Aug 23, 2011

Cosa leggere

Io penso che il livello di progresso di un Paese si misuri da quanto l'opinione pubblica viene ascoltata a proposito della gestione dello Stato. Ma cos'e' l'opinione pubblica? Prima dell'avvento dei mass media, l'opinione pubblica era fondamentalmente composta dalle elite ricche o istruite e, occasionalmente, dai restanti poveracci analfabeti che scendevano in piazza armati di forcone a fare la rivoluzione. Oggi e' un po' diverso. Potenzialmente, l'esistenza dei mass media permette la diffusione capillare di notizie e opinioni e la conseguente formazione di un'opinione pubblica informata e quindi meno manovrabile dalle elite. In teoria. In pratica, spesso accade che in maniera piu' o meno esplicita le elite riescano a manovrare i mass media al fine di uniformarli, prevalentemente con l'obbiettivo di smorzare i contrasti e mantenere lo status quo. Questo e' cio' che accade in Italia, dove i mass media tradizionali sopportano e alimentano da anni forme di non-cultura (pagine e pagine dedicate al Grande Fratello), di non-politica (pagine e pagine dedicate alle dichiarazioni dei politici e non alle loro azioni), di non-arte (pagine e pagine di press release del pret-a-porter spacciate per informazione), di non-critica (pagine e pagine di gossip dedicate agli eccessi dei VIP) che hanno lo scopo (o almeno l'effetto) di minimizzare i disturbi alla classe dirigente impegnata a farsi i propri comodi. Col tempo, mi sono fatto questa triste opinione dei mass media italiani.

Ho letto il Corriere, la Repubblica, la Stampa (enormi, annacquati contenitori di conformismo e pubblicita', dove e' necessario cercare col lanternino le rare briciole di qualita'); sono stato per un po' abbonato all'Unita', prima che imboccasse la china dei titoloni-trash (tipo quelli abusati da Giornale e Libero: "Ci lasciano in mutande" per parlare della manovra economica, stessa ragione per cui non riesco ad approcciare Il Fatto), provo istinti violenti ogni volta che vedo in giro qualcuno leggere quei contenitori di spazzatura che sono i suddetti Giornale e Libero. Ho visto per anni il TG1, il TG2 e il TG3, e della TV non ne posso piu'. Ho persino cercato di guardare il TG5, TGCOM o Studio Aperto. Ora non ce la faccio piu', ho il rifiuto.

Premesso che penso che sia meglio rimanere nell'ignoranza piuttosto che informarsi dai mass media italiani (e vorrei urlarlo a tutti quelli che leggono la free press in metropolitana), ecco cosa faccio per cercare di tenermi informato (in nessun particolare ordine di priorita') e che consiglierei di fare a tutti:

1. Uso Facebook. Lo so, fara' ridere, pero' io penso veramente che grazie all'adesione in massa a Facebook, molti italiani si siano trovati esposti a notizie e punti di vista ampiamente ignorati dai mass media tradizionali, tipo le campagne referendarie della scorsa primavera. Questo o quell'altro amico postera' ogni tanto, tra uno spam e l'altro, un link interessante, oppure sara' possibile seguire le attivita' di associazioni, iniziative, persone o partiti che non godono di molta attenzione in TV. Lo stesso vale per ogni altro forum o newsgroup piu' o meno figo, pero' i numeri di Facebook (nonostante i suoi mille difetti) gli danno attualmente un vantaggio consistente.


2. Seguo i mass media internazionali. Seguo le notizie sul sito della CNN e di Al Jazeera English. Per seguirli in maniera piu' interattiva, entrambi offrono feed RSS, applicazioni mobili e account Twitter. Idem dicasi per la BBC eccetera.
 


3. Sono abbonato al cartaceo di Internazionale. Internazionale e' un settimanale che raccoglie articoli della stampa estera tradotti in italiano.


4. Sono abbonato al cartaceo del quotidiano International Herald Tribune, l'edizione internazionale del New York Times. Per me, l'IHT e' cio' che vorrei che fosse ogni quotidiano. Poche pagine, poca pubblicita', poche chiacchiere, notizie e approfondimenti interessanti.

5. Sono abbonato all'edizione Internet del Manifesto. Un modo per avere a disposizione una voce "fuori dal coro" quando serve e per sostenere uno dei pochi esempi di stampa indipendente (non ho scritto "imparziale", ho scritto "indipendente") in Italia.

6. Sono abbonato al cartaceo del settimanale Vita. L'ho scoperto recentemente e lo ritengo un ottimo esempio di giornalismo.

7. Sono abbonato al mensile Nigrizia, perche' dell'Africa non parla mai nessuno, soprattutto in maniera approfondita e con cognizione di causa.


8. Seguo i siti Presseurop e Italia dall'estero.


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