Feb 20, 2010

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Avevo da tempo sul desktop il voluminoso Security Intelligence Report di Microsoft relativo alla prima meta' del 2009. Per chi e' alla ricerca di informazioni sullo stato dei rischi di sicurezza Internet, e' una lettura sicuramente interessante, anche se molto prolissa e, ovviamente, molto focalizzata sull'universo Microsoft.

Io sono andato alla ricerca di dati sul nostro Paese: l'Italia viene posizionata in un allarmante ottavo posto nella classifica dei "Computers Cleaned", cioe' i "computer ripuliti" da malware dai tool Microsoft. In realta' la dicitura e' ingannevole, perche' non si tratta evidentemente di "computer" ripuliti, ma piuttosto di scansioni che hanno rilevato minacce come virus, worm, eccetera. Visto cosi', l'1.200.000 "computers cleaned" e' solo preoccupante, ma non drammatico come la cifra potrebbe suggerire. Le cose infatti non vanno granche' bene, visto che l'Italia totalizza 6,9 "computer" infetti ogni 1000 scansioni del Malicious Software Removal Tool (in crescita, rispetto al 5,8 del semestre precedente). Il rapporto presenta la lista dei paesi con una media di almeno un milione di scansioni al mese, dove, tanto per fare un confronto, l'Argentina fa 4,5, l'Austria 2,1, la Cina 6,7, la Francia 7,9, la Romania 4,7, la Russia 15,0, la Turchia 32,3.

Ricordo che tempo fa parlai con un Internet Service Provider in Turchia dove tutti erano preoccupatissimi perche' il Paese era tra i primissimi sorgenti di SPAM al mondo e i suoi domini finivano regolarmente nelle blacklist e nei filtri dei software antispam. Secondo il report Microsoft, nella prima meta' del 2009, quasi 450 milioni di messaggi di SPAM sono stati inviati da host situati negli USA (al primo posto della graduatoria), 150 milioni dalla Cina (secondo posto), 137 milioni dalla Corea del Sud (terzo posto). L'Italia (che, ricordo "vanta" un tasso di penetrazione Internet e soprattutto broadband tra i piu' bassi in Europa) e' quindicesima con quasi 21 milioni di messaggi, davanti alla Turchia (diciottesima) con quasi 18 milioni.

Il report contiene, in appendice, le tabelle complete con i dati di tutti i paesi esaminati e schede di dettaglio su alcuni paesi in particolare. Peccato che i dati non siano mai relazionati al grado di penetrazione delle connessioni Internet.

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