01 nov 2011

Il panorama

Con cadenza pressapoco annuale, vengo colto da un raptus in edicola. Mi capita solitamente in aeroporto, quando ho mezz'ora buca e niente da leggere. Allora entro in edicola e faccio incetta di giornali di informatica. Il risultato e' sempre lo stesso: quintali di carta e ben pochi contenuti.


Ecco la carrellata, con tanto di pagelle, dell'ultimo raid, compiuto una decina di giorni fa.


Web idea e Win Magazine, rispettivamente "la rivista per Internet piu' venduta in Italia" e "la rivista di informatica piu' venduta in Italia" ovviamente secondo quanto sparato in copertina dall'editore, che e' per entrambe Edizioni Master. Numero targato "Novembre 2011", costo 2,99 e 1,99 Euro. Voto: 4 e mezzo, soprattutto per l'approccio, perche' i contenuti sarebbero da 5. Copertina di Web idea: "cosi' entro nel tuo facebook" (articolo passabile su uno dei molteplici tool per sniffare i login facebook", "solo noi ti diciamo come sbloccare la tua ADSL e scaricare al massimo in completo anonimato" (due pagine spese a presentarti un servizio di VPN, ovviamente a pagamento), "iphone e android telefona a scrocco" (ma pensa: utilizzando il software xyz chiami gratis con VoIP tutti gli utenti che hanno il software xyz installato). "dropbox usi unofficial", "film & musica 100% gratis" (pubblicita' di servizi di download), "entra gratis al cinema", e via di questo passo. Win Magazine: "Windows 8 gratis! solo noi ti diamo il link segreto" (ovviamente, la developer preview), "completo sul cd il software usato dalla polizia!", "il facebook per il file sharing, scoperto il client segreto", "l'email supersegreta" e via discorrendo per aspiranti pirati e scaricatori folli. Non so se sia peggio il fatto che si usino questi argomenti per accalappiare lettori o il fatto che, a leggere gli articoli, tutti i "link segreti" e i "tool da pirati" si rivelino delle mezze bufale. Ciliegina sulla torta, l'articolone dedicato alla presentazione dell'iPhone 5! Deprimenti.


Computer idea, bisettimanale, 18/10/2011. Voto 5 e mezzo. I contenuti sono di livello base "passo a passo - 20 pagine di idee e suggerimenti" come promette la copertina, e non sono nulla che non si possa trovare con cinque minuti di ricerca su Google, comunque almeno si capisce che il lettore target non e' il bimbetto aspirante hacker e non ci sono titoloni acchiappa-gonzi come per i precedenti. Presentazioni di prodotti, spiegazioni di software di fotoritocco, "soluzioni" per questo o quel problema del PC. Nel 2011 questo tipo di rivista dovrebbe aver fatto il suo tempo, ma 1,80 Euro ogni quindici giorni potete anche spenderli se vi serve un articolo di dieci pagine su Zoner Photo Studio 13 o uno di cinque sui Media Center da salotto.


Computer Magazine Pro: numero di Novembre, 5,50 Euro. Voto: 6-. Si presenta bene con un reportage dall'Intel Development Forum, ma poi scade un po' con eccessive semplificazioni e qualche confusione di troppo. L'articolo "professionista della rete - ottimizza adsl e wi-fi" promette molto ma purtroppo mantiene ben poco. C'e' qualche articolo interessante (i NAS, la condivisione con Samba, eccetera), ma si rimane sempre in bilico tra la carrellata ad alto livello per l'utente novellino e i dettagli tecnici per l'esperto, col risultato di scontentare entrambi. Il prezzo e' un po' altino.


Chip Computer & Communications: numero di Novembre, 5,50 Euro. Voto 6 e mezzo. Interessanti articoli di approfondimento (HTML5, cifratura, Android, eccetera) e l'unico caso in cui il CD fornito a corredo non sia completamente inutile: invece della solita tonnellata di software che ci si potrebbe comodamente scaricare da soli, viene fornito una specie di tool che fa da raccolta di "tweak" per Windows, che da soli sarebbe non dico complicato ma un po' macchinoso scovare. E' l'unica delle riviste che ho acquistato ad essere "sul pezzo" circa la morte di Jobs. Qual'e' il trucco? Semplice: il 90% dei contenuti sono traduzioni dall'edizione "madre" tedesca. Depressione e sconforto. Possibile che in Italia non si riesca a produrre niente della stessa qualita'? Smisi di comprare PC Professionale anni fa, sconfortato dalla crescente carenza di contenuti degni di questo nome, ma vedo che il resto del panorama e' messo peggio. Come dicevo, gli articoli sono interessanti e contengono punti di vista personali, schietti, esperti e anche un po' fuori dal coro, peccato appunto che gli autori siano quasi tutti tedeschi e i testi risentano della traduzione, che ne appesantisce la lettura fino a rendere quasi incomprensibili alcuni passaggi.


Chiudo la carrellata con una rivista che ricevo in abbonamento dal primo numero e che ovviamente appartiene a una categoria diversa da quelle sopra citate: Wired Italia. Faccio un vaticinio: ho la sensazione che l'avventura di questa rivista rischi di concludersi prematuramente in un futuro non troppo remoto. La foliazione s'e' ridotta drasticamente rispetto ai primi numeri "monstre", lo spazio dedicato alla pubblicita' (piu' o meno "camuffata", ahi ahi ahi) e' contemporaneamente cresciuto, come sono cresciuti i contenuti tradotti provenienti dagli USA. Se a questo aggiungiamo che continuano ad arrivarmi pressanti richieste di rinnovo dell'abbonamento che peraltro feci fino al 2013 approfittando dei prezzi stracciati offerti a suo tempo, sento puzza di difficolta'. Mediamente, Wired s'e' assestato su una media di uno-due articoli interessanti a numero, piu' alcune rubriche non male. In generale, pero', la rivista e' di lettura difficoltosa, a causa dell'impaginazione grafica "innovativa" (leggi: "fastidiosa"), del miscuglio di colori, diagrammi, dimensione dei font eccetera. Lo stile degli articoli e' spesso fastidiosamente colloquiale e, complice l'uso "artistico" di titoli e sottotitoli, spesso bisogna leggere mezza pagina per capire di che si sta parlando. Cari redattori di Wired, vi faccio una richiesta, che vale come anche come consiglio per rendere il vostro giornale piu' leggibile: nei primi tre paragrafi voglio trovare il succo dell'articolo. Cos'e' successo, chi, dove, quando, perche'. Poi potete perdervi nelle vostre descrizioni inconcludenti, nei vostri dettagli "di colore", persino abusare del vostro lessico da fintigiovani che, lasciatevelo dire, su un giornale ci sta proprio male, e se questo e' il futuro dell'editoria allora siamo proprio fottuti. Mettetevi il cuore in pace: un giornale va fatto come un giornale, non "come Internet", senza tentare di assomigliare a una chat, o a una schermata di Twitter o a un wall di Facebook. A ogni medium il suo formato. Se volete fare cose innovative, fatele sul web. fate un'app. fate un e-reader. fate quel cacchio che vi pare. Ma un giornale dev'essere leggibile, impaginato ordinatamente e scritto in maniera professionale: precisa, forbita dove necessario, ordinata. I grafici devono essere chiari, non belli. Echeccavolo. Io sto giornale faccio fatica a leggerlo. Saro' vecchio.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao Gio', sono Ubuz... Condivido il post e ti ringrazio per "medium".
È rarissimo di questi tempi (ogni volta che sento pronunciare "midia", mi si torcon le budella).
M'è quasi scesa una lacrimuccia. :D

Anonimo ha detto...

lavoro in una delle case editrici citate nel post.
sposo in pieno quanto scritto.
siamo deprimenti già per noi, figurati per chi ci compra.
un inchino

Anonimo ha detto...

Quoto in pieno; sarebbe interessante sapere come viene inquadrato dalle case editrici il lettore, sarà visto come un povero fesso? In alcuni casi credo proprio di sì.