27 set 2010

pomodorini essiccati


L'ultima parte del raccolto di quest'anno, finita sott'olio.
Essiccati nel forno ventilato a poco meno di 100 gradi, ci son volute due ore, ma sembrano OK.

25 set 2010

Quando si dice Return On Investment

Guido Scorza ci segnala che nel 2004 il Governo italiano investi' (o promise di investire?) nove milioni di dollari in un progetto di networking nei Caraibi.
Oggi, non si capisce come, il Governo di Saint Lucia si perde un'email che guarda caso fa molto comodo a Berlusconi.

24 set 2010

due link

Qui si parla del fastidioso proliferare di URL shortener e reindirizzatori vari. Un po' mi scoccia che ogni volta che clicco su un link, almeno due o tre societa' diverse sappiano i fatti miei.

Qui invece si parla di Stuxnet, la botnet progettata per controllare i sistemi SCADA. Il "miglior" malware mai visto.

Facebook s'e' incrocchiato

Come peraltro spiegato da FB stessa, a causa di un problema tecnico e' stato necessario "spegnere" quasi del tutto il social network piu' grande del mondo.
Purtroppo, per ora tutti si sono accontentati delle spiegazioni di FB e nessuno ha indagato le ripercussioni che il "down" di un sito di tale rilevanza ha avuto sulla rete intera: oltre all'evidente "buco" di traffico dovuto alla temporanea indisponibilita' dei nostri trattorini virtuali, mi domando cosa e' successo dietro le quinte, con milioni di client DNS nel pallone (in molti ieri sera segnalavano errori di risoluzione DNS) e router ubriachi alla ricerca del sito. Ad esempio, mentre normalmente Tiscali mi fa raggiungere FB tramite TiNet e GlobalCrossing (vedi sotto), ieri sera vu vu vu punto facebook punto com
veniva risolto in un indirizzo Akamai connesso direttamente a Tiscali.it. Mah. Ci daro' un'occhiata.
Tracing route to www.facebook.com [66.220.153.19]
over a maximum of 30 hops:
[...]
6 68 ms 67 ms 24 ms xe-7-1-0.mil20.ip4.tinet.net [89.149.183.186]
7 26 ms 27 ms 25 ms as3549.ip4.tinet.net [77.67.75.90]
8 126 ms 141 ms 140 ms po4-20G.ar5.DCA3.gblx.net [67.16.136.237]
9 197 ms 142 ms 141 ms FACEBOOK-INC.TenGigabitEthernet2-4.ar5.DCA3.gblx.net [64.213.54.10]
10 288 ms 218 ms 346 ms ae1.bb02.iad1.tfbnw.net [74.119.78.60]
11 130 ms 127 ms 131 ms 204.15.20.225
12 152 ms 162 ms 141 ms ae6.dr01.ash2.tfbnw.net [74.119.78.79]
13 177 ms 126 ms 128 ms eth-17-1.csw03b.ash2.tfbnw.net [74.119.76.245]
14 125 ms 127 ms 128 ms www-12-03-ash2.facebook.com [66.220.153.19]


Certe volte persino i giganti, quando inciampano, suscitano simpatia. Quando poi la concorrenza e'
cosi' dilettantesca... "Diaspora quasi pronto a insidiare Facebook", e poi... "Facebook wannabe Diaspora hit on security issues". A parte la figuraccia, io mi chiedo che senso abbia rilasciare pubblicamente del codice "pre-Alpha". "Pre-Alpha"??? ma che cacchio vuole dire?? Ora apro notepad, faccio camminare il gatto sulla tastiera per dieci minuti e poi pubblico il file dicendo che e' "codice pre-alpha". E checcavolo, pure al dilettantismo dev'esserci un limite!

17 set 2010

non ci sono piu' le scarpe di una volta


Forse e' eccessivo giungere a conclusioni economico-filosofiche sulla base di un paio di scarpe rotte, ma e' piu' forte di me.

Due anni fa ho buttato le vecchie Nike che ho usato per anni in giardino e nell'orto, e le ho sostituite con un altro paio che avevo in casa e che iniziavano ad essere troppo malridotte (leggi: consumate sul ditone) per essere indossate in pubblico. Oggi ho buttato anche queste. Il paio precedente e' sopravvissuto a circa 5-6 anni di zappatura dell'orto, mentre queste si sono ridotte in uno stato peggiore in meno di due anni.
Ora questo cosa ci dice? Oltre al fatto che, a mio parere, in generale la qualita' dei prodotti di massa come scarpe e vestiti e' in caduta libera ormai da anni (trovare una scarpa comoda e' un'impresa, i pantaloni sono tagliati sui fianchi di un omino dei Lego, le camicie si consumano cosi' tanto che sono praticamente usa e getta, eccetera), ci dice che i prodotti sono fatti per essere consumati sempre piu' velocemente, per abituare il consumatore a comprare, esibire e poi buttare senza troppi rimorsi. Personalmente, rilevo questa tendenza costantemente. Roba che ho comprato vent'anni fa e' in perfetto stato, pantaloni che ho comprato l'anno scorso sono gia' consumati.
Ecco, tutto questo per dire che se vicino a casa mia ci fosse un sarto - o meglio ancora, uno che fa le scarpe su misura, ecco, quello sarebbe un lusso che mi concederei volentieri, invece di buttare periodicamente cento euro per comprare delle Nike di merda al centro commerciale.
PS: ah una volta qui era tutta campagna; si stava meglio quando si stava peggio; non ci sono piu' le mezze stagioni.

16 set 2010

scorza eccetera

Anche altri, due anni dopo il sottoscritto, si accorgono che prenotare biglietti premio con Alitalia e' una missione impossibile.

Sempre Guido Scorza ci fa un
triste riassunto della vicenda PEC. Poi ci ricorda che siamo governati da pagliacci che promettono "banda larga per tutti". cvd.

Da altre fonti, invece, arrivano
considerazioni arcinote circa Google, che pero' speriamo contribuiscano ad aprire gli occhi a un po' di gente, soprattutto a tanti mass media. "BigG è ormai una banca dati enorme e disponibile al miglior offerente". Ma pensa che scoperte.

Nokia E72

Nella mia ricerca disperata di uno smartphone decente, dopo aver venduto su eBay il Vivaz Pro, mi sono comprato un Nokia E72.
La ragione per cui ho "bisogno" di uno smartphone e non di un telefonino qualunque da 20 Euro e' che vorrei sincronizzare email, calendario, contatti e task col mio server aziendale di MS Exchange. Il Palm Treo con Windows Mobile funzionava perfettamente, ma visto che a Natale usciranno i modelli con Windows 7, ho deciso di provare altro.

In due parole, la sincronizzazione MS Exchange del Symbian dell'E72 fa schifo.

L'email viene scaricata correttamente, ma a volte le mail in uscita rimangono bloccate nell'Outbox e non c'e' verso di inviarle. La gestione delle cartelle e' lentissima, e per spostare un messaggio e' necessario attendere alcuni secondi mentre il telefono e' occupato a leggere la lista dei folder; scorrere una lunga lista di cartelle per trovare quella giusta, poi, non e' proprio il massimo il touchpad dell'E72.
Tramite il solo telefono, il calendario, i contatti e i task non vengono aggiornati.
Collegando il telefono al pc e' possibile installare la PC Suite Nokia, che per prima cosa consiglia di installare l'Ovi Suite, software pesantissimo e bacatissimo.
L'Ovi Suite crasha regolarmente cercando di sincronizzare i miei contatti Outlook. Il calendario viene sincronizzato correttamente, peccato che non sia possibile sincronizzare separatamente calendario e tasks: Ovi Suite rimuove tutti i Reminder dei Task e ne converte la datain Due Date, col risultato che anche sul pc non ricevo piu' i reminder.
Disinstallata l'Ovi Suite, ho riprovato con la PC Suite, che sincronizza correttamente i Contatti ma ha ancora qualche "problemino" col Calendario: gli eventi modificati sia su Outlook che sul telefono non vengono gestiti, e rimangono duplicati, inoltre PC Suite ha preso l'iniziativa di duplicare tutte le festivita' presenti in Calendario.
Insomma, una pena.

Appena esce Windows Mobile 7, anche l'E72 finira' su eBay.

Fighissima la presenza del navigatore GPS integrato e delle mappe gratis (a parte la tendenza del navigatore stesso a collegarsi insistentemente a Internet), pero' a me serviva la sincronizzazione Exchange e non questi altri cazzabubboli.

I menu, a volte, sono demenziali, la navigazione e' scomoda e le impostazioni sono complicate o introvabili. Ad esempio, per cancellare un SMS devo: posizionarmi su messaging, cliccare, posizionarmi su inbox, cliccare, posizionarmi sul messaggio, cliccare options, posizionarmi su delete (4 clic), cliccare, confermare cliccando su Yes: 12 clic. No comment.

13 set 2010

rassegna link - parte 3

Il periodo estivo e' stato scarso di eventi interessanti anche per il guru Bruce Schneier. Le cose che mi hanno interessato di piu':

Tolleriamo troppi morti a causa di incidenti stradali? Sulla questione io sono particolarmente perentorio: mi fanno ridere tutti questi dibattiti. Se veramente vogliamo ridurre il numero di incidenti e di morti, e' molto semplice: basta vietare la vendita di automobili che vanno ai 200 all'ora o alte un metro e mezzo da terra, oltre a far rispettare i limiti di velocita' su tutte le strade. Non si capisce perche' qualunque ragazzino scemo o vecchietto stonato possa avere in mano un'arma mortale a patto che dimostri -una sola volta nella vita- di saper conoscere quattro cartelli e saper parcheggiare in retro. L'uso dell'automobile e' una delle poche cose veramente sacre rimaste all'uomo occidentale. Anatema su chi si azzarda a bestemmiare!



Questo articolo sulla pericolosita' dei ghiaccioli e quest'altro, che commenta in realta' questa notizia, mi ha fatto venire in mente questo avviso che abbiamo visto negli USA:


Allora, la storia e' questa: a Schneier (americano) viene inviata un'immagine (poi rivelatasi incompleta) con la scritta "Police notice - Don't commit crime" e lui si chiede -seriamente- se e quanto questo tipo di avvisi siano utili. La notizia originale (dall'Inghilterra) riporta il cartello completo (che dice piu' o meno: "non commettere reato - la benzina va sempre pagata") e il fatto che la polizia che l'ha affisso e' stata presa in giro per l'ovvieta' dello stesso e che gli inglesi non hanno perso occasione per fare gli offesi in quanto "un cartello del genere e' un'offesa all'intelligenza di chi lo legge".

Questo ci dice molte cose sulla differente psicologia di americani ed europei. Negli USA, ai distributori di benzina ci sono adesivi con la faccia dello sceriffo del posto che spiega che se non paghi la benzina dopo il rifornimento la legge ti trovera' e te la fara' pagare cara in seguito. In Inghilterra un cartello del genere viene considerato una stupida eccezione. In Italia susciterebbe semplicemente ilarita'.

Mi sono sempre chiesto da dove provenga questa mania americana per le "notice", i cartelli e le avvertenze che spiegano o puntualizzano ogni sorta di banalita'. La foto sopra arriva dalla Central States Fair di Rapid City, Sud Dakota, dove a causa delle segnalazioni dei partecipanti lo sceriffo ha intensificato i controlli per prevenire risse e accoltellamenti tra le gang del posto. L'europeo come me si chiede a cosa serva questo cartello "No gang activity", oltre a quanto gia' faccia il personale dello sceriffo. Quale tipo di deterrenza psicologica offre un cartello di questo tipo?

Sempre dagli USA arriva questa notizia: una donna che "clonava" le gift card. Ah! dovrei farlo con le card di Farmville che ho comprato al SevenEleven!

E per finire, anch'io avevo qualche dubbio che questa fioritura di Certificate Authorities non fosse una bella cosa.

9 set 2010

rassegna link - parte 2

Niente di granche' interessante nei miei feed sulla "security". Dell'acquisizione Intel-McAfee hanno parlato tutti, e anche della faccenda Blackberry-vs-Rest_of_the_world.

Ci sono come al solito un sacco di considerazioni sulle implicazioni di riservatezza riguardo Facebook. Questo articolo ne cita alcune interessanti, a cui vale la pena di pensare prima di cliccare "Like" o diventare "amici" della pizzeria di turno o di
Tuco Benedicto Pacífico Juan María Ramírez.

Per la serie "cavalli di battaglia", c'e' sempre il discorso sulle perquisizioni all'ingresso negli USA che
gia' segnalavo in passato. Questo articolo ci ricorda che "Border agents do not need any evidence or suspicion of illegal activity to examine a laptop or other electronic device", mentre qui ci vengono dati una serie di inutili consigli a proposito.

sono troppo avanti

Io lo segnalavo a Maggio, F-Secure c'e' arrivata adesso: "Facebook recommends Spam profiles".

:-)

rassegna link - parte 1

Spulciando i miei feed RSS dell'ultimo mese.

Questa me l'ero persa: "
Cisco making a play for Skype?"

"
The consistent failure of Linux to grab even 1% of the desktop OS market". Come conclude giustamente l'articolo: "There’s nothing wrong with that, not everything has to go mainstream". La riflessione e' che bisogna sempre diffidare da chi sostiene che un certo OS e' "il migliore" o che il tale OS "e' meglio" dell'OS talaltro. In realta', al massimo, un certo OS e' "il migliore per un certo scopo" o che l'OS tale "e' migliore dell'OS talaltro nel fare una certa cosa". E i fattori da includere nel confronto sono molteplici, e non tutti puramente tecnici.

Royal Pingdom ci sottopone alcune interessanti riflessioni fondamentalmente a favore dei
software che si aggiornano automaticamente. Non sono sicuro di essere totalmente d'accordo con questo articolo. Nonostante anni di storia dell'informatica abbiano dimostrato che applicare tempestivamente le patch al software sia cosa buona e giusta, trovo che venga dato troppo poco risalto a un aspetto secondo me fondamentale: "Users have to give up some control". Ogni tanto, Adobe se ne esce con "aggiornamenti" di Acrobat intorno ai 100 MB; l'altro giorno, ho lanciato il software update sul Mac Pro e ho dovuto scaricare piu' di 1 GB di roba. L'articolo si chiede: "Compare the software of today with that from 10 years ago. Which would you rather be using?" Vero. Quasi sempre. Il 90% degli utenti MS Word che conosco (me incluso) utilizzano solo feature che erano gia' presenti in Word 2.0 su Windows 3.1. Lasciare gli update/upgrade in mano ai vendor, senza alcun controllo da parte dell'utente, significa -anche- essere trascinati in una spirale di upgrade hardware che, se i vari Adobe, MS, Apple, eccetera concentrassero le loro energie nello scrivere software piu' efficiente invece di rilasciare centinaia di mega di "aggiornamenti", non sarebbe quasi mai necessaria all'utente medio.

Simpatico articolo su chi fa le prove col BGP su Internet.

Saggio consiglio su come concludere al meglio la giornata di lavoro.

Dopo il polverone sollevato dall'annuncio Google-Verizon, fortunatamente il dibattito sulla net-neutrality sembra essersi assestato su binari piu' ragionevoli.
The Harvard Business Review e CircleID.


Per la categoria "Come passare il proprio tempo":

Come assicurarsi che i propri dipendenti non sprechino troppo tempo
cazzeggiando su facebook? "At the heart of the nanny strategy is the unsolvable problem that policing for productivity is extremely time consuming, very costly and, ultimately, unworkable. It is time to start valuing results over appearances".

A proposito di facebook: "
Delta customers can book flights on Facebook". "Our customers are spending more time online and are looking for new ways to connect with us".

"
38 percent of respondents claimed to suffer from information overload at work". L'articolo riporta alcuni numeri provenienti da un sondaggio commissionato da Salesforce. Numeri che, a mio parere, non dicono granche'. Penso pero' che questo "information overload" esista davvero, solo che ritengo sia dovuto non tanto alla mole di informazioni che riceviamo, quanto alla quantita' di occasioni di distrazione che noi stessi ricerchiamo durante la giornata lavorativa e al fatto che molti scelgano di fruire delle informazioni rilevanti nel modo sbagliato. E' ovvio che controllare facebook, twitter, i feed RSS, gli SMS eccetera mentre si cerca di lavorare e' controproduttivo. Da qui, la sensazione di "overload". Penso anche che usare costantemente l'iphone o lo smartphone, coi loro schermi minuscoli, la formattazione approssimativa, le tastiere ridotte all'osso, come mezzo per leggere l'email renda estremamente piu' difficoltoso prestare la giusta attenzione al contenuto che il mittente vuole inviarci, aumentando ulteriormente la sensazione di overload.

Poi, uno puo' passare ore e ore
qui, qui o qui.
Oppure, piu' produttivamente,
qui sull'OpenCourseWare del MIT.


E per finire: "
Redesigning the New York City subway map". Lettura interessante. Ma io penso che la metropolitana di New York sia oggettivamente un casino.

8 set 2010

Una cosa che non vedrete mai negli USA

La moneta da 1 Dollaro.
Tralasciamo ogni commento sull'avere tutti i tagli delle banconote della stessa dimensione e colore. Tralasciamo ogni commento sul fatto che gli strambi tagli delle monete USA sono: 1 cent (dubito che produrre una moneta da 1 cent costi meno di 1 cent), 5 cent, 10 cent, 25 cent.
Da anni il governo sta cercando di sostituire le lercissime banconote da un dollaro con queste simpatiche monete, ma niente da fare: nessuno le usa e si vedono solo nelle macchinette automatiche.


4 set 2010

Anteprima di rassegna stampa

In attesa di rimettermi a pari con tutte le letture arretrate, mi segno questo editoriale di Joel Stein su Time: "Teaching our children that we're all equally valuable, it turns out, was a stupid message. We have to go back to keeping the scores of kids' games and giving trophies only to the ones who win."
A volte i suoi commenti sono banali, o fastidiosi, o offensivi, ma stavolta ha centrato perfettamente il bersaglio.