30 giu 2010

La soluzione ai problemi economici degli italiani

La costante attivita' di occupazione del potere che i berlusconiani stanno effettuando in questi anni mi ha sempre ricordato quell'idea grossolana di "comunismo" dove lo Stato da' un impiego a tutti, o meglio: da' da mangiare a tutti, a prescindere dall'utilita', bravura, impegno di ognuno.
E' sotto gli occhi di tutti che nell'Italia di oggi esiste un'entita' che si occupa dello stesso compito: chi la chiama "casta", io la chiamo "corte". La corte di ministri, sottosegretari, commissari, direttori, consiglieri, assessori, governatori, e relativi portaborse, lacche', mignotte al seguito. Tutta gente in grado di erogare favori "permanenti", come un posto in consiglio regionale o in un'azienda (ex)municipalizzata, o in qualche ente inesistente.

E allora ho pensato che forse possiamo affrontare questo tema in modo piu' scientifico. E pragmatico. Allora ho cercato un po' di dati.

L'Italia ha 60 milioni di abitanti. Il 20% di questi e' gia' in eta' da pensione. Circa 15 milioni di persone hanno meno di 24 anni. E si sa che, in Italia, sotto i 24 anni a nessuno passa per la testa di andare a lavorare. Abbiamo quindi circa 33 milioni di persone a cui trovare un lavoro. (Notare che includo anche casalinghe e casalinghi!)
Il pubblico impiego da' lavoro a circa 3,6 milioni di persone, a quanto leggo in giro. Una cifra spaventosa, a mio parere, ma lasciamo perdere.
Poi ci sono 4,2 milioni di stranieri regolari a cui comunque non mi aspetto che Berlusconi voglia trovare un posto di lavoro, a meno che si tratti di troie albanesi.
Approssimiamo, e ci troviamo con 25 milioni di persone da sistemare.

Ora: in Parlamento abbiamo 344 Deputati e 174 Senatori della maggioranza. Assumiamo ragionevolmente che ognuno di loro abbia un certo "portafoglio" di favori.
Al Governo abbiamo Lui, 24 ministeri e 39 tra viceministri e sottosegretari. Totale: 64.
Spannometricamente, su un totale di 624 consiglieri regionali, assumiamo che poco piu' del 50% siano di maggioranza e possano quindi "piazzare" favori: 330.
Per le giunte provinciali sono piu' preciso: 1070 persone.
In totale, 1982 persone in grado di mantenere una corte, piazzando qualcuno in confindustria, qualcuno all'expo, qualcuno alla protezione civile, qualcuno ai forestali, eccetera, o persino a un nuovo ministero, se necessario.

Fanno 12.613 persone in media a testa. Sembrano tante, ma secondo me si puo' fare. Figuriamoci se una Brambilla o una Carfagna non riescono a piazzare un centinaio di persone ciascuna, poi ognuna di queste si arrangia a mantenerne altre 100 circa e siamo a posto. Casalinghe comprese.

Et voila'. Risolto il problema della crisi economica.

19 giu 2010

Europa multiculturale

Guardando le partite dei mondiali di calcio ho avuto la sensazione che gran parte delle squadre europee includessero un gran numero di "immigrati", o "sangue misto", di prima, seconda o ennesima generazione, insomma gente che e' il simbolo del fatto che la societa' multiculturale e' una realta', da molto molto tempo. Tranne una squadra, indovinate quale. Allora, per verificare se la mia impressione e' giusta, vado sul sito della FIFA e controllo. Mi affidero' a criteri rozzamente razzisti, cioe' giudichero' a occhio, senza consultare le biografie. Vediamo:

Inghilterra
James: un nero.
Johnson: nero pure lui, ma potrebbe essere anche indiano.
Ashley Cole: nero.
Lennon: nero.
Wright-Phillips: nerissimo.
Defoe: nero.
King: nero.
Heskey: nerissimo.
Otto su ventitre': il 35% della rosa.

Danimarca
Simon Poulsen: non mi sembra proprio scandinavo.
Mtiliga: e' nettamente nero.
Due su 23: 9%.

Francia
Sagna: nerissimo.
Abidal: nero e un po' incazzato.
Gallas: nero.
Cisse: nero.
Govou: nero.
Henry: nero.
Evra: nero.
Malouda: nero.
Mandanda: nero.
Squillaci: il cognome mi suona famigliare, no?
Diarra: nero.
Diaby: nero.
Valbuena: origini spagnole.
Anelka: nero.
Clichy: nero.
Quindici: 65%.

Germania
Aogo: nero.
Tasci: di nome fa Serdan... sara' turco.
Khedira: altro cognome non proprio teutonico.
Oezil: turco anche lui.
Cacau: meravigliau.
Boateng: nero.
Marin: serbo-bosniaco
Gomez: beh, gomez.
Otto: 35% della rosa.

Grecia:
Patstzoglou e' Rom.
Papadopoulos e' nato in Australia ma e' greco, quindi non conta.
Vyntra e' mezzo Ceco.
Ninis: greco/albanese.
Facciamo tre: 13%.

Olanda:
Van der Wiel: color cappuccino.
Van Bronckhorst ha origini indonesiane.
De Jong: nero.
Boulahrouz: si chiama Khalid.
Braafheid: nero.
Vorm: negretto.
Elia: nero.
Babel: nero.
Afellay: Ibrahim.
Nove: 39% della rosa.

Portogallo (qui lasciamo stare, visto che la nazionale del Portogallo viene spesso considerata la seconda scelta di molti brasiliani)
Almeno quattro o cinque sono neri o brasiliani.

Dalla Serbia in effetti non c'e' da aspettarsi eterogeneita' razziale.
Nessun "straniero" nemmeno nella Slovacchia, nella Slovenia e nella Spagna, cosi' a occhio.

Svizzera (senza indagare sugli italiani)
Senderos: non ci credo che e' un cognome svizzero.
Inler: assolutamente turco.
Nkufo: nerissimo.
Behrami: albanese.
Yakin: turco anche lui.
Fernandes: nero.
Bunjaku: kossovaro.
Derdiyok: kurdo.
Shaqiri dev'essere kossovaro anche lui.
Nove: 39% della rosa.

Italia
Noi abbiamo Camoranesi.

Alla fin fine, quali che siano le ragioni (ex potenze coloniali, paesi destinazione dell'emigrazione), si delineano due gruppi ben separati di paesi: chi vede gia', da tempo, una societa' multirazziale (Inghilterra, Francia, Germania, Olanda, Svizzera, guarda caso, tra i paesi piu' ricchi d'Europa), e chi no. A ognuno le proprie riflessioni a proposito.

18 giu 2010

Tu chiamala se vuoi net neutrality

Leggo su Wired un articolo che riporta la notizia per cui la FCC (Commissione Federale per le (tele)Comunicazioni USA) ha presentato una "Notice of Inquiry" in cui chiede commenti sull'intenzione della commissione di formalizzare le regole di controllo che la commissione stessa applichera' all'attivita' degli Internet Service Provider. La proposta della FCC viene definita una "terza via" tra la situazione attuale, dove la sconfitta della FCC nel caso Comcast ha sancito implicitamente l'impotenza della commissione, e l'ipotesi di parificare totalmente Internet (e le procedure che regolano l'attivita' degli ISP) a quanto esistente oggi per la rete telefonica.

Premesso che come al solito la discussione e' molto USA-centrica, in quanto la FCC ha potere di regolamentazione solo negli USA, mentre "Internet" e' qualcosa di ben piu' globale, ci sono diversi spunti di riflessione e chiarimento.

Le intenzioni della FCC vengono supportate dai gruppi pro-NetNeutrality, che sostengono il principio per cui Internet dovrebbe limitarsi a offrire un trasporto totalmente neutrale rispetto ai contenuti trasportati. Gli operatori di telecomunicazioni la vedono in maniera opposta.
"Gli ISP si oppongono alle nuove regole, in parte perche' nessuna industria ama essere regolamentata, e in parte perche' gli ISP non vogliono regole che li trasformino in una semplice serie di "stupidi tubi". Gli ISP hanno adocchiato nuovi modi per fare soldi, tra i quali far pagare extra per garantire maggiore velocita' agli utenti e offrire servizi di streaming video per competere con siti come Hulu e Youtube. I sostenitori della Net Neutrality vogliono regole che non permettano agli ISP di usare le proprie reti per favorire i propri servizi."
In poche parole, si e' riassunto il pomo della discordia, cosa che raramente accade quando si parla (si blatera) di net neutrality.

17 giu 2010

Non so neanch'io perche' faccio certe telefonate.

Chiamo il 187. Riesco a parlare con qualcuno destreggiandomi tra i menu' vocali e finendo in assistenza tecnica per Alice.

"Buonasera, senta io ho recentemente disdetto Alice e l'abbonamento telefonico e vorrei sapere cosa devo fare del modem, visto che mi pare fosse in noleggio."
"Lo puo' tenere. O se vuole lo puo' restituire a un nostro centro. O lo puo' tenere. Se lo tiene, non le dice niente nessuno."
"Ho capito, grazie. buonasera."

rassegna stampa

Guarda caso, proprio mentre si iniziava a parlare di ritiro delle truppe, ecco che si scoprono giacimenti di minerali -ovviamente ricchissimi - in Afghanistan.

Rapporto sul terrorismo internazionale. A quanto pare, delirante.

A dir la verita', gia' prima dell'attacco alla Mavi Marmara, Israele aveva chiarito che non avrebbe permesso ad alcuno di infrangere il blocco a Gaza. E ora
ribadiscono il concetto.

Un editoriale che ho letto sull'IHT del 16 scorso, e che trovo online
qui, sottolinea l'importanza del saper scrivere e parlare bene, soprattutto nella nostra era di informazione digitale. L'articolo ci fa sapere che "In 2007, the National Assessment of Educational Progress found that just 24 percent of 12th-graders scored “proficient’’ or better", e noi dovremmo sapere che in Italia siamo messi anche peggio. Il problema e' che, ci scommetto, tra qualche anno vedremo queste statistiche migliorare di molto. La mia paura e' dovuta a quanti, tra quel 76% di studenti oggi classificati come meno di "proficient", diventeranno professori e non saranno piu' in grado di correggere gli errori che oggi fortunatamente qualcuno ancora vede.

11 giu 2010

Akamai state of the Internet

E' uscita la nuova edizione del report State of the Internet di Akamai, relativa al Q4 2009.
L'Italia appare al sesto posto nella classifica delle sorgenti di "attacchi" (per commenti piu' dettagliati, vedere i commenti alle precedenti edizioni).
La velocita' media delle connessioni destinate all'Italia e' stata rilevata pari a 2804 Kbps, sempre penultima in Europa, prima del Lussemburgo. La Spagna e' terzultima con 2898 Kbps, la Grecia ad esempio fa 3203. Siamo ultimissimi in fatto di penetrazione del broadband > 5Mbps (5,2%): con noi nel gruppo degli ultimi, staccatissimi dal resto, Lussemburgo a 5,9%, Spagna 7%, Grecia 8%, Irlanda 9,5%.
Rifacendo i conti della volta scorsa, ogni milione di host italiani e' responsabile, in media ovviamente, dello 0,45% degli attacchi totali, in leggero miglioramento. Per la Germania il valore e' 0,14%, anch'esso in calo. Per la Cina e' 0,14 (leggero aumento), per gli USA e' 0,09% (quasi raddoppiato).

Il report include anche le velocita' rilevate per le connessioni mobili, rilevando solo i primi tre operatori per paese. Qui siamo messi meglio, rispetto alla connettivita' fissa. La media italiana e' 1936 Kbps, al quarto posto complessivamente, dietro Belgio (2528), Austria (2332) e UK (1967), su 24 paesi esaminati.
Come nota il report, i tre provider italiani rilevati mostrano una grande differenza in termini di velocita': rispettivamente 1237 Kbps, 1446 Kbps e 3206 Kbps. Sembrerebbe chiaro che, per chi cerca una connessione mobile "vera", la scelta e' obbligata. Se solo sapessimo chi si nasconde dietro l'operatore "IT-3" del report di Akamai. Tra i 48 operatori mobili rilevati, i tre italiani si situano rispettivamente al terzo, quindicesimo e ventunesimo posto.

E comunque...

...col cavolo che la faccio, la Patente Internazionale.

rassegna link nerd

Quando uno e' a casa da solo, ha un sacco di tempo per spulciare i feed rss.

Sikuli e' un progetto fighissimo per scrivere degli script usando gli screenshot. Incredibile ma vero.

I cinesi continuano a fare casino col DNS.

Schneier linka questo, che linka questo articolo sul "risk management": "By now, about 500 students have played the game, and every time, they play it essentially the same way. [...] And of course eventually they get destroyed."

10 giu 2010

The most useless machine.

Un video molto simpatico sulle gioie del fai da te. Include il fantastico oggetto piu' inutile del mondo.

The Colbert ReportMon - Thurs 11:30pm / 10:30c
Mark Frauenfelder
http://www.colbertnation.com/
Colbert Report Full EpisodesPolitical HumorFox News

Ti fanno passare la voglia.

Vado sul sito Viaggiare Sicuri, pagina degli Stati Uniti: "E' opportuno richiedere la patente internazionale. Poiché viene riconosciuta solo la patente internazionale secondo la Convenzione di Ginevra del 1949 occorre fare attenzione a richiedere espressamente questo modello di patente agli Uffici della Motorizzazione Civile."
Cosi', senza uno straccio di link.

Vado su gugol e digito "motorizzazione civile".

I primi due siti che escono sono "Il portale dell'automobilista" e il "Ministero delle infastrutture e trasporti" (non metto i link, tanto sono due siti inutili).

Risultato della ricerca di "patente internazionale sul Portale dell'automobilista: niente.



Risultato della ricerca sul sito del Ministero: roba strana.


Clicco sul primo risultato del Ministero, per scrupolo. Ovviamente non c'entra una fava.


Tutto come da previsioni.

9 giu 2010

La ricetta per un singolo di successo

Una tastierina all'inizio che ricorda tanto un pezzo dei Depeche pero' giusto un filo meno, giusto per non farti esclamare subito "ah si'! e' uguale a..."

Una ripetitivita' estrema, con una strofa di otto versi e il ritornello1 ("it's all false love and affection...") che parte dopo soli 36 secondi e il ritornello2 ("I'm not your toy...") che arriva al secondo 50 e non ci mollera' piu' fino alla fine.

Una cantante androgina (tradotto: magra magra) e insistenti primi piani sul viso "photoshoppato" di una che potrebbe avere 16 anni come 30.

La voce intonata e pulita, ma pur sempre con un pizzico di quel "vocina da ragazzina impaurita e/o piagnucolosa" che oggi pare obbligatorio.

Melodie ultraorecchiabili.

Un video con altre modelle magre magre che si dimenano totalmente fuori contesto, con primi piani sulle zone clou.

E la canzone ti rimane appiccicata in testa.

Un giorno, durante un lungo viaggio aereo, mi sono ascoltato tutto l'album dei La Roux. Ed e' tutto astutamente giocato sui meccanismi di cui sopra. Cioe', diciamo che il produttore pensava di essere astuto. Ci sono alcuni altri "singoli", tra cui "Bulletproof" e' quello che si avvicina di piu' a "I'm not your toy", pur rimanendo una spanna sotto. In generale, tutte canzoni orecchiabili e giocate su questo sound "cover band dei Depeche Mode prima maniera con l'organetto Bontempi invece delle tastierone, che fa tanto indie". Risultato: l'anonimicita' piu' totale. Un'esperienza avvincente come infilare la testa sotto le coperte: confortevole, ma poi non respiri, tiri fuori la testa e dopo cinque minuti non te ne ricordi neanche piu'. Ma domani di nuovo.

Poi un giorno mi piacerebbe capire come cavolo gestisce i newline questo cesso di blogger, ma questo e' un altro discorso.

Quattro link IT

"The code of practice for ISP recommends throttling of Internet connections of users whose computers are infected". La cosa mi fa felice perche' potrebbe portare a un'aumento delle vendite da parte del mio datore di lavoro. La cosa mi lascia un po' perplesso perche' non sono mai stato troppo convinto dell'utilita' di "rallentare" o "restringere" le connessioni degli utenti infetti da malware: e poi che si fa? il problema di fondo permane: come facciamo a ripulirli? La cosa poi mi incuriosisce, nel senso che sono curioso di vedere quanto ci metteranno i fanatici dell'anti-DPI a realizzare che per implementare questi meccanismi molti ISP si avvarranno proprio della tanto odiata Deep Packet Inspection.

Al giorno d'oggi, se non dici "cloud" ogni tre parole sei uno sfigato: "we check against the blacklist. Now if something didn't show up on the blacklist, but seems to be behaving suspiciously, we'll do a cloud-based lookup". Era da un po' che non leggevo dichiarazioni cosi' inconsistenti. Anzi, no, era da 30 secondi. Anche la definizione di Wikipedia di DPI linkata qui sopra non scherza per niente in fatto di vaghezza.
cloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloud
cloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloud
cloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloud
cloudcloudcloud
cloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloudcloud

IT security skills in short supply last month.

E per finire, qualcosa di intelligente. A quanto pare, un giudice in Spagna ha paragonato (banalizzo) chi distribuisce link a materiale protetto da copyright alle biblioteche. Devo dire che sono molto d'accordo. E' da talmente tanto tempo che ce la menano con questa storia della pirateria musicale e cinematografica che ci siamo dimenticati alcune semplici cose: da quando e' stato possibile, la gente ha sempre fatto copie delle opere d'arte o d'intrattenimento (e' solo che con l'avvento dei media digitali la cosa ha assunto proporzioni di massa); la gente ha sempre prestato i libri, i dischi, le videocassette, i dvd; da secoli (millenni?) esistono le biblioteche, istituzione benemerita che distribuisce il sapere (e l'arte, e l'intrattenimento) rendendolo fruibile gratuitamente a tutti.
Il fatto che i mass media digitali si possano duplicare velocemente e', a mio parere, del tutto irrilevante ai fini della discussione generale. Forniamo alla gente Internet e dei media digitali duplicabili all'infinito senza perdita di qualita' e vogliamo che non se li scambino? uh che ridere!

ma quante scemate ci tocca leggere!

"Nel nuovo iPhone 4 Apple ha integrato un sistema per effettuare videochiamate ad altri utenti del cellulare. [...] Secondo Apple FaceTime rende “il sogno delle video-chiamata (sic) una realtà”"

Il "sogno delle video-chiamate".... MA IL SOGNO DI CHIIIIIIII????

La "video chiamata" e' in giro da secoli ormai ed e' entrata senza dubbio nella top 10 dei piu' giganteschi flop tecnologici e di mercato della storia... Ma non l'hanno ancora capito che A NESSUNO interessa vedere in faccia il proprio interlocutore, e men che meno farsi vedere da chi ci chiama?

Il bello (o il brutto, a seconda dei gusti) del telefono cellulare e' che puoi rispondere mentre sei seduto sul water, mentre sei con l'amante invece che a casa, mentre sei al mare invece che in ufficio. La comunicazione video interessa a chi fa riunioni in "telepresenza" per lavoro (e per quello ci sono strumenti a bizzeffe gia' disponibili per pc) e alle ragazzine aspiranti pornodive da webcam (che usano il pc pure loro). Fine.

Sono proprio curioso di vedere se per una volta Apple prendera' una bella e salutare facciata contro il muro, oppure se riusciranno a vendere persino questo. Perche' ho il sospetto che se domani rilasciassero un fighissimo dispositivo mobile chiamato iProt il cui unico scopo e' quello di emettere il suono di scorregge di bufalo a intervalli casuali, ne venderebbero comunque una milionata.

la fine della politica

Un link veloce veloce da Il Fatto.

7 giu 2010

Rassegna stampa

Incredibile: "Il parlamento è pronto a facilitare i ristoranti che servono sushi, crostacei, tapas e piatti vegetariani nel vendere vino e birra. Ma la votazione viene inaspettatamente fermata dall’Italia, secondo la quale la liberalizzazione deve andare oltre." A quanto pare, il Governo italiano ha bloccato l'approvazione di una legge svedese. L'Italia e' un virus di idiozia che ormai rischia di colpire anche i paesi civilizzati: dobbiamo essere fermati.

Un
collarino per gatti con GPS e Twitter incorporato.

TCP/IP and IMS Sequence Diagrams: questo finisce immediatamente nella top ten dei miei bookmark.

Come costruire una macchina del tempo, di Stephen Hawking.

Efficace
spiegazione dell'attuale "crisi" economica.

Ora forse non e' proprio
il PIU' importante video che potrete mai vedere, ma quasi. (durata: 8 parti da circa 10 minuti).

Parole di buon senso: "information technologies are eroding the length of time that is required to access your data."
E, come al solito,
interessanti riflessioni sulla privacy da Bruce Schneier: "Privacy is about control."

A proposito di buon senso, ogni tanto c'e' qualcuno che ci ricorda che i Mac non sono il paradiso libero dai virus come qualcuno ancora pensa, ma che semplicemente non sono ancora il target preferito dai criminali. Ma "
le case di un quartiere in cui accadono meno rapine non sono intrinsecamente piu' sicure delle altre".
Poi, pero', c'e' sempre chi scrive titoli scellerati come questo: "
Using Windows for a Day Cost Mac User $100,000"
Sempre riguardo la costante valanga di fango che e' sempre di moda gettare su Windows, personalmente ero gia' arrivato alla conclusione che
la decisione di Google di non utilizzare piu' Windows non avesse senso, ma e' sempre salutare che qualcuno ci ricordi cose come "So why did Google ban Windows? One potential reason is to promote the use of its upcoming Chrome OS. And certainly, Google doesn't want to miss a chance to criticize Windows in the hopes of moving people away from Microsoft Office and onto Google Docs."

Il SANS riporta la notizia del "ritrovamento" da parte di Symantec di un database di 44 milioni di username e password per l'accesso ai siti di gaming, raccolti tramite trojan, validati tramite trojan, e rivenduti. I giornali online che riportano la notizia includono alcune informazioni non presentate nel post originale di Symantec, tra cui i prezzi degli account in vendita (quanto paghereste per avere un account al livello 80 di Farmville mentre voi faticate col vostro trattorino a livello 15?) e la dimensione del database: 17GB (numero che fa impressione ma significa ben poco, visto che corrisponderebbe a quasi 400 byte per account, un po' troppi per essere solo usernames e passwords).

non facciamoci riconoscere!

"WHOIS is a critical resource that makes the Internet function the way it is expected to" eppure qualcuno lo blocca, probabilmente perche' non ha nemmeno letto il proprio contratto con l'ICANN.

6 giu 2010

I giornali che vorrei, cioe' piu' o meno, insomma.

Quando visito l'homepage dei principali giornali online italiani rimango puntualmente insoddisfatto da come sono trattate le notizie importanti (es. articolone sulle ultime dichiarazioni di Calderoli invece di una bella analisi dei contenuti della manovra finanziaria) e deluso dalla valanga di "notizie" irrilevanti che vengono proposte (es.: le foto del congresso delle prostitute, il video di uno nudo che passa per caso in diretta tv dietro una giornalista).
E ogni volta penso che vorrei cancellare tutte quelle cazz... ehm inezie, e vedere cosa rimarrebbe. Ora, finalmente, grazie alle potenti funzionalita' di capture di FastStone Capture e a Microsoft Paint, l'ho fatto.


Ho eliminato le pubblicita' e tutto il gossip. Pensavo peggio, in realta'.


Repubblica:

Corriere:

La Stampa (che e' quella che ne esce meno peggio):


1 giu 2010

geek links

17 geek jokes.

Articolo di Oliviero Beha sui tagli agli istituti di ricerca, dove si cita Magherita Hack che dice "Fermare o bloccare la ricerca che avanza così rapidamente vuol dire riportare il paese a un secolo fa. Ma sono troppo ignoranti per rendersene conto. Oltretutto è un danno anche per l’economia: alla lunga stare indietro nella ricerca vuol dire ridursi a dipendere completamente da brevetti dall’estero e quindi ammazzare l’economia."