12 apr 2013

L'evoluzione della specie

Qualche giorno fa ho trovato al supermercato il Samsung Galaxy Chat in offerta, e siccome era da un po' che sentivo il bisogno di uno smartphone al passo coi tempi, ho deciso di comprarlo. E' il quarto cellulare in totale che compro nella mia vita, cioè, in realtà, dal 2000 ad oggi. Mi chiedo a volte se comprerei uno smartphone se non dovessi usarlo per lavoro: so che chiamate ne farei pochissime, mentre vorrei utilizzare molto Internet ma le tariffe attualmente disponibili mi sembrano ridicole.
Comunque, sono finito sul Galaxy Chat fondamentalmente perché ha la tastiera. Ho provato in passato un cellulare touch e in un paio di mesi non sono riuscito minimamente ad abituarmici: un po' per ragioni  "fisiche", un po' perché con le tastiere touch diventano indispensabili i correttori automatici, e per me i correttori automatici fanno più danni che altro. A me piace scrivere correttamente e senza fare strafalcioni, e i rari errori che faccio li correggo quasi sempre perché prima di mandare un messaggio lo rileggo sempre un paio di volte; non ho quindi bisogno del correttore automatico o dell'algoritmo che predice le parole o dell'auto-completamento, anzi: le correzioni automatiche in lingua italiana sono il più delle volte indesiderate e mi costringono a cancellare e correggere. E siccome le tastiere touch senza correttore automatico sono scomode e lente, non riesco a usarle.
Le finiture del Samsung che ho preso ricordano in maniera imbarazzante il Nokia E72 che sto mandando in pensione. Mi pare d'aver letto un articolo dove la Samsung veniva definita un "fast follower" o qualcosa del genere, un modo elegante per dire che copiano i design altrui. In effetti...
A parte però l'ovvio incremento di prestazioni e di funzioni del sistema operativo, devo dire che l'ergonomia della classe di cellulare che prediligo (vedi foto) non è aumentata col passare del tempo. Del Samsung non mi piace il tasto di spegnimento/lock sul lato destro, posizionato esattamente all'opposto del tasto del volume, cosa che rende difficile premere uno senza premere anche l'altro quando si usa il telefono con una mano sola. Non mi sono mai piaciuti i tasti touch di menù/home/back dei Samsung, ho sempre preferito i tasti "veri" con un bel "clic" come quelli del Nokia o, meglio ancora, del Palm Treo Pro.
Il Nokia E72 non ha il touchscreen e il suo vecchio Symbian è, per dirla in estrema sintesi, un casino. Nel 2010 mi sembrava una buona idea e finché s'è trattato di leggere la mail il suo lavoro l'ha fatto anche benino, ma il peso del tempo ormai si faceva sentire e Symbian è morto da tempo, quindi...
Il Palm Treo Pro con Windows Mobile comprato nel 2008, devo dire, risulta ancora il migliore del terzetto. Touchscreen, stilo, perfetta integrazione con Exchange (ineguagliata in tutti gli altri telefoni che ho provato o visto usare da colleghi), tasti retroilluminati morbidi e ben separati, ben sei tasti funzione e il "pirulino" centrale per i clic e gli spostamenti su/giù/sx/dx. Eliminando il pirulino, ottimizzando lo spazio e aguzzando un po' gli angoli, si sarebbe potuto aumentare la dimensione dello schermo senza dover sacrificare la tastiera. Peccato che dopo un paio d'anni di uso intensivo il touchscreen m'ha abbandonato e la batteria era ridotta allo stremo.
Mi rendo conto di essere in minoranza, ma continuo a sostenere che la tastiera touch è improponibile per un uso professionale e frequente dello smartphone, tanto che i veri "road warrior" si armano di strumenti con schermi ben più ampi, come i tablet o i vari ibridi "phablet" tipo Galaxy Note. Prima o poi, ne sono sicuro, il mercato mi darà ragione: i touchscreen vanno bene per giocare a Ninja Fruit; per lavorare ci vuole la tastiera.


PS: il testo indentato sta meglio?

1 commento:

Alessandro Iacopetti ha detto...

Condivido, e tempo fa mi chiedevo come mai non ci sono più telefoni android con tastiera fisica.
Neanche le difficoltà attuali di blackberry sembrano avere stimolato il mercato ad offrire più alternative.
http://pleasedonttouchthescreen.blogspot.it/2012/12/attack-of-qwerty-androids.html