31 gen 2010

Raccolta di link

Alcune riflessioni interessanti sui temi di cui bisognerebbe discutere piu' spesso, per cercare di far diventare l'Italia un paese moderno.

Da L'Antefatto: "Se una patente manda fuori strada il sistema". "Codice e leggi penali italiani sono infarciti di reati inutili. Qualcuno può spiegare perché chi guida senza patente o in stato d’ebbrezza (che non significa che un ubriaco ha investito qualcuno; significa che guidava dopo aver bevuto un bicchiere di troppo) deve essere punito con una pena criminale? Cosa cambierebbe se la stessa pena (sempre di soldi si tratta) venisse inflitta dalla Polizia Stradale che lo ha beccato? Sequestro immediato della macchina, il malcapitato resta a piedi, paga 1000 euro di multa e chiasso finito."

Da MilleOrienti: "Perché in Italia il mondo non esiste?". "Il provincialismo dei nostri mass media è in perfetta consonanza con i programmi della ministra Gelmini, che sta ulteriormente riducendo le (già insufficienti!) ore di geografia a scuola. Idea geniale, in un mondo sempre più globalizzato".

Da LaStampa.it: "Se lo Stato laico invade le identità". "Ci aveva provato Mao Tse-tung, ordinando ai cinesi d’indossare tutti la medesima divisa. La nostra idea di laicità è l’opposto, muove dal diritto di vestirci un po’ come ci pare. Un Carnevale che dura tutto l'anno."

Dal RinghioDiIdefix: intervista a Giorgio Bocca ripresa da LaStampa. Da leggere tutta. Tra l'altro: "Il popolo sovrano è pronto a tutti i delitti. La storia d’Italia l’hanno fatta le minoranze. I Mille di Garibaldi e della Resistenza, minoranze estreme che muovono un popolo egoista, grigio."

30 gen 2010

La lega dell'amore

Tralasciando per un attimo il fatto che in Italia ormai sempre piu' spesso la realta' supera la fantasia, e che la Lega dell'Amore alla fine e' nata davvero, leggo oggi che l'antefatto sottolinea una cosa che avevo notato anch'io tempo fa (nel mio caso era il fatto di chiamarsi "Partito della Liberta'"): "Autoproclamarsi "Partito dell’Amore" è già una dichiarazione di odio. Se io infatti sono dalla parte dell’Amore tutti quelli che mi sono contrari cosa possono essere se non dei seguaci del partito dell’odio?"

Critiche e ipocrisia

I've changed my mind about Italy. My love affair with Italy is over.
Il boss di Microsft torna ad attaccare il premier sugli stanziamenti per i paesi poveri. "E' l'unico Paese che ha ridotto gli aiuti".

Ho letto molti commenti a queste due notizie. E la stragrande maggioranza, come sempre accade quando uno straniero "osa" rivolgere delle critiche al nostro Paese, ripetevano il ritornello "ma che guardino a casa loro", "ma che ipocriti", eccetera.

Io mi chiedo come mai, ogni volta che uno straniero fa una critica all'Italia, c'e' sempre qualcuno che si sente in dovere di dargli dell'ipocrita e altre banalita' del genere.

Che ad esempio il governo Berlusconi abbia dimezzato gli stanziamenti per aiuti umanitari e disatteso tutte le promesse fatte circa il debito dei paesi del terzo mondo, o che sempre piu' italiani siano ignoranti e razzisti sono dei dati di fatto. Invece di prendercela con Bill Gates o Martin Kettle, parliamo di quelli, no?

24 gen 2010

Primavera alle porte

Il mio ciliegio attende impaziente la primavera.

Intanto io, seguendo i consigli di Frate Indovino, ho rivoltato la terra dell'orto. A Febbraio, semina protetta di insalata e spinaci.

Come fanno i colori dell'Aquafresh a rimanere separati?

Dubito che ci sia effettivamente gente che non compra l'Aquafresh per non pensare a questo inquietante quesito, come dice la BBC.
La BBC, appunto, sostiene che dentro il tubetto ci sono delle alette che tengono separati i colori fino all'imboccatura, cosi':

Magari qualche dentifricio funziona cosi', ma non l'Aquafresh. Stamattina l'ho aperto e, sorpresa, dentro non c'e' niente:


Niente. A parte un sacco di dentifricio che andrebbe sprecato.


Evidentemente i colori rimangono separati a causa delle diverse densita'. Il prossimo esperimento sara' quindi quello di aprire un tubetto pieno!

23 gen 2010

SPAM: final frontier

Quando lo SPAM ti fa sentire importante: altro che fredde email che pubblicizzano Viagra e Cialis o gli avvisi di sicurezza di CartaSi', Poste e Banca dell'Etruria.
Due settimane fa qualcuno s'e' preso la briga di mandarmi dello SPAM cartaceo da San Francisco. Una roba cosi' vale piu' dello status di frequent traveller gold, piu' del priority guest agli Hilton!


Mi e' arrivata questa busta, con dentro una pagina di giornale strappata con un articolo pubblicitario, e un post-it scritto a mano appositamente per me che mi raccomandava di iscrivermi alla rivista pubblicizzata.
Sono stato un bel po' a chiedermi chi di mia conoscenza avesse potuto inviarmi una cosa del genere e, infine, la risposta e' stata: nessuno. E' uno SPAM. Personalizzato per me. Che ha viaggiato dalla costa est degli USA fino a casa mia.



Grazie, sono onorato.

22 gen 2010

Zappa sui piedi

Un collega giorni fa faceva un'interessante riflessione circa la crescente sperimentazione e progressiva adozione dell'LTE da parte degli operatori mobili Europei: "It will be interesting to see if the IMS Voice ever happens. Many people will be satisfied with Skype once they can get hold of a ‘data only’ LTE handset…."
Che tradotto vorrebbe dire: l'LTE e' l'evoluzione delle reti cellulari 3G attuali, e puo' fornire velocita' di download fino a 100Mbps (cioe' cinque volte tanto quanto teoricamente disponibile oggi tramite ADSL); come sui GSM, UMTS ecc. attuali e' possibile "trasportare" sia voce che dati, cosi' sara' anche per l'LTE, peccato che 1) la standardizzazione della "voce" su LTE (chiamata IMS VoIP) sia ancora al centro di dubbi e discussioni e 2) non ci siano ancora all'orizzonte telefonini LTE. Ma allora, si chiede legittimamente il mio collega, che bisogno ho di usare i servizi voce del mio operatore LTE se posso comodamente usare Skype sulla lussuosa connessione dati fornita dallo stesso protocollo?

Una riflessione di questo tipo porta ad alcune conseguenze interessanti, e mi permetto anche di fare qualche previsione a riguardo.

Facciamo che nel corso del 2010 gli operatori testeranno a fondo i servizi voce su LTE, implementeranno le reti, e i primi cellulari LTE arriveranno sul mercato. La situazione tariffaria attuale in Italia prevede connessioni dati fondamentalmente flat, cioe' cose del tipo "Internet senza limiti per 10 euro al mese". Anche a fronte di un aumento consistente di tale prezzo, rimane economicamente piu' conveniente per gli utenti parlarsi (gratuitamente) attraverso Skype sulla connessione dati piuttosto che pagare "al secondo" sulla connessione voce.
E' ovvio che le conseguenze per i conti economici degli operatori potrebbero essere disastrose: gli introiti del traffico "voce" spariscono, gli ancor piu' lucrativi SMS vengono sostituiti dalle chat, e tanti saluti.

Mi sembra che, a queste condizioni, per un operatore telefonico sviluppare l'LTE equivalga a darsi una pesante zappata sui piedi.

Che succedera', allora?
A) E' possibile che qualche incauto operatore lanci in pompa magna le connessioni LTE, si accorga troppo tardi di aver fatto male i conti, e vada in bancarotta.
B) E' possibile che gli operatori di un certo paese si accordino per NON introdurre l'LTE. (e l'Italia la vedo bene proprio qui)
C) Gli operatori che introdurranno l'LTE dovranno modificare pesantemente il proprio modello di business puntando a rendere redditizi i servizi dati, eliminando quindi gli abbonamenti flat e reintroducendo la tariffazione "a MB" e un sistema piu' variegato e flessibile di "profili" tariffari basati su contenuti, qualita', prestazioni.
Far pagare a consumo e' piu' gravoso per l'operatore in termini di raccolta dati per la fatturazione (billing) e presuppone che il consumatore percepisca il valore dei contenuti scaricati come almeno pari al costo sostenuto. Tutto cio' comporta una serie di implicazioni, tra cui ad esempio il controllo e la discriminazione dei "contenuti", intesi come sia come applicazioni fruite che come content provider utilizzati.

Tariffazione a consumo e service control: fumo negli occhi per la rumorosa frangia di paladini di un certo concetto di "net neutrality" che continuano a sognare un'Internet a basso costo e con bandwidth a profusione per tutti. L'introduzione dell'LTE servira' anche a loro a tornare coi piedi per terra.

Tristezza per favore vai viaaaa

Mi sono appena registrato al convegno Sicurezza ICT del 16 Febbraio. Verranno presentati i "primi dati" dell'Osservatorio Attacchi Informatici 2009. Nella pagina e' presente il link che invita a compilare il relativo questionario: uno clicca e cosa trova?

"Modalità per la compilazione del questionario (per attacchi subiti nel biennio 2007/2008)"

Non saremo un po' in ritardo?

21 gen 2010

Infrastrutture

Leggo su GiornAL che "La Banca Europea ha concesso investimenti per 500 milioni di euro al Gruppo Gavio per il completamento del tratto autostradale Torino-Milano. Quattro contratti concessi dalla BEI in favore di Sias SpA, la holding del gruppo Autostradale Gavio. Il tratto da finire è quello tra Greggio e Milano, che dovrebbe essere concluso in quattro anni."

Premesso che 1) l'A4 in questo tratto e' un cantiere da tempo immemorabile e 2) altri quattro anni per mettere a posto poco piu' di 50 Km di autostrada mi sembrano una presa per il culo, io segno. Tra quattro anni vediamo.

The risks of cloud computing

Va beh, si fa per dire, tanto per mettere un titolo a effetto.
Poteva anche essere "the human worm", ero indeciso.

Ieri e' successa una cosa irritante. Alle 17.34 m'e' arrivata un'email dal titolo "Konflitkmeddelande" con mittente "S1PF3-SG1-PF1". L'email era indirizzata a diversi destinatari poco decifrabili.
Dopo 9 minuti, e' arrivato un altro messaggio, intitolato "RE: Conflict Message:" da parte di un certo Noah Miller che, rispondendo a tutti quanti, scriveva semplicemente: "?".
Sono dovuti passare altri 9 minuti prima che arrivasse un nuovo "reply-all": questa volta era Corrine McKnight che scriveva "I have no idea what this is." includendo indirizzo e numero di telefono. Da li' in poi, il diluvio: 94 messaggi nei 37 minuti successivi, fino a quando cioe' qualcuno di USA.net, il provider email che evidentemente tutti quanti condividevano, non ha deciso di bloccare la valanga. Gente che scriveva robe tipo "ma di che si tratta?" o "??" o "???", e altri che rispondevano a tutti implorando di smetterla di rispondere a tutti.

Due riflessioni:
1: Certa gente e' proprio idiota. Parafraso: c'e' gente che non ha i mezzi intellettuali necessari ad utilizzare correttamente uno strumento tecnologico come l'email. Che senso ha fare "reply-all" a un'email che e' *evidentemente* un errore o, peggio, un worm? E che senso ha continuare a fare reply-all dopo le prime decine di email che chiedono "ma che succede?" e rispondono "boh!"? Mi verrebbe voglia di pubblicare tutti gli indirizzi email e numeri di telefono che ho ricevuto via email da questi fenomeni.
2: Grazie tante all'outsourcing. Non solo tantissime aziende sono rimaste coinvolte in un "worm umano" generato dalla piattaforma condivisa che gestisce le email di tutti quanti, ma persino il mio indirizzo gmail, che se ne stava come un "hidden contact in our address book" aziendale (!!!) ha ricevuto tutto il flood. Alla faccia della separazione dei domini. Non e' accettabile che un server mail condiviso generi un'email verso tutti i domini gestiti! E se invece dello strambo "Konflitkmeddelande" si fosse trattato di un'email di phishing? o di un worm? E come faccio ora a essere sicuro che tutti i domini gestiti dal provider siano effettivamente ed efficacemente separati e protetti, e non ci siano invece worm che saltellano da un dominio all'altro sfogliando le nostre email?

Disk encryption software

Per necessita' di lavoro, mi sono informato un po' sulle soluzioni per la cifratura dei dati su PC. Ho scritto un piccolo riassunto, molto pragramatico, e lo copio-incollo qui.

Hi all,
in my spare time in the last months I've done a bit of research about encryption software. Reason behind it, is that we store a lot of confidential data on our PCs and we want to protect it even if a PC is stolen or lost.

The two main solutions to the problem are: 1) to encrypt selected files or folders; 2) to encrypt the full hard disk.

Method 1 is accomplished by stuff like Window's EFS (encrypted file system) and anything similar provided by the Mac, that lets you encrypt your files by applying a certain attribute to them. Method 2 is accomplished by a lot of softwares (such as PGPDisk) and by Microsoft's BitLocker technology.

Note that both methods aim to protect your data when the PC is switched off: if somebody takes your PC away from you while you're working at a starbucks and runs away, there's nothing you can do.

Full-hard disk encryption solutions transparently decrypt data on the fly after the user had entered a password or passphrase at boot time. This is very helpful because the data protection is totally transparent to the user and does not create any hassle during normal operations, except the need to create some kind of "recovery key" and store it in a safe place. Some of these solutions are vulnerable to a potential attack where somebody accesses to your PC, inserts code in the boot record to capture your passphrase, waits for you to type it next time you boot, and then steals the pc at the first occasion. Protection against this evil attack is provided by pre-boot authentication and/or integration with a TPM (Trusted Platform Module) CPU, such as Windows 7 provides.
PROs: it's transparent to OS authentication/authorization, so sharing data is easier.
CONs: you might feel a bit uncomfortable by having *all* your data protected by a single passphrase; data is not encrypted when it leaves the hard disk (email, usb key, etc.), although solutions exist for this case as well; if it's not BitLocker, it means you'll have to install one more third-party software; it works better with TPM.

EFS-like selective encryption are implemented by the OS, so basically the level of security you get is the same of your OS password. Files or folders can be selectively encrypted. Of course, the encryption key/certificate has to be backed up here as well. Window's EFS introduces a major hassle that is the fact that to share your encrypted files with other users, they have to use EFS too and you need to "add" them to the EFS permissions of your file, just like an additional authorization layer. Encryption is lost when copying a file to a non-NTFS drive. I think Windows<-->Mac interactions would be complicated.
PROs: it's available with Windows on any recent version, no particular requirement needed. Afaik, Mac has a similar thing.
CONs: makes sharing data somewhat more complicated; it's a bit less secure, since it's easier to install keyloggers on a running OS.

All in all, I'd say that for data that does not need to be shared, EFS-like encryption is quite OK.

On a longer term, I'd move company-wide to a BitLocker+TPM solution or a third-party solution such as PGPDisk (it supports Mac and pre-boot auth, and you're welcome to install it anyways immediately if you like - a McAfee solution exists as well).

When it comes to disaster recovery (that is, you've lost your encr key), I'd say that both approaches have their pros and cons and introduce a bit of additional hassle for you to keep your data both backed up and secure (what if somebody steals your unencrypted backup? etc.).

I couldn't find any info about the performance impact of these solutions (not that I searched too much...), but the fact that nobody is loudly complaining is probably good news in itself.

Couple of links:
http://en.wikipedia.org/wiki/Comparison_of_disk_encryption_software
http://windows.microsoft.com/en-us/windows7/Whats-the-difference-between-BitLocker-Drive-Encryption-and-Encrypting-File-System

19 gen 2010

Buon senso.

Premessa.
Prima che il tutto degenerasse nel trionfo dell'approssimatezza e dell'improvvisazione, noi Italiani avevamo un vantaggio incolmabile su tutti gli altri popoli occidentali: saper usare le regole con buonsenso.
Svolgimento.
La scorsa notte sono tornato a casa da Riyadh. L'aereo (Lufthansa) sarebbe dovuto partire alle 2.50. Per una serie di problemi e sfighe varie e' invece partito alle 6. Ma questa e' un'altra storia.
Quando si entra nell'area voli internazionali dell'aeroporto di Riyadh, c'e' un'area ampia una decina di metri che, col passaggio attraverso un metal detector, porta ai banchi check-in. Fatto il check-in, si ritorna nell'androne d'ingresso attraverso lo stesso metal detector (nel senso che e' l'unico varco disponibile, non perche' si debba rifare il controllo). Poi si passa il controllo passaporti e dieci metri dopo c'e' un altro metal detector. La differenza col primo e' che qui la guardia non sta dormendo, non legge il giornale, non fa il solitario, ma si occupa vagamente dei passeggeri in transito.
Una volta iniziata la procedura d'imbarco, viene effettata -nel finger di collegamento con l'aereo- una terza ispezione, questa volta aprendo tutti i bagagli e perquisendo tutti i passeggeri. Questa ispezione e' ovviamente la piu' particolareggiata di tutte.
A questo punto uno si chiede, ovviamente, "PERCHE'?" Perche' tre ispezioni, di cui due inutili?
"Per sicurezza". Beh, ma allora, "per sicurezza", facciamone quattro. o cinque. o un passaggio obbligatorio nel metal detector ogni 20 minuti.
Intermezzo.
Come detto, l'aereo era in ritardo di quasi tre ore. Nessuna comunicazione sui motivi del ritardo. Nessuna comunicazione in generale, per essere precisi. Alle tre, quattro di notte. Poi, inizia l'imbarco, entri nel tunnel e, senza che fosse stato preannunciato da nessuna parte, ti perquisiscono. E' chiaro che un po' di inquietudine ti prende. Dopo scopri che il ritardo era dovuto a un cesso che non funzionava e che la perquisa e' di routine dopo il fallito attentato negli USA a Natale. Pero' li' per li' uno pensa che era proprio meglio se lo cancellavano, sto volo.
Finale.
Dalla perquisa emerge in effetti qualcosa: al mio collega viene vietato di portare a bordo un pericolosissimo puntatore laser che, oltre ad accompagnare pregnanti slide Powerpoint, evidentemente comporta qualche grave rischio per la sicurezza in volo che ora come ora non riesco nemmeno ad immaginare. Dopo lunga contrattazione, il pericolo viene sventato grazie al coraggioso intervento di una hostess, che si offre di vigilare personalmente sulla pericolosa arma per la durata del volo e di restituirla quindi al proprietario all'arrivo.
E qui volevo arrivare. Se tu, operatore di sicurezza aeroportuale, durante una perquisizione trovi un puntatore laser (un pistolino di cinque centimetri) nella borsa di un assonnato passeggero che per quattro ore se n'e' stato appollaiato in attesa del suo volo senza farsi saltare in aria, e che a un veloce profiling psicologico (tradotto: dopo avergli dato un'occhiata) non rappresenta alcun pericolo per l'incolumita' di passeggeri e staff, cosa devi fare? DEVI USARE IL BUON SENSO, dio santo! Pacca sulla spalla, battuta su powerpoint, sorrisone, e riconsegni il pistolino al legittimo proprietario.
E invece no. Il buon senso e' bandito. Tu sei un numero, un paragrafo di una procedura. Non un essere umano.
Ma d'altronde, nella competizione dell'idiozia, c'e' chi ha fissato il traguardo a vette inarrivabili: lo testimonia il caso del bambino di 8 (otto) anni che viene interrogato e perquisito praticamente ogni volta che sale su un aereo.
L'androne dell'aeroporto di Riyadh:La lounge:
I gate:

15 gen 2010

Come salvare l'industria discografica

Ovvero: cosa dovrebbero fare i discografici se fossero intelligenti.

Premesso che secondo me la pirateria digitale:
1) non causa alcun danno all'industria discografica e cinematografica, e se danno esiste 2) tale danno e' del tutto trascurabile e, in ogni caso, 3) la pirateria causa meno danni di quanti ne causa il prezzo osceno a cui vengono venduti cd e dvd,

per risolvere tale presunta crisi, l'industria discografica dovrebbe fare una semplice cosa:
smettere di vendere CD.

Voglio dire: smetterla di vendere solo CD. Pagare 20 Euro e piu' per un oggettino facile da duplicare, spesso scomodo da maneggiare e poco soddisfacente in termini di "package", ha veramente poco senso. E' vero che in quei 20 Euro c'e' il compenso per il "genio" dell'artista, ma -diciamoci la verita'- quello che stiamo comprando e' un oggetto, e l'oggetto dev'essere soddisfacente, ed e' spesso la ragione principale dietro l'acquisto. E il successo dei gadget, dei telefonini, dei piccoli inutili palmari che tutti abbiamo in tasca, lo conferma. Se l'oggetto CD non fornisce il sufficiente "valore aggiunto" rispetto al contenuto, allora perche' pagare 20 Euro se posso scaricare gli mp3 gratis?
E quindi la risposta piu' semplice, secondo me, e' quella di tornare a vendere il vinile - e i "vecchi" LP stanno giusto giusto riapparendo sugli scaffali dei centri commerciali. L'LP in vinile offre opportunita' infinitamente maggiori del CD per quanto riguarda il packaging: nella busta dell'LP ci posso mettere un poster, ci posso mettere gli origami, ci posso mettere una banana che si sbuccia, ci posso mettere un libretto dei testi grande come un'enciclopedia, con fotografie degne di questo nome, contenuti extra, eccetera eccetera. Allora si' che spendere 20 Euro per questo oggetto ha senso.
Poi, ci metti dentro un foglietto con un codicino per scaricarti gli mp3 dal sito o, ancora meglio, un CD, nella sua bustina di carta bianca. Perche' il CD e' indubbiamente piu' comodo del vinile. Solo che e' piu' brutto. Se ne fruisce in modo diverso: se lo ficco nell'autoradio, non sono certo li' a leggere il libretto dei testi; se me lo sto ascoltando in santa pace sulla mia poltrona preferita davanti allo stereo, allora tanto meglio avere un bel librettone formato 33 giri da sfogliare, invece dello striminzito libricino - e alzi la mano chi non ha mai bestemmiato cercando di tirarlo fuori dalle alette della confezione di plastica.

E se a qualcuno non va giu' questo mio "ridurre" a oggetto il CD, aggiungo che si', il "genio" dell'artista va ricompensato. Si', anche la musica va pagata, mica solo la plastica della confezione.
Ma nello stesso tempo, la musica viene svilita dall'essere costretta su quel supporto cosi' povero e cosi' facile da duplicare. Sono pronto a pagare il sudore di chi esegue una canzone dal vivo, ma pagare -caro, troppo caro- solo per riascoltare dal mio stereo un brano inciso una volta e duplicato in milioni di copie no, non mi pare giusto. Sono pronto ad abbracciare un sistema di micro-pagamenti che mi addebiti una cifra equa (5 centesimi?) per ogni ascolto di una canzone, dove voglio, quando voglio. La tecnologia e' disponibile: su, forza, dinosauri dell'industria discografica e delle telecomunicazioni, inventatevi qualcosa di smart, invece di continuare a perdere tempo a inventare nuovi sistemi di protezione anti-copia.
Apro Internet col telefonino, digito il nome della canzone, la ricevo "over the air" e bing! 5 centesimi addebitati sulla bolletta. Facile, no? E quante sono le possibilita'! quanti pagherebbero una piccola cifra per avere una radio senza pubblicita' e senza quei dj idioti che starnazzano cretinerie? Siete riusciti a guadagnare miliardi su un servizio becero come gli SMS, datevi una svegliata e fate lo stesso con la musica e i film. Ma vi devo spiegare sempre tutto io?
Oppure forse vuol solo dire che tutta questa minaccia rappresentata dalla pirateria e' una bufala?


Intanto, per la serie "controcorrente" un interessante articolo sull'IHT di ieri: "The Madness of Crowds and an Internet Delusion". "Mr. Lanier [...] argues that the mantras of “open culture” and “information wants to be free” have produced a destructive new social contract. [...] Reciprocity takes the form of self-promotion. Culture is to become precisely nothing but advertising".

11 gen 2010

What muslims think

Ho scoperto oggi questo interessante documentario: "Inside Islam: What a Billion Muslims Really Think", basato su una ricerca della Gallup che ha intervistato migliaia di musulmani sparsi per il mondo. Nella pagina linkata qui sopra si puo' vedere il trailer ufficiale.
Su Amazon si puo'
comprare il libro (ma purtroppo non i dati grezzi della ricerca) e su Youtube si possono trovare alcuni filmati.



Nel frattempo, incidentalmente, ho anche trovato un interessante articolo sul "Il patto di Santa Caterina fra Maometto e i cristiani".

non-repudiation

Ci hanno rotto le scatole per anni con la non-repudiation, e la firma digitale, e il timestamp e la certificate authority, e poi: "Twitter As Evidence In Murder Case". OK, OK... il titolo e' un po' sensazionalista. Pero' la domanda rimane: "My curiousity would be in whether or not the Twitter updates would hold any legal ground in court."

5 gen 2010

sempre uguali

Era da un po' che nelle varie newsletter di annunci che periodicamente continuano ad arrivarmi non trovavo qualche gustoso annuncio "IT". Non perche' non ce ne fossero di "gustosi", ma proprio perche' non ce n'e', in generale! Si vede proprio che l'economia e' ferma.

Comunque, a rinfrancar lo spirito tra un enigma e l'altro -e a confermarmi che la cretineria non si estingue mai- e' arrivato questo: "1 IT SPECIALIST / SISTEMISTA".

Tanto per cominciare, come dice Portelli, l'inglese "è la nuova forma della semantica dell'eufemismo", e chissa' perche' si deve specificare che l'annuncio e' per un "IT specialist" barra "Sistemista", cioe' tipo se sistemista vi sembra da sfigati, pensatevi come IT specialist. O viceversa. Visto che l'annuncio e' solo in italiano, non si sentiva proprio il bisogno di questo bilinguismo nell'oggetto.
L'annuncio, nella sua brevita', contiene tutti i consueti e stranoti luoghi comuni del "perfetto annuncio IT":

- la prosa magniloquente del markettaro "che dice un po' di tutto e un po' di niente": "Il perché del suo successo è spiegato oltre che dalla qualità dei suoi prodotti, dall’attenzione che l’azienda ha verso i suoi clienti, la continua ricerca di sostanze di nuova generazione che fanno dei prodotti qualcosa di assolutamente unico."

- i requisiti, contrastanti e a 360 gradi, che ruotano intorno ai sacri cardini dell'annuncio IT:
"Con significativa esperienza nel ruolo
ovviamente, l'esperienza e' "significativa"
che si occuperà della gestione del sistema informatico, dell’infrastruttura tecnologica aziendale e sarà da supporto tecnico agli utenti.
i compiti sono incongruenti, gestione e supporto tecnico contemporaneamente, il solito Jean Todt che cambia anche l'olio alla macchina
E' richiesta la conoscenza dei sistemi operativi Microsoft Windows e una capacità di analisi e risoluzione di problemi tecnici tipici di server e workstation.
in realta', cioe', basta appartenere a uno stadio evolutivo superiore ai celenterati
E’ necessaria inoltre la conoscenza del sistema gestionale SAP e la capacità di operare nell’estrapolazione dei dati.
c'e' sempre una richiesta precisa, del tutto avulsa dai requisiti generali prima espressi, che scopre il gioco e fa capire cosa stanno veramente cercando (in questo caso, un poveretto che faccia le query)
Si occuperà anche della gestione dei rapporti con il provider e le società di outsourcing.

cosi', tanto per gradire."

- e poi c'e' sempre -sempre- la chicca finale: "Si offre contratto a tempo indeterminato e retribuzione commisurata all’esperienza ma di sicuro interesse."
MA di sicuro interesse.

Probabilmente, chi ha scritto l'annuncio intendeva qualcosa tipo "anche se non hai la significativa esperienza richiesta, o magari non sei un fenomeno nell'estrapolazione dei dati, magari ci innamoriamo lo stesso di te e ti proponiamo una retribuzione che -nonostante tu sia fondamentalmente una capra- sara' di tuo sicuro interesse. Tanto lo sappiamo che la gente non li legge nemmeno piu' i requisiti negli annunci di lavoro, e siccome veniamo comunque sommersi di CV da gente che non c'entra un tubo, non ci sbattiamo nemmeno piu' di tanto a scrivere cose sensate.". Non so.
Io invece traduco sempre in "ti stiamo offrendo un lavoro del cazzo, dove sarai responsabile di tutto, quello che deve implorare Telecom Italia per far funzionare Internet, quello che deve correre dietro ai consulenti per farli lavorare, quello che deve rispondere agli utenti a cui non funziona il pc, quello che installa le stampanti, quello che fa le query su SAP al posto dietro ordine di un decerebrato che siede dietro una scrivania nell'ufficio marketing, quello insomma che si prende tutte le fregature e nessuna soddisfazione e finira' per capire che l'unica via per la sopravvivenza nel duro mondo dell'IT e' quella di trasformarsi in un temibile cerbero, stronzo coi colleghi, tirannico con gli utenti e leccaculo coi superiori, e nonostante tutto cio' ti stiamo proponendo una retribuzione di sicuro interesse, quindi devi solo ringraziarci."

4 gen 2010

Burj Khalifa




Ed ecco la sorpresa dell'ultim'ora: il Burj Dubai viene inaugurato e dedicato a Sheikh Khalifa di Abu Dhabi, il "cugino ricco" di Sheikh Mohammed Al Maktoum di Dubai. Ora le voci di corridoio diranno che, come dopo essersi preso il Gran Premio di Formula 1 e un'importante gara ippica, lo sceicco di Abu Dhabi (Presidente degli Emirati Arabi Uniti e, grazie al suo petrolio, principale finanziatore dello Stato) ha inflitto un'altra umiliazione a Dubai dopo avere concesso un prestito "di salvataggio" a Dubai World che rischiava l'insolvenza.

Il grattacielo piu' alto del mondo e' stato inaugurato oggi, nel quarto anniversario dell'ascesa al potere di Dubai dello sceicco Mohammed Bin Rashid Al Maktoum, diventato il simbolo del "fenomeno Dubai". Oggi e' stata aperta anche la relativa fermata del metro.





Il video qui sopra invece l'ho girato a Capodanno, proprio sotto quello che allora si chiamava ancora Burj Dubai (la Torre di Dubai). L'area attorno al Burj e' stata battezzata "Downtown Dubai" e comprende, tra l'altro, un'enorme area residenziale chiamata "Old Town" perche' costruita in stile finto-tradizionale arabo, l'enorme centro commerciale Dubai Mall, il mastodontico albergo The Address e il centro commerciale Souk Al Bahar.

Tornato da una settimana di lavoro a Dubai, alcune note.

Ho letto su alcuni siti di gente che definiva Dubai una "citta' fantasma" e assurdita' del genere. E' vero, gli affari sono calati e c'e' pure chi ci ha rimesso un sacco di soldi (solitamente a causa di speculazioni azzardate), ci sono moltissimi appartamenti sfitti (interi palazzi), Palm Deira e Palm Jebel Ali ci sono solo sulla carta e The World e' solo un insieme di isolette sabbiose artificiali completamente deserte. Pero' la vita a Dubai continua senza tragedie, la gente lavora, compra, si diverte. La storia del parcheggio dell'aeroporto pieno di auto abbandonate da quelli che hanno lasciato l'emirato per sfuggire ai debiti e' vecchia di piu' di un anno ormai e piu' la si sente ripetere come se fosse l'ultim'ora piu' suona ridicola.

Il 31 Dicembre non si trovava un posto libero a una festa di Capodanno nemmeno a pagarlo oro. Al Souk Madinat e sulle spiagge di Jumeirah c'erano migliaia di persone a guardare i fuochi artificiali sparati di fronte al Burj Al Arab. L'ingorgo di auto che ha bloccato Jumeirah Road dopo la mezzanotte non mi trasmetteva granche' senso di "crisi".


Il nostro "cenone" l'abbiamo trascorso invece al ristorante Almaz al Mall Of The Emirates, un ristorante che offre specialita' arabe e nord-africane molto buone. 300 Dirham (60 Euro) in due: "good value for money" come dicono gli anglosassoni, considerando che i "festive dinner" con brindisi di mezzanotte tutti esauriti in giro per la citta' partivano dai 600 Dirham a persona come minimo.


Durante i due giorni liberi in questo viaggio, abbiamo visitato la cittadina di Hatta, a circa un'ora d'auto da Dubai. Hatta ospita un tipico villaggio arabo restaurato che funge da piccolo museo a cielo aperto, ma soprattutto la gita offre l'occasione per vedere un po' dell'interno del Paese. Abbiamo evitato la gita organizzata che partiva alle 8 di mattina e optato per un autista personale. Da un lato i tour organizzati sicuramente offrono qualche tipo di guida turistica ad assistere i clienti, ma dall'altro hanno tutte le scomodita' e rigidita' tipiche del viaggio intruppato. Senza nemmeno contrattare abbiamo avuto l'autista a disposizione all'orario desiderato per 550 Dirham (circa 100 Euro), mentre una gita propostaci sarebbe costata 350 Dirham a persona. Ecco un paio di numeri: Ismail +971505212117, Rafic +971508972267.



Boldi o DeSica l'hanno gia' fatto "Natale a Dubai"? e "Capodanno a Dubai"? Spero di no.
Di questa stagione, le temperature a Dubai si aggirano intorno ai 25 gradi durante il giorno e intorno ai 15 la notte. Il primo Gennaio ha portato anche un forte temporale con pioggia e grandine. Non essendoci tombini, incroci e parcheggi si sono immediatamente allagati con le conseguenze immaginabili.

Per lavoro mi sono dovuto recare ad Abu Dhabi. Il nuovo tratto di autostrada costruito recentemente per raggiungere il circuito di F1 di Yas Island porta in citta' attraverso l'arcipelago circonda Abu Dhabi. La capitale degli Emirati ha un potenziale turistico ancora maggiore di Dubai e le isole, con la loro vegetazione e il mare cristallino, appaiono fantastiche. Anche Abu Dhabi si presenta ancora relativamente "a misura d'uomo", rispetto al gigantismo di Dubai. I primi investimenti alberghieri in grande stile ad Abu Dhabi stanno partendo ora, e fortunatamente per Dubai a quanto pare nella capitale non c'e' ancora molto interesse a sviluppare il settore come potrebbe.

Abbiamo visitato anche due "quartieri" di Dubai profondamente diversi: Satwa rappresenta il volto "vecchio" e "umano" di Dubai, con i grattacieli solo all'orizzonte e le sue strade trafficate e piene di negozi e gente che cammina per andare a prendere l'autobus, andare in moschea, recarsi dal sarto, comprare pentole, tappeti, cellulari, animali domestici, tra un barbiere, un'officina, un ristorante, un panettiere, e un'infinita' di altri negozi.

Festival City invece e' un'area costruita recentemente sulle sponde della parte piu' interna del Creek e ospita, oltre all'immancabile, enorme, shopping mall, una grande area residenziale e un parco divertimenti con le classiche giostre dove i teenager possono divertirsi dopo una passeggiata sul "lungomare". L'atmosfera, come al solito, e' giovane e pacifica.



Un'ultima nota circa International City, la grande area residenziale fuori Dubai composta da diversi quartieri palazzi disegnati secondo -almeno nelle intenzioni- le architetture di paesi diversi: Italia, Francia, Spagna, Russia, e via dicendo. Fuori da International City, circondata fondamentalmente da nient'altro che sabbia c'e' l'impressionante Dragon Mart, il lunghissimo centro commerciale cinese che costeggia l'autostrada per un chilometro e mezzo. I quartieri sono puliti, ordinati e, sinceramente, attraenti. Unico neo, le vie di "Russia" praticamente disabitate e con le vetrine vuote dei negozi sfitti, stanno li', come a monito per i palazzinari senza scrupoli e gli investitori spregiudicati.