Jan 31, 2013

Perché la gente va a vedere i concerti di Springsteen

"Seeing Bruce I was like, "Fucking-a, man!  Thank you! I paid a lot of money to be at this fucking show and you care I'm here." It was just, like, such a revelation."

Fonte.

Jan 26, 2013

Un anno col Mac

Giusto due giorni fa un clamoroso freeze del mio Macbook Pro mi ha fatto ricordare che è ormai un anno che sono alle prese con 'sto coso e si potrebbero tirare le somme. Premessa da cui è partito tutto: cercavo di copiare su disco fisso alcuni mp3 che avevo su un dvd. A quanto pare il dvd è danneggiato e alcuni settori sono illeggibili (ho provato a leggerlo con Windows XP e mi dà un "CRC Error"): il problema è che OS X non è in grado di gestire l'errore e il suo file manager, Finder, si incanta, trascinando con sè tutto il sistema operativo fino a visualizzare il delirante messaggio qui sotto.
Ho provato a gestire meglio la cosa, ritentando la copia dei file e cercando di annullarla prima di precipitare nel gorgo fatale del restart obbligatorio, ma niente:
Se cerco di annullare la copia, la finestra si blocca su "Stopping". Se cerco di estrarre il dvd, non accade nulla. Se cerco aiuto nell'help, il consiglio è quello di fare logout o di restartare: peccato che il sistema si rifiuti di fare sia uno che l'altro. Unica soluzione: pigia il butùn e spegni tutto quanto.


Ma torniamo a bomba e cerchiamo di fare un riassunto come si deve.

Prestazioni. Beh, non parliamone neanche. E' chiaro che il Macbook col disco SSD è un fulmine di guerra. Manca però un confronto ad armi pari con un PC Windows con allestimento analogo, quindi tanto vale chiudere qui.
Ergonomia: bocciato. Gli spigoli dove si appoggiano i polsi per scrivere sono taglienti e possono provocare suicidi accidentali. La retroilluminazione della tastiera è un'idea molto utile, ma la disposizione dei tasti mi risulta scomodissima e dopo anni di agile battitura a dieci dita su qualunque tipo di apparato, il Macbook è il primo sul quale non riesco a evitare frequenti errori. La mancanza dei tasti "home", "end" e "del" è una scelta di design semplicemente delirante. Il magic mouse è un'altra invenzione molto utile (bluetooth, multitouch), ma nel mio caso la batteria s'è scaricata dopo circa un mese d'uso e dopo un paio di ricariche mi sono stufato e l'ho ficcato in un cassetto; il fatto che tra le decine di colleghi che usano il Mac non ce n'è uno che si porti dietro il magic mouse conferma in qualche modo il mio parere negativo. I gesti multitouch utilizzabili sul trackpad sono invece molto comodi, come l'utilizzo del trackpad stesso in generale, il migliore al tatto che io abbia provato. Le porte USB nel mio modello sono solo due e sono troppo vicine, il che può causare problemi ad esempio in caso di chiavette un po' "cicciotte". Niente da dire invece sul monitor, il cui angolo di visione è ampissimo. Geniale l'aggancio magnetico del cavo dell'alimentatore; l'alimentatore a fine cavo, invece, mi è risultato scomodo in più di un'occasione.
Software in dotazione. Finder è un file manager che a voler essere gentili definirei "minimale": decisamente insufficiente. Non amo le diverse modalità di visualizzazione delle sottocartelle, e la modalità di ordinamento dei file è scomoda da utilizzare rispetto a Windows dove basta cliccare sulla colonna desiderata, ma la cosa peggiore è l'incongruenza delle modalità di utilizzo del "sort", che varia a seconda del tipo di visualizzazione in uso (tasto con menù sulla barra degli strumenti o clic sulla colonna). Unica cosa utile è il preview dei file grafici e di alcuni tipi di documenti. Ridimensionare le colonne/subdirectory per adattarle alla lunghezza dei file in esse contenute è molto scomodo, dato che la subdirectory eredita la larghezza della cartella superiore. Più di una volta ho osservato comportamenti strambi per cui la linea di separazione tra le colonne a volte è singola, a volte doppia.
E' chiaro che a Apple tutto ciò importa ben poco, e che l'obbiettivo è quello di far dimenticare del tutto l'esistenza dei "file" e far convergere tutto nel concetto di "libraries" gestite dalle applicazioni.
iPhoto gestisce appunto in questo modo tutte le foto, e una volta che l'ex utente Windows s'è messo il cuore in pace e ha rinunciato a poter gestire i suoi file alla vecchia maniera, la cosa risulta abbastanza comoda. Le funzioni di edit dei file sono buone e il software è velocissimo. Unico difetto riscontrato più volte è che la funzione Share di iPhoto si incanta spesso e volentieri, ad esempio cercando di pubblicare una foto su Facebook: anche qui la gestione della condizione di errore è inesistente e l'unica via di uscita è riavviare l'applicazione tramite l'Activity Monitor.
Ho usato abbastanza frequentemente iMovie e per le mie necessità è più che buono. Anche qui la gestione è delegata completamente alla "library", e gli edit sono molto veloci; meno buone le funzioni di export, un po' troppo fuori dal controllo dell'utente. Anche iDVD, seppur molto "basic", non era male, peccato ora sia finito dentro iLife.
Non saprei che dire su Mail e Calendar, visto che sono un utente affezionato di Outlook.
Preview è un comodo reader multifunzione.
Time Machine è molto comodo ma ovviamente ciò va a discapito della flessibilità d'uso; ma è chiaro che l'obbiettivo è quello di farti comprare un Time Capsule.
iTunes è la quintessenza della filosofia Apple e il vero re di tutto l'ecosistema "Mac": con le sue funzioni di condivisione della library con gli altri apparati Apple, e ora col servizio Match disponibile anche qui da noi, iTunes diventa un potente gestore dei contenuti multimediali. Francamente i cambiamenti introdotti alla grafica dall'ultimo upgrade non mi piacciono molto, ma pazienza.
Sistema Operativo: è chiaro che finché Windows non abbandonerà la delirante infrastruttura del registry (cioè mai), un sistema Unix-based come OS X avrà gioco facile in termini di potenza e prestazioni; non saprei quanto questo possa interessare all'utente non professionale, però. La possibilità di "disinstallare" le applicazioni semplicemente spostandole nel cestino è molto comodo ed è sicuramente un vantaggio rispetto a Windows, soprattutto perché non ci si deve preoccupare troppo di eventuali residui lasciati in giro per il sistema. L'idea di fornire un App Store che gestisce centralmente gli aggiornamenti di tutte le applicazioni è ottima, anche se toglie ulteriore controllo della situazione all'utente (che succede se un update è a sua volta bacato?) e non mi pare (ma potrei sbagliarmi) che stia prendendo molto piede. Gli aggiornamenti del sistema operativo stesso sono sempre di dimensioni mostruose e non forniscono mai informazioni dettagliate sul loro contenuto, specialmente riguardo la sicurezza. Ho anche più di un dubbio sull'effettivo backporting delle fix nelle versioni meno recenti dell'OS, dubbi dovuti ovviamente alla scarsissima trasparenza di Apple a tal riguardo.
Molto buona l'idea di centralizzare tutte le impostazioni nel "System Preferences" (anche se capita che le applicazioni "disinstallate" si dimentichino qualche pezzo proprio qui) e di forzare una certa standardizzazione nei menù di tutte le applicazioni (tipo la voce Preferences sempre nel menù principale).
GUI. La gestione dei desktop multipli e la vista "Mission Control" delle finestre aperte sono molto ben fatte, ma continuo a ritenere che la GUI "classica" di Windows (cioè tutto ciò che ha preceduto le "piastrelle" di Windows 8) sia nettamente superiore a quella di OS X, principalmente nel confronto tra la barra delle icone Windows e il Dock di Apple. Il mio problema col Dock è principalmente che non c'è un modo chiaro di sapere se un'applicazione è attiva o meno: una volta lanciata, è possibile mostrare un puntino luminoso sotto l'icona corrispondente, ma tale indicatore rimane attivo anche se le finestre dell'app sono state chiuse tutte, e scompare solo dopo un "Quit" vero e proprio. Altro elemento di confusione e disordine è che il Dock unifica ciò che in Windows era invece diviso tra la "Quick Launch bar" (o come cavolo si chiama) e la barra delle icone: le app "attive" appaiono nel Dock, e siccome non se ne vanno se non con un cmd+q, il rischio è quello di ritrovarsi con un Dock sovraffollato che costringe a sprecare secondi preziosi alla ricerca dell'icona desiderata.
La ricerca di Spotlight è potente e utile, anche se poco (anzi, per nulla) flessibile.


In generale, riassumerei il mondo Mac in A) alcuni punti di forza effettivamente geniali; B) scelte di design (hardware e software) ardite ma che hanno evidentemente fatto breccia nel mercato; C) alcuni componenti software decisamente deludenti.



Ci sono sicuramente molti altri punti da commentare, ma per ora è meglio che la pianto qui.


Sixto

"I live below my means. I think that's a good discipline because you never can tell. I'm not an ascetic. I just think that's wiser."
Sixto Rodrigues, Time magazine.

Jan 24, 2013

Maroni

Visto che il personaggio in questione in questo periodo ci scruta da centinaia di manifesti enormi in giro per la Lombardia, perché non ricordare una delle sue iniziative più lungimiranti?
Gennaio 2010: "Sperimentazione dei body scanner in tre aeroporti" - "All'interno dei 27 Paesi europei, ha riferito il ministro, «ci sono opinioni diverse sull'utilizzo di questi strumenti, si è discusso molto anche oggi. Noi abbiamo deciso di partire comunque con la sperimentazione in tre aeroporti [...]".
Gennaio 2013: "Unpopular Full-Body Scanners to Be Removed From Airports".

Soldi ben spesi, grazie Bobo!

Jan 21, 2013

I comportamenti

"E' certo che oggi assistiamo  ad una ri-articolazione delle classi diversa da quella tradizionale. C'è una tabellina Censis che raccoglie le risposte alla domanda: "Da chi vi sentite più lontano?". "Dal genere cioè donna/maschio": "no"; "dall'etnia stranieri o non stranieri": "no"; "dai redditi alti": "no"; "da coloro che hanno comportamenti e stili di vita diversi dai miei": "sì".
E se ci pensate bene al caso di Franco Fiorito, il "Batman di Anagni", si vede che puntava ad avere gli stessi comportamenti dell'élite, ad avere il SUV e la villa al Circeo. Non è che volesse avere più soldi: voleva avere comportamenti analoghi a quelli di chi sta in alto. Nessuno punta ad avere il loden di Monti, naturalmente, perché è troppo distinto. Però questo non cambia le cose: oggi la lotta di classe potrebbe ritornare come lotta, invidia sociale, competizione sui comportamenti."
Giuseppe De Rita.

Jan 20, 2013

Io ci sono / CD3

Giusto per concludere la carrellata, due parole sul terzo disco della raccolta di cover di pezzi del duo Gaber-Luporini.
Forse perché la tracklist va in ordine cronologico e quindi i brani del terzo CD provengono dal repertorio più recente (un po' più debole rispetto ai capolavori dei decenni precedenti), l'ascolto lascia meno entusiasti, anche se come al solito le interpretazioni sono tutte ben fatte e nel caso di questo ultimo disco non ci sono le piccole sbavature o "gaffe" presenti negli altri due. Mi hanno colpito principalmente gli Articolo 31 con "Io non mi sento italiano", Battiato con "La parola io" e Laura Pausini con la conclusiva "Non insegnate ai bambini".

In definitiva, una raccolta più che consigliabile, che aiuta a riappacificarsi -almeno temporaneamente- con tanti interpreti della musica italiana, magari altrove responsabili di episodi meno raccomandabili ma che qui, grazie al repertorio di Gaber, colgono l'occasione per fare bella figura.

Hobsbawn e nuvole

Preludio.

Mentre in aereo leggo il capitolo del Secolo Breve sull'emancipazione femminile, davanti a me le due coppie con bambini si sono separate: i papà parlano dell'eccellente risoluzione del nuovo TV, le mamme tengono a bada i due piccoli teppisti e si scambiano esperienze sui ritmi sonno-veglia e sui popparuoli. Mi sparo gli Iron Maiden a palla negli auricolari prima che passino, come di consueto, a temi più "caldi" come vomiti e cacche.

Interludio.
Sempre più spesso ho la sensazione di essere un alieno. Siamo su un volo dall'Europa all'America. Sono le 15.20 in Italia, le 9.20 in USA. Perché tutti hanno abbassato gli oscuranti dei finestrini e si sono messi a dormire?

Citazioni dal libro.
"Qualunque fosse la variante locale del modernismo, fra le due guerre esso divenne il distintivo di quanti volevano dimostrare di essere colti e al passo coi tempi. [...] L'autore di questo libro, cresciuto tra i grandi monumenti architettonici della borghesia liberale che circondavano il vecchio centro di Vienna, imparò, per una sorta di osmosi culturale, che bisognava considerarli come espressione di una retorica pomposa e insincera. Quegli edifici non vennero però  demoliti in massa fino agli anni '50 e '60, i decenni più disastrosi per l'architettura moderna."

"Alla fine, come sempre accade in casi simili, ci fu un crollo - l'Età dell'oro finì come altri boom precedenti con un collasso del mercato immobiliare e del connesso sistema bancario -, ma fino a quel momento i centri delle città, grandi e piccole, di tutto il mondo furono sventrati e "valorizzati", a costo di distruggere città medievali sede di cattedrale come Worcester in Gran Bretagna o capitali coloniali spagnole come Lima in Perù. Da quando le autorità governative, sia a Est che a Ovest, scoprirono la possibilità di applicare metodi industriali per la rapida edificazione di alloggi popolari a basso costo, le periferie delle città si riempirono di squallidi palazzoni pieni di appartamenti, che faranno passare alla storia gli anni '60 come il decennio più disastroso nella storia dell'urbanizzazione."

"Il fondamentalismo religioso come grande forza che mobilita le masse con successo è proprio solo degli ultimi decenni del ventesimo secolo, nei quali abbiamo perfino assistito alla bizzarra rinascita in alcuni gruppi di intellettuali di idee che i loro nonni colti avrebbero descritto come superstiziose e barbariche."


Jan 10, 2013

Disconnect

Ho letto un nuovo articolo in cui si presentano soluzioni al supposto problema delle troppe email che riceviamo per lavoro. L'articolo dice cose tipo "employees at Daimler can have incoming emails automatically deleted during vacations". A me sembra follia pura.
Il problema, a mio parere, e' che le persone non sono in grado di utilizzare i diversi mezzi di comunicazione opportunamente. Il fatto che molti assumano che tutti siano costantemente online pronti a leggere la mail e' uno di questi errori.
L'email serve a comunicare informazioni o concetti anche complessi e che per questo necessitano di piu' di poche righe. Serve soprattutto a richiedere informazioni non urgenti, in quanto la caratteristica principale del mezzo e' la possibilita' che possa non esserci nessuno dall'altra parte a leggere il messaggio. La risposta non e' garantita. Ricordiamo che e' buona norma impostare un messaggio di out of office quando si e' lontani dall'email del lavoro per piu' di 24 ore.
Assodate queste caratteristiche, vediamo che non e' piu' un problema tornare dalle ferie e trovarsi l'inbox stracolma: leggeremo con calma tutti i messaggi, interrompendoci in caso di urgenze o compiti a maggiore priorita'. Chi aveva richieste urgenti e' stato informato dal nostro Out of office e puo' utilizzare altri mezzi piu' opportuni per mettersi in contatto urgentemente con noi.
Se abbiamo rapidamente bisogno di una risposta concisa, possiamo utilizzare un instant messaging, come la chat di skype, ad esempio. Se il destinatario della richiesta e' segnalato come online, possiamo provare a utilizzare questo mezzo. Anche in questo caso, pero', dobbiamo ricordarci che non c'e' garanzia di risposta: il destinatario potrebbe essere in pausa caffe', o semplicemente non aver impostato correttamente la notifica dei nuovi messaggi.
Se abbiamo bisogno urgentemente e con certezza di un'informazione importante, basta alzare il telefono; magari provando prima il fisso dell'ufficio e dopo il cellulare, secondo l'urgenza. Visto che ormai abbiamo il cellulare sempre in tasca, un sms puo' essere considerato una via di mezzo tra l'IM e la telefonata.
Ricordandoci di questi semplici concetti, saremo liberi sia di rispondere alle mail alle 2 di notte, sia di non sentirci obbligati a interromperci ogni 30 secondi per controllare Outlook o gli sms. Senza dover ricorrere ad assurdita' come la cancellazione automatica delle email.

Jan 7, 2013

Forse non tutti sanno che

L'utilizzo di bancomat e carte di credito nella Città del Vaticano è stato sospeso, in seguito a preoccupazioni circa attività di riciclaggio di denaro e scarsa trasparenza.

Due settimane fa uno psicolabile ha ucciso tre persone in Svizzera a fucilate. In Svizzera non esiste un registro dei possessori di armi da fuoco.

Jan 1, 2013

L'inchiesta

L'altro ieri, Domenica 30 Dicembre, su La Stampa c'era una mezza pagina dedicata alla "inchiesta" sulle auto immatricolate all'estero ma usate dagli italiani per sfuggire alle multe in Italia. Dato il non eccelso livello del giornalismo d'inchiesta italiano, non mi ha sorpreso piu' di tanto vedere che la vicenda era stata segnalata inizialmente da un giornale bulgaro e che La Stampa si e' limitata ad aggiungere alcune note di colore e qualche particolare in piu', ottenuto comodamente con una ricerca su eBay.
Cio' che invece e' riuscito a stupirmi e' stato prendere in mano Internazionale n.978, del 7/13 Dicembre e trovarci l'articolo "Le targhe venute dall'est" tradotto da Le Figaro (Francia), che riprende la notizia originale del quotidiano bulgaro 24 Chassa.
Questo numero di Internazionale e' stato chiuso in tipografia all'inizio di Dicembre e quindi, considerando i tempi di traduzione eccetera, come minimo l'articolo bulgaro risale a meta' Novembre. Come minimo. Non ho tempo di verificare ora con precisione.
Cio' significa, giusto per riassumere, che La Stampa ricicla come "inchiesta" una notizia tradotta in italiano da Internazionale, proveniente da Le Figaro, che l'ha ripresa dal quotidiano bulgaro 24 Chassa.
Quando si dice "essere sul pezzo"!