09 giu 2010

La ricetta per un singolo di successo

Una tastierina all'inizio che ricorda tanto un pezzo dei Depeche pero' giusto un filo meno, giusto per non farti esclamare subito "ah si'! e' uguale a..."

Una ripetitivita' estrema, con una strofa di otto versi e il ritornello1 ("it's all false love and affection...") che parte dopo soli 36 secondi e il ritornello2 ("I'm not your toy...") che arriva al secondo 50 e non ci mollera' piu' fino alla fine.

Una cantante androgina (tradotto: magra magra) e insistenti primi piani sul viso "photoshoppato" di una che potrebbe avere 16 anni come 30.

La voce intonata e pulita, ma pur sempre con un pizzico di quel "vocina da ragazzina impaurita e/o piagnucolosa" che oggi pare obbligatorio.

Melodie ultraorecchiabili.

Un video con altre modelle magre magre che si dimenano totalmente fuori contesto, con primi piani sulle zone clou.

E la canzone ti rimane appiccicata in testa.

Un giorno, durante un lungo viaggio aereo, mi sono ascoltato tutto l'album dei La Roux. Ed e' tutto astutamente giocato sui meccanismi di cui sopra. Cioe', diciamo che il produttore pensava di essere astuto. Ci sono alcuni altri "singoli", tra cui "Bulletproof" e' quello che si avvicina di piu' a "I'm not your toy", pur rimanendo una spanna sotto. In generale, tutte canzoni orecchiabili e giocate su questo sound "cover band dei Depeche Mode prima maniera con l'organetto Bontempi invece delle tastierone, che fa tanto indie". Risultato: l'anonimicita' piu' totale. Un'esperienza avvincente come infilare la testa sotto le coperte: confortevole, ma poi non respiri, tiri fuori la testa e dopo cinque minuti non te ne ricordi neanche piu'. Ma domani di nuovo.

Poi un giorno mi piacerebbe capire come cavolo gestisce i newline questo cesso di blogger, ma questo e' un altro discorso.

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