24 feb 2011

Mito!

"It's obvious now that this issue has been lead by al-Qaeda... get control of your children, keep them at home"

"Those who have taken your children and given them hallucination pills..they have launched a campaign"

Gaddafi compares himself repeatedly to Queen Elizabeth II, saying he's a symbolic leader

"We don't know when this violence will come to an end. It's clear you should take the guns away from the kids."

Gaddafi's speech: Gives his condolences to the families of the 4 security forces killed, wonders if Bin Laden will compensate them.

"people with any brains won't take part in these protests - they are kids who obtain "illegal" pills"

Assistenza tecnica / 2

Oggi e' arrivato l'omino dell'assistenza Dell. Ovviamente avevano capito male e aveva dietro i pezzi sbagliati. Altra mezz'ora buttata.
Domani dovrebbero ricontattarmi per un altro intervento.

23 feb 2011

Assistenza tecnica

No, non c'e' verso. L'unico diritto del consumatore e' quello di perdere tempo al telefono ad aspettare.

Sabato mi si rompe il PC.
Domenica scrivo il mio numero di "service tag" al support della mia azienda che mi Lunedi' risponde di rivolgermi direttamente al support della Dell.
Ieri vado sul sito Dell, apro la chat di assistenza, gli scrivo il mio "service tag", gli spiego l'accaduto, mi danno un ticket number e in 20 minuti rimaniamo d'accordo che mi avrebbero mandato un tecnico a casa entro due giorni a mettere a posto. MA siccome sono in Italia, devo chiamare il numero di supporto italiano.
Oggi chiamo il supporto italiano. Mi risponde una signorina, le dico il mio service tag, le spiego di nuovo tutto, e lei mi dice che mi deve passare al supporto tecnico. Musichetta.
Mi risponde un tizio: gli ridico il service tag, gli rispiego l'accaduto, e poi lui mi dice che pero' questo e' il supporto premium o qualcosa del genere, quindi siccome lui e' gentile mi passa direttamente al supporto sfigato, senza farmi richiamare.
Musica classica.
Risponde il supporto sfigato: GLI RIDICO IL SERVICE TAG, gli rispiego tutto tre volte, lui va a prendere un pc uguale al mio per cercare di capire. A tutti quanti ho detto che ho anche delle foto, e che se vogliono, tramite la magica Internet, gliele posso anche mandare, ma niente: spieghiamoci a voce. Del mio ticket number che mi hanno dato gli americani via chat non gliene frega niente a nessuno.
Musica sudamericana.
Nuova spiegazione. Attesa. Inserisci le informazioni - ridigli il nome, il numero di telefono, l'indirizzo. Hei, no, il pc non e' piu' sotto assistenza! ah no, scusi mi sono sbagliato, tutto a posto! ah no, ma e' uscito dall'America, ah ma non trovo i pezzi...
OK, domani verra' un tecnico a cambiare i pezzi. No, domani un tecnico mi chiamera' per venire a cambiare i pezzi.

TOTALE: 50 MINUTI AL TELEFONO. Per oggi.

22 feb 2011

E' ufficiale: la primavera e' iniziata.




Non importa il calendario. Sono spuntati i miei bulbi, quindi e' primavera. Per cui ho anche seminato le zucchine.

20 feb 2011

Altro requisito

Altro requisito per partecipare alla gara per ottenere il mio voto: eliminare questa legge elettorale antidemocratica e' la priorita' del Paese.

19 feb 2011

Cose malfatte / 3 e fine




Ero alla ricerca di un software per sincronizzare due directory tra un PC e un Mac. Dopo aver cercato un po', mi sono concentrato su DirSyncPro e Synkron. In realta', speravo in qualcosa di meglio: entrambi i software si basano semplicemente sul fatto che la directory sull'altro computer possa essere montata nel file system del computer sorgente, mentre questo era proprio lo step che volevo evitare.

Ho installato DirSyncPro e, con mio grosso scoramento, ho trovato che non dispone di una vera funzione di sincronizzazione. Che per un software che si chiama "Sync" e "Pro" non mi sembra una cosa da poco. Il software permette di scegliere le modalita' di "sincronizzazione" tra le directory: "Synchronize A<->B" mantiene si' le directory sincronizzate in modo bidirezionale (i nuovi file creati su A vengono copiati su B, quelli modificati su B vengono modificati su A, eccetera), ma non permette la cancellazione dei file! Se cancello un file su B, questo viene ricreato alla successiva sincronizzazione (siccome e' presente su A!), invece di essere cancellato su A. E viceversa. Delirante.
Per aggirare l'ostacolo, ho pensato di creare due "job" di sincronizzazione: uno come "Synchronize A->B" e uno come "Synchronize B->A". Queste modalita' permettono di configurare la modalita' di gestione delle cancellazioni. Peccato che le cancellazioni siano unidirezionali: questo significa che se io cancello un file su A e immediatamente dopo viene eseguita la sincronizzazione del job "B->A", il file su A viene ricreato! Se invece sono fortunato e gira il job "A->B", allora il file viene cancellato anche su B come desiderato. In pratica, la "sincronizzazione" e' casuale. E non e' che il software sia alla versione 0.beta.vattelapesca: e' alla release 1.4. Roba da ergastolo.

Provero' anche Synkron, e vedremo.

Cose malfatte / 2

Nella categoria "siti malfatti":
Gli Small Luxury Hotel qua sopra vanno in errore dopo aver fatto acquisti.

Quelli della Emirates sono piu' subdoli: per loggarsi sul sito di "Emirates High Street" dove fare acquisti spendendo le miglia di Skywards e' necessario -come uno si aspetta- utilizzare il numero di tessera frequent flier Emirates. Peccato che la password non sia la stessa, e non sia nemmeno... diversa. E' la stessa password, troncata a 8 caratteri. Il bello e' che se uno inserisce la password Skywards "lunga", il sistema non la tronca automaticamente, ma restituisce errore. Dopo un po' di tentativi falliti, il sistema ti blocca. E' possibile farsi inviare via mail la password "giusta": peccato che pero' l'accesso rimanga bloccato e sia possibile riprovare solo il giorno successivo.


Cose malfatte / 1


Il mio PC ha sempre fatto un rumore strano quando apro o chiudo lo schermo: il rumore tipo "porta che scricchiola in un film dell'orrore". Dopo due anni passati a rispondere "ma no, e' solo un rumore, non e' niente di preoccupante" alla domanda "ma si sta rompendo?", infine s'e' rotto davvero.

E uno allora capisce come mai un Mac costa il doppio di certi PC.

12 feb 2011

Segnalibri

In questi anni di berlusconismo, e' utile tenere dei "segnalibri", cosi', per mantenere la rotta. Uno risale al 2001, un altro e' questa intervista a Nanni Moretti che c'era ieri sul Manifesto.


INTERVISTA
«Il Caimano c'era già e tanti gli somigliano» Parla Nanni Moretti
Norma Rangeri
«Sono stato attento». Nanni Moretti rompe il lungo silenzio di questi anni e torna a parlare dell'Italia del Caimano, di quel che il suo film aveva visto, di quel che forse gli italiani non vedono più, avvolti e sopraffatti da un conflitto di interessi che ci ha cambiato.
Il celebre film di Moretti è nei cassetti della Rai. Pur avendolo acquistato cinque anni fa per 1 milione e mezzo di euro, non ha avuto il coraggio di mandarlo in onda. Oggi quella scena finale, con la molotov che parte dalla folla contro i magistrati che hanno osato processare il Politico, potrebbe uscire dalla fiction e diventare cronaca? E sono "golpisti moralisti" quelli che si ostinano a chiedere il rispetto delle regole, della divisione dei poteri? E perché la sinistra per avere credibilità deve spendere il nome di uno scrittore come Saviano? L'intervista con Nanni inizia promettente: «Dunque».
Esce solo a tarda sera dal lavoro finale del suo film. In tutti questi anni Nanni Moretti non ha mai accettato di rilasciare interviste. Nonostante le richieste di giornali e televisioni, italiane e straniere. Tutti volevano chiedergli del Caimano, di quella scena finale, quando i sostenitori di un Politico, finalmente processato, e condannato, lanciavano una molotov contro il Tribunale. E oggi che quello scenario sembra avvicinarsi, Nanni rompe il lungo silenzio. Trascinato proprio dal rifiuto della Rai di trasmettere Il Caimano.

Perché non hai più voluto parlare?
Perché mi imbarazzava dire: «Visto?»

Ma come avevi fatto a "vedere", cosa ti aveva ispirato quella scena?
Quelle fiamme sono macerie simboliche: costituzionali, istituzionali, culturali. Macerie che si lascia alle spalle l'avventura politica di Berlusconi. Il fatto è che ci siamo abituati un po' tutti, anche elettori e elettrici di sinistra, a cose che in una democrazia non sono per niente normali. E uno dei compiti del cinema è mostrare quello che ancora non riusciamo a vedere o quello che non riusciamo più a vedere. Berlusconi, il politico intendo, queste cose le ha sempre dette e sempre fatte. Le sue aggressioni alla magistratura non sono una novità. Sono stato un po' attento.

Pensi che oggi, con l'assalto alle istituzioni, si potrebbe andare oltre la molotov?
Non lo voglio prendere nemmeno in considerazione. Purtroppo, la cosa strana, molto italiana, è questo revanchismo da parte di persone che si identificano in forze politiche che sono state quasi sempre al governo, al potere in questi 60 anni.

Al Caimano i berlusconiani contrappongono 'Le vite degli altri', lo stato comunista spione.
Ma non è vero che si preoccupano di non far intercettare la gente. È vero che Berlusconi non si difende mai nei processi. Questo slogan «è stato sempre assolto» è una mistificazione. È stato condannato a un anno per falsa testimonianza (poi gli è stata tolta) sulla P2. Ci sono state prescrizioni, leggi fatte apposta per lui. E poi la condanna di Previti per aver corrotto i magistrati: per conto di chi se non di Berlusconi?

Attraverso i tuoi film si legge un pezzo della nostra storia politica e culturale. E proprio oggi la Rai non vuole mandare in onda il Caimano.
Uno dei tanti motivi per cui io venticinque anni fa ho fatto, con Angelo Barbagallo, una casa di produzione, la Sacher, era che volevo io scegliermi i finanziatori dei miei lavori e una delle poche cose che dissi da subito a Barbagallo fu: «Se i nostri film hanno bisogno di cooproduzioni con reti televisive, io non voglio essere finanziato da reti Fininvest, come si chiamavano allora. Dico questo perché tra registi e scrittori c'è chi può scegliere e chi non può, e tra quelli che possono scegliere c'è chi non sceglie nemmeno nel 2011. Ecco io ho scelto venticinque anni fa. Non sono per niente d'accordo, anche se succedono cose come quelle di questi giorni, con chi dice «va bene, tanto televisione pubblica e tv privata sono la stessa cosa». No, io voglio lavorare con la televisione pubblica. Già venticinque anni fa nelle tv di Berlusconi c'era una visione del mondo che mi dava disagio.

Ti riferisci alla polemica scoppiata con il caso Mondadori?
Ci sono delle cose che mi tengo molto dentro. Non sono entrato nella polemica sulla Mondadori perché chiunque voglia sapere le cose, le sa, magari non le ricorda. Ma quello è un altro discorso.

La tua storia di cooproduzioni con la Rai è antica e non sempre pacifica.
Da Notte Italiana di Mazzacurati e Domani accadrà di Daniele Luchetti, i primi due film che abbiamo prodotto, ho cercato la Rai. E sempre abbiamo proposto i nostri film, Caimano escluso, ma compreso quest'ultimo che sto finendo, Habemus Papam. E abbiamo sempre collaborato. Tranne una volta: Il Portaborse. Il film uscì un anno prima dell'esplosione degli scandali delle tangenti, era il '91. Allora non c'era Raicinema, si facevano le proposte alle singole reti. Per evidenti motivi non lo proponemmo a Raidue, la rete del Psi. Raiuno invece disse di no facendomi capire che non era per motivi estetici. Raitre disse di no facendoci invece osservazioni sulla sceneggiatura.

Perché il Caimano non lo hai voluto coprodurre con la Rai?
Preferivo stare tranquillo. Poi il film è uscito nel 2006 e dopo l'abbiamo offerto alla Rai che lo ha acquistato per 1 milione e mezzo di euro, che non è poco. Lo poteva mandare in onda già nel 2008. Io non ho mai detto niente, non mi piace fare la vittima anche quando come in questo caso ne avrei motivo.

Sei un golpista moralista?
Beh, capisco che possa venire a noia ripeterlo per 17 anni, ma il problema è il controllo televisivo. Noioso, ovvio, banale e grossolano ripeterlo, ripeterselo, ripeterlo agli altri per 17 anni, però non è grossolano dirlo, è grossolana la realtà italiana. Tante persone hanno solo la tv e solo certe reti televisive come rapporto con il mondo. E questo continua a contare tantissimo. Certo poi ci sono anche molti italiani che sono come lui o vorrebbero esserlo. Berlusconi non solo ha formato gli italiani, portandoli un po' più in là, ma è un italiano tipico, uno di quelli che non rispettano le regole, le istituzioni, il senso dello stato.

La sinistra non l'ha capito. E ciclicamente sembra svegliarsi. Ora la società civile si muove. Il Palasharp a Milano, il 13 febbraio a Roma.
Tutto è importante, anche la manifestazione che ci sarà domenica prossima e alla quale naturalmente andrò. Ma andando indietro al '94, lì c'era una situazione straordinaria, in senso negativo, per la democrazia. Ci voleva una sinistra straordinaria, con personalità straordinarie, in grado anche di gesti simbolici non ordinari. Quello che colpisce, oggi, è che non c'è una persona tra le centinaia di quadri politici berlusconiani, che dica che Berlusconi ha un po' esagerato. Nessuno. Né uomo, né donna.

In queste ore Berlusconi ha riunito direttori di giornali e tv a palazzo Chigi. L'informazione è blindata.
Nove anni fa quando facemmo il girotondo davanti alla Rai, ricordavamo che quello era un problema gigantesco. Una concentrazione mediatica impossibile anche per un uomo non impegnato in politica. Eppure tante persone di sinistra si sono stancate di dirlo agli altri e anche a se stesse.

Dove si può arrivare?
Si è già arrivati, la testa delle persone è già cambiata. Come attore, nel Caimano, non mi interessava né la parodia né l'immedesimazione. Volevo riproporre, freddamente, la pericolosità di quelle parole. Che tutti avevamo sentito e continuavamo a sentire. Che però, forse perché filtrate attraverso quello strumento così familiare e ovattante che è la tv, non facevano più impressione. Volevo restituire quella minaccia.

Nel 2002 era Moretti, oggi è Saviano?
Non penso che Saviano abbia alcuna intenzione di fare altro da quel che già fa. È una persona che ha credibilità. La credibilità è una cosa importante. Ci sono persone che ce l'hanno e altri no.

people have the power

10 feb 2011

Mi viene sempre il dubbio di non aver capito bene.

Leggo: "Il governo: una tassa sul cinema per coprire gli sgravi alla produzione"
"Un euro in più a biglietto (sale parrocchiali escluse) per coprire le agevolazioni fiscali alla produzione cinematografica."

No, perche' a me sembrano cose da pazzi. Ma magari sono io che non capisco bene.
Riepiloghiamo cosa mi sembra di capire da queste poche righe: il Governo da' delle agevolazioni fiscali ai produttori di film. Bene, bravi. E' giusto fare piu' film, e che cavolo. Cosi' il produttore risparmia e quindi, si suppone, guadagna di piu', e quindi e' piu' invogliato a fare tanti film. Benissimo. Peccato pero' che i conti dello Stato funzionano cosi': se fai un'agevolazione a qualcuno, vuol dire che ti entreranno in cassa meno soldi di prima, e siccome il totalone deve sempre tornare e non e' che possiamo solo stampare un po' piu' soldi e siamo a posto, bisogna trovare qualche altra fonte di introiti per coprire questo minore incasso. E allora che si fa? Si aumentano le tasse. Ai fenomeni che abbiamo al governo sara' sicuramente sembrato geniale alzare le tasse sui biglietti del cinema per finanziare la produzione dei film. Io me lo vedo Tremonti che pensa: "a chi lo facciamo pagare il finanziamento dell'industria cinematografica? agli spettatori, chiaro! E anche questo problema l'ho risolto, avanti il prossimo!".
Quindi, ricapitolando, io che vado al cinema (cioe', non "io", che ci vado pochissimo) dovro' pagare di piu' per permettere ai produttori cinematografici di guadagnare di piu'. A me sembra pazzesco.
Che poi, dico, se vogliamo sostenere l'industria cinematografica, i prezzi dei biglietti bisognerebbe abbassarli, mica alzarli! Cosi' piu' gente andrebbe al cinema e i produttori ci guadagnerebbero di piu' senza bisogno di sgravi fiscali.
L'assurdita' della manovra sta proprio nel fatto che il Governo stesso si rende conto di aver fatto una mossa del cavolo, con cui si rischia di far diminuire il numero di spettatori, e quindi si premura di mettere al riparo la categoria di imprenditori a cui tiene di piu': i preti. Eh no, dai, povero pretino che c'ha il cinema dell'Oratorio, mica vogliamo rischiare di fargli perdere spettatori! Anche a non voler pensar male e assumendo che tutte le "sale parrocchiali" siano in effetti opere di beneficenza i cui introiti vanno al 100% in opere di carita', non si capisce perche' i preti si' e gli altri no.
Ma il bello sta nel fatto che la pazzia e' multidimensionale: non solo si toglie da una parte per rimettere dall'altra, lasciando tutto invariato (cioe': crisi e' e crisi rimane), ma si va anche contro alla tanto sbandierata lotta contro la pirateria: aumenta oggi e aumenta domani, magari uno scopre che invece di andare a farsi rapinare al multisala, i film te li puoi scaricare con bittorrent e tanti saluti al biglietto e alla SIAE. Di nuovo: vogliamo combattere la pirateria? Bene: abbassiamo i prezzi dei cinema.
Per non parlare poi del solito, piccolo dettaglio: aumentare il prezzo del biglietto del cinema, in generale, penalizza il cinema a favore della pay tv. E quando si tratta di favorire la televisione, in Italia, non ci batte nessuno.

9 feb 2011

Facciamo entrare Silvio Berlusconi nel Guinness dei primati.


Io credo che se lo meriti. Mi sono appena registrato sul sito del Guinness dei Primati per proporre Silvio Berlusconi come primo Presidente del Consiglio al mondo ad essere formalmente accusato di favoreggiamento di prostituzione minorile.
La procedura di registrazione non e' rapidissima, ma credo che ne valga la pena. Invito tutti a segnalare il ns eclettico PM al comitato del Guinness!

sempre fermi, sempre in fondo!

"L'Europa dell'Est guida la diffusione della fibra ottica. Lituania al primo posto, Italia 17esima."

Ancora mani nei capelli.

"NFC is considered to be inherently secure since two physical devices must be brought together in such a short range."
Near-Field Communications by Ars Technica.

8 feb 2011

Grandi questioni irrisolte del nostro tempo

1) Perche' sull'etichetta del mio collutorio c'e' scritto che esso va "utilizzato NON DILUITO", cosi', in maiuscolo? Che pericoli sto correndo a causa dell'uso improprio che ne sto facendo?

2) E perche' nell'etichetta in italiano del suddetto collutorio, come peraltro nella stragrande maggioranza di cosmetici e affini, gli ingredienti sono in inglese?

2b) E perche', negli ingredienti in inglese, al primo posto c'e' sempre l'aqua?

COSA
CAVOLO
E'
L'AQUA???

Stop

Copioincollo questo articolo dal Manifesto del 6 Febbraio.

CONSUMO DI SUOLO, UNA LEGGE PER FERMARLO
Piero Bevilacqua
Ci sono almeno due buone ragioni per sostenere la proposta di Carlo Petrini (Repubblica del 18/1/2011) in consonanza con quanto già scriveva Paolo Berdini (il manifesto 21/11/2010) nella quale il presidente di Slow Food invoca una moratoria generale nel consumo di suolo in Italia. La prima di questa riguarda la natura del fenomeno. La distruzione del territorio, la cementificazione del suolo agricolo è pressoché irreversibile. Una volta ricoperto di asfalto o di manufatti quel territorio sarà perduto all'agricoltura e all'ambiente chissà per quante generazioni. La partita che si gioca sul territorio ha un'ampiezza temporale che trascende la nostra vita. Petrini spiega bene le ragioni profonde di questa difesa. Il manifesto del 28/11/2010 ha dedicato ampio spazio al tema, del «nuovo ambientalismo» introdotto da Asor Rosa e Viale. Ma occorre ritornare sull'argomento.
Ciò che occorre dire con chiarezza, sul piano strettamente economico, è che una tendenza inarrestabile dall'industria manifatturiera è quella di produrre merci con sempre meno valore. L'aumento crescente della produttività, l'entrata in scena sul mercato mondiale dell'industria cinese e asiatiche, del Brasile, fra poco dell'India, stanno già producendo la riduzione del fenomeno della scarsità che dà valore alle merci. I capi di abbigliamento che si trovano sulle bancarelle anche a pochi euro testimoniano di questa realtà già in atto. Il destino della produzione manifatturiera sarà quello di inseguire una novità, un'unicità di prodotto nel mare delle merci standardizzate con sempre meno valore.
Per questa ragione, in Italia, dovremmo guardare al nostro territorio come a un patrimonio destinato a vedere crescere esponenzialmente il suo valore, che nella nostra epoca tenderà sempre più a rifugiarsi nei servizi e nei beni industrialmente non riproducibili. Il pregio del territorio da noi è già elevato, in certi casi è unico per ragioni naturali, storiche ed estetiche, ma diventerà ben presto inestimabile per via della domanda mondiale che ne farà richiesta. Milioni di nuovi ricchi, russi, cinesi, brasiliani, ecc. vorranno ben presto possedere una villa sulle Langhe, in Val d'Orcia, nelle Cinque terre, sul Lago di Como, vicino ai templi di Paestum o di Agrigento, per passarvi una settimana l'anno o per godersi una dorata vecchiaia. Ma verranno anche per poter godere dei nostri formaggi, del sapore della nostra frutta, per l'eccellenza dei nostri vini, per la varietà delle nostre cucine locali. Ci chiederanno tutto ciò che è frutto del nostro suolo agricolo, quello che noi continuiamo a distruggere per alimentare lo sviluppo. È evidente, dunque, che abbiamo di fronte una grave minaccia, ma anche una grande opportunità. Il nostro suolo diventa sempre più prezioso e occorre pensare a forme collettive di accoglienza per chi ne fa domanda. Ma dobbiamo trovare forme concertate di decisione democratica del suo uso - non solo a livello locale - per rispondere a una così vasta ed elevata pressione.
La seconda ragione per sostenere la proposta di Petrini riguarda la modalità del fare oggi politica. Occorrerà ritornarci, ma intanto chiediamoci: che cosa possono fare le tante organizzazioni attive oggi nei territori del nostro Paese, spesso protagoniste di esperienze di vera democrazia partecipata a livello comunale? Come superare la drammatica separatezza tra la straordinaria, benché frantumata e dispersa, conflittualità sociale e la sua rappresentazione e voce nel cuore dello Stato? Occorre allora pensare a strumenti sempre più mirati di pratica politica, in cui dalla società si entra direttamente nelle istituzioni, mirando a trasformare i bisogni popolari e le ragioni delle lotte in leggi generali. Aggiungere alla vasta e sinistra sociale disseminata nei territori, o divisa in varie istituzioni, la capacità di percorrere il tratto finale del conflitto politico: ossia la capacità di imporre scelte di governo.
La mobilitazione per l'acqua pubblica, ad esempio, va in tale direzione. Bisogna rammentare che la nostra Costituzione prevede la legge di iniziativa popolare: uno strumento che gli esperti dovrebbero aiutarci a utilizzare anche per la salvezza del nostro territorio, bene comune per eccellenza. È vero che a valle si troverà poi la strozzatura di un Parlamento indifferente o apertamente ostile. Ma non bisogna dimenticare che le lotte così finalizzate hanno il merito di unificare le forze, di radunare conflitti e speranze sotto un orizzonte comune. E al tempo stesso schiudono tra le masse popolari e il ceto politico di governo divaricazioni sempre più nette e alla lunga insostenibili.

6 feb 2011

Le mani nei capelli

Avvertenza: sto scrivendo questo post picchiando col naso sulla tastiera, perche' ho le mani nei capelli.

Leggo su Repubblica.it: "Attacco hacker al sito del governo"
"L'azione di disturbo ha avuto inizio alle 15 di domenica 6 febbraio e il nome tecnico di Ddos, "Distribuited Denial of Service", cioè un'operazione di hackeraggio che spinge un sito internet al collasso"
"Sergio Mariotti, dirigente della Polizia Postale, spiega:"E' un tipo di azione che difficilmente si può contrastare perchè proviene da più computer sparsi non solo in Italia ma anche all'estero. C'è una enorme quantità di richeste di accesso al sito del governo" continua Mariotti, "e finchè la banda riesce a sostenere le richieste, il sito rimane accessibile"."

Un attimo di pausa: devo sottopormi a un esorcismo.



Lo riscrivo: "E' un tipo di azione che difficilmente si può contrastare perchè proviene da più computer sparsi non solo in Italia ma anche all'estero."

Prendo anche uno screenshot, perche' c'e' da non crederci.

Non sto neanche a commentare, perche' ormai si parla cosi' tanto di DDoS che non posso pensare che ci sia qualcuno che non si sia messo le mani nei capelli leggendo questo articolo.
Voglio far finta di sperare che il Mariotti della Polizia Postale sia stato frainteso.

Ora, io dico: vi avevano anche avvertiti, santo cielo!!!!

Mi sento male.

Allora, cosi' per affondare totalmente nell'abisso, sono andato a farmi un giro sui miei feed RSS di blog italiani. E ci trovo:
Parte, a fatica, Il Registro delle Opposizioni.
Un articolo che menziona cio' che io ripeto da anni e cioe' che in tema di Internet l'Italia e' doppiamente malmessa: perche' ha una scarsissima penetrazione del broadband e un'altissima penetrazione del malware.

Uh... mi sono calmato.

Varie ed eventuali dai miei feed:
"LG prepara"... la boiata del secolo.
Questo lo cito perche' 1) e' interessante e in effetti m'e' capitato in passato di vedere gente che s'e' trovata il database svuotato e trasferito in Romania via DNS, e 2) perche' ho controllato sul Devoto-Oli e "esfiltrazione" esiste veramente.


5 feb 2011

filosofia

Riflessioni filosofiche che ho fatto oggi.

1) I servizi di geolocation tipo foursquare mi sembrano una boiata pazzesca. Ma sicuramente in futuro cambiero' idea. E' solo che sono un late adopter.

2) Le pizzerie si possono giudicare anche dai sogni che fai la notte dopo. Tipo io stanotte ho sognato il capo del mio capo che presentava una sua invenzione: un sistema di molle da montare sopra i server nei rack per estrarre accessori vari quando necessario. Ne parlava per ore come se fosse l'idea del secolo. I sogni possono trasmettere molte emozioni, ma la noia mi mancava. La sedicente trattoria Il Commercio di Buscate e' bocciata senza appello.

3) Il progresso ci ha regalato tante invenzioni che ci rendono la vita piu' facile, ma in alcuni campi siamo bloccati su tecnologie scomode e inefficienti. Il cesso e' un esempio: le cassette dell'acqua murate, se c'e' una perdita, diventano impenetrabili attrezzi di tortura. Non so se avete poi mai dovuto montare l'asse del water: il mio nasconde uno dei meccanismi di regolazione piu' infernali mai visti.