Jan 22, 2010

Zappa sui piedi

Un collega giorni fa faceva un'interessante riflessione circa la crescente sperimentazione e progressiva adozione dell'LTE da parte degli operatori mobili Europei: "It will be interesting to see if the IMS Voice ever happens. Many people will be satisfied with Skype once they can get hold of a ‘data only’ LTE handset…."
Che tradotto vorrebbe dire: l'LTE e' l'evoluzione delle reti cellulari 3G attuali, e puo' fornire velocita' di download fino a 100Mbps (cioe' cinque volte tanto quanto teoricamente disponibile oggi tramite ADSL); come sui GSM, UMTS ecc. attuali e' possibile "trasportare" sia voce che dati, cosi' sara' anche per l'LTE, peccato che 1) la standardizzazione della "voce" su LTE (chiamata IMS VoIP) sia ancora al centro di dubbi e discussioni e 2) non ci siano ancora all'orizzonte telefonini LTE. Ma allora, si chiede legittimamente il mio collega, che bisogno ho di usare i servizi voce del mio operatore LTE se posso comodamente usare Skype sulla lussuosa connessione dati fornita dallo stesso protocollo?

Una riflessione di questo tipo porta ad alcune conseguenze interessanti, e mi permetto anche di fare qualche previsione a riguardo.

Facciamo che nel corso del 2010 gli operatori testeranno a fondo i servizi voce su LTE, implementeranno le reti, e i primi cellulari LTE arriveranno sul mercato. La situazione tariffaria attuale in Italia prevede connessioni dati fondamentalmente flat, cioe' cose del tipo "Internet senza limiti per 10 euro al mese". Anche a fronte di un aumento consistente di tale prezzo, rimane economicamente piu' conveniente per gli utenti parlarsi (gratuitamente) attraverso Skype sulla connessione dati piuttosto che pagare "al secondo" sulla connessione voce.
E' ovvio che le conseguenze per i conti economici degli operatori potrebbero essere disastrose: gli introiti del traffico "voce" spariscono, gli ancor piu' lucrativi SMS vengono sostituiti dalle chat, e tanti saluti.

Mi sembra che, a queste condizioni, per un operatore telefonico sviluppare l'LTE equivalga a darsi una pesante zappata sui piedi.

Che succedera', allora?
A) E' possibile che qualche incauto operatore lanci in pompa magna le connessioni LTE, si accorga troppo tardi di aver fatto male i conti, e vada in bancarotta.
B) E' possibile che gli operatori di un certo paese si accordino per NON introdurre l'LTE. (e l'Italia la vedo bene proprio qui)
C) Gli operatori che introdurranno l'LTE dovranno modificare pesantemente il proprio modello di business puntando a rendere redditizi i servizi dati, eliminando quindi gli abbonamenti flat e reintroducendo la tariffazione "a MB" e un sistema piu' variegato e flessibile di "profili" tariffari basati su contenuti, qualita', prestazioni.
Far pagare a consumo e' piu' gravoso per l'operatore in termini di raccolta dati per la fatturazione (billing) e presuppone che il consumatore percepisca il valore dei contenuti scaricati come almeno pari al costo sostenuto. Tutto cio' comporta una serie di implicazioni, tra cui ad esempio il controllo e la discriminazione dei "contenuti", intesi come sia come applicazioni fruite che come content provider utilizzati.

Tariffazione a consumo e service control: fumo negli occhi per la rumorosa frangia di paladini di un certo concetto di "net neutrality" che continuano a sognare un'Internet a basso costo e con bandwidth a profusione per tutti. L'introduzione dell'LTE servira' anche a loro a tornare coi piedi per terra.

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