20 gen 2013

Hobsbawn e nuvole

Preludio.

Mentre in aereo leggo il capitolo del Secolo Breve sull'emancipazione femminile, davanti a me le due coppie con bambini si sono separate: i papà parlano dell'eccellente risoluzione del nuovo TV, le mamme tengono a bada i due piccoli teppisti e si scambiano esperienze sui ritmi sonno-veglia e sui popparuoli. Mi sparo gli Iron Maiden a palla negli auricolari prima che passino, come di consueto, a temi più "caldi" come vomiti e cacche.

Interludio.
Sempre più spesso ho la sensazione di essere un alieno. Siamo su un volo dall'Europa all'America. Sono le 15.20 in Italia, le 9.20 in USA. Perché tutti hanno abbassato gli oscuranti dei finestrini e si sono messi a dormire?

Citazioni dal libro.
"Qualunque fosse la variante locale del modernismo, fra le due guerre esso divenne il distintivo di quanti volevano dimostrare di essere colti e al passo coi tempi. [...] L'autore di questo libro, cresciuto tra i grandi monumenti architettonici della borghesia liberale che circondavano il vecchio centro di Vienna, imparò, per una sorta di osmosi culturale, che bisognava considerarli come espressione di una retorica pomposa e insincera. Quegli edifici non vennero però  demoliti in massa fino agli anni '50 e '60, i decenni più disastrosi per l'architettura moderna."

"Alla fine, come sempre accade in casi simili, ci fu un crollo - l'Età dell'oro finì come altri boom precedenti con un collasso del mercato immobiliare e del connesso sistema bancario -, ma fino a quel momento i centri delle città, grandi e piccole, di tutto il mondo furono sventrati e "valorizzati", a costo di distruggere città medievali sede di cattedrale come Worcester in Gran Bretagna o capitali coloniali spagnole come Lima in Perù. Da quando le autorità governative, sia a Est che a Ovest, scoprirono la possibilità di applicare metodi industriali per la rapida edificazione di alloggi popolari a basso costo, le periferie delle città si riempirono di squallidi palazzoni pieni di appartamenti, che faranno passare alla storia gli anni '60 come il decennio più disastroso nella storia dell'urbanizzazione."

"Il fondamentalismo religioso come grande forza che mobilita le masse con successo è proprio solo degli ultimi decenni del ventesimo secolo, nei quali abbiamo perfino assistito alla bizzarra rinascita in alcuni gruppi di intellettuali di idee che i loro nonni colti avrebbero descritto come superstiziose e barbariche."


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