30 giu 2013

You give love a bad name

video

Sono reduce da una serata-karaoke allo stadio Meazza di Milano, dove cinquantamila invasate hanno cantato a squarciagola per tre ore insieme a Jon Bon Jovi e soci. L'entusiasmo alle stelle del pubblico mi ha fatto pensare ad alcuni commenti post concerto di Springsteen un po' delusi, come dire, dal fatto che ci si fosse divertiti un po' troppo, si fosse fatto un po' troppo casino a scapito dei momenti più introspettivi e della qualità musicale. Non sto a dilungarmi troppo a riguardo, perché gli springsteeniani sanno a cosa mi riferisco e agli altri non gli interessa. Dico solo che l'entusiasmo straripante con cui è stato accolto Bon Jovi ieri a San Siro, confrontato ad esempio con lo springsteeniano un po' deluso perché ha suonato tutto Born In The USA invece di qualche album più figo come, che so, Born To Run o Darkness On The Edge Of Town, mi ha fatto venire in mente l'ultrà milanista di Eccezzziunale Veramente che chiede: "cosa credi che andiamo a fare allo stadio? a divertirci??".


22 giu 2013

Lezione di giornalismo

Ho appena letto questo articolo, e tutti dovrebbero leggerlo perché è una vera lezione di giornalismo.

L'Associazione Medica Americana ha riconosciuto l'obesità come malattia.

Un comitato della stessa associazione aveva precedentemente consigliato di non effettuare tale riconosciumento.

Il tema merita sicuramente una discussione approfondita, e l'articolo presenta correttamente al lettore tutti i punti di vista e gli spunti su cui riflettere.

"To some extent, the question of whether obesity is a disease or not is a semantic one, since there is not even a universally agreed upon definition of what constitutes a disease."
"Whether obesity should be called a disease has long been debated."
"The council said that obesity should not be considered a disease mainly because the measure usually used to define obesity, the body mass index, is simplistic and flawed."
"The suggestion that obesity is not a disease but rather a consequence of a chosen lifestyle exemplified by overeating and/or inactivity is equivalent to suggesting that lung cancer is not a disease because it was brought about by individual choice to smoke cigarettes,” the resolution said."

19 giu 2013

Le nuove frontiere dello spam

...Che ovviamente tanto nuove non sono.
Tempo fa ho ricevuto una richiesta di connessione (o "amicizia"? come si dice?) su Linkedin da un tale A.I. che non conosco minimamente. Invece di accettare immediatamente, come invece mi pare facciano in molti, gli scrivo un messaggio: "ci conosciamo? come ha trovato il mio contatto?". Mi risponde una cosa del tipo che sta cercando di allargare la sua rete professionale, e che ha trovato il mio contatto da qualche parte e blah blah blah. Vabbè, accettiamo e vediamo chi è: "Looking for a new career opportunity anywere (sic) in Europe: Security Consultant, Evangelist, Speaker, Trainer and Blogger". Che tradotto dall'inglese al mio personalissimo dizionario, vuol dire "m'hanno lasciato a piedi, non so l'inglese e/o non rileggo ciò che scrivo, e tutti i titoli ineffabili che ho usato fino a ieri non mi permettono di portare a casa la pagnotta quindi adesso sono alla ricerca di un lavoro serio e non so che pesci pigliare". Che non ci sarebbe niente di male, eh, per carità. Il problema è che A.I. passa la giornata a linkare post di altri siti su Linkedin, sommergendo tutto il resto: quando apro l'app o il sito (raramente, per vedere che succede) non trovo praticamente altro che suoi post. Uno spammer, insomma. Ma uno spammer "dilettante", per modo di dire: non uno spammer di quelli che mandano milioni di mail sperando di vendere qualche flacone di viagra, ma piuttosto uno di quelli che non avendo altro da fare durante il giorno (si sa che l'evangelist o passa le giornate predicando nel deserto della Palestina o fondamentalmente sta attaccato al pc) ritwitta, cita, posta, linka, quota, tutto quello che gli capita a tiro.
Ho quindi scoperto che non è proprio facilissimo rimuovere un contatto dalla propria rete Linkedin. Bisogna andare in Network -> Contacts, poi cliccare su Remove Connections, poi selezionare il contatto dalla lista (NB: non si può cercare, va selezionato a mano), cliccare sul bottone Remove Connections, e quindi confermare un'ultima volta. Anzi, no, poi c'è ancora da inserire la password di Linkedin, giusto per sicurezza.

Scorrendo la home di Linkedin, mi sono ricordato (spero di non sbagliarmi) di aver letto un articolo che segnalava che questo social network "professionale" aveva recentemente bloccato gli account relativi ad attività di escort (che preferirei continuare a chiamare "prostituzione", giusto per essere più chiari). Ed ecco che arriviamo infine alle vere, "nuove" frontiere dello spam: le connessioni sui social network.
Ora magari sarò io che ho dei pregiudizi maschilisti, ma nutro forti dubbi che specialmente Bonny e Naomi siano effettivamente chi sostengono di essere nel loro profilo. La povera Aneta, magari, fa davvero la "Career Coach", però si ritrova proprio in cattiva compagnia.
La cosa fantastica del social spam è ovviamente che la vittima si offre volontariamente allo spammer e gli offre un sacco di informazioni personali e professionali utili a inviare ulteriore spam e, potenzialmente, a eseguire truffe più pericolose.
Una mia considerazione è che moltissimi profili fake sui social network utilizzano foto osé o ammiccanti di belle ragazze, evidentemente per attirare il pubblico maschile, che è ancora maggioritario su Internet. Mi domando quali trucchi vengano utilizzati per catturare il pubblico femminile.
Un altro pensiero va ai poveri sys admin dei social network e alla loro battaglia -persa in partenza- contro i profili fake e spammatori. Aggiungiamoci poi il fatto che la lotta agli spammer finisce del calderone delle richieste di blocco generiche che vengono sollevate da tutte le parti, perché il tal video offende la tal religione, o la tale immagine offende il senso del pudore di qualcuno e chi più ne ha più ne metta, e vediamo che la missione è veramente impossibile.

Facebook, recentemente, mi suggeriva questa nuova "amicizia":


14 giu 2013

Colon?

Questa immagine appena vista su Facebook mi ha ricordato che urge trovare al più presto un modo per dire ":" più veloce di "due punti" e meno fisiologico dell'inglese "colon".
Altrimenti, leggere gli indirizzi IPv6 continuerà ad essere una sofferenza.

2001:0db8:85a3:0:1319:8a2e:0370:7344

PS: che poi non si capisce perché non si è potuto continuare a usare il ".".