Jul 27, 2010

Scrematura feed RSS parte 3: security

Molte notizie interessanti e "food for though" estratte dalle centinaia di articoli arretrati nelle ultime settimane.

Network World
commenta questa notizia che riporta questa segnalazione: alcune schede madre Dell conterrebbero del malware all'interno del firmware. La cosa e' interessante, e non e' il primo caso di "hardware infetto" venuto alla luce. Un sacco di riflessioni interessanti si potrebbero fare a riguardo, ma che principalmente si riassumono in "come fare ad assicurarsi che tutte le fasi di produzione di un apparato sia effettivamente sicure?". E ancora: come coniugare tale requisito di sicurezza con la corsa all'abbattimento dei costi (leggi: trasferimento della produzione verso i paesi poveri) perseguita da tutte le multinazionali?
Tra l'altro, questo ha in qualche modo a che fare con la vicenda del worm che infettava apparati SCADA (apparecchiature industriali) intrufolandosi usando la password di default: viene fuori che il maggior numero di infezioni arriva dall'Iran. E allora se i malvagi iraniani sono le vittime, chi sono i cattivi?

The Register e altri ci segnalano almeno centomila smartphone Symbian sarebbero stati infettati da un worm. Non c'e' dubbio che le botnet "mobili" saranno a brevissimo un'arma potentissima in mano a spammer e criminali informatici assortiti. Il pericolo e' ancora maggiore rispetto alle infezioni riguardanti i PC, in quanto: 1) infettare uno smartphone fornisce un "ponte" tra la rete dati e la rete voce (pensiamo a un worm che attiva automaticamente chiamate trasmettendo messaggi preregistrati), 2) proprio per questa interazione con la rete voce, le conseguenze di un'infezione si farebbero sentire pesantemente sulle bollette degli utenti infetti, mentre finora, in caso di tariffe flat, una connessione dati infetta non causa molto danno economico, 3) antivirus e intrusion prevention systems per smartphone sono lontani anni luce dall'efficace (gia' di per se' ridotta) dei loro cugini per PC, 4) idem dicasi per le aspettative e l'alfabetizzazione in termini di security dell'utente medio del cellulare: ho la forte sensazione che l'attenzione dell'utente verso i software maligni, il phishing o altre forme di social engineering tramite apparato mobile sia minore di quella gia' scarsa prestata su PC; 5) cosi' a occhio, dalla mia scarsa esperienza, mi pare che gli OS per smartphone non eccellano certo in protezione delle risorse, ad esempio quando si tratta di installare nuovi software.

E a proposito,
qui si parla di attacchi DDoS telefonici.

In fatto di attacchi diretti "all'utente finale",
questo e' preoccupante (non che sia nulla di nuovo): micro-pagamenti su carte di credito compromesse. Qualche centesimo qua, qualche centesimo la', alla fine si parla di dieci milioni di dollari. Controllate (controlliamo) sempre il nostro estratto conto! Ad esempio, la mia Mastercard, oltre agli avvisi via SMS, ha un efficiente ufficio anti-frode che mi telefona quando ci sono addebiti poco chiari, dubito pero' che si scomidino per le piccole somme; e inoltre, l'estratto conto non mi viene inviato, ma e' solo disponibile sul sito e devo quindi andarlo a controllare io manualmente.

Qui,
qualcuno dice cose sensate, che condivido, sui Mac e sui loro utenti: "Making matters worse for Apple aficionados is the mounting evidence that Apple software was never as secure as it seemed."

Questa e' forte: una societa' spagnola di sviluppo software forniva, dal 1998,
prodotti appositamente bacati per costringere gli utenti a rinnovare i contratti di supporto e manutenzione. Ci abbiamo sempre scherzato, ma tra il dire e il fare... in effetti tra il dire e il fare non c'e' di mezzo un oceano.

Il SANS ci segnala che il giudice Nancy Gertner ha riportato
un minimo di buon senso nella multa comminata a Joel Tanenbaum nel relativo caso di "pirateria": da 675.000 dollari a 67.500.

Sempre il SANS ci informa che
l'esercito americano s'e' fatto fregare tremila PC.

Quindici paesi hanno sottoposto all'ONU
una proposta per il controllo dei ciber-armamenti. La cosa mi fa un po' sorridere. Non perche' sia totalmente inutile, ma perche' forse andrebbe prima definito con chiarezza cosa si intende per "ciber-armamenti". Mah.

Questa e' la ragione per cui, quando Formigoni mi ha scritto dicendomi di andare a chiedere il PIN per creare la mia cartella sanitaria digitale, ho stracciato la lettera: "
Massachusetts Hospital Backup Files Lost - Missing backup files contain personally identifiable information of about 800,000 people".

Fotocopiatrici col disco fisso. Non proprio la migliore idea al mondo. "What does your company do if anything to ensure that no confidential data is leaked by disposal of old equipment?"

Nuova versione di Winpcap rilasciata! Era da un po' che non se ne vedevano, no?

Il 54% degli intervistati si porta il PC coi dati di lavoro in vacanza. A parte le implicazioni di sicurezza (PC persi, rubati, danneggiati) o comodita' (il PC del lavoro usato anche per scopi personali), io penso a quelli che se lo portano dietro per lavorare. Vil razza dannata!

Attrezzatura da spie per tutti! Remote monitoring, telecamere, disturbatori di cellulari, keylogger, GPS, scanner, protezioni anti-cimici, visione notturna, monitoraggio aereo, cimici per telefonini, monete-spia.


E per finire, qualcosa che non c'entra nulla.

Jul 26, 2010

Scrematura feed RSS, parte 2

Grazia batte GRAZIA. Davide batte Golia. "Domain Name: grazia.us; Case: Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. v. Grazia Solazzi"

Digitalizzare un libro sfogliandolo. Awesome.

Statistiche Facebook.

Ulteriore conferma che andiamo tutti sui soliti quattro-cinque siti.
"
The top 10 websites get 42% of the visitors to the top 100, and 21% of the visitors to the top 1,000.
The top 100 gets 50% of the visitors to the top 1,000. I.e. the top 100 together get as many visitors as the following 900 websites counted together.
"


E infine, anche se non c'entra niente, le mappe che hanno cambiato il mondo.

Breve elenco di fatti arcinoti

Scorro i miei feed RSS arretrati, leggo, sfoltisco, seleziono, conservo, ma mi ritrovo solo a leggere nulla di nuovo:

Pileri dice che la rete e' in crescita. Telecom blocca le nuove attivazioni ADSL. Mah.

Telecom fa concorrenza sleale. ma va.

La banda "garantita" e' un miraggio.

Gli italiani sono analfabeti. ma pensa.

E per finire, un esempio di come non dare le notizie: "L'Antitrust ha comminato ad alcune societa' telefoniche una raffica di multe".

Jul 25, 2010

Pessima esperienza con Vodafone

Dopo che il touch screen del mio Palm Treo ha deciso di abbandonarmi completamente e definitivamente, avevo deciso di prendere un altro smartphone coi punti di Vodafone One. Siccome non e' piu' disponibile nessun telefono con Windows Mobile, alla fine mi sono deciso per il Sony Ericsson Vivaz Pro, soprattutto dopo aver controllato che il telefono supportasse la sincronizzazione con la mail Exchange, che e' la ragione principale per cui ho bisogno uno smartphone: per leggere le email di lavoro nei tempi morti quando sono in viaggio.

Il 13 scorso o giu' di li' mi arriva il telefono, e cerco subito di configurare Active Sync. Che pero' non c'e'. Dopo una veloce ricerca, trovo che Active Sync per il Symbian su Sony Ericsson e' fornito dal software RoadSync che, come dice S.E. "e' gia' presente sul vostro telefono o e' pronto per essere installato". Peccato che invece sul mio Vivaz Pro non ci sia. Il software costa 50 dollari.

Il 14 scrivo un messaggi sul sito della community SE, per chiedere notizie. Metto anche un post sul loro account Facebook. Dov'e' Active Sync? Nessuna risposta.

Il 15 apro un ticket sul sito SE: mi risponde immediatamente il supporto inglese, dicendo che devo rivolgermi al supporto italiano, che mettono in copia.

Il 16 mando un'altra mail al supporto italiano, chiedendo notizie. Nessuna risposta, solo una mail automatica. Posto un messaggio anche sul gruppo Facebook di SE Italia.

Passa il weekend senza news. Il 19 ricevo una mail di spam di SE che mi invita a iscrivermi a non so quale servizio del cavolo. Mando un'altra mail al supporto italiano: nessuna risposta. Scrivo sul forum del sito Vodafone. Scrivo di nuovo al supporto UK: un'altra risposta automatica.
Sempre il 19 mi decido a chiamare il 190: come previsto, l'operatrice non ha idea di cosa sia ActiveSync, e mi dice di chiamare l'assistenza Sony Ericsson allo 0648895206. Chiamo una prima volta e dopo alcuni minuti di attesa sento qualcuno che alza la cornetta e poi solo rumori di fondo. Richiamo, ascolto tutta We Are The Champions e poi una vocina mi dice di richiamare piu' tardi. Stessa cosa alla terza chiamata. Al quarto tentativo, finalmente risponde qualcuno, e dopo avergli spiegato il problema mi dicono di rivolgermi a Vodafone, perche' ActiveSync ci deve essere. Richiamo il 190 e l'operatore, giusto per sbolognare la grana a qualcun'altro, mi dice che dovrei portare il telefono a un negozio Vodafone che poi "lo mandano in assistenza a Sony Ericsson". E come no.

Infine, il 20, SE Italia mi risponde su Facebook (ovviamente, nessuna notizia dal supporto tecnico) e mi conferma che Vodafone ha deciso di non includere RoadSync nella loro versione brandizzata e quindi io mi posso attaccare. Ora, io saro' intollerante, ma a me sembra una truffa. Facciamo un'analogia con un'altra categoria merceologica: io guardo sul sito della BMW e vedo che l'auto tal dei tali e' fornita con la ruota di scorta; poi vado dal concessionario, che mi mostra il depliant della stessa auto in vendita da loro: sul depliant la ruota di scorta non e' menzionata. Ora penso che siamo tutti d'accordo che io possa legittimamente aspettarmi che la ruota di scorta ci sia, anche comprando l'auto tal dei tali dal concessionario. No, invece no. Per Sony Ericsson e per Vodafone e' normale doversi aspettare che tutto cio' che e' menzionato come presente sul sito SE ma non e' esplicitamente menzionato sul sito Vodafone non sia compreso. Vodafone e' liberissima di mettere o togliere tutto quello che gli pare dai suoi telefonini: pero' la correttezza professionale vorrebbe che almeno le variazioni peggiorative fossero chiaramente indicate (e non date per sottintese), e che -ma qui sto veramente sognando ad occhi aperti- il personale che risponde al 190 fosse in grado di prestare un minimo di assistenza a riguardo. E con "un minimo" intendo dire "comprendere il significato della frase 'Come mai non c'e' Active Sync sul mio telefono?'".

Comunque, il Vivaz e' finito su ebay.

Cose che vorrei leggere sui giornali italiani

Leggo questo commento di Bobby Ghosh su Time e traduco al volo qui: "Dei circa 5 milioni di musulmani francesi, solo circa 2000 indossano il velo islamico che copre tutto il viso. Cio' nonostante, questa micro-minoranza preoccupa cosi' tanto la potente Repubblica Francese che i suoi litigiosi politici si sono uniti nella lotta comune contro il burqa. Come accade di solito quando i tanti fanno i prepotenti coi pochi, la maggioranza ha piu' probabilita' di averla vinta. Il 13 di Luglio l'Assemblea Nazionale ha approvato una bozza di legge (con un voto di 335 a 1) che dichiara che "nessuno puo', in luoghi pubblici, indossare vestiti che nascondano la faccia". I critici del velo l'hanno descritto come oppressivo verso le donne, nonostante in pochi abbiano chiesto alle 2000 velate se si sentono oppresse. Altri hanno affermato che il burwa e' in antitesi con la cultura francese, un ragionamento imposto con la stessa intolleranza che viene spesso affibiata ai musulmani. Il peggiore argomento a favore del divieto e' venuto da Jean-Francois Cope', il leader della maggioranza in Assemblea, che con gallica grandeur ha chiesto "come puoi instaurare una relazione con una persona che, nascondendo il sorriso o lo sguardo ... si rifiuta di esistere agli occhi degli altri?". Se le francesi velate sono obbligate a mostrare il loro viso, gente come Cope' coprira' il proprio dalla vergogna?"

Oltre all'evidente demenzialita' di emanare una legge per regolamentare i comportamenti di duemila cittadine su sessantacinque milioni di abitanti, varrebbe la pena di riflettere sul fatto che vietare a quelle duemila di mostrarsi in pubblico col velo non fara' altro che peggiorare la loro situazione: i mariti gli vietano di mostrare il viso, lo Stato gli vieta di uscire di casa. Et voila', merci beacoup.

Jul 23, 2010

sud, svimez, polanski, guardian

Qualche lettura interessante:

Il Manifesto
riporta e commenta una ricerca di SVIMEZ sullo stato dell'economia del Sud Italia. Oltre ai dati, ci sono molte riflessioni interessanti, che le si condivida completamente o meno:

"Non c'è interesse per il Mezzogiorno. Semplicemente non c'è un blocco sociale interessato al cambiamento del Sud. Al contrario, prevale da diversi anni un blocco di forze, semmai inerziale e inintenzionale, favorevole allo status quo. Il Sud come disastro nazionale è funzionale alla Lega e al Nord: è colpa dei meridionali se le cose non vanno bene nel nostro paese, anche dei malfunzionamenti nella pianura Padana. Nel frattempo, il Nord continua anno dopo anno ad assorbire migliaia di laureati formatisi nelle università meridionali."

"Il Sud è un problema di deficit istituzionale, di debolezza estrema dello Stato nel garantire standard adeguati di servizi essenziali a tutti i cittadini che vivono nel Mezzogiorno."

"Certo, al Sud è quasi sempre un po' peggio che al Nord, ma è l'Italia tutta ad arrancare da tempo. La qualità della vita dei meridionali oggi non dipende soltanto dal divario economico, molto di più conta il divario civile in termini di sicurezza, di qualità scolastica, di funzionamento dei tribunali, di certezza delle regole, di disponibilità di acqua e di asili nido, di frequenza e comfort dei treni. Un divario civile ben più ampio e insostenibile di quello economico. È la penuria e la bassa qualità di servizi pubblici essenziali la causa prima del sottosviluppo."

"Lo scenario che emerge dall'analisi dello Svimez è quella di un avvitamento senza quasi più speranze. Le spese per investimenti infrastrutturali sono scese in soli tre anni di quasi il 9% in una parte del paese che presenta una rete autostradale e ferroviaria di fatto preistorica (il 51% delle tratte non è nemmeno elettrificato)."

"Nemmeno il turismo - che pure potrebbe giovarsi di condizioni climatiche tali da poter programmare una «stagione di 12 mesi» - riesce a migliorare la media: su 100 visitatori solo 10 vanno nel Mezzogiorno."

Sempre in tema,
un articolo del Guardian tradotto sul benemerito sito "Italia dall'Estero": "Il sistema scricchiola, ed i giovani italiani rischiano di diventare la prima generazione della storia moderna che sta peggio di chi l’ha preceduta." [...] "Sarà un conflitto pacifico o violento? Nel primo caso, un eventuale partito dei giovani potrebbe servirsi delle istituzioni democratiche per far pressione in vista di radicali tagli ai benefici goduti dai vecchi. Nel secondo caso, delle proteste violente potrebbero portare a un’ondata rivoluzionaria simile a quella del 1968. Allora si trattò di contestatori che volevano liberare le classi svantaggiate dall’oppressione del capitalismo; ora invece essi potrebbero cercare di liberare le generazioni svantaggiate dalle pastoie della gerontocrazia."

A proposito di giovani, leggo
questo su La Stampa: "Si allarga il consumo di droghe legali -
Meloni: informare i giovani sui rischi.
"
L'oggetto dell'articolo e' questo: "sembrano tisane o profumatori d’ambiente, arrivano in sacchetti, per posta, con un ordine via Internet e costi accessibili: sono le smart drugs, sostanze di origine naturale che promettono sballo, allucinazioni e presunti effetti afrodisiaci."
OK, informiamo i giovani sui rischi. Leggiamo l'articolo: 25 "smart drugs" sono state identificate; sono facili da reperire; i consumatori sono giovani ma anche adulti; il ministro dice che si mette a rischio la propria salute; le indagini continuano.
Si', OK, ma quali cacchio sono i rischi???? Informiamo i giovani... e informiamoli allora! Cosa causano queste "droghe"? Quali informazioni mi da' questo articolo, oltre a farmi scoprire queste "droghe" (che non sapevo esistessero) e a dirmene i nomi cosi' me li posso cercare su google? Cosa mi succede se mi pippo di Argemone mexicana? Mi viene la cirrosi? il cancro ai polmoni? sballo e mi schianto in macchina?
Come al solito, nessuna informazione proviene dai mass media italiani, che si limitano a fare da eco agli annunci del ministro di turno.

E per finire,
un simpatico articolo (ma con implicazioni serissime) di Katha Pollitt sulla vicenda Polanski: una lettera aperta alla Svizzera. "Like many people I have fantasies about getting away with a crime, so I've followed the Roman Polanski case with great interest. Drugging and anally raping a 13-year-old girl doesn't appeal to me, I was thinking more of… well, maybe I'd better not say till I hear from you! Suffice it to say there are lots of people who annoy me deeply and sometimes I wonder how I contain myself."

Jul 20, 2010

Triste mini rassegna stampa

Qualcuno ne sentiva il bisogno? "Avrà la forma di un millepiedi e ci si potrà sciare anche ad agosto. È il mega impianto al coperto, unico in Italia, che dovrebbe essere realizzato a Casale Monferrato." Sul Manifesto, solo per abbonati.

Record italiani: "Paolo Pravisani è il primo straniero condannato per turismo sessuale in Colombia. Dopo una lunga udienza il 15 luglio a Cartagena, infatti, è stato riconosciuto colpevole di pedofilia, detenzione di materiale pedopornografico e induzione alla prostituzione." Sempre
sul Manifesto, per abbonati.

Terzo Mondo, arriviamo! "
Acqua avvelenata dai rifiuti tossici - Sequestrata l'area di Santa Giulia."

A proposito di notizie che qui in Italia nessuno mai considera, consideriamo questa: "ARI Launches the Arab Democracy Barometer".

A me, questo palio m'era piaciuto.

Jul 18, 2010

Ipocrisia dei mass media

Leggo il necrologio di Mino Damato su Repubblica. L'ho riletto quattro volte: ottocento parole senza una singola menzione della causa della morte.
Nella stessa pagina c'e' linkato il
necrologio di Lelio Luttazzi. All'inizio dell'articolo: "Le sue condizioni di salute sono diventate precarie circa tre mesi fa a causa di una neuropatia periferica, peggiorata nelle ultime settimane."

Perche' questa differenza?
Riservatezza? Ci starebbe, ma perche' per Damato si' e per Luttazzi no?
Richiesta della famiglia? Ma perche'?
Nell'articolo su Damato compare quattro volte la parola AIDS, due volte in periodi praticamente identici, in cui si ricorda che adotto' una bambina romena malata.
E' chiaro che il malpensante, colui per il quale morire di AIDS e' una vergogna, fa due piu' due e trae delle conclusioni.
Invece noialtri ci chiediamo: e se anche fosse? Se Mino Damato fosse morto di AIDS, che male ci sarebbe a scriverlo? Se anche fosse morto di polmonite klingon, perche' non scriverlo?

Se chi scrive sui mass media italiani avesse una professionalita' all'altezza del compito, saprebbe scrivere ogni cosa, anche la piu' "imbarazzante", in ogni caso, senza cadere nel pettegolezzo, facendo semplicemente un servizio al lettore. Invece no, in certi casi si sbatte lo "scandalo" in prima pagina, in altri invece l'ipocrita omerta' si nasconde dietro il paravento del "rispetto della riservatezza".
L'ipocrisia dei giornalisti e' una delle figlie della loro ignoranza, arretratezza e incapacita'. L'ipocrisia e' quella cosa per cui non si puo' scrivere di cosa e' morto Mino Damato, o quella cosa che, all'occorrenza, trasforma le puttane in escort. E' quella cosa per cui i drogati poveri si bucano, mente quelli ricchi fanno i festini.


Ai lettori italiani non si puo' parlare chiaramente, vengono trattati come dei bambini. Dei bambini rincoglioniti e un po' malvagi, ai quali non si puo' parlare apertamente e seriamente della morte, della malattia, della droga, del sesso, ma ai quali si puo' tutt'al piu' sussurrare un pettegolezzo con una strizzatina d'occhio, e "ci siamo capiti".

Jul 17, 2010

soddisfazione melanzana

Ah! L'anno prossimo metto giu' una piantagione di melanzane!
Pero' mi devo ricordare di pacciamare l'orto altrimenti la lotta contro le erbacce si fa troppo ardua.

Jul 13, 2010

Recensione Palm Treo Pro

Fare la recensione di un cellulare uscito probabilmente piu' di due anni fa e' uno degli esercizi piu' inutili che possano esistere, se e' vero che c'e' gente che scrive sui forum che sta "cercando un cellulare sui 300 euro perche' dopo tre mesi con lo stesso cellulare mi sono rotto". Giuro.
E proprio qua sta il problema: come fare ad avere pareri affidabili su un apparato che e' obsoleto dopo 6 mesi e che magari dopo un anno non lo trovi nemmeno piu' in commercio? Il consumatore e' in balia della pubblicita' e degli entusiastici acquirenti della prima ora. Un circolo vizioso.

Intermezzo nostalgia: la mia storia coi cellulari. Ebbi il mio primo cellulare tra le mani nel '98 quando la mia ditta me ne diede uno visto che ero in trasferta, altrimenti non mi sarebbe mai passato per la testa di comprarne uno. Non ricordo la marca, ma era piccolino e di quelli che rispondi alle chiamate "aprendolo", tipo Kirk quando chiama l'Enterprise mentre e' in missione sul pianeta Sgrunz. Comprai il mio primo cellulare a Dicembre del '99, un Mitsubishi Trium Geo, per chiamare la mia futura moglie. Il Mitsubishi e' sopravvissuto, addirittura attraverso un paio di viaggi al centro assistenza, quasi fino ai giorni nostri, grazie ai cellulari aziendali fornitimi nel frattempo: l'ho venduto su ebay l'anno scorso a un ricettatore di telefonini malridotti che ancora mi chiedo che gabola nascondesse. Tastiera in pessimo stato e batteria da ricaricare ogni mezza giornata ma, cacchio, dieci anni!
Nel frattempo, il mio nuovo datore di lavoro mi aveva fornito un nuovo cellulare nel 2000, un po' perche' ero in trasferta e un po' perche' ce l'avevano tutti. Un Nokia, forse. Altro giro altro regalo, prima che i soldi della new economy fnissero definitivamente, dai indietro il Nokia e beccati un Ericsson - se ben ricordo. Sempre piu' piccolo, con un simpatico joystick in mezzo alla tastiera. Fotocamere sempre meglio, quello si'. Qualita' delle chiamate, pressapoco sempre the same.
Poi c'e' stato l'avvento degli smartphone. Cambio datore di lavoro e il cellulare devo mettercelo io. Il Mitsubishi e' gia' allo stremo, cosi' nel 2006 mi compro un iMate SP3 con Windows Mobile. Second Edition? Boh, insomma, la versione sfigata, per capirsi. Ma almeno posso sincronizzare il Calendar con Outlook e scaricare la mail (senza attachment, pero', perche' non c'e' modo di dirgli di salvare la mailbox sulla scheda aggiuntiva). Fotine e filmini sempre meglio.
Dopo un paio d'anni di maltrattamenti l'iMate e' esausto, la tastiera inizia a fare e capricci, ma soprattutto ho i punti Vodafone sufficienti a prendermi un cellulare nuovo a gratis. Scelgo il Palm Treo con cui sto scrivendo ora, sempre Windows Mobile (versione 6.1), e che sto per mandare in pensione. Nel frattempo l'iMate e' andato perso da qualche parte a Riyadh: era la seconda volta in vita mia che andavo in giro con due telefonini. Mi sembra impossibile, ma il Palm l'ho preso meno di due anni fa ed e' gia' a pezzi. Il successore designato e' il Sony Ericsson Vivaz Pro che ho appena preso coi punti. Ah, l'hanno scorso se cambiavi piano tariffario la Vodafone ti dava un telefono: l'LG Cookie l'ho venduto su ebay dopo una settimana di test drive, perche' il touch screen mi pareva una ciofeca, ma soprattutto perche' io voglio la tastiera.

Tornando al Treo, devo dire che sono un po' deluso dalla durata ridotta. E' vero che io i telefoni li maltratto abbastaza, ma ha parecchie piccole crepe e il touchscreen sta gia' andando a farsi benedire. L'angolo in alto a destra, proprio dove c'e' il menu dei programmi in esecuzione e la scrollbar, non ha piu' sensibilita' al tocco del pennino e la cosa si sta espandendo a tutto il lato destro.




In generale il Treo mi ha servito bene, e il GPS integrato si e' rivelato utile, anche se ovviamente puo' esaurire la batteria in un paio d'ore d'utilizzo. Ho anche la sensazione che Google Maps sia un'applicazione scritta un po' coi piedi, che non disabilita il GPS quando gli dici di farlo, o non si chiude proprio veramente quando gli dici di chiudersi, con conseguenti sorprese circa la batteria, appunto. Ah, non c'e' modo di usare Google Maps col wi-fi, va solo col 3G. Che animali.
Una delle cose piu' ridicole di questo e altri smartphone Windows Mobile e' che non e' possibile spegnerli. Non c'e' il tasto, non c'e' la funzione software, al massimo puoi metterlo in flight mode. Fa ridere, ma ci si abitua. E poi si puo' anche scaricare un programmino da Microsoft se proprio uno ci tiene.
La sincronizzazione con Exchange tramite Active Sync e' *quasi* perfetta, nel senso che le modifiche a singole occorrenze di appuntamenti ricorrenti vanno un po' dove gli pare a loro, ma e' l'unico problema che ho rilevato, tutto sommato minore.
Per il resto, con un bella scheda microSD da 16 giga, ci stanno tutti gli mp3 e gli attachment del mondo.
La cosa deludente della piattaforma Windows Mobile e' che uno si aspetterebbe un'aggiornabilita' maggiore, mentre invece ti tocca subire porcherie tipo "il marketplace e' disponibile solo per gli smartphone 6.5" e tu con 6.1 puppa.
Che altro? Che rimango ancora un sostenitore di Windows Mobile, dovendo usare pesantemente il telefono per lavoro. Sono arrivato a un passo dal provare l'iPhone, ma poi la Vodafone l'ha tolto dal catalogo dei premi.
Ora sto litigando col Vivaz Pro e appena saro' riuscito a sincronizzare la mailbox con Exchange (possibilmente senza pagare 50 dollari per RoadSync), il Palm potra' andare in dignitosa pensione come "cellulare di riserva".

Jul 7, 2010

L'esperto di calcio

Questo periodo di Mondiali di Calcio mi ha fatto realizzare una cosa: che gli Italiani si dividono in due categorie. Gli esperti di calcio e tutti gli altri. Gli "altri", per definizione, dicono solo cazzate.

E' noto come gli Italiani siano considerati un popolo di CT: 60 milioni di Commissari Tecnici ognuno con le proprie idee perentorie riguardo la formazione della nazionale, della squadra del cuore, e in generale di ogni squadra di calcio. Ma in realta' l'Italiano non e' esperto di calcio per ragioni genetiche. Esperti di calcio si diventa. E da cio' deriva che c'e' una parte minoritaria della nazione che e' composta da non esperti di calcio. Tale minoranza si divice principalmente in chi non si interessa di calcio A) per snobberia o B) perche' sinceramente appassionato in maniera esclusiva di un altro sport (rarissimi questi ultimi). All'interno di questa minoranza c'e' un'ulteriore minoranza -di cui mi pregio di far parte- che non puo' fregiarsi del titolo di "esperto di altro sport", si interessa un minimo di calcio, vorrebbe dire la sua, ma non avendo i galloni di "esperto di calcio", non puo' dire un cacchio.

Come dicevo, in Italia e' relativamente facile conquistare il titolo di "esperto di calcio", in quanto i requisiti di base sono praticati dalla stragrande maggioranza della popolazione, ma qualcuno ne e' comunque escluso.
Gli esperti di calcio si dividono in tre categorie principali, in base al tipo di preparazione conseguita.

Il calcettaro

Aver giocato a pallone con continuita' in una squadra di qualunque ordine o grado per un periodo sufficientemente lungo conferisce automaticamente lo status di esperto di calcio. Dalla squadretta di calcetto dell'oratorio fino alla Serie A, l'aver calcato i campi da gioco per piu' di una stagione conferisce pari diritti di esperto di calcio. Curiosamente, spesso la perentorieta' delle opinioni espresse dall'esperto di calcio calcettaro aumenta in modo inversamente proporzionale all'aumentare del livello di professionalita' conseguito sui campi da gioco (torneo dei bar, amatori, CSI, dilettanti, semiprofessionisti, professionisti, allenatore): e' infatti noto che i piu' agguerriti esperti di calcio fioriscano sui campetti in terra battuta di provincia e che il loro principale passatempo sia quello di sminuire le opinioni degli esperti di calcio di ordine superiore, tipo l'ex giocatore della Nazionale che oggi fa il commentatore televisivo ma "non capisce un cazzo e poi ha vinto solo tre coppe dei campioni che le vincevo anch'io con un piede ingessato".
Il biscardiano

Colui che chiameremo "biscardiano" e' altresi' detto il teorico del calcio, e deriva la sua competenza in materia dalla visione assidua e ripetuta di tutti i talk show televisivi calcistici e affini, dalla lettura approfondita di tutti quotidiani sportivi e della maggioranza delle pagine calcistiche dei restanti quotidiani. L'esperto di calcio biscardiano basa le sue analisi sull'imponente mole di informazioni acquisite dall'approfondimento delle suddette fonti. La sua conoscenza enciclopedica gli permette di sfoderare una quantita' di dettagli tale da disorientare qualunque esperto di calcio avversario (per non parlare dei non esperti di calcio, che rimangono frastornati all'istante), anche grazie al sapiente uso di osservazioni del tutto irrilevanti ("pinco pallino e' stato fermo tre mesi l'anno scorso a causa di un lutto in famiglia quindi e' chiaro che sbaglia tutti i cross"), purche' presentate con l'opportuna perentorieta'. L'esperto di calcio cosiddetto biscardiano basa la propria autorevolezza nei confronti degli altri esperti di calcio proprio su questa onniscienza; gli altri esperti di calcio rispondono solitamente buttandola in caciara o con l'aperta violenza.
Il tifoso.

L'esperto di calcio tifoso, analogamente al calcettaro, basa la propria autorevolezza sul fatto di aver seguito con continuita', per alcune stagioni, le partite di una squadra di calcio di qualunque ordine o grado, dalla selezione vecchie glorie del dopolavoro ferroviario al prestigioso club di Serie A. Le innumerevoli partite viste, le trasferte al seguito della squadra, il maltempo patito, ma soprattutto la tessera di abbonamento, valgono il titolo imperituro di esperto di calcio. Anche in questo caso, vale la regola della perentorieta' inversa: l'ultra' della polisportiva sangiuseppese e' tipicamente sinceramente convinto di essere molto piu' titolato a parlare dell'abbonato in tribuna gold del club di Serie A multicampione. Come lo status di esperto di calcio dei calcettari e dei biscardiani si basa sull'impegno profuso rispettivamente sui campetti di periferia o davanti al televisore, quello del tifoso si basa principalmente sui costi sostenuti per seguire degnamente la squadra del cuore: abbonamenti, benzina, pasti, striscioni, magliette, sciarpe, eccetera. In quanto non e' nemmeno proponibile ipotizzare che chi spende centinaia o migliaia di euro l'anno per seguire una squadra di calcio possa essere semplicemente un coglione, ne deriva che e' per forza di cose un esperto di calcio.