Dec 29, 2012

Ma non pensate

Ma non vi sembra triste che ad Agosto e a Natale in Italia non funzioni niente? Non pensate che sarebbe ora che questo andazzo cambiasse e, ad esempio, giorni come il 28 Dicembre venissero considerati giorni lavorativi come tutti gli altri?


Stamattina, sabato 29 Dicembre, mentre eravamo in giro per altre cose, siamo andati a cercare un certo negozio a Milano che ci incuriosiva: arriviamo sul posto ed è chiuso. Sulla serranda c'è scritto l'orario: tutti i giorni, orario continuato. Incluso il sabato. Però era chiuso.

Venerdì 21 scorso passa il corriere a consegnarmi una busta che stavo aspettando, ma non mi trova. Lascia il biglietto in cui c'è scritto di chiamarli per riprogrammare la consegna. Li chiamo per un'ora e nessuno risponde. Gli mando delle mail e dopo una settimana non hanno ancora risposto e mai lo faranno.


C'entra solo relativamente, ma ieri pomeriggio la mia ADSL ha smesso di funzionare. Il 187 (eh sì, sono tornato a Telecom perché Tiscali si disconnetteva in continuazione, guarda l'ironia) mi ha detto che è un problema della centralina o qualcosa del genere e oggi passava il tecnico a metterla a posto. Ovviamente, nulla di tutto ciò è avvenuto. Oggi ho richiamato, il 187 va immediatamente in "il primo tecnico disponibile le risponderà entro il periodo di tempo che le abbiamo comunicato, ovviamente senza avermi comunicato alcun periodo di tempo, e dopo 15 minuti mi risponde uno che dice che da contratto il tempo massimo per la risoluzione è lunedì, che i tecnici al sabato fanno solo mezza giornata, la domenica non lavorano, e naturalmente questi due (probabilmente tre) giorni senza Internet me li prendo in saccoccia e col cavolo che me li scontano dalla mia tariffa flat.

Dec 24, 2012

Fratelli d'Italia, l'Italia si ferma.

E' il 24 Dicembre, e il sottoscritto fa parte della sparuta minoranza di coglioni che sta lavorando.


Venerdì scorso ho fatto l'imperdonabile errore di uscire di casa per mezz'ora e ovviamente proprio in quel momento è arrivato il corriere che doveva consegnarmi dei biglietti di TicketOne. Verso le 16 trovo il bigliettino di rentaservice.it che dice che hanno tentato la consegna alle 15.22 e che riproveranno tra 3 giorni lavorativi a meno che io li contatti per concordare un'altra data. Il bigliettino tra l'altro avverte che se anche il secondo tentativo fallirà, il plico sarà conservato per tre giorni (non sprecatevi, eh!) e poi restituito al mittente. Certo che per soli 10 Euro di spese di spedizione, cosa vuoi pretendere?

Provo  telefonare allo 0291437063 di questa fantomatica Rentaservice: musichina e poi squilla a vuoto per dieci minuti. Metto giù e riprovo: occupato. Riprovo dopo 5 minuti: occupato. Riprovo svariate volte per circa mezz'ora: sempre occupato.
Vado allora a controllare la mail del 20/12 di TicketOne dove mi annunciavano la spedizione, dalla quale si evince che 1) posso verificare lo stato della spedizione sul sito UPS; 2) posso "risolvere immediatamente eventuali problemi circa la consegna mettendosi subito in contatto con lo spedizioniere Rent a Service al numero 0291437063 oppure scrivendo a info@rentaservice.it"; 3) soprattutto non devo rompere le palle a TicketOne, in quanto mi avvisano che devo "necessariamente rivolgersi a Rent a Service per tutto ciò che riguarda le modifiche della spedizione sopra indicata".
Scrivo una mail a Rentaservice alle 16.37: ad oggi nessuna risposta.
Oggi guardo sul sito UPS, dove lo stato della spedizione risulta "Il dest. ha richiesto di trattenere la consegna per data di consegna futura. UPS tenterà la cons. alla data richiesta", peccato che io non ho richiesto proprio nulla, visto che non riesco a contattare nessuno. Il fatto che mettano informazioni false circa lo stato della mia posta mi sembra molto grave.
Chiamando Rentaservice c'è un risponditore automatico che ti dice che gli uffici sono aperti con orario continuato tipo dalle 9.30 alle 18.30 e poi ti mette giù.
Oggi ho mandato un'altra mail a Rentaservice con in copia il servizio clienti TicketOne, chiedendo notizie. UPS non è possibile contattarla, visto che non c'è un indirizzo email diretto ma solo un form sul sito web, dove peraltro per aprire un reclamo ci vuole un numero di reclamo precedentemente generato non si sa come. Al numero di telefono UPS risponde solo un risponditore automatico che alla fine di un lunghissimo albero di scelte mi dice che "oggi il servizio è chiuso".



Beh ma è chiaro che è da illusi pensare di poter avere un qualsivoglia servizio in questo paese alle 2 del pomeriggio del 24 Dicembre.

Dec 23, 2012

Democrazie in pericolo

Leggere libri come Il secolo breve di Hobsbawm e' un'esperienza gratificante perche' puoi vedere al lavoro un cervello pensante su una imponente base di dati per giungere a conclusioni illuminanti.
La prima parte del libro, oltre a farmi riflettere sui radicali cambiamenti morali e culturali portati dal Novecento, contiene alcune pagine di analisi sul crollo delle democrazie occidentali tra le due guerre mondiali che contengono materiale molto attuale.
Circa il primo punto, due cose mi hanno colpito: una e' che per la prima volta nella storia moderna le guerre si sono combattute direttamente sulla pelle della popolazione civile; mentre la civilta' occidentale dell'Ottocento aveva codificato una serie di principi morali e legali volti a codificare la guerra come scontro formalizzato tra eserciti avversari, con l'avvento dei bombardamenti aerei assistiamo all'utilizzo delle vittime civili come arma per la sconfitta totale del nemico; una cosa che oggi ci sembra normalissima ma che per l'uomo del 1914 costituiva il ritorno a una barbarie che si pensava ormai superata. Analogamente a questo, un altro fatto apparentemente dato per assodato al giorno d'oggi nella nostra societa', cioe' l'emancipazione femminile e la partecipazione delle donne alla vita lavorativa, e' invece un'evoluzione parzialmente accidentale dovuta alla necessita' di far funzionare le fabbriche durante i conflitti mondiali mentre tutti gli uomini erano al fronte. Pensiamo alle enormi conseguenze in questo campo causate dalle due guerre mondiali, e a come sarebbe la nostra societa' oggi "se"...
Venendo al secondo aspetto, vale la pena di ricordate che questo libro fu scritto nel 1994; nel descrivere quella che definisce l'Eta' della catastrofe, Hobsbawn descrive le condizioni che portarono al crollo delle democrazie occidentali e all'avvento delle dittature fasciste. Questi paragrafi contengono molti avvertimenti che sarebbero utili ai governanti e all'opinione pubblica di oggi: "nell'Eta' della catastrofe raramente esistevano le condizioni per rendere praticabile e tanto meno per rendere efficace il sistema democratico. La prima di queste condizioni era che tale sistema fosse legittimato da un generale consenso. La democrazia si fonda in se stessa su questo consenso, ma non lo crea; soltanto nelle democrazie stabili e di lunga tradizione il meccanismo di votazioni regolari ha dato ai cittadini ... il sentimento che le consultazioni elettorali legittimano il governo che da esse scaturisce. ... Almeno dieci degli stati europei dopo la grande guerra erano o interamente nuovi o cosi' mutati rispetto all'assetto precedente da non poter accampare alcuna particolare legittimazione davanti ai cittadini. ... La seconda condizione ... era che ci fosse compatibilita' fra le varie componenti del "popolo", il cui voto sovrano doveva determinare il governo comune. ... Quando il voto democratico attraversava le linee di divisione della popolazione o quando era possibile conciliare o stemperare i conflitti, li' la democrazia era praticabile. Pero', in un'era di rivoluzioni e di tensioni sociali radicali, di norma la politica rifletteva la lotta di classe e non la pace sociale. L'intransigenza ideologica e di classe poteva distruggere il regime democratico. ... La terza condizione era che i governi democratici non dovevano svolgere un'ampia attivita' di governo. I parlamenti erano stati creati non tanto per governare, quanto per controllare il potere dei governanti, una funzione che appare ancora evidente nei rapporti fra il congresso e il presidente degli Stati Uniti. I parlamenti erano marchingegni escogitati per fungere da freni, che si ritrovarono a dover funzionare come motori. ... La quarta condizione era la ricchezza e la prosperita'. Le democrazie degli anni '20 andarono a pezzi sotto la tensione di movimenti rivoluzionari e controrivoluzionari o di conflitti nazionali; quelle degli anni '30 , sotto la tensione della crisi. ...Perfino i conflitti nazionali divengono piu' controllabili, fintanto che i rappresentanti politici di ogni minoranza possono sfamarsi alla mangiatoia comune. Mancando queste condizioni la democrazia rischiava di essere sempre piu' un meccanismo per formalizzare le divisioni tra gruppi inconciliabili. Molto spesso, anche nelle migliori circostanze, la democrazia non produceva affatto una base stabile per un governo, specialmente quando la dottrina della rappresentanza democratica veniva applicata nelle versioni piu' rigide del sistema proporzionale. Dove, in tempi di crisi, non era disponibile alcuna maggioranza parlamentare, ... la tentazione di guardare altrove era assai forte."

Dec 22, 2012

e pluribus unum

Premio speciale a chi capisce cosa vuol dire "in first slowly" senza andare a vedere la pagina in italiano.


Soprassediamo su "to open a new job".

Dec 16, 2012

"Il mercato dei firewall, IPS, antivirus e UTM viene mantenuto in vita artificiosamente dalla ridicola offerta di connettività Internet business proposta dagli ISP italiani"

Qualche sera fa, probabilmente complice la troppa birra, me ne sono uscito con questa affermazione perentoria, peraltro confermata da una serie di esperti del settore (l'ex collega che beveva con me). Mi spiego con altre parole: così a occhio ho la sensazione che vengano venduti un gran numero di apparati informatici "di sicurezza" clamorosamente sovradimensionati rispetto alle necessità reali (e fin qui niente di male), e che questo serva a nascondere il fatto che i dati relativi alla quantità di pacchetti o sessioni processabili non siano proprio, ehm, quelli effettivamente raggiungibili una volta usciti dal laboratorio e installati in produzione.  Tanto per chiarire, credo che ci sia raramente malafede da parte dei vendor di tali tecnologie: è oggettivamente difficile (per non dire impossibile) riassumere le prestazioni di un apparato informatico in un solo numero, che sia un tot di bps o di pps; purtroppo però non è possibile nemmeno pubblicare dei datasheet pieni di "dipende", e per questo a volte si scatena un circolo vizioso di annunci di prestazioni fantasmagoriche che nessuno potrà mai verificare o contestare. Firewall, web application firewall, proxy di ogni tipo, antivirus, antimalware, funzioni spesso conglomerate in un unico apparato inline, che magicamente ispeziona tutto il traffico entrante e uscente, esamina, categorizza, scarta, modifica, prioritizza, accelera, accoda, salva su disco, copia di qua e di là, il tutto magari pure virtualizzabile.
Venendo al nocciolo della questione: in Italia, la comune banda offerta come connettività business a un'azienda che, ad esempio, voglia aprire il proprio sito di e-business, è di 20Mbps bidirezionali, cioè 20 verso Internet e 20 da Internet. L'offerta a 100Mbps è vista come "premium" e i clienti dotati di connettività Gigabit o multi-Gigabit si contano sulle dita di ben poche mani.
Proviamo allora a fare una ricerchina su Google e vedere qualche esempio di offerta che queste aziende ricevono da parte dei principali vendor.
Checkpoint: per gli small&medium business: Safe@Home 1000N, firewall, IPS, VPN gateway, antispam, mail antivirus, url filtering, NAC, 1000 Mbps di throughput firewall.
Palo Alto: firewall, threat prevention, file filtering, vpn, url filtering, QoS, modelli da 100 Mbps, 250 Mbps, 500 Mbps, 1, 2, 4, 10, 20 Gbps.
Fortinet: Fortigate da 200 Mbps a salire con firewall, vpn, traffic shaping, IPS, antivirus/antimalware, web filtering, VoIP, e una pletora di altre funzioni.
Juniper: SSG series, da 160 Mbps in su.
Cisco: ASA 5500 series, da 150 Mbps in su.
Ho cercato per tutti il modello più piccolo; la ricerca ovviamente non è molto accurata perché l'ho fatta al volo, ma credo renda l'idea.
Il problema cui si trova di fronte la piccola azienda è quello di dover scegliere tra soluzioni a basso costo, ad esempio open source, più calzanti alle sue limitate necessità ma magari non dotate di soddisfacenti opzioni di supporto, e l'insistenza dei vendor tradizionali, che ovviamente possono mettere in campo una forza vendite e marketing di tutto rispetto. A questo aggiungiamo l'aspetto psicologico del "sentirsi grandi" per il quale fa un po' "poveracci" comprare il firewall di fascia più bassa, e il sano ma superficiale "nel grosso non mi sbaglio", e voila abbiamo venduto il firewall da 500 Mega o 1 Giga all'azienda con 20 Mega di banda e un serverino HTTP che già stantuffa tutto il giorno senza posa. E' chiaro che in condizioni di stress non sarà il firewall il primo pezzo del mosaico a cedere.
Ciò di cui gli utenti faticano a rendersi conto è che la natura di Internet oggi richiede infrastrutture di ben altri ordini di grandezza. Quando è stata costruita, le tre corsie della tangenziale di Milano sembravano probabilmente sufficienti, mentre oggi garantiscono solo ingorghi a ripetizione; lo stesso vale per la banda Internet e la potenza elaborativa dei server.
La mia sensazione è quindi che oggi i clienti si sentano soddisfatti (da un punto di vista di prestazioni e di investimento economico) delle loro piattaforme UTM semplicemente grazie a questo nanismo infrastrutturale (e anche, non poco, mentale e culturale), e che se questo dovesse scomparire, come auspicabile ma purtroppo poco probabile (a causa di una categoria -gli ISP e le Telco- ancora intenta a spremere ogni possibile introito dalla vendita di banda "stupida" piuttosto che pensare a offrire servizi "intelligenti", e purtroppo anche a causa di aziende che preferiscono accontentarsi di rimanere "piccole e di successo" piuttosto che rischiare e cercare l'espansione) assisteremmo a notevoli sconquassi sia per gli utenti, costretti a tornare coi piedi per terra e dover valutare gli ingenti investimenti richiesti ben più accuratamente di quanto si faccia ora, che per i vendor, per i quali diventerebbe molto più reale la minaccia di veder raggiunti i limiti prestazionali reali dei propri apparati.

Dec 14, 2012

Ridicolo

Nevica. La gente va sul sito a controllare lo stato dei voli. Il sito crasha. SEA ci mette un messaggio senza senso.




La sopravvivenza di Apple

Pare che alla Apple non siano tutti così fuori di testa come pensavo. Questo articolo segnala l'impennata negli investimenti in property, plans and equipment negli ultimi mesi. Io non arriverei a sostenere la tesi dell'articolo secondo la quale la Apple sta cercando qualcosa per "affondare" il proprio business iPhone, ma è sempre stato chiaro che il successo della società si è basato sull'offerta di prodotti innovativi e "rivoluzionari", se non nelle funzionalità almeno nel design e nell'approccio generale, per cui, ripeto, uscire con qualcosa di veramente nuovo è fondamentale.
Spero per loro che non si stiano buttando sui "computerized glasses", perché io dubito fortemente che questi siano "the technology that is most likely to bring the smartphone era to an end". Idem dicasi per la TV, che nonostante tenga ancora incollati al teleschermo milioni di occhi e incollati ai divani milioni di chiappe, proprio per questo motivo è uno strumento ormai d'altri tempi sul quale, francamente, fatico a vedere cosi si possa fare di innovativo.

Dec 12, 2012

Dilemma

Mi faccio un Volluto o un Ristretro?


Bonus track: il sapone Burtini.


Dec 8, 2012

Grandi ingiustizie inspiegate

Max Pezzali vent'anni fa si prende qualche licenza con la metrica e diventa lo zimbello della stampa musicale dell'Italia intera, mentre Guccini canta "io, semplice essere umano / costretto a costretti ideali / son solo un umìle artigiano / e volo con piccole ali" e nessuno gli tira le uova marce. Mah.

Dec 7, 2012

La distruzione del passato

Ho comprato ieri Il Secolo Breve di Hobsbawn, e dopo sole sei pagine, già fioccano le intuizioni illuminanti: "La distruzione del passato, o meglio la distruzione dei meccanismi sociali che connettono l'esperienza dei contemporanei a quella delle generazioni precedenti, è uno dei fenomeni più tipici e insieme più strani degli ultimi anni del Novecento. La maggior parte dei giovani alla fine del secolo è cresciuta in una sorta di presente permanente, nel quale manca ogni rapporto organico con il passato storico del tempo in cui essi vivono".

Io ci sono / CD2

Il secondo CD della raccolta dedicata a Gaber mantiene lo stesso alto livello del primo, senza cadute "alla Emma". Come già detto, i testi di Gaber bastano a nobilitare qualsiasi interprete. La PFM fa una superversionerock di "Quando è moda è moda", e "C'è un'aria" cantata da Paola Turci colpisce nel segno con le sue parole spietate: "e quando hanno scoperto i politici corrotti / che gran polverone, lo sapevate da sempre / ma siete stati belli zitti".
La delusione è la non-interpretazione di Ligabue di "Qualcuno era comunista", in parte recitata in quella maniera monocorde stile "la camera ha poca luce e poi e' molto piu' stretta di come da giu' immaginavo", in parte trasformata in canzone-di-ligabue senza aggiungere proprio nulla di memorabile. Voglio pensare che chi ha compilato la track list abbia deliberatamente e diabolicamente inserito la magistrale interpretazione di "I, as a person" di Patti Smith proprio dopo il Liga per un impietoso confronto.
Come già nel primo disco, certi interpreti inaspettati risultano molto convincenti, come Max Pezzali che canta "Il comportamento".
Due pezzi ben riusciti che però mi hanno suscitato un po' di imbarazzo sono "Si può" di Jovanotti e "Le elezioni" di Ornella Vanoni.
Non so... mi lascia un po' perplesso ascoltare un testo del 1976 che canta di "libertà obbligatoria" da uno che nel 1990 zompava per il palco come un cretino chiedendo se era lì la festa.
Peggio ancora sentire "Le elezioni" dalla voce di Ornella Vanoni.

Tanto per chiarire

La privacy policy di Facebook "is basically a collection of American legalese, which is intentionally vague and gives the company adequate leeway to do basically anything they want with your data”. Thilo Weichert.

Dec 5, 2012

Un confronto

Esperienza 1
Il 15 Novembre ricevo nella posta il volantino in cui il Consorzio dei Comuni dei Navigli mi narra le meraviglie della raccolta differenziata e soprattutto mi illustra il fatto che se si fa il compostaggio domestico e si seguono i corsi di formazione appositi è possibile avere uno sconto sulla tassa dei rifiuti. Siccome mi risulta che nel mio Comune non sia possibile avere tale sconto ma il volantino non menziona il fatto che questa facilitazione non è disponibile a tutti, decido di chiedere spiegazioni. Scrivo quindi una mail all'indirizzo info del Consorzio, con in copia l'ufficio tributi del mio Comune e l'indirizzo info della cooperativa che gestisce l'iniziativa.
Ovviamente non ricevo risposta. Il 19 riscrivo.
Nulla. Il 26 riscrivo, un po' scocciato.
Mi risponde il Comune, dicendo che avevano "subito" dato copia della mail originale all'incaricato del Consorzio e pensavano mi avessero risposto, e comunque no, lo sconto nel mio Comune non c'è.
Lo stesso giorno, scrivo un messaggio su Facebook al Consorzio, per sapere se sono vivi e come mai scrivono informazioni imprecise sui loro volantini. Dopo qualche ora, rispondono su Facebook. Come se non bastasse il mio nome e il fatto che gli dico che gli ho scritto una mail il 15, mi chiedono qual'è il mio indirizzo email per poter recuperare la missiva.
Mi rispondono infine alla mail il 30, dicendo che il volantino si riferisce all'iniziativa in generale e che la maggior parte dei Comuni fanno lo sconto ma il mio no, e blah blah.
Nessun segno di vita da parte della famosa cooperativa, in tutto ciò.

Esperienza 2
Il 26 Novembre ordiniamo delle luci di Natale dall'Inghilterra via Internet. Il 4 Dicembre arrivano, ma sono il modello sbagliato. Il 4 sera mandiamo una mail alla ditta dicendo che c'è stato uno sbaglio. Il 5 ci scrivono chiedendo una foto del pacco; gliela mandiamo e immediatamente ci rispondono che il 6 ci spediscono l'articolo giusto e che quello sbagliato possiamo anche tenerlo. Fine.

Dec 3, 2012

Fine di un'epoca

La Emirates mi ha infine retrocesso a "Blue". Ah, bei tempi quando scorrazzavo per il Medio Oriente con la mia targhetta "Gold"!