25 gen 2014

Sarò io che ragiono male

Abitando vicino all'aeroporto, è raro che io prenda il taxi per andarci o per tornare a casa, e ogni volta che lo faccio è un'esperienza che varia tra il pessimo e lo sconfortante. Oggi sono uscito da Malpensa alle 13.30 circa, e c'era una lunga fila di taxi in attesa di clienti; salito sul primo, il tassista m'ha guardato con la morte nel cuore mentre gli spiegavo la destinazione (che è già qualcosa rispetto ai soliti musi cafoni che mi devo sorbire solitamente), e una volta messo in moto ha iniziato a fare i conti del tempo. Sì, perché mi ha spiegato che se ci mette meno di 30 minuti a tornare indietro può rimettersi in cima alla fila, altrimenti finisce in fondo e "oggi non prendo più una corsa": "è dalle 9 che sono qua", mi ha detto. Io trasecolo: cioè, dalle 9 in coda e io sono il primo cliente? alle 13.30??
Ora, tralasciamo i piccoli dettagli tipo il suo annuncio "è una lotta contro il tempo, devo tirare" (che tanto se anche ci schiantiamo, saranno in pochi a piangere per un tassista in meno sulla faccia della terra, e del passeggero chissenefrega), ciò che mi lascia senza parole è l'assurdità del sistema: voglio dire, se io facessi un lavoro dove la giornata può concludersi con un incasso lordo di 40 Euro, farei di tutto per trovare qualche modo per fare più soldi. Scusandomi ampiamente, ho provato a chiedergli se per tanto così non gli convenisse andare in giro a caccia di corse, invece di starsene tutto il giorno in parcheggio a Malpensa: "eeh ma non è che in giro è tanto meglio", dice lui. Boh, sarà così. E' chiaro che in Italia nessuno si sogna di poter prendere un taxi "al volo" per strada, soprattutto in provincia, perché sono tutti fermi al parcheggio di Malpensa; e i tassisti non si schiodano dai parcheggi perché in giro non c'è nessuno in cerca di taxi. Alla faccia del circolo vizioso.
A rincarare la dose, c'è anche il fatto che, per tamponare il problema delle giornate da 40 Euro, cosa fanno i tassisti? mettono delle tariffe sempre più care, che non è per niente carino, soprattutto quando sei una categoria che opera in regime di monopolio, e peraltro ottenendo l'unico effetto di far scappare ulteriormente i clienti. Ma sorvoliamo anche qua.
Quando mi chiedono perché preferisco gli Stati Uniti all'Italia, per esempio, penso che preferisco quel paese perché è basato su un'etica secondo la quale, se vuoi guadagnare, non te ne stai in parcheggio all'aeroporto ad aspettare i clienti, ma i clienti te li vai a cercare, e che se invece sei uno di quelli che non ha voglia di consumare i copertoni, beh, almeno non ti lamenti: guadagnerai poco ma hai tanto tempo per fare altre cose, che so, diventare campione mondiale di sudoku.

Ah, a questo riguardo, casca a fagiolo l'episodio dell'altro ieri ad Abu Dhabi, perché riguarda proprio i tassisti. M'è caduto il porta carte di credito sul sedile del taxi mentre andavo in aeroporto a noleggiare l'auto, verso le 18; quando me ne sono accorto, visto che senza carta l'auto non me la davano, non ho avuto altra scelta che prendere un altro taxi (ovviamente chiamandolo al volo fuori dal parcheggio dell'autonoleggio, tempo di attesa 30 secondi) per tornare in albergo. Quando gli ho detto della mia disavventura, il tassista si è offerto di portarmi al TransAD, che fa da autorità di regolamento, call centre, ufficio oggetti smarriti e chissà cos'altro, premurandosi di chiarire, nel suo inglese zoppicante, che la corsa era offerta ("no pay, no pay"), raccontandomi spezzoni di un episodio analogo qualche tempo prima. In breve, mi ha portato al TransAD (un buon venti-trenta minuti di autostrada, 80 e passa Dirham), è rimasto lì ad aspettarmi (altri tre quarti d'ora di anticamera - o forse meno, è che l'attesa era snervante), e poi mi ha riportato in albergo; voleva farmi pagare solo l'ultima corsa, ma gli ho lasciato comunque 100 Dirham (la folle cifra di 20 Euro - per quasi due ore di lavoro). La cosa fantastica, poi, è che il TransAD ha un call centre dove dicendogli quando e dove hai preso il taxi e più o meno quanto hai pagato, trovano la tua corsa, nome e foto del tassista e te lo recuperano anche se in quel momento è su Marte. Ah, e ovviamente, oltre ad essere tutto accessibile tramite il call centre, ogni taxi ha anche una videocamera di sicurezza installata nel tassametro. La cosa poi ancora più meravigliosa è che, a causa delle mie spiegazioni lacunose, il tassista inizialmente non si trovava, e quindi me ne ero tornato in albergo con le pive nel sacco; ho chiesto all'albergo di visionare le loro security cameras per vedere se riuscivano a identificare il numero del taxi che mi aveva caricato: anche così non si capiva, ma non si sono dati per vinti: dando le indicazioni giuste al TransAD sono riusciti a recuperare il povero Jamal, che fortunatamente aveva ancora le mie carte di credito in auto, richiamarlo e ridarmi il tutto alle 23.30 circa, per la modica cifra di 31 Dirham (costo della corsa di Jamal da Salcavolodove all'albergo).
Non aggiungo altro, perché il confronto con l'Italia ognuno può farselo per conto suo.

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