Nov 15, 2012

Sempre a proposito di differenze

Il contrasto tra le elezioni presidenziali USA e il tragico teatrino sulla legge elettorale in Italia non poteva essere più evidente. Mentre da noi c'è una classe politica disonesta e truffaldina che cerca in tutti i modi di rimanere aggrappata alla gestione del potere, negli USA abbiamo assistito a scontri tra idee e programmi, abbiamo sentito i candidati parlare a più riprese della propria idea di patria e di progresso. E' vero, abbiamo anche visto un imponente schieramento di miliardari che ha messo in campo centinaia di milioni di dollari per influenzare l'opinione pubblica e, spesso, screditare l'avversario: ma almeno, in quel caso, l'opinione pubblica esiste ancora e ci si impegna ancora a corteggiarla, mentre da noi non si fa altro che cercare di preparare a tavolino la legge elettorale che assicuri il risultato desiderato. Quella americana la si può ancora chiamare democrazia, la nostra, invece, no.
E' vero, anche negli USA abbiamo visto un candidato affermare il falso ripetutamente, usare le cifre delle statistiche "come un ubriaco usa il lampione: non per farsi luce ma per apporgiarcisi", promettere tutto a tutti in pubblico salvo poi disprezzare i propri concittadini in privato. Però quel candidato ha perso sonoramente, è bene ricordarlo.


E il candidato che ha vinto, nel suo primo discorso dopo l'annuncio dei risultati, si è potuto permettere di dire parole che in Italia suonerebbero talmente ridicole che nemmeno quelle facce di bronzo dei nostri politici hanno più il coraggio di pronunciare: "Io credo che possiamo mantenere la promessa dei nostri padri fondatori, l'idea che se sei disposto a lavorare sodo, non importa chi sei o da dove vieni o che faccia hai o dove vivi. Non importa se sei nero o bianco o ispanico o asiatico o nativo americano o giovane o vecchio o ricco o povero, abile o disabile, gay o eterosessuale, qui in America ce la puoi fare, se sei disposto a provarci."

Ora, io vorrei vivere in un paese dove queste parole non pretendo si debbano realizzare ogni giorno, ma almeno ci si possa credere.

No comments: