Il mondo e' pieno di questi paesi. Cosi' per generalizzare, li chiamavamo Terzo Mondo. Paesi dove devi stare attento a quali quartieri frequenti e a che ora, dove il codice penale e' una barzelletta e figuriamoci il codice della strada, dove la giustizia e' in mano alla corruzione, dove il potere e' solo prepotenza e tornaconto personale.
Il problema e' che ci hanno raccontato questa favoletta del mondo occidentale progredito, avanzato, democratico, e noi ci abbiamo pure creduto. Noi Italiani abbiamo pensato di farne parte, ma oggi non piu'. Siamo ignoranti, e lo siamo piu' degli altri paesi europei. Siamo corrotti, piu' degli altri paesi europei. Le nostre aziende contano poco a livello internazionale, meno di ogni altro paese europeo. Le nostre grandi citta' sono le piu' care, le piu' inquinate, le meno vivibili per gli esseri bipedi, assediate come sono dal cemento e dai quattroruote.
Beh, ok, non siamo ancora il Pakistan, o l'India, o il Brasile, dove la ricchezza abbonda tra le mani dei soliti noti ma dove i poveracci affollano gli angoli di ogni strada, dove le immondizie bruciano accatastate per le vie (beh, non cosi' tanto come da loro, ma nel nostro piccolo ce la mettiamo tutta...), dove le metropoli sono circondate da baraccopoli, dove la vita non vale nulla e si puo'
finire massacrati per essersi imparentati con la famiglia sbagliata. Non ci siamo ancora, ma siamo sulla buona strada.

Il Duce perfetto per questo nuovo Medioevo e' Berlusconi. Il Sindaco perfetto l'ho conosciuto di persona ed e' quello del paesucolo dove vivo, Cuggiono. Quando siamo andati a parlargli riguardo al progetto di costruzione che radera' al suolo l'ultimo boschetto di Cuggiono, il Sindaco Locati ci ha detto in faccia che A) ci avrebbe lasciato parlare non avrebbe cambiato posizione a riguardo in nessun caso, B) che "se ne frega di 30 o 40" abitanti del quartiere che sono contrari al progetto, C) che "se ne frega di 30 o 40 persone" che sono andate agli incontri di presentazione del Piano di Gestione del Territorio e hanno unanimemente espresso pareri negativi riguardo la continua cementificazione del paese, e che quelle assemblee sono "una presa in giro", e su questo almeno siamo d'accordo, e soprattutto D) che "non c'e' alcuna necessita'" di costruire 80 appartamenti al posto del bosco, ma cio' sara' fatto ugualmente, perche' cosi' vuole lui, e il Piano dei Servizi del 2005 lo prevede e quindi dovevate svegliarvi prima. Un Sindaco come Locati "se ne frega" se alcuni componenti della sua stessa Giunta contestano i suoi piani. Un Sindaco come lui ci impartisce persino una lezione sulla democrazia, perfettamente in linea con la dottrina Berlusconi, e cioe' che la "democrazia" altro non e' che la dittatura di colui che e' eletto da elezioni "democratiche", poco importa se vinte con la demogogia e la manipolazione di un elettorato lobotomizzato.
Io invece penso che la democrazia sia l'esercizio del potere del popolo da parte dei suoi rappresentanti. Come il popolo discuterebbe delle questioni riguardanti la "res publica", i suoi rappresentanti -democraticamente eletti- dovrebbero discutere, rappresentare, confrontarsi, e decidere per il bene della collettivita'. Invece oggi "
quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia" si e' ridotta a ottenere, a ogni costo, il consenso della maggioranza degli elettori al giorno delle elezioni per poi procedere senza limiti, senza regole, senza guardare in faccia a niente e nessuno, a fare i propri comodi.

Io mi sono sempre "rifugiato" nella musica "
to ease the pain that living brings", spesso persino troppo. Ma pazienza. In questi ultimi anni m'e' tornata piu' volte in mente una canzone di Francesco De Gregori, dall'album "Miramare 19.4.89", che ai tempi mi parve musicalmente molto efficace ma dai testi a volte astrusi. Oggi invece "Bambini venite parvulos" mi pare chiaramente politica, e profetica.

"Nessun calcolo ha nessun senso dietro questa paralisi
gli elementi a disposizione non consentono analisi
e i professori dell'altro ieri stanno affrettandosi a cambiare altare
hanno indossato le nuove maschere e ricominciano a respirare
Bambini venite parvulos, c'è un'ancora da tirare
issa dal nero del mare, dal profondo del nero del mare
Che nessun calcolo ha nessun senso, e poi nessuno sa più contare.
Legalizzare la mafia sarà la regola del duemila
sarà il carisma di Mastro Lindo a regolare la fila
e non dovremo vedere niente che non abbiamo veduto già
Qualsiasi tipo di fallimento ha bisogno della sua claque
Bambini venite parvulos, c'è un applauso da fare al Bau Bau
si avvicina sorridendo, l'arrotino col suo know-how
venuto a prendere perline e a regalare crack
Sabbia sulle autostrade, ruggine sulle unghie
limatura di ferro negli occhi
terra fra le nostre lingue.
Avrei voluto baciarti amore, ancora un poco prima di andare via
prima di essere scaraventati dentro questo tipo di pornografia
Bambini venite parvulos, vale un occhio il vostro cuore
mille dollari i vostri occhi, i vostri occhi senza dolore
Bambini venite parvulos, sangue sotto al sole."


Feb 15, 2009

pigrizia / 2

Sempre sul forum di TNT, veniva segnalato tempo fa un articolo (qui, richiede registrazione) che commentava il "white paper" pubblicato da Ipoque, vendor tedesco di DPI, circa le tecnologie a disposizione per ostacolare la condivisione illegale di materiali coperti da copyright.
L'articolo originale (dal blog di Torrent Freak) titolava perentoriamente "le misure anti pirateria non funzionano" attribuendo tale conclusione proprio al report di Ipoque.
Le cose non stanno cosi'. Ovviamente.

Mi sono preso la briga di leggere il report e copioincollo qui il commento che ho pubblicato sul forum di TNT.

Il report e' focalizzato sull'analisi delle contromisure alla condivisione di materiale protetto da copyright. Mi rinfranca leggere, nella premessa, cose che condivido: Nearly all measures incur a more or less serious interference with Internet traffic and thus a violation of net neutrality. This paper will not discuss this issue because there are no clear and generally agreed definitions of net neutrality. cioe' Praticamente tutte le contromisure (allo sharing) incorrono in interferenze piu' o meno gravi del traffico Internet e quindi in una violazione della neutralita' della rete. Questo rapporto non discutera' questo problema in quanto non esistono definizioni di net neutrality chiare e generalmente condivise.

La mia curiosita' di leggere il rapporto derivava dal fatto che mi pareva strano che un vendor di DPI si prendesse la briga di pubblicare un rapporto per dire che un'applicazione della DPI e' fondamentalmente inutile. E infatti non e' cosi'.

Il rapporto boccia il "fingerprinting" ma non l'"hash-based identification", che viene definito a viable way to severely limit the distribution of copyright-protected content cioe' una modalita' fattibile per limitare pesantemente la distribuzione di contenuti protetti da copyright. Spiace dirlo, ma a mio modesto avviso, questo non fa che confermarmi che la discussione riguardo questi temi sia falsata da una spiccata faziosita', che fa titolare "anti-piracy measures don't work, report shows" ("le misure anti pirateria non funzionano, dice un rapporto") quando in realta' il rapporto dice anche altro.

Facciamo un passo indietro e definiamo di che stiamo parlando.
Per "Fingerprinting" ("impronta digitale") il rapporto intende a method that uses parts of a file to generate a fingerprint. A transferred file's fingerprint can then be compared to a database of reference files and classified with a high reliability, cioe' l'estrarre parti di un file per confrontarle con un database di contenuti leciti o meno.Per "hash-based identification" si intende qualcosa di un po' piu' evoluto, cioe' il generare un "hash", cioe' un "riassunto", lungo solitamente un centinaio di byte, del file originale al fine di confrontarlo con un databased di hash leciti o meno.
Ora, la cosa un po' sospetta e' che Ipoque liquida il Fingerprinting cosi' (scusate ma qui mi fermo con le traduzioni altrimenti si fa troppo lunga): Although fingerprinting is already used commercially, the technology is still under development. [...] There are no independent benchmarks for its accuracy and reliability. [...] Due to its computational complexity, fingerprinting does not work in real-time for high-speed networks. [...] Also, [...] fingerprinting is blind to encrypted archive files. Mentre poche righe dopo commenta cosi' gli Hash: Traffic managers are capable to maintain file hash databases with at least one million entries and to selectively block or allow individual file transfers. [...] File hash-based measures do work effectively with unencrypted and public sharing services. [...] However, the vast majority of copyright infringements happen in open services, as the public availability is the key success factor for such services. [...] This measure can be implemented using currently available traffic management systems based on deep packet inspection. [...] This measure can be effective for a whole country or even larger regions e via discorrendo, fornendo i dettagli del costo per utente di tali tecnologie, i costi di gestione, i minimi impatti per gli utenti, la facilita' di implementazione per i Service Providers, fino alla conclusione: Blacklisting based on file hashes or other file IDs can provide a viable way to severely limit the distribution of copyright-protected content. cioe' il blocco basato sugli hash dei file o altri identificatori di file puo' fornire una modalita' fattibile per limitare pesantemente la distribuzione di contenuti protetti da copyright.

Il rapporto continua poi con la descrizione delle modalita' di controllo (attive o passive) del traffico p2p al fine di rilevare i contenuti protetti da copyright.

Le mie conclusioni:
Diffidate, gente, diffidate.
Diffidate da un forum p2p che cita un rapporto attribuendogli conclusioni diverse da quelle reali.Diffidate da vendor, provider, e compagnia cantante quando questi cercano piu' o meno apertamente di proporsi come i paladini della "net neutrality" (qualunque cosa voglia dire) o del file sharing.
I vendor, i service provider, i motori di ricerca, eccetera, devono VENDERE. Non gliene frega un tubo della net neutrality. Mettetevelo in testa.

A quanto ne so, il fingerprinting e gli hash sono i metodi principali usati per il controllo del materiale protetto da copyright. Personalmente, non trovo motivi tecnici per cui il "fingerprinting" debba essere definito "non fattibile" e l'hashing si'. Mi sarei sorpreso meno del contrario. Comunque.

Potrei concludere queste righe con qualche commento maligno circa lo scopo di questo rapporto, ma non lo faccio. Lascio a voi trarre le conclusioni che preferite. ;)

pigrizia / 1

Siccome sono pigro, copioincollo qui un "articolo" che ho scritto per il forum TNT (link, richiede registrazione) intitolato "Un'introduzione alla Deep Packet Inspection". Si tratta di roba molto generica, ad alto livello. Un'introduzione, appunto.

Io lavoro per un vendor che, tra le altre cose, produce proprio apparati di DPI. Mi sembra una precisazione doverosa, in modo che ognuno possa decidere serenamente se quanto scritto qui sotto sia affetto da "partigianeria" o meno.

La ragione principale per cui vorrei trattare questo argomento e' che, da addetto ai lavori, trovo che spesso i media ne parlino generando confusione, piu' che chiarendo i dubbi. Uno di questi temi e' purtroppo spesso quella sulla "Net Neutrality", a cui la DPI viene solitamente associata.In questa sede non voglio entrare nella discussione riguardante la Net Neutrality, ma concentrarmi solo sull'aspetto tecnologico della DPI. Mi perdonerete quindi se il resto dell'articolo avra' un approccio in un certo senso "amorale".

Quanto vorrei fare non e' un "how to" su come difendersi da questa o quella minaccia, ma una piccola esposizione per ritrovarci, alla fine, sperabilmente, su un terreno comune di terminologia e nozioni sulla base delle quali discutere poi dei problemi "morali" o "etici".

LA CONFUSIONE
"La Net Neutrality e' il principio per cui gli Internet Service Provider devono unicamente occuparsi di trasportare i bit dei propri utenti da sorgente a destinazione, senza applicare alcuna tecnica di prioritizzazione, limitazione o blocco al traffico. Il mezzo con cui gli ISP contravvengono a tale principio e' la Deep Packet Inspection, quindi la DPI e' il male e andrebbe fondamentalmente vietata."Questo e' il sillogismo che spesso viene presentato, addirittura recentemente di fronte al Congresso degli Stati Uniti.


LA DEFINIZIONE
Dedicando qualche minuto a una ricerca in rete, possiamo accorgerci che le definizioni di DPI abbondano. E' questo e' gia' un cattivo segno. :-)Proviamo ad esaminare la definizione di
wikipedia: "Deep Packet Inspection (DPI) [...] is a form of computer network packet filtering that examines the data and/or header part of a packet as it passes an inspection point, searching for protocol non-compliance, viruses, spam, intrusions or predefined criteria to decide if the packet can pass or if it needs to be routed to a different destination, or for the purpose of collecting statistical information." cioe' "La DPI e' una forma di filtraggio di pacchetti di rete che esamina la parte di header e/o di dati di un pacchetto al suo passaggio attraverso un punto di ispezione, alla ricerca di non conformita' di protocollo, virus, spam, intrusioni o criteri predefiniti per decidere se il pacchetto puo' passare o se deve essere inoltrato verso una destinazione diversa, o allo scopo di raccogliere informazioni statistiche."
La definizione di Wikipedia definisce la DPI come una forma di "packet filtering": la voce "packet filtering" rimanda alla definizione di [URL=http://en.wikipedia.org/wiki/Packet_filter]firewall[/URL]: "un insieme di misure di sicurezza preparate allo scopo di prevenire l'accesso non autorizzato a un computer in rete."In sostanza, la DPI viene presentata come un sistema di blocco del traffico che puo' essere utilizzata anche per la raccolta di informazioni statistiche. Personalmente, ritengo tale definizione un po' fuorviante.
Io proporrei una definizione differente: "La DPI e' un insieme di tecnologie di esame del contenuto degli header interni e/o del contenuto dei pacchetti allo scopo di classificare tali pacchetti".

La DPI viene presentata (da wikipedia, ad esempio) anche per confronto con la "Shallow Packet Inspection", cioe' l'ispezione "superficiale" dei pacchetti, cioe' al solo livello di header.A questo riguardo, forse vale la pena di approfondire leggermente la nozione di "header", o "intestazione" di un pacchetto.
Ogni protocollo, o applicazione, trasporta i propri dati in "buste" impacchettate da un header e contenenti dei dati. Semplificando pesantemente, diciamo che lo strato piu' esterno di "impacchettamento" e' quello del protocollo IP, il cui header contiene, tra l'altro, gli indirizzi sorgente e destinazione del pacchetto e l'indicazione di quale protocollo (tcp, udp, ecc.) viene trasportato all'interno. I protocolli piu' "interni" come tcp o udp hanno a loro volta un header, che contiene tra l'altro l'indicazione delle "porte" sorgente e destinazione del traffico. All'interno della parte dati, viene trasportato il traffico dell'applicazione vera e propria (ad esempio, l'http, o l'smtp, o bit torrent), che a sua volta avra' un header con informazioni proprie caratteristiche: gli indirizzi di mittente e destinatario di un'email, ad esempio. Questo fiorire di "header" ci suggerisce come la definizione di "ibridi" come la "Shallow Packet Inspection" sia un terreno piuttosto spinoso e che si presta ad utilizzi strumentali. Quindi proporrei di tralasciare tale distinzione e definire appunto come DPI tutti i metodi di analisi che esaminano informazioni ulteriori oltre agli header IP/TCP/UDP.
Tornando alla DPI, possiamo dire che lo scopo di tale tecnica e' quello di classificare accuratamente le tipologie di traffico a fini statistici o per abilitare l'applicazione di determinate azioni su tale traffico.


PERCHE' DPI
La DPI risponde al bisogno di classificare accuratamente le applicazioni utilizzate sulla rete. Un approccio basato solamente sugli header IP/TCP/UDP (cioe' fondamentalmente sulle porte usate per le comunicazioni) e' impreciso in quanto tutti sappiamo che e' possibile utilizzare un'applicazione su una porta diversa da quella assegnatale formalmente (cioe', ad esempio, avere traffico http su porte diverse dalla tcp/80 o traffico bit torrent su porta diversa da 6881).
Un apparato di DPI esamina i pacchetti (o sequenze di pacchetti) per determinare accuratamente quale tipo di applicazione e di contenuto tali pacchetti stanno trasportando. Secondo il livello di accuratezza che si intende raggiungere e l'entita' dell'impatto sulle prestazioni di trasporto di traffico, un apparato DPI esamina il traffico in modi diversi:- puo' cercare determinate sequenze di byte in posizioni predefinite o variabili all'interno del pacchetto (sia tra gli headers che tra i dati),- puo' applicare metodi euristici per correlare tra loro diverse informazioni riguardanti il pacchetto, come le porte sorgente/destinazione o la dimensione,- puo' applicare tecniche piu' avanzate di correlazione tra sequenze di pacchetti, al fine ad esempio di classificare traffico la cui parte dati e' cifrata.
Per ottimizzare le prestazioni, un sistema di DPI non esamina tutti i pacchetti, ma, dopo l'identificazione iniziale di un'applicazione, applica tale categorizzazione a tutti i pacchetti della stessa sessione o semplicemente analoghi.
In ambito Internet Service Provider, un grado di accuratezza nell'identificazione delle applicazioni superiore al 90% e' considerato accettabile.
In linea generale, possiamo dire che un apparato DPI non e' in grado di decifrare le porzioni cifrate di un pacchetto. Non e' in grado di farlo in quanto anche il solo tentativo di decifrare un semplice algoritmo di cifratura introdurrebbe un ritardo inaccettabile nell'inoltro del pacchetto verso la destinazione. In questa sede, tralasciamo le possibilita' di analisi di copie del traffico "offline" a posteriori.Ricordiamo che gli header "di trasporto" IP/TCP/UDP non possono essere cifrati.


APPLICAZIONI DELLA DPI
Tipicamente, un apparato DPI risiede "inline", cioe' e' attraversato costantemente dal flusso di traffico, e deve esaminarlo e inoltrarlo senza introdurre eccessivi ritardi e ovviamente senza perdite indesiderate di pacchetti. Tali caratteristiche rendono impossibile centralizzare i controlli DPI. Per queste ragioni, gli apparati DPI di fascia alta sono costruiti su hardware ad alte prestazioni studiato appositamente e sono molto costosi. Le prestazioni richieste dagli ISP attualmente variano tra alcune unita' e alcune decine di Gbps (Gigabit al secondo) per apparato.L'utilizzo di apparati DPI "offline" (cioe' il caso in cui la DPI analizza una "copia" del traffico) e' sempre meno utilizzato, in quanto rende impossibile compiere direttamente azioni sul traffico analizzato.
Possiamo distinguere tra applicazioni della DPI in ambito "aziendale" e quelle utilizzate dagli Internet Service Provider.
Un'azienda, o in generale un'organizzazione dotata di infrastruttura di rete, puo' utilizzare tecniche di DPI per:

- intrusion detection, intrusion prevention, behavioral detection e tecniche simili: analisi dei pacchetti in transito sulla rete per identificare attivita' sospette o pericolose, come accessi non autorizzati, trasferimenti non autorizzati di dati riservati, tentativi di infezione di worm o botnet, tentativi di sfruttamento di vulnerabilita' dei software, ecc. I pacchetti classificati come pericolosi vengono bloccati ed eventualmente anche agli indirizzi che li hanno generati vengono applicati blocchi o restrizioni.
- content inspection: per impedire l'accesso a contenuti (solitamente su web) illegali o non conformi con i regolamenti aziendali.
- traffic shaping: per limitare o bloccare determinate applicazioni non conformi coi regolamenti aziendali (p2p, streaming, strumenti di controllo remoto, chat, ecc.).
- blocco dello spam, in entrata o in uscita, attraverso il riconoscimento di determinate parole chiave o modelli di email.
- categorizzazione e reportistica statistica del traffico (ad es. "quanta banda e' occupata dal video streaming rispetto al resto della navigazione http").
- identificazione e copia del traffico, al fine di analisi approfondite successive.
Gli Internet Service Provider utilizzano la DPI principalmente per:

- identificare quali sono le applicazioni piu' utilizzate dagli utenti, al fine di ottimizzare le proprie offerte commerciali (ad es. proporre server di mmorpg)
- in caso di traffico congestionato, decidere se acquistare nuove risorse oppure individuare le applicazioni responsabili del congestionamento ed implementare azioni per liberare banda. Tali azioni possono consistere ad esempio nel
* blocco dei pacchetti da parte dell'apparato di DPI stesso,
* rate limiting del traffico da parte dell'apparato di DPI stesso,
* impostazione dei valori di Quality Of Service del traffico, in modo da impostare la priorita' con cui tale traffico sara' trattato dalla rete.
- blocco di servizi non permessi o non desiderati;
- identificazione e copia del traffico verso sistemi di analisi approfondita o semplice memorizzazione.
- prioritizzazione, de-prioritizzazione o blocco di "servizi", come ad esempio la prioritizzazione del servizio di streaming video offerto dall'ISP stesso, o la deprioritizzazione di particolari tipi di p2p.
- blocco di particolari contenuti, sia dietro richiesta dell'autorita' giudiziaria (ad es. siti pedoporno), sia a causa di accordi commerciali (ad es. allo scopo di bloccare gli scambi del film Tal Dei Tali nei primi giorni della sua release su Internet).
Riguardo quest'ultimo caso, va notato che l'utilizzo di tecniche DPI per il riconoscimento dei contenuti protetti da copyright e' particolarmente difficile a causa principalmente di due fattori: 1) la difficolta' nell'identificare, ad esempio, un certo film o un file audio attraverso l'analisi dei pacchetti: una semplice ricodifica del file lo cambia completamente, rendendo impossibile il confronto con una "copia ufficiale" di riferimento; 2) il fatto che tali controlli necessitino tempo e risorse che introdurrebbero ritardi inaccettabili nella consegna del traffico. Per le stesse ragioni, la DPI non viene utilizzata per modificare i contenuti dei pacchetti in transito.

RIFLESSIONI FINALI
Le implicazioni di privacy legate all'utilizzo della DPI sono evidenti.D'altro canto, e' bene ricordare che la DPI e' una tecnologia, e ne puo' essere fatto un uso buono o cattivo.

Feb 12, 2009

entusiasmo

Sempre in tema di rassegna stampa, da un mese ho sulla scrivania questo articolo della Repubblica (Cronaca Milano) dal titolo "Altri diecimila parcheggi vicini alle metropolitane" dove l'Assessore alla Mobilita' Croci canta le lodi dei progetti in partenza per i nuovi parcheggi.
Riassumo qui per poter verificare al momento opportuno:
"Il Comune [...] promette di partire con i cantieri per la costruzione di 11 nuovi parcheggi entro il 2012 in modo da garantire ai cittadini 10mila (sic) posti in piu' rispetto ai 16mila (sic) gia' esistenti."
Intanto, su questi sedicimila vorrei proprio approfondire... com'e' che gli abbonamenti settimanali per il parcheggio di Molino Dorino si esauriscono in poche ore all'alba di ogni mercoledi' se ci sono cosi' tanti posti auto? O forse sedicimila non sono cosi' tanti come sembrano?
Poi: "E' in corso anche un tavolo di confronto con le Ferrovie dello Stato per progettare altrettanti posti in prossimita' di una ventina di stazioni ferroviarie lungo le linee suburbane."
Un tavolo di confronto. Per progettare. Una ventina. mah.
Ma passiamo ai numeri: "I primi ad essere inaugurati, quest'anno, saranno quelli di Piazzale Lodi (70 posti [...]) e di Certosa [...] (380 posti). Ma il Comune ha gia' avviato i progetti preliminari per un parcheggio da 800 posti in piazzale Abbiategrasso [...] e uno di 2100 alla Comasina [...]. Allo studio c'e' anche la revisione dei 900 posti previsti ormai da anni [...] alla nuova fiera di Rho-Pero. [...] il progetto e' gia' stato finanziato e potrebbe partire entro la fine del 2009."
Quindi, 70 piu' 380 piu' 800 piu' 2100 piu' 900 fa 4250 posti. Ne mancano 5750 all'appello, distribuiti su 6 parcheggi, quindi tutti da quasi 1000 posti l'uno, mica robetta. Lo fanno ancora Chi l'ha visto?

Appunti vari da Dubai

Sono tornato oggi da una "due giorni" a Dubai, dove lunedi' la notizia principale sul giornale era che aveva piovuto. C'e' chi dice che a Al Ain sia persino nevicato un pochino, ma di questo il giornale non diceva nulla. Eh si' il riscaldamento globale, e non ci sono piu' le mezze stagioni, eh una volta qui era tutto deserto... eccetera.
Oltre alla pioggia, i quotidiani riportano per lo piu' notizie poco significative, specialmente Khaleej Times, mentre Gulf News e' leggermente meglio.
Ieri sera ho visto al telegiornale un allucinante servizio circa il matrimonio del Principe Ereditario di Fujairiah con -se ho ben capito- la figlia di Sheikh Muhammed di Dubai. Che si trattasse di questo l'ho scoperto stamattina dal giornale, perche' nei 10 minuti e oltre di "servizio" non s'e' vista nessuna sposa ma solo gli sceicchi dei vari Emirati salutarsi a vicenda tra baci sulle guance, sul naso e altri sfregamenti vari. Il "giornalista" del tg commentava salmodiando i nomi e i titoli di tutti gli intervenuti al ricevimento: ipnotico.

Tornando ai quotidiani, ovviamente anche a Dubai si parla della crisi finanziaria globale. La borsa e' crollata anche qui come praticamente ovunque, le azioni valgono qualche centesimo di dirham e piu' di un progetto residenziale e' stato sospeso. C'e' chi dice che ci sia persino meno traffico a causa dei licenziamenti e del business calante.
Khaleej Times dedica la prima pagina alle dichiarazioni del Fondo Monetario Internazionale, "reinterprentadole" quel tanto sufficiente a dire che va tutto bene e che l'economia degli Emirati non corre alcun pericolo: per Abu Dhabi, che naviga nel petrolio, forse e' vero; per Dubai non si sa.

Mi sono appuntato alcuni articoli. Gulf News dedica una mezza pagina alla possibilita' di fare dei buoni affari comprando ora appartamenti e ville a Dubai, visti i prezzi leggermente in calo e la necessita' di piu' di un investitore di realizzare liquidita'.
Un trafiletto segnala che l'ex direttore di Dubai Waterfront, uno dei grandi progetti in corso di realizzazione (su un'area grande il doppio di Hong Kong) e' stato arrestato sotto l'accusa di tangenti. Il committente del progetto, Nakheel, ha cacciato 5 direttori l'anno scorso. Altri progetti di Nakheel sono attualmente sospesi: Nakheel Harbour & Tower, Palm Deira, Worlds of Discovery, Trump Hotel & Tower. Cio' significa che ci ci lavorava e' rimasto senza lavoro, e senza lavoro rimani senza visto, e senza visto ti rispediscono in Pakistan, India, Bangladesh, Filippine, o da dove cavolo te n'eri venuto, sempre se hai i soldi per il biglietto aereo, altrimenti prima ti fai un po' di prigione e poi ti cacciano gratis.
Le previsioni di crescita dell'economia per il 2009 sono intorno al 2,5%, cifra eccezionale per gli standard europei, ma un po' deludente se confrontata con l'8% dello scorso anno o il 14% delle previsioni. Si calcola che negli Emirati siano stati sospesi progetti per circa 582 miliardi di dollari.

Ho anche trovato una notizia in un certo senso sorprendente: un gruppo di circa 20 cittadini degli Emirati ha denunciato il proprio datore di lavoro, Al Futtaim Group, per averli licenziati in tronco. I licenziati sostengono che, in quanto cittadini degli Emirati, dovrebbero essere piu' protetti dal proprio Stato e non dovrebbe essere possibile per loro rimanere senza lavoro. La notizia si presta ad alcune riflessioni, perche' e' opinione comune che i locali rappresentano un'elite ultra protetta e che solitamente occupa posizioni manageriali nelle aziende, spesso e volentieri senza particolari meriti. I rappresentati di Al Futtaim ovviamente negano che i licenziamenti siano basati su motivi razziali, ma il fatto stesso che lo neghino significa che ce n'e' il sospetto. Con piu' del 90% della popolazione attiva composta da immigrati, e' inevitabile che alcuni di questi raggiungano livelli di responsabilita' nelle aziende -non e' inusuale vedere indiani o siriani in posizioni di medio management- e ovviamente il rischio che vogliano "rifarsi" alle spese degli "emiratis" (emiratensi? emiratini?) che spesso fanno il bello e il cattivo tempo in barba a ogni reale competenza o meritocrazia.

Sotto un aspetto piu' mondano, la vicenda del momento e' quella di Sammy, lo squalo balena dell'acquario dell'hotel Atlantis. L'hotel contiene uno dei due grandi acquari di Dubai (l'altro e' al Dubai Mall), e recentemente il WWF ha scritto alla direzione chiedendo la liberazione dell'animale, la cui specie e' classificata come "vulnerabile". A quanto si dice, in realta' Sammy rappresenta la punta dell'iceberg in quanto a violazioni dei regolamenti riguardanti la cattura di animali marini, visto che gran parte delle specie presenti negli acquari di Dubai dovrebbero in realta' essere protette. Ma anche qui e' difficile capire quanto la vox populi riecheggi la realta' su cui i giornali soprassiedono o semplicemente "ricami" pettegolezzi infondati. Ma e' il bello di Dubai.

Feb 7, 2009

e diciamolo!

Oggi ho letto una dichiarazione di un rappresentante dell'IdV che finalmente dice a chiare lettere, forte e chiaro, una cosa che condivido al cento per cento, e che voglio appuntarmi qui a caratteri cubitali.

"Dopo queste frasi disgustose e immorali riteniamo che quest'uomo non solo non sia degno di fare il presidente del Consiglio, ma neanche di partecipare a un civile consesso."


Feb 5, 2009

segnalibro

L'Italia contro se stessa - da "Italia dall'estero".

chi la dura la vince?

Ieri ho ritelefonato a quei cagnacci della CartaSi' per chiedere notizie dei miei 10 Euro.
Mi sono risentito 5 minuti di quell'odiosa canzone che mettono quando sei in attesa perche' pochi giorni prima di Natale il signor Sabiu di CartaSi' si era personalmente impegnato a farmi riavere i 10 Euro e mi aveva dato anche il numero a cui chiamare e aveva detto che se ne occupava lui personalmente e che massimo alla meta' di Gennaio mi avrebbero fatto il riaccredito.

Ovviamente, nulla.

Ieri la signorina ha farfugliato che la mia pratica l'ha presa in carico un altro ufficio e di lasciarle un numero di telefono che mi richiamano loro. Sicuramente.
Io mi sono preso il solito appunto di richiamarli tra due-tre settimane.

Ho deciso che questa volta, per principio, non desisto. Loro giocano sul fatto che sono solo 10 Euro e io dovrei stufarmi di telefonare a un numero a pagamento per riaverli. Ma ho deciso che questa volta non desistero', e voglio vedere quanto tempo andra' avanti questa cosa.

PS: qualche giorno fa m'ha telefonato la Demoskopea o una roba del genere dicendomi che stavano facendo un'indagine sul livello di soddisfazione degli utenti del servizio 187 di Telecom Italia. Esprimere il concetto "sono degli ignoranti incompetenti maleducati truffatori" rispondendo a domande in una scala da 1 a 10 e' meno facile di quanto sembri, ma penso di essere riuscito a trasmettere almeno una parte di cio' che penso. "Lei acconsente a rendere note a Telecom Italia le sue risposte?" mi ha chiesto la voce alla fine. Ora sono curioso di vedere se mi propongono uno sconto sulla bolletta o mi mandano un sicario sotto casa.

Feb 2, 2009

all'italiana

La scorsa settimana m'e' capitato di trovarmi un paio di volte in aeroporto, ad osservare delle situazioni "all'italiana".
Mercoledi' mattina, il mio volo Air One (cioe' CAI, cioe' Alitalia) da Malpensa a Roma sarebbe dovuto partire alle 6.55. Sveglia alle 5, sono in aeroporto poco dopo le sei, in anticipo clamoroso e gia' "checkinato" (bello questo inglesismo, eh!?). Dalla balconata sopra il Gate 18 mi godo l'attesa, mentre si forma il consueto capannello di passeggeri, in piedi a causa 1) della mancanza di sedie davanti ai gate e 2) dall'incapacita' di rimanersene al piano di sopra come faccio io, dove di sedie e' pieno.
Da lontano, noto che il momento dell'imbarco e' arrivato, ma nulla si muove di sotto. Passano i minuti e si avvicina anche l'ora della prevista partenza, ma niente, l'imbarco non inizia, non viene annunciato ritardo, non viene detto niente.
Evidentemente qualche notizia trapela tra i presenti, perche' la gente in "coda" inizia a muoversi nervosa verso il banco, e un paio di signori sui cinquanta iniziano a urlare lamentele e insulti verso la malcapitata hostess presente al gate.
A questo punto va fatta una precisazione circa il termine "coda": si scrive "in coda" ma va letto come "accalcarsi a ventaglio di fronte allo sportello". A nessuno, ne' tra i passeggeri ne' tra il personale aironecaialitalia e' mai venuto in mente, durante tutta la vicenda di organizzare una vera coda.
Visto che tutti si sono messi "in coda" davanti allo sportello, ne approfitto per scendere e occupare una delle 10 sedie disponibili nello spazio vicino agli imbarchi, visto che ora sono tutte libere, in modo da godermi la scena piu' da vicino e sperare di captare accidentalmente qualche notizia circa cio' che sta succedendo.
I due esagitati continuano a urlare, e convincono finalmente la hostess a chiamare la Polizia. Polizia che peraltro ha fatto perfettamente il proprio dovere, cioe' mantenere l'ordine pubblico: i tre agenti l'hanno data ad intendere ai due scalmanati, distraendoli e permettendo al resto della mandria di darsi una parvenza di autogestione.
Le voci che trapelavano, nel frattempo, -si', perche' nessun annuncio veniva fatto- riportavano che parte dell'equipaggio "non si e' presentato" (perche'? boh.) e che alitaliacaiairone propone ai passeggeri un comodo trasferimento in bus a Linate per prendere un fantomatico volo verso Roma piu' tardi in mattinata. La proposta indecente ha scatenato nuovamente per qualche minuto l'ira dei due indemoniati, ma intanto il tempo passava e nessuno sapeva che pesci pigliare.
Verso le 8, il malcapitato dipendente caialitaliaairone che aveva dato il cambio alla signorina di prima si e' messo a ristampare le carte di imbarco dei primi della "coda", senza ovviamente uno straccio di annuncio e tra gli sguardi interrogativi di quelli nelle retrovie che non volevano o potevano sgomitare a sufficienza per raggiungere il bancone e conoscere il Verbo. Qualche minuto dopo, si e' presentato un sedicente autista di autobus (in realta' non si e' "presentato"... ma la mandria di passeggeri in attesa, ormai dotata di autocoscienza collettiva come spesso meravigliosamente accade in questi casi, l'ha riconosciuto come tale) il quale ha detto qualcosa a chi gli stava vicino, quindi la voce anonima della folla gli ha detto qualcosa del tipo "parla nel microfono, cosi' sentiamo tutti", quindi una mano anonima gli ha passato un microfono per cui tutti hanno potuto indovinare una voce proveniente dalla calca annunciare "chi va a Linate seguite me". Si', "seguite me".
Attimi di indecisione, attimi di ulteriore confusione. Chi aveva gia' la carta d'imbarco per Linate, chi no, chi avanzava dubbi sulla sensatezza dell'imbarcarsi in tangenziale alle 8.30 - peraltro rapidamente zittiti questi ultimi: e' l'ora delle decisioni fatali: chi esita e' perduto!
Il destino dei "boat people" di Linate m'e' ignoto. Nessuno ne ha saputo piu' nulla. Forse sono ancora in coda alla barriera.
I rimanenti si classificano quindi in alcune categorie: 1) gli stranieri, per fortuna pochi, totalmente disorientati e abbandonati; 2) i distratti, che non avevano ancora capito cos'era successo; 3) gli irriducibili, tra cui il sottoscritto, che erano rimasti per scelta volontaria, che si dividevano a loro volta tra alcune fazioni: principalmente i disillusi, in attesa di sentirsi comunicato il proprio destino dall'onnipotente e ineffabile aironealitaliacai, ed io ero tra questi, nella corrente "que sera' sera'", e i duri e puri, quelli che "ho pagato il biglietto da Malpensa e parto da Malpensa!"; 4) i due esagitati, di cui uno ormai quasi totalmente spento tipo l'orsacchiotto con le pile tarocche della pubblicita' della Duracell, e l'altro ormai passato dall'altra parte del bancone e autoinsignitosi della carica di comandante e di consigliere di amministrazione di CAI, vista la confidenza con cui trattava agenti e hostess.
Rivolgendomi timidamente alle facce piu' umane della platea di zombie intorno a me, sono riuscito infine a carpire l'informazione che cercavo: si', e' possibile prendere il prossimo volo da Malpensa, alle 11.25, se state qui vi rifaccio le carte di imbarco, si' ma a chi le dobbiamo dare? le ha li' lui sul bancone in quei mazzetti, e non e' stata fatta una fila? boh, mah, beh, sciura ma lei cosa ne pensa? mah a me sembra una pazzia, voi due cosa fate qui appoggiati al bancone? state aspettando la carta d'imbarco? e allora fuori dai piedi che tocca a me e alla sciura.
Buoni ultimi - no, in realta' dopo di noi e' arrivato un signore anziano che doveva andare a Caracas e quindi mezza giornata in piu' o in meno non gli fa troppa differenza, e poi un tizio con una faccia da tedesco che s'e' perso - dicevo buoni ultimi io e la sciura prendiamo le nostre carte d'imbarco per il volo delle 11.25. Fraternizziamo brevemente col dipendente caiaironealitalia, che si e' "preso insulti tutta la mattina e c'ho moglie e due figli e non c'ho nemmeno un contratto", e ce ne andiamo. Grazie al cielo abito vicino a Malpensa, quindi me ne torno a casa. Il tutto senza UN annuncio, non uno. Non "il volo xyz e' stato cancellato", o "ci scusiamo per il ritardo", o "per motivi tecnici..." e via due balle, no, niente. Il volo fantasma.
Ah, verso le 8.30, quando ce ne andiamo, uno dei due scalmanati - quello "spento" - dice "come faccio ad avere il rimborso?". Era stato fino a quel momento appoggiato al muro, a partecipare. anche se sapeva che non sarebbe partito.
Basterebbe cosi', ma alle undici le porte del bus navetta dal gate all'aereo non si chiudono, quindi bisogna far scendere tutti e aspettare un altro bus. Notare anche qui lo spirito della mandria, quando pochi minuti prima del contrattempo l'autista del bus aveva detto "questo e' troppo pieno, faro' due giri": rottura delle porte, arrivo del nuovo bus, e di nuovo tutti sopra accalcati. non uno dei passeggeri provenienti dal primo "tentativo" che abbia pensato di aspettare il secondo autobus, per stare un po' piu' comodo.

L'altro piccolo episodio di comportamento "all'italiana" l'ho osservato al ritorno, venerdi' pomeriggio a Fiumicino, appollaiato su una delle postazioni per pc dello spazio TIM, tormentato dai Subsonica sparati a tutto volume dal soffitto. Davanti a me, il deposito dei carrelli per bagagli, quei cosi che ci sono a Fiumicino che sembrano un po' seggioloni per bambini, con quattro rotelle e uno spazio per una valigetta. Gli addetti vanno avanti e indietro con la loro macchinina, portando colonne di carrellini. I carrellini hanno all'interno bottigliette mezze vuote, pagine di giornali, qualche cartaccia. Le bottigliette e tutto il resto cadono in terra, ma nessuno si preoccupa di raccoglierle e gettarle nel cestino li' a fianco. Gli addetti ai carrelli le spostano coi piedi quando sono d'intralcio, i passeggeri fingono di non vederle.
C'e' un carrello che una una ruota difettosa. A un certo punto, diventa il primo della colonna e una signora lo prende. Dopo pochi metri si accorge che non sta in piedi, toglie le valige e ne prende un altro. Arriva un altro signore, prende il carrello zoppo, fa pochi metri e lo cambia. Arrivano un paio di ragazze, prendono il carrello sciancato, fanno qualche metro in piu' ma poi desistono anche loro. Arrivano due uomini d'affari, uno prende il carrello di notre dame, fa finta di niente per qualche metro, poi lo molla scocciato. Non uno che si sia premurato di spostare il "three-legged" (o "one-legged"?) carrello da una parte, in modo che non capitasse in sorte al prossimo passeggero. Solo dopo una decina di tentativi, una signora ha spinto il carrello - casualmente? - verso un angolo, per cui finalmente il circolo vizioso e' stato spezzato. Non saprei dire se fosse possibile salvarlo, o se qualcuno, a fine giornata, abbia pietosamente soppresso il carrello come si fa coi cavalli azzoppati. O forse no, a fine giornata qualche addetto ai carrelli ha fatto finta di non dare peso al suo handicap, o forse ha semplicemente deciso di fregarsene, e ha mischiato il carrello-che-non-sta-in-piedi con gli altri piu' o meno normodotati, regalandogli un nuovo carosello per la giornata successiva e chissa' per quante altre, finche' probabilmente, un viaggiatore piu' nervoso degli altri non lo prendera' a calci o lo buttera' rumorosamente contro il muro.

un terribile sospetto

Il sospetto che questa notizia sia in realta' questa.
ANSA: "Internet: Google in tilt 40 minuti - Bloccato anche il sito di riferimento per la sicurezza on line"
Security Focus: "Google mistakenly calls entire Net malicious - The StopBadware project, which maintains criteria that Google's uses to create its own filters, clarified a misperception in many media reports that the list used by Google comes directly from StopBadware."

Feb 1, 2009

obbrobri ;-)

Oggi su un sito ne ho trovato un altro classicissimo: uno ha scritto "XVII° Secolo".
Una di quelle cose che ci hanno insegnato alle elementari. E se uno non ci crede puo' anche consultare Wikipedia: "I numeri ordinali vengono normalmente scritti con il suffisso ° oppure mediante numerazione romana (ad esempio IV per 4°)."

Ma porca miseria.