31 ott 2011

Sistemi chiusi

...che io sono uno di quegli illusi che vorrebbero avere il pieno controllo dei propri oggetti.
Oggi cercavo di rimuovere gli account Gmail che ho impostato sul cellulare Android:


A me sembra una cosa ridicola, una limitazione inutile e del tutto pretestuosa.

26 ott 2011

Eh?


Ma cos'e' la tariffa 39/AS?

E soprattutto, cos'e' questa "f" che spunta nella finestra di "informazioni"? E perche' la tariffa "39/AS" non e' presente nella lista?

22 ott 2011

Hurt me plenty




Appartamenti in affitto a Loano. Oltre al prezzo, viene anche indicato lo skill level e se si tratta di multiplayer o meno.

21 ott 2011

Una giornata on the road

Oggi sono andato al lavoro armato solo del mio cellulare Android e dell'iPad. Mentre viaggiavo in treno, ho rivisto sul cellulare la registrazione di una presentazione della durata di un paio d'ore (slides Powerpoint piu' audio), e nel resto della giornata ho fatto un paio di telefonate e inviato qualche sms mentre automaticamente il telefono aggiornava l'email e le notifiche facebook. Nonostante il saggio consiglio di attivare l'opzione di utilizzare solo la rete 2G per risparmiare batteria, verso le 17 il cellulare, esausto, ha iniziato a chiedermi di collegarlo al caricatore. L'iPad mi ha servito bene e ha concluso la giornata col 30% di carica ancora disponibile avendo scaricato e inviato email, visualizzato alcuni siti web e una dozzina di articoli di giornale tramite le app della Stampa e dell'IHT. Avendo provato ad affidarmi alla rete 3G di Tre, in viaggio spesso il sistema e' costretto ad affidarsi al roaming su altri operatori, con l'effetto che, per non pagare tariffe milionarie, preferisco rimanere offline: peccato che gran parte delle app disponibili siano pensate per una connettivita' always-on e non per il download in background e la fruizione offline. Il principale problema del prodotto Apple continua comunque a mio parere ad essere l'incomunicabilita' col resto del mondo: per chi vive unicamente nell'universo della mela ovviamente il problema non si pone, e iCloud costituisce la ciliegina sulla torta, ma cio' che servirebbe a me oggi come oggi e' un modo per sincronizzare i miei file tra il pc Windows, l'iPad e il cellulare Android o Symbian, praticamente mission: impossible, visto che tanto per cominciare l'iPad non supporta nemmeno il concetto di file system. Il primo mattoncino per la costruzione di questo mio personale sistema di office automation e' l'applicazione iFiles (non e' di Apple), che fornisce appunto una sembianza di file system e un'interfaccia WebDav dall'iPad verso il resto del mondo. Passo successivo sara' trovare un'applicazione (e probabilmente uno stilo) per la scrittura a mano, in modo da rimpiazzare il blocco note, e quindi provare qualche servizio tipo DropBox per la sincronizzazione dei contenuti.

18 ott 2011

Ragazzi, io c'ho provato

Ho ricevuto questa mail che annunciava un convegno interessante:
E allora ho cliccato. Risultato:


Allora sono andato direttamente sul sito e ho cercato l'evento in questione:
...e ho cercato di registrarmi:

17 ott 2011

...e comunque...

L'upgrade a iOS5 s'e' mangiato tre o quattro app, e ne ha ripristinate altre due o tre che avevo rimosso illo tempore. L'avesse fatta Windows una roba cosi', saremmo sommersi dagli sberleffi.

16 ott 2011

"Pause" stacippa

Ieri ho fatto l'errore di lanciare il download di iOS5 su una connessione molto lenta. Dopo 200 MB circa su 600 (soprassediamo su ogni commento... 600 MB per un tablet!) capisco che non ce l'avrei mai fatta e noto il tasto "Pause All". Clicco, e la barra del download va a zero. Clicco su "Resume All": ricomincia il download da zero. Questo si' che e' "stay foolish!".


14 ott 2011

Tecnologie fallite

Voglio iniziare a tenere nota anche di questo.
Se ci pensiamo, in passato abbiamo visto molte tecnologie perfettamente funzionanti che a un certo punto sono diventate obsolete perche' sostituite da qualcosa di oggettivamente piu' comodo, o semplicemente perche' qualcuno a un certo punto ha deciso che doveva vendere qualcos'altro. Le VHS, le audiocassette, i dischi in vinile, tutti soppiantati dal digitale. Pero' avevano anche alcuni vantaggi, tipo quello di non richiedere un PC per scaricare/copiare la musica, o quello di non costringerti a estrarre e sfogliare i minuscoli libretti dei CD, piccoli vantaggi andati persi per sempre: bello l'e-reader, pero' il libro se mi cade per terra non si rompe.


Poi ci sono pero' un sacco di tecnologie che definirei, semplicemente, mal riuscite, con le quali dobbiamo pero' continuare ad avere a che fare da anni, senza una decente sostituzione in vista. Una di queste e' sicuramente, per quanto mi riguarda, gli auricolari per i cellulari. Gli auricolari bluetooth hanno bisogno della batteria, che si scarica velocemente, se uno deve passare molto tempo al telefono. Gli auricolari tradizionali, beh, quelli....


Soluzioni? proposte?

13 ott 2011

Rimani affamato, rimani vivo, se puoi.

La valanga di elegie dedicate a Steve Jobs comparse in questi ultimi giorni ci ha sommerso di frasi enfatiche e slogan tra i quali "stay hungry, stay foolish" ("rimanete affamati, rimanete pazzi", tradotto approssimativamente) ha fatto certamente la parte del leone. Non voglio entrare nel merito ne' della frase ne' del personaggio, anche perche' i componenti della Setta degli Adoratori di Jobs ultimamente sono particolarmente permalosi e si rischiano anatemi solo ad aprir bocca. L'abuso della citazione jobsiana mi ha invece fatto venire in mente, per pura assonanza, un altro "stay hungry": quello col quale si conclude This Hard Land di Bruce Springsteen. La canzone dice "stay hungry, stay alive, if you can / and meet me in a dream of this hard land" e personalmente la trovo molto piu' ispiratrice di un piu' pretenzioso "stay foolish". Ripeto, non discuto sulla saggezza di un consiglio come "stay foolish": ognuno potra' decidere se e quanto si applichi alla propria esperienza diretta. Pero' "rimani vivo, se ce la fai" mi sembra piu' calzante alla mia realta' quotidiana e a quella di quasi tutta la gente che conosco. Questa frase m'e' venuta ancora in mente stamattina mente in auto ascoltavo un'altra canzone di Springsteen che dice "some guys they just give up living, and start dying little by little, piece by piece / some guys come home from work and wash up, and then go racing in the street".
Ora, in un mondo in cui i mass media e le corporation ci urlano in continuazione di "rimanere pazzi", come se non essere (o sentirsi) dei novelli Steve Jobs fosse un fallimento, mi sembra invece piu' rilevante evitare almeno di iniziare a morire un pezzettino alla volta. L'insistenza con cui viene ripetuto questo "stay foolish" e', ovviamente, solo un trucco per farti comprare un nuovo telefonino, nient'altro: sentiti anche tu parte del gruppo dei miliardari che sfornano gadget che possono cambiare la vita! e' facile! basta andare al centro commerciale e sentirsi cosi' foolish da spendere lo stipendio di un mese per un nuovo giocattolo! Fa niente se non sei un tecnocrate della Silicon Valley e neppure un VIP da discoteca, ma hai un lavoro che non ti da' nessuna soddisfazione, spendi ore chiuso in auto in coda in tangenziale, arrivi a casa e ti riunisci con la tua famiglia in adorazione della tv... stay foolish, vai al centro commerciale e dimenticati di tutto il resto!
Cio' che voglio dire e' che il 99% di tutti quelli che oggi sbandierano commossi e commoventi lo "stay foolish" non raggiungeranno nella loro vita nemmeno un'infinitesima parte del "successo" che i loro guru hanno raggiunto, e continuare a ripetersi "stay foolish" senza fare mai nulla di veramente foolish mi sembra anche un po' deprimente.. Non c'e' niente di male a continuare a sognare, anzi: e' spesso quello che ci permette di andare avanti; fino a quando pero' il sogno non prende il sopravvento e ci fa dimenticare che, se non sei un genio dell'arte o della tecnologia, rimanere VIVI e' gia' un degno obbiettivo da prefiggersi. E rispetto a "stay foolish" ha meno controindicazioni e piu' probabilita' di essere raggiunto.


vivo: "Con riferimento alla vita in quanto caratterizzata da un impegno assiduo e dignitoso (Questi sciaurati che mai non fur vivi, Dante, a proposito degli ignavi)" - Devoto-Oli.

11 ott 2011

Errore tecnico

"Scegli l’innovazione dei prodotti 3M; Acquista comodamente ed in sicurezza dal tuo PC!"


Piu' uso Internet piu' mi viene voglia di servirmi solo dalle ferramenta di paese.

9 ott 2011

Caffe' Italia

Uno dei settori merceologici dove i nomi italiani farlocchi hanno piu' successo e' sicuramente quello del caffe'. Tralasciando ogni commento sugli arcinoti nomi dei prodotti Starbucks, l'ambito dove il marketing fintoitaliano s'e' dato piu' da fare e' quello dei bar-caffetterie per aeroporti e centri commerciali. Seguono alcuni esempi classici, presi recentemente ad Atene.


Cup&Cino e' una macchinetta automatica:






Non c'era purtroppo l'altrove immancabile caffe' Costa.


Speciale menzione di disonore, infine, per l'onnipresente Sbarro, con la sua bandiera storta.

Niente, niente, niente.

Non funziona mai niente.


6 ott 2011

Cosi' si fa.

L'IHT mi da' accesso ai contenuti del NYT sul sito e sull'App. Piuttosto che cercare di spremere soldi per la visione dei contenuti online, darli gratis a chi compra il cartaceo!

5 ott 2011

Primi passi con Android

Io non sono uno di quei gadget-freak che comprano ogni oggettino tecnologico figo appena uscito sul mercato, anzi in generale sono sicuramente cio' che si dice un late adopter. Detto cio', sicuramente mi piace divertirmi con questi giocattolini. L'occasione per provare finalmente Android mi e' stata data dalla necessita' di avere un access point wireless che fornisse accesso alla mia connessione Internet 3G. Scartata la soluzione di 3, chiamata WebPocket, che era proprio cio' che mi serviva ma che ti lega a due anni di abbonamento, stavo per rassegnarmi all'accoppiata chiavetta USB piu' cavo cross o hub per condividere la connessione, ma fortunatamente sono stato reso edotto della possibilita' di Android di configurare facilmente un access point per il tethering della connessione Internet. Mi sono quindi recato al piu' vicino negozio Vodafone per accaparrarmi il primo telefono Android che mi potessi permettere con la mia montagna di punti Vodafone One. Mi ero inizialmente rivolto al Samsung Galaxy S II, che pero' a dir la verita' e' un po' grossino e si e' poi rivelato non disponibile al momento; ho quindi ripiegato sul Samsung Galaxy Ace con Android 2.3.3.


Punti a favore:
La configurazione e' in generale molto semplice, anche se alcune funzioni sono un po' nascoste. La gestione delle icone e' efficace, un po' copiata dal mondo Apple.
La configurazione della sincronizzazione con Microsoft Exchange e' completa (mail, calendario e contatti) e funziona bene, tranne due piccole pecche: la prima, in fase di attivazione iniziale, una notifica un po' nascosta richiede di confermare esplicitamente l'attivazione e se uno non la trova rimane "incastrato" senza sapere il perche'; la seconda e' la gestione delle cartelle, che vengono presentate in ordine alfabetico mischiando cartelle e sottocartelle insieme: quasi inutilizzabile.
L'integrazione con Gmail e' ovviamente perfetta.
Il tethering si attiva con un clic.
Buona la gestione dei contatti e degli SMS (che -evviva!- vengono visualizzati in modalita' "thread" come da Windows Mobile, con le nuvolette come sull'iPhone).


Punti a sfavore:
Manca una funzione di help "globale" che spieghi in primo luogo cosa sono alcune delle applicazioni preinstallate o delle funzioni di base. Ad esempio, l'area delle notifiche che si tira giu' come una serranda dalla parte alta dello schermo e' comoda, ma se uno non sa che esiste se ne puo' accorgere solo per caso.
Il touchscreen a volte non e' prontissimo o precisissimo nelle risposte. I tasti touch "back" e "menu", posizionati fuori dallo schermo, a volte non rispondono prontamente come ci si aspetterebbe. Idem per il tasto centrale di "home".
Trovo scomodo dover "scorrere" il dito sullo schermo per rispondere alle chiamate, stile iPhone.
Non sono un fan delle tastiere touch, e anche questo apparato conferma la mia preferenza per le care vecchie tastiere tradizionali, anche a discapito della dimensione dello schermo. Il dizionario XT9 aiuta solo parzialmente; devo ancora provare il metodo alternativo, Swype, di cui non so nulla.
La gestione di suoni e notifiche non e' il massimo.
Mi aspettavo che collegato il telefono al PC via USB ci fosse un modo "nativo" per sincronizzare le immagini della fotocamera, ma pare non esserci.
Il tethering wireless si disattiva durante le chiamate.
Il proximity sensor che disattiva lo schermo durante le chiamate e' un'arma a doppio taglio, perche' rende difficoltoso chiudere le chiamate (lo schermo si blocca).
Non ho ancora capito come si faccia a "riprendere" la schermata della chiamata se per sbaglio si e' finiti nella pagina home.


Punti da verificare:
La navigazione targata Google Maps.
L'ascolto e gestione degli MP3.


Applicazioni preinstallate di cui non mi interessa un tubo:
Youtube, Latitude, Foursquare, News & Weather, Places.


Ah, dimenticavo: il tethering consuma moltissima batteria. Non e' possibile utilizzarlo per tutta la giornata lavorativa senza avere il cellulare in carica.
In generale, anche senza tethering, mi sembra che il consumo di batteria sia un po' eccessivo.

2 ott 2011

Alitalia fun

Quando uno fa un voto, dovrebbe mantenerlo. Tipo quello che io feci un paio di anni fa di non volare mai piu' Alitalia se non ovviamente quando fosse l'unica scelta disponibile.
L'altroieri, tornando da Atene, me n'hanno fatta un'altra: al momento del check-in online, c'e' la possibilita' di selezionare l'opzione di farsi mandare un SMS di avviso sullo stato del volo tre ore prima del decollo. Sulla reale utilita' di un solo avviso, cosi' in anticipo, ci sarebbe da discutere: ma comunque, e' meglio di niente. Peccato che "niente" e' proprio quello che Alitalia mi ha inviato l'altro giorno quando il mio volo ha fatto tre quarti d'ora di ritardo. All'andata, ovviamente, mi era arrivato un bell'SMS tre ore prima del volo in cui mi si comunicava che tutto era a posto.
Al ritorno io e il mio collega, armati di check-in fatto online, siamo arrivati all'aeroporto accidentalmente in largo anticipo. Uno sguardo al tabellone: tutto regolare, possiamo andare ad appollaiarci da qualche parte a farci una birretta. Al momento dell'imbarco, andiamo al gate: ma dell'aereo nemmeno l'ombra; ovviamente, nessun avviso di ritardo sul tabellone; chiedo alla signorina, che dice di non sapere niente ma mi fa capire che la mancanza dell'aeromobile e' un segno inequivocabile. Mi collego a flightstats.com e vedo che ci sono 30 minuti di ritardo previsti: un passeggere a fianco a me mi fa: "eh ma si sapeva, a me l'hanno detto al check-in".
Morale: tre quarti d'ora di ritardo sull'orario di arrivo, coincidenza persa e, ancora una volta, complimenti per aver fatto il check-in online.