Dec 4, 2010

Elogio di Nevruz

Io la televisione non la guardo quasi mai. "Quasi" vuol dire che ogni tanto se sono in viaggio all'estero faccio zapping in albergo per addormentarmi, oppure scorgo qualcosa se sono a casa di amici o parenti con la tv accesa. La tv a casa sta li', e serve principalmente per vedere qualche raro dvd o per la Wii.
Quando tempo fa lessi che Elio sarebbe stato uno dei giudici di X Factor mi dissi: "dovro' vederne qualche puntata". Poi ovviamente non ne ho vista nessuna. Fino a quando e' arrivata la serata finale, e sentivo sempre piu' gente parlarne, e menzionare questo Nevruz. E guarda caso, la sera della finale ero in albergo a Belgrado e in tv c'erano una caterva di canali serbi, la CNN, la BBC una tv tedesca, un paio francesi, Lino Banfi su Rai Uno e X Factor su Rai Due, e allora me lo sono guardato, per vedere cos'era sto Nevruz.
Mi sono guardato tutta la puntata, e nei giorni successivi mi sono fatto un riassunto delle puntate precedenti su Youtube. E mi sono sentito un po' come quel personaggio di Caro Diario che non guardava mai la televisione.


Tralascio la descrizione di come funziona X Factor, perche' anche se io me lo sono dovuto ricostruire su Youtube, assumo che tutti quanti lo sappiano. Praticamente questo Nevruz e' un cantante della squadra di Elio. E' "un pazzo" appunto secondo la definizione di Elio.
Ma il tipo di "pazzo" vero, nel senso che non e' un fenomeno costruito dalla trasmissione per interpretare una parte, ma e' proprio uno che si e' presentato al primo provino vestito come una specie di Renato Zero a riposo, con le stampelle perche' s'era fatto male e due teschi su di esse, e ha urlato una canzone dei Nirvana, perche' lui e' una specie di metallaro che dice di essere nato a Caserta e ha un fortissimo accento modenese, ma proprio tipo "turtelén".
Lui e' uno di quei migliaia di musicisti/cantanti che passano la vita in gruppetti sfigati di provincia sognando probabilmente di cantare un giorno a San Siro, facendo finta di non pensare che non ce la faranno mai, semplicemente perche' non ne hanno le "qualita'". Con la differenza, a quanto pare, che quelli come Nevruz ce la mettono tutta lo stesso, a costo di essere sempre a un passo -a un millimetro- dall'essere dei numeri da circo. "Sospeso tra la tragedia e il trionfo", come l'ha definito efficacemente Elio.
La cosa che mi ha colpito vedendo i filmati di Nevruz, rispetto agli altri concorrenti, era il suo approccio totalmente diverso alla competizione. Nevruz era in gara da solo. Non cercava di "apparire" in un certo modo: era semplicemente cosi'. Credo -ma magari sono semplicemente stato ingannato anch'io dalla televisione- di aver colto un certo rapporto speciale tra Elio e Nevruz: gli hanno fatto cantare delle canzoni un po' atipiche (Se telefonando, Noi ragazzi di oggi, anche una roba in spagnolo), l'hanno "usato" per degli sketch irresistibili (tipo quello di Bella senz'anima qua sotto) e, certo, hanno giocato su quel bilico costante tra farsa e trionfo. Pero' io credo di aver colto, nelle frasi costantemente tra il serio e il faceto di Elio, qualcosa di importante: "Nevruz e' quello che ha dato un senso a tutta questa trasmissione" ha detto una volta. Ed e' vero: a quanto ho visto, lui e' stato l'unico fuori dagli schemi, l'unico a proporre qualcosa di inaspettato, qualcosa che ti mantenesse interessato all'esibizione, qualcosa che non fosse solamente un cantante perfettino come gli altri. Quando e' stato eliminato in finale, Nevruz s'e' messo a ringraziare parenti e amici, col suo accento un po' ridicolo, il suo trucco sballato e la sua posa un po' gobba, ed Elio gli diceva "non fare cosi', non e' rock, tieni il personaggio, tieni il personaggio", e mi piace sempre moltissimo questa sua ironia basata su cio' che sembra e cio' che invece e', sull'interpretare un personaggio sul palco ed essere contemporaneamente un essere umano. Perche' Elio ha capito benissimo che Nevruz era una proposta da portare avanti proprio perche' lui e' cosi': metallaro e modenese, rock e sfigato, un artista e un pagliaccio. Un artista nel senso piu' dadaista del termine. Anche qui, come ha detto Elio con quell'aria serissima di uno che sembra che stia facendo finta di essere serissimo: "perche' non potete giudicarlo in base al fatto che abbia stonato o sbagliato le parole, Nevruz e' un artista e come tale va giudicato".


Nevruz in questa trasmissione ha fatto e detto tutto e il contrario di tutto, come d'altronde fanno tutte le persone normali.

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