28 dic 2011

Del perche' l'America, nonostante tutto, e' un grande Paese.

Leggo oggi sul giornale:


Norman Bernard Krim was born in Manhattan on June 3, 1913, one of four children of Abraham and Ida Krim. [...] By the age of 12, he was tinkering with the refrigerator motor in his home. [...] After graduating from George Washington High School at 16, he was accepted at the Massachusetts Institute of Technology [...] Raytheon hired Mr. Krim after his graduation in 1934, at 50 cents an hour. [...] Mr. Krim did not invent the transistor but he saw the device’s potential and persuaded his company to begin manufacturing it on a mass scale, particularly for use in miniaturized hearing aids that he had designed. [...] By the time he left the company in 1961, he was vice president of the semiconductor divisions. [...] After leaving Raytheon, Mr. Krim bought two electronics stores in Boston called RadioShack. By the time he sold the business to the Tandy Corporation two years later, it had seven stores; today the chain has about 7,300. [...]. Mr. Krim  died on Dec. 14 in a retirement home in Newton, Mass. He was 98.

20 dic 2011

Strenne

Grazie alle sempre puntuali Poste Italiane, leggo oggi questo articolo vecchio di una settimana.


Another “do less, not more” gift you can give, especially to officemates, is the gift of a jargon-free holiday. People are stressed out enough toward the end of the year; why not give them a break from trying to figure out what you actually mean? Replace “actionable” with “things we need to do,” and “offline” (as in “let’s take this offline”) with “let’s discuss after the meeting.” Perhaps you could talk about levels of detail, instead of “granularity,” or ask someone to make sure to get the right information to the right person, instead of “closing the loop.” And unless you are on an actual mission (preferably for NASA), perhaps you could describe something as “really important,” instead of “mission-critical”? If you’re taking some time off around the holidays, you might as well say that, instead of having your away message say that you’re “out of pocket.” Who knows? With a break from business jargon, everyone will come back for the new year refreshed and ready to work hard, if not “to give 110%.”

18 dic 2011

Parole in cui mi riconosco

Se si potesse reincarnare, sotto quale forma vorrebbe ritornare?
Ritornerei sotto forma di bradipo. Masticare foglie appeso a un albero, mi sembra fantastico.


Lei e' ottimista circa il futuro della natura?
No, non lo sono. Sulla Terra vivono tre volte tanto le persone rispetto a quando iniziai a fare programmi televisivi. Devono avere tutti un posto in cui vivere. Devono tutti procurarsi del cibo. Vogliono tutti guidare un'auto. Tutte queste cose richiedono terra e spazio. E l'unico posto da cui cio' puo' provenire e' la Natura. Quindi la Natura e' sottoposta a una pressione crescente.


Intervista a David Attenborough, Time, numero del 19 Dicembre 2011.

Una nuova

"Wüstel" - Avvistato alla Pizzeria Belvedere, Milano.

6 dic 2011

Brucetellers

Devo dire che mi ero preparato al peggio. Cioe': come dice quella battuta? "non vorrei mai essere socio di un club che accettasse gente come me". Non capita spesso -almeno a me- di sentirsi chiedere di scrivere qualcosa per un libro, quindi quando ricevetti la mail di Angela ne fui onorato. Pero' pensavo... un libro scritto dai fan di un cantante: si parte sotto i peggiori auspici. Esagitati grafomani sgrammaticati e bladbraders strappalacrime... spesso gli springsteeniani scadono nel melodramma, e spesso quando non lo fanno si nascondono dietro un machismo da grezzoni che e' ancora peggio. Ma devo dire che i redattori di Brucetellers sono riusciti ad evitare tutto cio', e hanno prodotto un bel libro di 200 e passa pagine che si legge con piacere ed emozione, che e' proprio lo scopo dell'operazione.
Gli scritti dei semplici "fan" -nessuno dei quali, peraltro, ricade nelle categorie di freak sopra descritti- sono inframmezzati da quelli dei "professionisti": musicisti, giornalisti, professori, eccetera, e il tutto compone un mosaico umano assolutamente degno di nota.
Se siete amanti della suspence, il libro non fa per voi, perche' la morale viene svelata a pagina 17, dopo una dozzina di righe: "Ormai il problema e' che non si tratta piu' di Bruce, ma dei suoi fan". Perche' e' vero, come dice Il Cala, che questo non e' "un libro su Springsteen, graziaddio, mica ne vorresti leggere un altro?"... di libri su Springsteen siamo sommersi, e quindi "andate su Internet e cercateveli da soli, aggratis". Qua non e' che si descrive quella specie di circo che sono gli springsteeniani "Accecati dalla luce", ma gli si da', finalmente, voce. Per cercare di mettere nero su bianco le ragioni che stanno dietro a quella passione. E il risultato, incredibile a dirsi, e' buono.
Quindi, siccome e' anche un'iniziativa totalmente benefica, andate e compratelo. Anche se non siete springsteeniani, ve lo garantisco, questo e' un libro serio, mica la rubrica della posta di Cioe'.