23 lug 2010

sud, svimez, polanski, guardian

Qualche lettura interessante:

Il Manifesto
riporta e commenta una ricerca di SVIMEZ sullo stato dell'economia del Sud Italia. Oltre ai dati, ci sono molte riflessioni interessanti, che le si condivida completamente o meno:

"Non c'è interesse per il Mezzogiorno. Semplicemente non c'è un blocco sociale interessato al cambiamento del Sud. Al contrario, prevale da diversi anni un blocco di forze, semmai inerziale e inintenzionale, favorevole allo status quo. Il Sud come disastro nazionale è funzionale alla Lega e al Nord: è colpa dei meridionali se le cose non vanno bene nel nostro paese, anche dei malfunzionamenti nella pianura Padana. Nel frattempo, il Nord continua anno dopo anno ad assorbire migliaia di laureati formatisi nelle università meridionali."

"Il Sud è un problema di deficit istituzionale, di debolezza estrema dello Stato nel garantire standard adeguati di servizi essenziali a tutti i cittadini che vivono nel Mezzogiorno."

"Certo, al Sud è quasi sempre un po' peggio che al Nord, ma è l'Italia tutta ad arrancare da tempo. La qualità della vita dei meridionali oggi non dipende soltanto dal divario economico, molto di più conta il divario civile in termini di sicurezza, di qualità scolastica, di funzionamento dei tribunali, di certezza delle regole, di disponibilità di acqua e di asili nido, di frequenza e comfort dei treni. Un divario civile ben più ampio e insostenibile di quello economico. È la penuria e la bassa qualità di servizi pubblici essenziali la causa prima del sottosviluppo."

"Lo scenario che emerge dall'analisi dello Svimez è quella di un avvitamento senza quasi più speranze. Le spese per investimenti infrastrutturali sono scese in soli tre anni di quasi il 9% in una parte del paese che presenta una rete autostradale e ferroviaria di fatto preistorica (il 51% delle tratte non è nemmeno elettrificato)."

"Nemmeno il turismo - che pure potrebbe giovarsi di condizioni climatiche tali da poter programmare una «stagione di 12 mesi» - riesce a migliorare la media: su 100 visitatori solo 10 vanno nel Mezzogiorno."

Sempre in tema,
un articolo del Guardian tradotto sul benemerito sito "Italia dall'Estero": "Il sistema scricchiola, ed i giovani italiani rischiano di diventare la prima generazione della storia moderna che sta peggio di chi l’ha preceduta." [...] "Sarà un conflitto pacifico o violento? Nel primo caso, un eventuale partito dei giovani potrebbe servirsi delle istituzioni democratiche per far pressione in vista di radicali tagli ai benefici goduti dai vecchi. Nel secondo caso, delle proteste violente potrebbero portare a un’ondata rivoluzionaria simile a quella del 1968. Allora si trattò di contestatori che volevano liberare le classi svantaggiate dall’oppressione del capitalismo; ora invece essi potrebbero cercare di liberare le generazioni svantaggiate dalle pastoie della gerontocrazia."

A proposito di giovani, leggo
questo su La Stampa: "Si allarga il consumo di droghe legali -
Meloni: informare i giovani sui rischi.
"
L'oggetto dell'articolo e' questo: "sembrano tisane o profumatori d’ambiente, arrivano in sacchetti, per posta, con un ordine via Internet e costi accessibili: sono le smart drugs, sostanze di origine naturale che promettono sballo, allucinazioni e presunti effetti afrodisiaci."
OK, informiamo i giovani sui rischi. Leggiamo l'articolo: 25 "smart drugs" sono state identificate; sono facili da reperire; i consumatori sono giovani ma anche adulti; il ministro dice che si mette a rischio la propria salute; le indagini continuano.
Si', OK, ma quali cacchio sono i rischi???? Informiamo i giovani... e informiamoli allora! Cosa causano queste "droghe"? Quali informazioni mi da' questo articolo, oltre a farmi scoprire queste "droghe" (che non sapevo esistessero) e a dirmene i nomi cosi' me li posso cercare su google? Cosa mi succede se mi pippo di Argemone mexicana? Mi viene la cirrosi? il cancro ai polmoni? sballo e mi schianto in macchina?
Come al solito, nessuna informazione proviene dai mass media italiani, che si limitano a fare da eco agli annunci del ministro di turno.

E per finire,
un simpatico articolo (ma con implicazioni serissime) di Katha Pollitt sulla vicenda Polanski: una lettera aperta alla Svizzera. "Like many people I have fantasies about getting away with a crime, so I've followed the Roman Polanski case with great interest. Drugging and anally raping a 13-year-old girl doesn't appeal to me, I was thinking more of… well, maybe I'd better not say till I hear from you! Suffice it to say there are lots of people who annoy me deeply and sometimes I wonder how I contain myself."

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