Feb 10, 2011

Mi viene sempre il dubbio di non aver capito bene.

Leggo: "Il governo: una tassa sul cinema per coprire gli sgravi alla produzione"
"Un euro in più a biglietto (sale parrocchiali escluse) per coprire le agevolazioni fiscali alla produzione cinematografica."

No, perche' a me sembrano cose da pazzi. Ma magari sono io che non capisco bene.
Riepiloghiamo cosa mi sembra di capire da queste poche righe: il Governo da' delle agevolazioni fiscali ai produttori di film. Bene, bravi. E' giusto fare piu' film, e che cavolo. Cosi' il produttore risparmia e quindi, si suppone, guadagna di piu', e quindi e' piu' invogliato a fare tanti film. Benissimo. Peccato pero' che i conti dello Stato funzionano cosi': se fai un'agevolazione a qualcuno, vuol dire che ti entreranno in cassa meno soldi di prima, e siccome il totalone deve sempre tornare e non e' che possiamo solo stampare un po' piu' soldi e siamo a posto, bisogna trovare qualche altra fonte di introiti per coprire questo minore incasso. E allora che si fa? Si aumentano le tasse. Ai fenomeni che abbiamo al governo sara' sicuramente sembrato geniale alzare le tasse sui biglietti del cinema per finanziare la produzione dei film. Io me lo vedo Tremonti che pensa: "a chi lo facciamo pagare il finanziamento dell'industria cinematografica? agli spettatori, chiaro! E anche questo problema l'ho risolto, avanti il prossimo!".
Quindi, ricapitolando, io che vado al cinema (cioe', non "io", che ci vado pochissimo) dovro' pagare di piu' per permettere ai produttori cinematografici di guadagnare di piu'. A me sembra pazzesco.
Che poi, dico, se vogliamo sostenere l'industria cinematografica, i prezzi dei biglietti bisognerebbe abbassarli, mica alzarli! Cosi' piu' gente andrebbe al cinema e i produttori ci guadagnerebbero di piu' senza bisogno di sgravi fiscali.
L'assurdita' della manovra sta proprio nel fatto che il Governo stesso si rende conto di aver fatto una mossa del cavolo, con cui si rischia di far diminuire il numero di spettatori, e quindi si premura di mettere al riparo la categoria di imprenditori a cui tiene di piu': i preti. Eh no, dai, povero pretino che c'ha il cinema dell'Oratorio, mica vogliamo rischiare di fargli perdere spettatori! Anche a non voler pensar male e assumendo che tutte le "sale parrocchiali" siano in effetti opere di beneficenza i cui introiti vanno al 100% in opere di carita', non si capisce perche' i preti si' e gli altri no.
Ma il bello sta nel fatto che la pazzia e' multidimensionale: non solo si toglie da una parte per rimettere dall'altra, lasciando tutto invariato (cioe': crisi e' e crisi rimane), ma si va anche contro alla tanto sbandierata lotta contro la pirateria: aumenta oggi e aumenta domani, magari uno scopre che invece di andare a farsi rapinare al multisala, i film te li puoi scaricare con bittorrent e tanti saluti al biglietto e alla SIAE. Di nuovo: vogliamo combattere la pirateria? Bene: abbassiamo i prezzi dei cinema.
Per non parlare poi del solito, piccolo dettaglio: aumentare il prezzo del biglietto del cinema, in generale, penalizza il cinema a favore della pay tv. E quando si tratta di favorire la televisione, in Italia, non ci batte nessuno.

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