3 ott 2010

"Divinamente"

Conversazione sentita mentre ero in coda alla cassa del bar:
"L'hai poi trovata via Marelli?"
"Si' si' ho messo l'indirizzo e sono arrivato senza problemi."
"Ah, hai preso il navigatore..."
"Sul cellulare ho Google Maps, funziona divinamente!"

Divinamente.

C'e' una categoria di persone che soffre di questo disturbo del linguaggio che per ora non ha nome ma che spero venga battezzato in mio onore dopo la mia morte, a causa del quale abusano costantemente di superlativi e aggettivi magniloquenti. Se hanno visto un film, era "stupendo". Se hanno visto un bambino, era "carinissimo" o "graziosissimo". Se hanno mangiato al ristorante, era tutto fantastico, meraviglioso, paradisiaco oltre ogni descrizione, per non parlare del vino. Se hanno Google Maps, funziona "divinamente". Non hanno mai visto un film semplicemente "bello", o mangiato in un ristorante semplicemente "buono", o acquistato un software che, semplicemente, funziona.

A parte che non pensavo ci fosse nemmeno piu' gente che adoperasse la parola "divinamente"; pero' ne sono contento: e' importante mantenere un lessico ampio e variegato.

Il problema e' che mi chiedo cosa possa fare di cosi' "divino" Google Maps. Voglio dire: se funziona bene, funziona "bene" o "benissimo" o al massimo "perfettamente", a seconda del grado di soddisfazione dell'utente rispetto alle aspettative iniziali. Ma tra "perfettamente" e "divinamente", a mio parere, c'e' tutto un larghissimo ventaglio di opzioni di buon funzionamento, ognuna delle quali mi pare eccessiva per descrivere l'operato di un navigatore, o di qualunque altro software, o della stragrande maggioranza delle cose che ci circondano.
Scomodare le divinita' per descrivere Google Maps puo' essere necessario per l'utilizzatore che ritenga il funzionamento di un navigatore satellitare alla stregua di un evento miracoloso e strabiliante, ma ormai non mi sembra piu' il caso, quindi fatico a spiegarmi cotanto entusiasmo. Credo ci siano due aspetti psicologici principali che generano questo comportamento: da un lato, la grande soddisfazione di chi sta descrivendo l'oggetto (es.: fino a ieri usavo una cartina stradale vinta coi punti del benzinaio nel '66, e oggi sono passato a Google Maps, e cio' mi arreca grande gaudio), dall'altro il bisogno egocentrico di magnificare le proprie scoperte ed esperienze ad evidenti fini autocelebrativi (es.: sono andato in questo ristorante dove si mangia roba cosi' buona che uno zotico come te non puo' nemmeno immaginarsela).
Questa categoria di magniloquenti si divide un due sottoclassi principali, a seconda del trattamento riservato alle esperienze negative: i negazionisti e gli scandalizzati. Il negazionista non ha mai visto un film brutto, perche', per definizione, i film che va a vedere sono solo bellissimi, commoventi, fantastici, da pisciarsi addosso dal ridere, da commuoversi fino alle lacrime, a seconda del genere. Il negazionista non ordina mai un piatto scarso. Al negazionista non gli portano mai la pizza sbagliata. Il negazionista non ha mai fatto una vacanza del cavolo.
Lo scandalizzato, invece, applica la stessa tecnica di descrizione esagerata alle esperienze negative, o semplicemente meno buone: l'aragosta era immangiabile. Il film era inguardabile. Il concerto era penoso. L'appartamento era disgustoso. Lo scandalizzato e', ovviamente, il soggetto piu' pericoloso dei due: per giustificare il fallimento, oltre alla raffica di dispregiativi, deve tipicamente individuare un capro espiatorio ("e' l'ultima volta che vado a vedere un film consigliato dal Giampi, che non ne capisce un tubo"), una ragione di forza maggiore ("eh lo sapevo io che il cuoco non era piu' lui da quando e' passato alle droghe pesanti") o un evento imprevedibile o soprannaturale responsabile dell'accaduto ("la marea nera nel Golfo del Messico ha compromesso la qualita' del pesce spada per generazioni"), e cio' rischia di generare discussioni infinite spesso ad esito violento con l'interlocutore che incautamente pensasse di confutare tali tesi.

Ovviamente, e' impossibile competere coi magniloquenti: se siete gente che vede dei bei film, o mangia delle pizze buone o ha dei navigatori che funzionano, semplicemente, bene, e' ora che vi rassegniate: siamo cittadini di serie B; esiste una casta di intoccabili al di sopra di noi. Il loro stereo suona sempre meglio, la loro auto va sempre meglio, i loro libri sono sempre piu' avvincenti: perche' il nostro va "bene"; il loro va "divinamente".

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