Jul 31, 2013

Altro consiglio gratis per i programmatori di Android

Quando fate un client email che deve sincronizzarsi col server remoto, tipo Exchange, le azioni sui messaggi sincronizzatele immediatamente anche in locale. Esempio: il messaggio che ho appena cancellato voglio vederlo subito nel cestino: ce l'ho messo io! Gli altri messaggi li sincronizziamo con calma in background, ma quello che ho spostato dalla cartella x del cellulare alla cartella y voglio vederlo subito. Quelli di Symbian c'erano arrivati anni fa.

Jul 29, 2013

Niente di vero

"Invece non avete un buon rapporto con i social network.
NT: Non e' che non sia buono: proprio non c'e'. Abbiamo provato con Twitter, ma ci siamo cancellati. E' una relazione negativa e volgare, quella che si crea. Fintamente democratica, e' tutto marketing, dare alle persone l'impressione di partecipare alla vita e alla creativita' di qualcuno. Ma non c'e' niente di vero. Meglio la distanza."
Neil Tennant, Pet Shop Boys; Vanity Fair edizione italiana.

Jul 28, 2013

Divertimenti estivi



Leggo sulla stampa locale l'articolo di cui sopra. Qualche giorno fa leggevo del sindaco di nonsodove messo sotto accusa per aver fatto da giurato nelle selezioni di Miss Italia. La scosa settimana di parlava di una corsa degli asini senza asini per "evitare le proteste degli animalisti". Sembrerebbe che i temi etici e morali siano all'ordine del giorno. La cosa che mi colpisce e' l'ipocrisia generalizzata: la maglietta bagnata la facciamo "hot ma non troppo" altrimenti il parroco protesta. Io vorrei chiedere a questo parroco quale sia il limite oltre il quale un concorso di maglietta bagnata non e' piu' accettabile secondo i canoni della Chiesa Cattolica. Dall'atteggiamento del parroco e degli organizzatori (per come riportato dalla stampa) si deduce che un concorso di miss maglietta bagnata non va limitato in quanto offensivo della dignita' delle donne, ma solo dal punto in cui l'esibizione di seni bagnati crea imbarazzo al parroco. A mio parere, si lascino bagnare le magliette ed esibire le spogliarelliste; si pensi piuttosto a dare al pubblico di tali spettacoli gli strumenti culturali per distinguere la differenza, ad esempio, tra spettacolo di intrattenimento e sfruttamento sessuale. 

Jul 24, 2013

Libero mercato, etico e in salsa hacker

Ho recentemente letto questo articolo sul New York Times riguardante le aziende che ricercano exploit zero day per poi rivenderli al migliore offerente, incuriosito dal nome (noto) italiano di Luigi Auriemma. Premesso che ad Auriemma va il merito di aver parlato dell'argomento apertamente e di classificarsi quindi tra i meno ipocriti nel settore, la sua affermazione usata al termine dell'articolo mi ha lasciato perplesso. Evidentemente ben cosciente delle implicazioni morali della propria attivita', implicazioni che peraltro l'articolo menziona solo tra le righe, con una excusatio non petita Auriemma sostiene che non sia etico fornire gratuitamente i frutti del proprio lavoro agli autori dei software vulnerabili in questione, e sia ancora meno etico fornirli a basso prezzo ad aziende che poi a loro volta li rivenderebbero con guadagni stratosferici fondamentalmente immeritati. A me ha colpito il fatto che si tiri di mezzo l'etica in discussioni come questa. E' chiaro (o forse no?) che l'etica e la morale siano concetti del tutto soggettivi che invece sono spesso usati per tracciare linee arbitrarie tra i buoni e i cattivi. Ognuno scelga quella che ritiene la cosa giusta da fare, ma non si vada a scomodare principi universali, soprattutto quando si parla di soldi. Proviamo a fare un parallelo tra l'hacker alla ricerca di bug e il mondo fisico, tangibile: passeggiando ogni giorno davanti al negozio di Pinco Pallino ho notato che nonostante egli inserisca l'allarme ogni sera e la spia dell'allarme stesso sia regolarmente accesa, l'impianto non è in realtà in funzione, a causa del fatto, che so, che la sirena non e' collegata correttamente. In questo caso, qual e' la cosa giusta (o "etica") da fare? Dirlo immediatamente a Pinco Pallino,  far finta di niente, chiedergli una somma di denaro in cambio dell'informazione, o vendere la notizia al primo che passa per strada? Certo, Pinco Pallino non ha curato con attenzione la messa in opera del proprio sistema d'allarme, e la ditta che gliel'ha venduto evidentemente non offre un buon servizio di manutenzione, e quindi possiamo considerare entrambi colpevoli quantomeno di negligenza. Ma la questione rimane: qual e' la cosa giusta da fare?

Jul 23, 2013

Non c'e' peggior sordo

Nei giorni scorsi ho letto due articoli interessanti. Il primo, sull'International Herald Tribune, riguarda l'ultima fabbrica di automobili rimasta a Detroit, dopo che l'industria e' collassata e la citta' e' stata semi abbandonata. L'impianto e' della Chrysler, che come saprete e' di proprieta' della FIAT. Il rilancio della casa e della fabbrica e' stato effettuato attraverso un patto molto duro con i sindacati, in base al quale i nuovi assunti sarebbero partiti da una paga base di 16 dollari all'ora, contro i 28 precedenti. In Italia il "dibattito", se cosi' si puo' definire, sulle sorti della FIAT oscilla sempre e solo tra posizioni sindacali dove Marchionne e' il diavolo impersonificato e "supporters" di Governo proni a qualunque iniziativa padronale, per spregiudicata che sia. Sarebbe ovviamente meglio se entrambe le parti iniziassero ad agire in buona fede e sapessero trarre lezioni positive dall'esempio USA. L'altro articolo, e' scritto da un pediatra sul tema della pericolosita' dei vaccini. Anche in questo caso, il dibattito si esaurisce nello scontro tra i catastrofisti/complottisti secondo i quali bisognerebbe smettere di vaccinare i bambini, e la massa che accetta acriticamente ogni decisione presa dalle multinazionali del farmaco. La quentione, invece, mi pare relativamente semplice, e l'articolo la riassume efficacemente: "in questi giorni mi sento come un parafulmine per quel 5-10% di genitori contrari ai vaccini (ci sono in ogni parte del mondo), rifiutando di vederne i benefici: sono concentrati sui possibili, anche gravi danni (limitati a 1 su 10-100.000) e non si interessano dei gravi danni delle malattie infettive che possono essere prevenute (dell'ordine di 1 su 1.000 bambini)."

Jul 10, 2013

Fortuna

"Napoleon was asked why his generals were so lucky, and he said, “I only appoint lucky generals.”"

Jul 9, 2013

Arretratezza digitale

Sul sito del Mulino c'è un breve articolo sul tema: "Un Paese a 56k". E' una lettura interessante, anche se ci dice cose che tutti dovrebbero già sapere. Ho aggiunto un mio lungo commento, che non sto a ricopiare qui, ma è il primo della lista.

Jul 4, 2013

Lettera aperta all'autore del driver della stampante HP deskjet 3845 per Mac OSX

Gentile amico,
lascia che ti spieghi una cosa: quando sto stampando e mi finisce la carta, il comportamento che desidero dalla stampante è che essa si accorga di quando infilo nuova carta nel cassetto e riprenda quindi la stampa da dove si era interrotta. Se proprio tale funzione va oltre le vostre capacità tecnologiche, in subordine sarebbe accettabile che la stampante attendesse un periodo un po' più lungo degli attuali 2 secondi prima di rinunciare completamente alla stampa: in questo modo, farei probabilmente in tempo a inserire altra carta. Ma se anche questo per qualche ragione fosse irrealizzabile, sarebbe almeno gradito che quando clicco su "Resume", la stampa riprendesse da dove si era interrotta, e non dall'inizio come accade ora.