24 mar 2012

Go away

Lo scorso fine settimana, il pilota e scrittore Mark Vanhoenacker ha scritto sul New York Times un articolo che riassume molto bene i sentimenti di chi deve attraversare le procedure per l'ingresso negli USA.
"Americans may be surprised by the conclusions of a 2006 survey by the U.S. Travel Association, which found that foreign travelers were more afraid of United States immigration officials than of terrorism or crime."
Personalmente, mi ha sempre colpito il fatto che all'ingresso della sedicente più grande democrazia del mondo sono stato a volte trattato con metodi polizieschi, mentre all'arrivo in tutte le autocrazie/semidemocrazie mediorientali che ho visitato (UAE, Qatar, Bahrain, Kuwait) mi sono sentito accolto se non con calore, sempre con simpatia. Il controllo passaporti a Riyadh è un delirio, ma in quel caso è per motivi di disorganizzazione.

11 mar 2012

Giardino


Ethical living?

Quando su Internazionale era apparsa la rubrica Ethical Living avevo iniziato a leggerla, sperando di trovare riflessioni e consigli utili e interessanti; però ho smesso ben presto. Oggi, su Time, ho letto di un sito chiamato Handprinter, il cui scopo sarebbe quello di mostrarti come fare a ridurre la tua "footprint", cioè il tuo impatto ambientale. Giuro, ero ben disposto. Ma mi ha deluso in cinque minuti.
Per prima cosa, per valutare il mio impatto ambientale, mi chiede 1) quanti soldi spendo all'anno, 2) quanti voli aerei di più o meno di 4 ore faccio all'anno. D'accordo che è il "trial" dell'applicazione, ma non è un po' troppo grossolano? Non conta niente, come li spendo, i miei soldi? Devo sentirmi in colpa perché viaggio in aereo per lavoro, mentre quelle oche che fanno andare la lavatrice, la lavastoviglie e l'aspirapolvere tutti i giorni hanno una "impronta" più piccola della mia?
Ma sono i consigli che, come al solito, mi fanno cadere le braccia: "carpool to work", "cambia i filtri dell'aria", "non accelerare bruscamente", "regola correttamente la pressione delle gomme" e altre amenità del genere. Per la casa: "sostituisci l'85% delle lampadine", "regola il termostato", "compra un'impianto di aria condizionata più efficiente", "cambia il frigo", "cambia la caldaia".


A me fa incazzare che il risparmio energetico e l'impatto ambientale vengano ridotti a questi consigli ridicoli con la scusa che "ognuno può fare la propria parte", nello stesso modo in cui mi fa incazzare che l'oggetto di questi consigli sia sempre il cittadino e mai, che so, quelle aziende che lasciano le luci accese la notte in tutto il palazzo, o tengono il termostato sui 25 gradi, o non fanno lavorare da casa i propri dipendenti. Invece di dire a me di comprarmi la macchina "fuel efficient", perché invece non facciamo una bella legge che li vieta, questi motori a benzina, visto che le propulsioni alternative esistono da tempo? Ah no, non la facciamo perché poi a Marchionne gli tocca cambiare tutti gli impianti della catena di montaggio e vorrai mica causargli questo inconveniente? e non la facciamo perché poi poverini come fanno tutti quei tamarri che tirano fuori la macchina il sabato sera per schiantarsi ai 180 all'ora se le macchine elettriche vanno solo ai 130? Ah, ok: io devo regolare bene la pressione delle gomme della Punto perché il bauscia possa andare in giro con la sua Lamborghini, ho capito.


Allora adesso ve lo spiego io come si fa l'ethical living: invece di evitare le "sudden acceleration and stops", la prossima volta compratevi un'auto normale, invece di un SUV o di un Mercedes lungo da qui a là. E ve ne dico un'altra: se vi è nato un figlio, non siete obbligati a comprare una station wagon. E la macchina, fatela durare a lungo, invece di cambiarla ogni quattro anni con la scusa di comprarne una che "consuma di meno": quella vecchia non è che sparisce per magia: si trasforma semplicemente in quintali di rifiuti di cui la nostra Terra non ha nessun bisogno. L'aria condizionata non vi serve a un tubo: non compratela. Idem la lavastoviglie: lavate i piatti a mano, così fate anche attività fisica, invece di dover andare in palestra a sollevare i bilancieri. Idem per l'asciugatrice, il robot che pulisce per terra, la friggitrice automatica e la macchinetta dell'espresso con le cialde. Invece di cambiare la lavatrice al primo problemino, fatela riparare: anche qui, sono rifiuti in meno. Comprare un elettrodomestico in meno fa sicuramente meglio all'ambiente che mettere qualche lampadina a risparmio energetico (quando magari quelle vecchie sono ancora funzionanti!).


E circa la vostre spese, vale lo stesso principio: smettetela di comprare cose. Ne avete già la casa piena, e diventeranno tutte immondizia, prima o poi. Coi soldi del telefonino nuovo, pagatevi una notte (o due, o tre, o quattro se comprate l'iPhone) in albergo, o qualche cena al ristorante. Potete concedervi dei lussi anche senza riempirvi di oggetti. Invece di comprare il nuovo TV LCD da un milione di pollici, aspettate che si rompa quello che già avete e non compratene più. Evitate di cambiare il guardaroba ad ogni stagione. Rammendate le calze. Non avete bisogno di una cosa nuova, se quella vecchia funziona ancora. Comprate le cose quando vi servono, non perché sono belle e gli hanno fatto tanta pubblicità.


Perché a me, quando mi sento dire che devo installare il rompigetto nel rubinetto per non sprecare l'acqua mentre quel cretino del mio vicino va in giro col Cayenne, e quell'altro deficiente pulisce le piastrelle del giardino con l'idropulitrice da 8 litri al minuto, mi vengono degli istinti violenti, e vorrei prenderli a pedate, questi ecologisti da salotto, loro e il loro impianto di aria condizionata certificato SEER.

10 mar 2012

Dalla anch'io




Visto che sui social network più svariati si sono dedicati bytes a profusione al soggetto, aggiungo anche i miei. Qui sopra c'è Lucio Dalla che suona When The Saints con i Blues Jeans al Ferrara Buskers Festival, direi anno '89 o giù di lì. Qualche dettaglio in più, qui.


Visto che si tratta di una registrazione da una cassetta ormai credo introvabile, non penso che nessuno ne voglia fare questioni di copyright, che comunque è ovviamente detenuto dai legittimi autori ed esecutori.

6 mar 2012

Sezionando Wired

Io Wired non so più da che parte pigliarlo. Si assottiglia sempre di più, i contenuti provenienti dall'estero fanno sempre la parte del leone, l'infografica è preponderante, si allunga il brodo con  foto a tutta pagina. Allora oggi ho pensato di pesarlo.
Questo numero di Wired è composto da 153 pagine più una specie di inserto pubblicitario di tre fogli.
Pesa in totale 356 grammi (tolto il cellophane e un foglietto pubblicitario di non so nemmeno cosa visto che l'ho immediatamente gettato nel cestino più vicino una volta scartato il giornale).
L'inserto pubblicitario pesa 20 grammi. La copertina pesa 34 grammi, di cui metà è pubblicità. La pubblicità interna pesa 70 grammi (ovviamente considerando a peso pieno i fogli su cui entrambi i lati sono pubblicitari e a metà peso quelli dove c'è del contenuto su un lato).
Quindi, sono 20 + 17 + 70 = 107 grammi, in pratica il 30% del giornale. Volendo, naturalmente, essere buoni e considerare "contenuti" anche la dozzina di fogli dedicati ai "test" di gadget vari ed eventuali, e senza star lì a fare i precisini su certe pagine francamente inutili che però conto lo stesso come "contenuto".


Senza la "prova bilancia" avrei detto peggio, probabilmente perché l'assalto pubblicitario si concentra a inizio giornale e mi deprime e scoraggia in maniera irrecuperabile. Che tra l'altro, in questo numero, a parte le pagine e pagine dedicate al fenomeno dei video di gattini su youtube, due o tre buoni articoli c'erano anche.


Beh, devo dire che ora mi ritrovo con un mucchietto di fogli stracciati, ma è stata la volta in cui ho letto il giornale con più attenzione finora.

Non sono mai contento

Stamattina nella posta c'era questa pubblicità di Altroconsumo: una busta con dentro un sacco di foglietti colorati con cui vogliono regalarmi un "set multimediale". Mi sono fermato alla lettura delle prime due righe della lettera: "il prossimo 15 marzo si celebra la Giornata Mondiale dei Consumatori. Lei lo sapeva di avere, proprio in qualità di consumatore, dei precisi diritti?"
Ora, a parte lo stile, con marzo minuscolo e Consumatori maiuscolo, e quel "lei lo sapeva" che sa tanto di Rieducational Channel, quello che mi fa venire il nervoso è essere classificato come un consumatore, e che proprio grazie a tale status posso godere di ben precisi diritti!


Io voglio avere dei diritti in quanto cittadino, non in quanto consumatore!

4 mar 2012

E poi uno dice wrecking ball

"Mio padre ha lavorato vent'anni alla catena e l'hanno lasciato a casa
e adesso ovunque vada a cercare un lavoro gli dicono che è troppo vecchio
Avevo 9 anni e lui lavorava alla catena di montaggio della Ford a Metuchen
ora se ne sta seduto su uno sgabello al circolo dei reduci ma io so a cosa sta pensando
Giorni di gloria
Giorni di gloria che non ha mai avuto
Giorni di gloria"


Bruce Springsteen, 1982.

Due mesi dopo

Ormai sono quasi due mesi che lavoro col MacBook Pro, e posso fare un primo bilancio.
E' vero che, come diceva un collega, i primi due mesi con OS X si sprecano cercando di farlo diventare uguale a Windows, ma penso che non potrebbe essere altrimenti.


Quindi, in ordine sparso:
- Backup: sì, c'è il Time Machine, che è comodo ma la cui flessibilità è pari a zero. Ti backuppa "tutto" senza possibilità di personalizzazione. Col mio disco USB da 30GB riuscivo a fare il backup con Windows; col Mac, no. Qui vince Windows.
- Finder: dopo due mesi, continuo a pensare che sia un file manager pessimo, a volte ridicolo. La visualizzazione di Explorer, con le cartelle a sinistra e i file a destra, è nettamente più comoda; visualizzare le colonne desiderate e cliccare su di esse per ordinare i file lasciando inalterato l'ordine delle directory è praticamente impossibile con Finder. Il fatto che ordinare i file per nome non lasci le subdirectory in cima mi è scomodo ma posso accettarlo; il fatto però che l'ordinamento per "kind" non ordini anche per nome all'interno di ogni "kind" mi sembra francamente delirante. Anche la modalità di copia drag-and-drop dei file mi pare scomoda, a causa della difficoltà nel passare da una finestra all'altra e del fatto che se si sosta col mouse sopra una cartella, questa apre una nuova finestra di Finder... insomma, un casino. Qui vince Explorer.
- ALT-Tab: cmd+tab sul Mac funziona, ma non permette di spostarsi da una finestra all'altra della stessa applicazione. Non ho idea se ci sia o meno uno shortcut da tastiera equivalente. Vince Windows.
- Gestione finestre: il fatto che il Dock del Mac funzioni sia da toolbar "Quick Launch" che da elenco delle applicazioni attive è attraente all'inizio, ma alla lunga diventa scomoda, impedendoti di sapere chiaramente quali applicazioni sono aperte e con quante finestre. Ogni applicazione aperta è segnalata con un "pallino" sotto la rispettiva icona; se "chiudo" l'applicazione cliccando sul bottone rosso, questa rimane in realtà attiva, come segnalato dal pallino nel Dock: nella maggior parte dei casi, il documento corrente viene chiuso, ma in altri casi l'applicazione è semplicemente "minimizzata", come ad esempio per Skype. La gestione di desktop multipli complica ulteriormente le cose: Word ce l'avrò aperto in qualche altro desktop o l'ho chiuso? Chrome lo sto usando da qualche parte o l'ho "chiuso" pure lui? OK ci sono un sacco di "comode" gestures col trackpad o col magic mouse, ma mi sembrano comunque più lente del metodo Windows basato sulle icone minimizzate.
- A proposito: costava tanto fare le gestures sul magic mouse uguali a quelle del trackpad?
- Ah, il Magic Mouse: carino, bello, bella idea. Anche qui l'ergonomia però non si sa cos'è.
- Circa la gestione dei desktop multipli, avrei preferito che le icone minimizzate apparissero solo sul "loro" desktop, non su tutti.
- Paste Special: cmd+c e cmd+v si portano appresso la formattazione del testo copiato, e non c'è modo per fargliela perdere. O almeno io non l'ho trovato. Altra mancanza di flessibilità.
- L'autocorrect è fastidiosamente onnipresente: l'ho già disabilitato in una miriade di posti diversi. Non vedo perché, per fornire una funzionalità agli utenti imbranati, si debbano rompere le scatole a chi come me sa già scrivere.
- La tastiera del MacBook è carina e la retroilluminazione è una bella idea, ma non è per nulla ergonomica e i tasti non rispondono con la dovuta sensibilità: devo pigiare molto di più di quanto faccia su ogni altro pc, altrimenti mi perdo un sacco di lettere. I tasti così distanziati tra loro sono una scomodità, a mio parere.
- Il lettore CD sarà anche figo, ma provate a infilarci un CD di quelli piccolini.


Questo per quanto riguarda il Mac e OS X. Checchè se ne dica, io credo che la GUI classica di Windows sia ancora superiore a quella di OS X. Non mi interessa il fatto di avere, in pratica, un sistema Unix disponibile con OS X e la possibilità di scrivermi miriadi di potentissimi script per automatizzare questo o quello: in termini di funzionalità "built-in" Windows mi pare superiore.


Non vale la pena di fare raffronti in termini di prestazioni (come fanno i più ottusi tra i mac-fan), perché basta guardare il prezzo di un MacBook Pro per capire che se costa 5 volte di più della media dei PC Windows un motivo ci sarà. Tant'è vero che, nonostante le lamentele di cui sopra, sono molto soddisfatto del mio MacBook. Per forza: è una bomba con 8GB di RAM, un disco SSD da 250GB e un monitor della madonna.


A mio parere, la brutta fama della piattaforma Windows deriva sostanzialmente dalla disgraziata scelta architetturale di concentrare tutte le informazioni di sistema e delle applicazioni nel registry, creando questo "mostro" di lentezza e instabilità che peggiora costantemente l'esperienza utente col passare del tempo, unitamente a una gestione non proprio ottimale della memoria, che costringe ai periodici riavvii per riportare la macchina a uno stato utilizzabile a causa delle troppe applicazioni che dopo essere state chiuse non hanno liberato completamente la memoria.


Per quanto mi riguarda, poi, l'esperienza Mac è peggiorata anche dai problemi legati alle applicazioni di terze parti, e qui ovviamente non ne possiamo fare una colpa alla Apple. Outlook manca di diverse funzionalità che su Windows mi erano indispensabili; il driver HP per la mia stampante non è in grado di riprendere correttamente una stampa dal punto in cui si è interrotta in caso di mancanza di carta, ma riprende dall'inizio. Anche per far riconoscere lo scanner ho dovuto comprare un software ad hoc. Ma ovviamente, diranno i mac-fan, è colpa mia che non ho una stampante di ultimissima generazione, uno scanner di ultimissima generazione, un disco esterno di ultimissima generazione. 

3 mar 2012

Echoes

Ho recentemente ripreso in mano L'Isola Del Giorno Prima di Umberto Eco. A parte il fatto che, come al solito, Eco sfodera un'erudizione enciclopedica che mi intimorisce, riempiendo pagine fittissime di lessico seicentesco una dietro l'altra, oggi ho trovato un brano che mi voglio appuntare.


"Ogni vittoria produce odio nel vinto, e se la si riporta sul proprio signore, o è sciocca o è dannosa. I principi desiderano essere aiutati ma non superati. Ma sarete prudente anche con gli uguali. Non umiliateli con le vostre virtù. Non parlate mai di voi stesso: o vi lodereste, che è vanità, o vi vituperereste, che è stoltezza. Lasciate piuttosto che gli altri vi scoprano qualche pecca veniale, che l'invidia possa roder senza troppo vostro danno. Dovrete esser d'assai e talora parer da poco. [...] E sovratutto, se avrete delle passioni, non le metterete in mostra, per nobili che vi appaiano. Non si deve consentire a tutti l'accesso al proprio cuore. Un silenzio prudente e cauto è la teca della saggezza."
"Signore, ma voi mi state dicendo che il primo dovere di un gentiluomo è di imparare a simulare!"
Intervenne sorridendo il signor della Saletta: "Vedete, caro Roberto, il signor di Salazar non dice che il saggio deve simulare. Vi suggerisce, se ho bene compreso, che deve imparare a dissimulare. Si simula quello che non è, si dissimula quello che è. Se voi vi vantate di ciò che non avete fatto, siete un simulatore. Ma se voi evitate, senza farlo notare, di palesare appieno quel che avete fatto, allora dissimulate. E' virtù sovra la virtù dissimulare la virtù. Il signor di Salazar vi sta insegnando un modo prudente di esser virtuoso, o di esser virtuoso secondo prudenza. [...] In questa vita non sempre si ha da essere di cuore aperto, e le verità che più c'importano vanno sempre dette a mezzo. La dissimulazione non è frode. E' una industria di non far vedere le cose come sono. Ed è industria difficile: per eccellervi occorre che gli altri non riconoscano la nostra eccellenza. Se qualcuno andasse celebre per la sua capacità di camuffarsi, come gli attori, tutti saprebbero che non è quel che finge di essere. Ma degli eccellenti dissimulatori, che sono stati e sono, non si ha notizia alcuna."

Raccolta link

Era da un po' che non riuscivo a leggere con attenzione i miei feed RSS. Ecco qualche articolo che ho trovato interessante negli ultimi mesi.


Analisi del Malware per Android. E qui F-Secure pubblica il suo report a proposito. E qui qualche consiglio per Google.


Se non sei capace a fare l'hacker, lascia stare. Che rischi l'arresto o di prenderti un trojan.


Un interessante articolo che parla di IT Security, partendo da un'assunzione deprimente ("we are losing") per arrivare a una proposta un po' inquietante: "Start with raw data collection, set yourself an arbitrary target of gathering 1,000 data points per user per day (or 10,000 per system) and then invest towards achieving that goal; make sure to think about increasing the diversity of your data sets as well.  Data points come in the form of user actions, system events, file changes, transactions, email flow, security decisions, literally anything that leaves a trace or causes a change in data".
Qui, alcune dichiarazioni attinenti.


Questo è interessante: Malware che utilizza sempre di più DNS come canale di command and control.


Auto-patching: una buona idea? Sì?


Siti "Verisign trusted" pieni di buchi. oops.


E per concludere, qualcosa di completamente diverso. Una garanzia che non copre danni causati da invasione spaziale. Era da un po' che non ridevo leggendo un blog.

Verdura del supermercato

Inizia così:


Poi la grigli, evapora l'acqua, e rimane questo:
:-(