7 lug 2010

L'esperto di calcio

Questo periodo di Mondiali di Calcio mi ha fatto realizzare una cosa: che gli Italiani si dividono in due categorie. Gli esperti di calcio e tutti gli altri. Gli "altri", per definizione, dicono solo cazzate.

E' noto come gli Italiani siano considerati un popolo di CT: 60 milioni di Commissari Tecnici ognuno con le proprie idee perentorie riguardo la formazione della nazionale, della squadra del cuore, e in generale di ogni squadra di calcio. Ma in realta' l'Italiano non e' esperto di calcio per ragioni genetiche. Esperti di calcio si diventa. E da cio' deriva che c'e' una parte minoritaria della nazione che e' composta da non esperti di calcio. Tale minoranza si divice principalmente in chi non si interessa di calcio A) per snobberia o B) perche' sinceramente appassionato in maniera esclusiva di un altro sport (rarissimi questi ultimi). All'interno di questa minoranza c'e' un'ulteriore minoranza -di cui mi pregio di far parte- che non puo' fregiarsi del titolo di "esperto di altro sport", si interessa un minimo di calcio, vorrebbe dire la sua, ma non avendo i galloni di "esperto di calcio", non puo' dire un cacchio.


Come dicevo, in Italia e' relativamente facile conquistare il titolo di "esperto di calcio", in quanto i requisiti di base sono praticati dalla stragrande maggioranza della popolazione, ma qualcuno ne e' comunque escluso.

Gli esperti di calcio si dividono in tre categorie principali, in base al tipo di preparazione conseguita.


Il calcettaro
Aver giocato a pallone con continuita' in una squadra di qualunque ordine o grado per un periodo sufficientemente lungo conferisce automaticamente lo status di esperto di calcio. Dalla squadretta di calcetto dell'oratorio fino alla Serie A, l'aver calcato i campi da gioco per piu' di una stagione conferisce pari diritti di esperto di calcio. Curiosamente, spesso la perentorieta' delle opinioni espresse dall'esperto di calcio calcettaro aumenta in modo inversamente proporzionale all'aumentare del livello di professionalita' conseguito sui campi da gioco (torneo dei bar, amatori, CSI, dilettanti, semiprofessionisti, professionisti, allenatore): e' infatti noto che i piu' agguerriti esperti di calcio fioriscano sui campetti in terra battuta di provincia e che il loro principale passatempo sia quello di sminuire le opinioni degli esperti di calcio di ordine superiore, tipo l'ex giocatore della Nazionale che oggi fa il commentatore televisivo ma "non capisce un cazzo e poi ha vinto solo tre coppe dei campioni che le vincevo anch'io con un piede ingessato".


Il biscardiano
Colui che chiameremo "biscardiano" e' altresi' detto il teorico del calcio, e deriva la sua competenza in materia dalla visione assidua e ripetuta di tutti i talk show televisivi calcistici e affini, dalla lettura approfondita di tutti quotidiani sportivi e della maggioranza delle pagine calcistiche dei restanti quotidiani. L'esperto di calcio biscardiano basa le sue analisi sull'imponente mole di informazioni acquisite dall'approfondimento delle suddette fonti. La sua conoscenza enciclopedica gli permette di sfoderare una quantita' di dettagli tale da disorientare qualunque esperto di calcio avversario (per non parlare dei non esperti di calcio, che rimangono frastornati all'istante), anche grazie al sapiente uso di osservazioni del tutto irrilevanti ("pinco pallino e' stato fermo tre mesi l'anno scorso a causa di un lutto in famiglia quindi e' chiaro che sbaglia tutti i cross"), purche' presentate con l'opportuna perentorieta'. L'esperto di calcio cosiddetto biscardiano basa la propria autorevolezza nei confronti degli altri esperti di calcio proprio su questa onniscienza; gli altri esperti di calcio rispondono solitamente buttandola in caciara o con l'aperta violenza.


Il tifoso.
L'esperto di calcio tifoso, analogamente al calcettaro, basa la propria autorevolezza sul fatto di aver seguito con continuita', per alcune stagioni, le partite di una squadra di calcio di qualunque ordine o grado, dalla selezione vecchie glorie del dopolavoro ferroviario al prestigioso club di Serie A. Le innumerevoli partite viste, le trasferte al seguito della squadra, il maltempo patito, ma soprattutto la tessera di abbonamento, valgono il titolo imperituro di esperto di calcio. Anche in questo caso, vale la regola della perentorieta' inversa: l'ultra' della polisportiva sangiuseppese e' tipicamente sinceramente convinto di essere molto piu' titolato a parlare dell'abbonato in tribuna gold del club di Serie A multicampione. Come lo status di esperto di calcio dei calcettari e dei biscardiani si basa sull'impegno profuso rispettivamente sui campetti di periferia o davanti al televisore, quello del tifoso si basa principalmente sui costi sostenuti per seguire degnamente la squadra del cuore: abbonamenti, benzina, pasti, striscioni, magliette, sciarpe, eccetera. In quanto non e' nemmeno proponibile ipotizzare che chi spende centinaia o migliaia di euro l'anno per seguire una squadra di calcio possa essere semplicemente un coglione, ne deriva che e' per forza di cose un esperto di calcio.

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